The First Jasmine (2026): Bai Lu Convince, la Sceneggiatura Meno | Recensione e Cast
Locandina di The First Jasmine - Courtesy of Tencent Video
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DettagliVALUTAZIONE: (7/10)
TITLOLO ORIGINALE: 莫离 - Mò lí ANNO: 2026 EPISODI: 40 DURATA: 45’ REGIA: Lam Yuk Fan, Leung Sing Kuen SCENEGGIATURA: Zhao Na, Li Zongchen, Guan Shengnan, Chen Chen, Zhong Heng, Xu Bo AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Feng Qing (盛世嫡妃 - The First Wife of a Prosperous Era) LUOGHI COMUNI RISPETTATI: 1 - 2 - 5 - 6 - 9 - 10 - 12 - 13 - 15 - 19 - 20 |
IN BREVE
- Cosa aspettarsi: The First Jasmine è un drama storico che si distingue per protagonisti poco convenzionali e una narrazione volutamente enigmatica. Tra gli aspetti più apprezzabili della serie ci sono la rappresentazione non stigmatizzante della sofferenza psicologica e la volontà di proporre personaggi più complessi e meno archetipici del solito. Al tempo stesso, però, la serie soffre di un ritmo molto lento e di una gestione delle informazioni che risulta spesso frustrante. Molti elementi della trama, così come le motivazioni di protagonisti e antagonisti, vengono chiariti solo molto avanti, rendendo difficile distinguere tra misteri realmente voluti e semplici vuoti informativi. Questa scelta contribuisce a creare un'atmosfera di costante incertezza che finisce per rendere alcuni conflitti meno interessanti di quanto potrebbero essere.
- Punti forti: i protagonisti non convenzionali, la coinvolgente trama di vendetta, la normalizzazione del disagio mentale.
- Punti deboli: il ritmo lento, la narrazione deliberatamente opaca, le coincidenze forzate.
- Consigliato se ti piacciono: Bai Lu e Cheng Lei, i drama con matrimoni combinati e slow burn romance, le storie di vendetta, le serie con protagonisti non convenzionali.
- Lo rivedrei? Sì, ma solo perchè sono una fan assidua di Bai Lu.
Continua a leggere per capire se questo drama vale davvero l'hype che ha generato.
Guardare The First Jasmine significa accettare di entrare in una storia che sfugge ai canoni della narrazione classica. È come trovarsi davanti a un mosaico di cui vengono mostrate poche tessere alla volta: abbastanza da intuire che esista un disegno più grande, ma non abbastanza da distinguerlo con chiarezza. Eppure è proprio questa sensazione di incertezza a rendere il drama così particolare. Dietro la nebbia dei non detti si intravedono personaggi fuori dagli schemi, rapporti complessi, ferite mai rimarginate e una storia che possiede tutti gli elementi per diventare un grande racconto di vendetta, redenzione e amore.
In questa recensione del drama The First Jasmine ho cercato di analizzare sia gli aspetti che ho trovato più riusciti, sia quelle scelte narrative che, a mio avviso, hanno finito per limitare il potenziale di una storia che avrebbe potuto lasciare un segno molto più profondo.
Trama
Ye Li, primogenita del secondo ramo della famiglia Ye, torna nella capitale dopo otto anni trascorsi in isolamento all’Accademia del Monte Li. Il suo rientro è disposto dall’Imperatrice Vedova per celebrare il matrimonio combinato con Mo Xiu Yao, Principe Ding, rimasto paralizzato alle gambe dopo la battaglia del Passo Suixue contro le forze nemiche del Cangbei.
In realtà la sua caduta è il risultato di un’ampia trama politica: prima dello scontro, infatti, il fronte del Da Chu viene indebolito dal ritiro della Cavalleria Heiyun, guidata da suo fratello Mo Xiu Wen. L’uomo è però vittima di un complotto: il decreto imperiale che ne autorizzava il rientro nella capitale viene rubato e lui viene accusato di tradimento e collusione col nemico. La sua condanna a morte travolge l’intera famiglia, segnando la rovina del casato e lasciando Mo Xiu Yao ferito e disilluso a pagarne le conseguenze.
Per Ye Li, invece, il ritorno dal Monte Li non è semplicemente un ritorno alla vita mondana. L’Accademia del Monte Li è stata per lei un luogo sospeso, lontano dalla capitale e dai suoi giochi di potere, ma anche un luogo segnato da isolamento, difficoltà ed eventi traumatici. Da lì riemerge con un bagaglio emotivo complesso, fatto di ferite interiori e di obiettivi di vendetta mai apertamente confessati.
Quando entra nella vita di Mo Xiu Yao, i due si trovano a condividere più fragilità che certezze. Tuttavia, tra diffidenze iniziali e una fiducia costruita giorno dopo giorno, Ye Li diventa colei che lo spinge ad aprirsi di nuovo alla vita: lo aiuta a recuperare l’uso delle gambe e, soprattutto, a guardare con speranza al futuro.
Intanto, fra le trame del Marchese di Muyang, il piano di riconquista del trono del figlio del defunto Principe Ereditario e i giochi di potere della corte imperiale, emergono segreti legati al passato di Ye Li e al suo legame con il Monte Li, che mettono progressivamente alla prova il loro rapporto, fino a rischiare di dividerli proprio quando sembra che abbiano trovato un equilibrio.
"Che la strada di fronte a noi sia tempestosa, facile o piena di ostacoli, io sarò sempre con te. Non sarai mai più sola."
Recensione del Drama The First Jasmine (No Spoiler)
The First Jasmine è arrivato sugli schermi accompagnato da aspettative particolarmente elevate, alimentate sia dalla popolarità del romanzo originale sia dalla presenza di Bai Lu nel ruolo della protagonista.
A contribuire ulteriormente ad amentare l'interesse del pubblico verso la serie sono però state anche le polemiche che hanno accompagnato la produzione. La più discussa ha coinvolto la sceneggiatrice Meng Qiqi, che aveva inizialmente accusato l'attrice di aver esercitato pressioni per sostituire il team di scrittura, salvo poi ritrattare pubblicamente le proprie dichiarazioni pochi giorni dopo.
La vicenda ha dominato per diverso tempo il dibattito sui social cinesi, trasformandosi in uno degli argomenti più discussi nelle settimane precedenti alla messa in onda e favorendo un'impennata dell'attenzione attorno al drama.
Trama e Ritmo Narrativo
La trama di The First Jasmine è nel complesso intrigante e, pur non essendo esageratamente complessa, riesce a distinguersi grazie ad alcune scelte poco convenzionali. I due protagonisti, in particolare, si allontanano sensibilmente dagli archetipi più comuni del genere: Mo Xiu Yao non è il classico eroe caduto in disgrazia assetato di vendetta, mentre Ye Li è una protagonista la cui lucidità strategica convive con un trauma psicologico che sembra alterarne profondamente la percezione della realtà. Anche la dimensione politica non segue i ritmi narrativi classici: molti intrighi e rapporti di potere restano infatti fuori dalla conoscenza immediata dello spettatore, che è spesso chiamato a ricostruirli autonomamente attraverso pochi indizi disseminati nel corso della narrazione.
Proprio questa scelta, però, finisce per influenzare negativamente il ritmo del drama, che risulta decisamente troppo lento e contemplativo. Le informazioni vengono rivelate con estrema parsimonia, spesso anche attraverso frammenti di immagini o di ricordi, e una parte significativa della tensione non nasce dagli eventi o dagli intrighi, ma dall'ambiguità emotiva dei personaggi e dalla difficoltà di comprendere con precisione i loro pensieri, le loro motivazioni e le loro intenzioni. Ho avuto talvolta l'impressione che gli sceneggiatori evitassero deliberatamente di rendere troppo chiari i ragionamenti dei protagonisti per mantenere alta la suspense attraverso il non detto; personalmente, però, trovo che questo approccio finisca per rallentare ulteriormente una narrazione già molto prudente nel condurre lo spettatore verso la soluzione degli enigmi.
A ciò si aggiunge una costruzione narrativa che spesso risulta poco leggibile. Le scene tendono a mostrare soltanto ciò che è necessario nell'immediato, mentre le connessioni tra eventi, personaggi e avvenimenti passati vengono lasciate implicite o chiarite soltanto molto più avanti. La coerenza complessiva della storia emerge così soprattutto a posteriori, attraverso una ricostruzione retrospettiva da parte dello spettatore. Dettagli sul passato dei personaggi, sulle loro attività segrete o sulle motivazioni che guidano le loro azioni vengono frequentemente omessi o appena suggeriti, rendendo difficile distinguere tra una pista narrativa realmente proposta dalla serie e una semplice ipotesi formulata per colmare un vuoto informativo.
Più che seguire un mistero che si sviluppa gradualmente, ho avuto spesso la sensazione di dover ricostruire la trama partendo da frammenti isolati e collegamenti che non mi erano stati mostrati mentre prendevano forma. A mio parere questo finisce per indebolire la tensione narrativa: invece di alimentare la curiosità, rende più difficile orientarsi nella storia e trasforma un intreccio potenzialmente molto interessante in un'esperienza a tratti dispersiva e meno coinvolgente di quanto avrebbe potuto essere.
Personaggi e Storia d’Amore
Anche i personaggi di The First Jasmine sono costruiti secondo una logica di forte opacità motivazionale, che rende spesso difficile comprendere davvero cosa pensino, provino o desiderino. Questo emerge soprattutto nel Mo Xiu Yao della prima parte della storia. A differenza del classico protagonista caduto in disgrazia, che dietro una facciata impassibile nasconde rabbia, ambizione e un progetto di rivalsa destinato a emergere poco alla volta, Mo Xiu Yao appare come un uomo emotivamente esausto, disilluso e ormai ridotto a una sorta di modalità sopravvivenza. È una scelta potenzialmente interessante, ma che finisce spesso per tradursi in una percezione di passività: nelle prime puntate dà l'impressione di osservare più che agire, indebolendo il proprio impatto narrativo.
Il contrasto con Ye Li rende questa dinamica ancora più evidente. Anche lei è caratterizzata da una forte ambiguità: molte delle sue emozioni restano implicite e diversi aspetti della sua storia vengono compresi solo retroattivamente. La differenza è che Ye Li rimane costantemente al centro dell'azione: anche quando non è chiaro cosa stia pensando, è sempre visibile cosa stia facendo. Mo Xiu Yao, al contrario, risulta più statico e finisce per apparire meno incisivo di quanto la storia vorrebbe far credere.
Con il procedere della narrazione diventa evidente che questa impostazione non riguarda soltanto i protagonisti. Anche personaggi secondari come Mo Jing Li vengono raccontati attraverso una costante reticenza sulle loro motivazioni e sul loro punto di vista. Nonostante la forte influenza sugli eventi, rimangono a lungo difficili da decifrare perché il racconto rinvia continuamente le spiegazioni sulle loro reali intenzioni. Lo stesso accade agli antagonisti: non perché siano privi di obiettivi, ma perché questi vengono sistematicamente sottratti alla conoscenza dello spettatore. Per lunghi tratti li vediamo agire e influenzare la trama senza sapere con chiarezza cosa vogliano ottenere o perché. Di conseguenza i conflitti risultano efficaci sul piano pratico, ma meno coinvolgenti su quello emotivo e intellettuale, perché spesso assistiamo allo scontro senza comprenderne pienamente la posta in gioco.
Questa stessa logica si riflette anche nel rapporto tra i due protagonisti. Ye Li non è una figura completamente trasparente e una certa cautela iniziale da parte di Mo Xiu Yao è comprensibile. Tuttavia, per buona parte della storia lui continua a trattarla come una persona potenzialmente ostile anche quando i fatti suggeriscono il contrario. Di conseguenza, molte delle loro dinamiche finiscono per svilupparsi attraverso silenzi, sottintesi e incomprensioni che prolungano i conflitti più del necessario, rendendoli a tratti artificiosi e frustranti.
Nella seconda metà del drama questo equilibrio, in parte, cambia: la relazione tra Ye Li e Mo Xiu Yao diventa più aperta e lui si mostra progressivamente più affezionato, fiducioso e attento ai bisogni della moglie. Pur senza raggiungere livelli particolarmente intensi di passione, il loro rapporto acquista una dimensione più affettuosa e armoniosa, risultando nel complesso molto più piacevole da seguire.
Lo stesso non si può dire delle relazioni secondarie. Diverse dinamiche che sembrano essere introdotte come possibili storie d'amore ricevono abbastanza spazio da generare aspettative, ma non abbastanza da trasformarsi in veri eventi narrativi. Restano così sospese in una terra di mezzo: troppo presenti per essere semplici dettagli di contorno, troppo poco sviluppate per risultare davvero soddisfacenti, lasciando spesso la sensazione di un potenziale rimasto inespresso.
Cast
Il cast di The First Jasmine mi è sembrato complessivamente adeguato alla produzione, con alcuni picchi positivi soprattutto tra gli interpreti secondari.
Come sempre, ho trovato molto convincente Bai Lu, la cui interpretazione riesce a trasmettere il disagio psicologico del personaggio prima ancora che questo venga esplicitato dalla trama. Anche nei momenti romantici, la sua performance resta sempre credibile e naturale, anche se ho percepito una chimica meno esplosiva con Cheng Lei rispetto ad altre sue collaborazioni precedenti, come quella con Luo Yunxi in Till the End of the Moon.
Proprio Cheng Lei, invece, è l’interprete che mi ha convinta meno: forse anche a causa di un personaggio meno incisivo sul piano della scrittura, la sua performance mi è sembrata piuttosto trattenuta e, in alcuni momenti, poco espressiva rispetto ad altri suoi ruoli precedenti.
Molto più interessanti, invece, le prove di Sui Yong Liang e Xuan Yan, che ho trovato spontanei e particolarmente incisivi, al punto da desiderare di vederli più spesso in scena. Positivi anche Liu Xing Chen e Zhang Shu Lun (quest’ultimo apprezzabile anche in A League of Nobleman), che pur in ruoli minori riescono a dare ai loro personaggi una presenza definita e riconoscibile.
Più deludente, invece, l’interpretazione di Xu Wai Luo (ultimamente apparso in diverse produzioni importanti tra cui Love beyond the Grave e Zhan Zhao Adventures), che nel ruolo dell’Imperatore non riesce mai davvero a emergere: complice anche uno spazio scenico limitato e un personaggio piuttosto rigido, la sua performance resta spesso appiattita su un’espressione costantemente accigliata che non gli permette particolari exploit recitativi.
Menzione speciale, infine, per Jiang Rui Lin, che riesce a dare a Mo Wu You una combinazione molto riuscita di vivacità caratteriale e realismo emotivo, rendendolo uno dei personaggi secondari più vivi.
Aspetti Visivi e Colonna Sonora
Sul piano visivo, The First Jasmine si mantiene su un livello complessivamente molto buono. La regia è solida ed efficace, con tagli interessanti e inquadrature coerenti che valorizzano bene sia le scene d’insieme sia i momenti più intimisti. Anche la fotografia funziona bene: l’illuminazione tende a essere naturale, mai eccessivamente cupa né troppo piatta, mentre la palette cromatica richiama la tradizione Tang con colori vivaci ma mai eccessivamente saturi, mantenendo un equilibrio piacevole e credibile.
Molto riuscite anche le scenografie, soprattutto gli ambienti interni, ricchi di dettagli che rendono botteghe e abitazioni vissute e realistiche, contribuendo a dare spessore al mondo rappresentato. Le ambientazioni esterne risultano altrettanto funzionali e verosimili, senza mai risultare artificiali o puramente decorative. Le scene di combattimento, in particolare quelle di kung fu, sono generalmente ben coreografate e abbastanza credibili, pur con qualche inevitabile picco enfatico. Un altro punto di forza è rappresentato dai costumi in stile Tang, decisamente curati e sfarzosi: tessuti con fantasie ricercate, tagli ben costruiti, ornamenti per capelli elaborati e acconciature sontuose, completate da hua dian coerenti con l’estetica del periodo, contribuiscono in modo significativo all’impatto visivo complessivo.
Alcune criticità emergono però sul piano del montaggio. In diversi momenti vengono inseriti fotogrammi o dettagli che sembrano funzionare come indizi visivi, ma il loro significato non è immediatamente leggibile e viene chiarito solo successivamente, quando la scena viene ripresa o reinterpretata. Più che un difetto tecnico vero e proprio, si tratta probabilmente di una scelta registica, ma che ho trovato in alcuni casi leggermente straniante e poco funzionale alla comprensione immediata.
Anche l’uso dei flashback mi è sembrato poco continuo e non sempre efficace nel supportare la ricostruzione della trama: più che chiarire i nodi narrativi principali, sembrano concentrarsi su momenti legati alla costruzione emotiva dei personaggi, come l’innamoramento tra Ye Li e Mo Xiu Yao o quello tra Feng Zhi Yao e la Principessa Ling Yun. Interessanti sul piano sentimentale, ma meno utili sul piano informativo.
Più particolare, e in parte disorientante, è la scelta di alternare nelle prime puntate una doppia narrazione prima dal punto di vista di lei e poi di lui: l’idea è affascinante perché permette di confrontare le stesse vicende da due prospettive diverse, ma l’assenza di una chiara distinzione tra le due linee rischia talvolta di creare confusione tra ciò che appartiene a ricordi già avvenuti e ciò che invece viene introdotto come nuova situazione.
Infine, in alcune scene ho notato un leggero asincronismo del doppiaggio, un dettaglio non particolarmente grave e percepibile soprattutto se si presta attenzione alle immaginni o si seguono i sottotitoli.
La colonna sonora di The First Jasmine, pur inserendosi nel solco abbastanza classico dei drama romantici storici, riesce a distinguersi per una certa originalità negli arrangiamenti e per una buona varietà sonora.
Il tema principale del drama, 心世界 (Inner World), più epico e malinconico, si caratterizza per un’orchestrazione prevalentemente occidentale, arricchita però da accenti di strumenti tradizionali cinesi che ne amplificano la dimensione drammatica e conferiscono un’identità sonora più riconoscibile. In una direzione diversa si collocano invece brani più tipicamente romantici e contemplativi come 吻合 (Perfect Match), costruito su una struttura lenta e avvolgente, o 见幸福 (Finding Happiness), che punta maggiormente su una resa emotiva intensa attraverso un’orchestrazione quasi interamente occidentale, dominata da archi e pianoforte. Da segnalare anche il duetto 方寸之间 (Between Us), interpretato da Bai Lu e Cheng Lei, che si distingue come l’unico brano della OST a mantenere una natura fortemente sentimentale ma con una tonalità più leggera e luminosa, quasi sospesa tra dolcezza e nostalgia.
A fare davvero la differenza, però, sono le interpretazioni vocali: spicca in particolare la voce potente e vellutata di Yisa Yu, capace di restituire al suo brano una forte carica emotiva senza mai risultare eccessiva, mentre le interpretazioni più morbide e intime di Tia Ray e Zhang Yuan si fondono perfettamente in un duetto che esprime un equilibrio molto riuscito tra delicatezza e coinvolgimento emotivo.
ATTENZIONE!
DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.
Recensione del Drama The First Jasmine (Spoiler)
Cosa Funziona
Il Soggetto
Se c'è un aspetto che mi ha colpito positivamente di The First Jasmine, è senza dubbio il soggetto. Al centro della storia troviamo una protagonista segnata da un profondo trauma che cerca di vendicare la morte della madre e di riabilitare il nome di un generale accusato di tradimento; un protagonista che, dopo aver sacrificato la propria salute per il regno, è stato emarginato e privato di ogni fiducia nel futuro; un matrimonio combinato che offre a entrambi un'opportunità inattesa per perseguire i propri obiettivi; una corte imperiale attraversata da rapporti di forza ambigui e da equilibri politici instabili; e sullo sfondo un potenziale conflitto internazionale destinato a influenzare il destino di più regni.
Ciò che rende questa premessa particolarmente affascinante è il fatto che nessuno di questi elementi esista in isolamento. Le vicende personali dei protagonisti si intrecciano continuamente con gli intrighi di corte, le tensioni familiari si riflettono sugli equilibri politici e le ferite del passato influenzano le scelte che determineranno il futuro del regno. Anche i protagonisti stessi sfuggono a molti degli archetipi più comuni del genere: Ye Li non è la classica eroina brillante e invincibile, mentre Mo Xiu Yao non è il consueto stratega assetato di vendetta che aspetta il momento giusto per colpire. Entrambi portano nella storia vulnerabilità e contraddizioni che contribuiscono a rendere la premessa ancora più originale.
Proprio per questo trovo un peccato che la serie non riesca sempre a sfruttare appieno il potenziale del proprio soggetto. La scelta di raccontare gran parte della storia attraverso omissioni, allusioni e informazioni trattenute finisce spesso per rendere gli sviluppi più difficili da seguire che realmente complessi, mentre diversi antagonisti, pur occupando posizioni importanti all'interno della trama, raramente riescono a imporsi come avversari memorabili. Il risultato è che un intreccio che avrebbe tutte le carte in regola per essere avvincente e ricco di tensione finisce talvolta per apparire meno coinvolgente di quanto le sue premesse farebbero immaginare.
La Normalizzazione del Disagio Mentale
Tra gli aspetti che ho apprezzato maggiormente di The First Jasmine c'è il modo in cui il drama affronta il tema della sofferenza psicologica. Pur con tutte le ambiguità che caratterizzano la scrittura di Ye Li, ho trovato significativo il fatto che la sua fragilità mentale non venga mai utilizzata per trasformarla in una figura instabile o moralmente discutibile. Molte opere tendono infatti ad associare il disagio psicologico all’infermità o addirittura alla pericolosità; qui invece la sofferenza viene trattata come una componente della persona e non come ciò che la definisce in modo esclusivo. In questo senso, il drama compie una scelta piuttosto rara, perché normalizza la presenza del disagio mentale senza negarne il peso.
Questa impostazione si riflette anche nel modo in cui gli altri personaggi reagiscono a Ye Li: pur interpretando in modo diverso le sue azioni e i suoi comportamenti, non la considerano automaticamente una persona da emarginare o da temere. Ye Li continua a essere percepita come una donna intelligente, competente, capace di legami affettivi e di responsabilità, anche quando il trauma influenza il suo rapporto con la realtà. Per molti aspetti, quindi, The First Jasmine riesce a rappresentare la sofferenza psicologica come parte dell’esperienza umana e non come una sua distorsione.
Tuttavia, questa rappresentazione positiva convive con un approccio che trovo più controverso. Diversi momenti legati al suo disagio vengono infatti costruiti come indizi o frammenti di un passato enigmatico, più che come semplici tratti di una condizione psicologica. In questo modo il trauma non funziona solo come elemento di caratterizzazione, ma anche come dispositivo narrativo che genera suspense, alimentando domande e curiosità nello spettatore. Questa scelta potrebbe essere accettabile in sé, se non fosse che in alcuni casi il disagio viene anche spettacolarizzato e trasformato quasi in una forma di “abilità speciale”, come nelle scene in cui Ye Li entra improvvisamente in stati dissociativi che le permettono di esprimere competenze marziali straordinarie apprese dal maestro Zhu, salvo poi non ricordare nulla di ciò che ha fatto.
A questo si aggiunge una semplificazione che trovo problematica per il messaggio implicito che veicola. Quando Mo Xiu Yao scopre che Ye Li vede e parla con la sua ex cameriera Qing Shuang, che la sceneggiatura ci suggerisce essere morta, il medico della residenza interpreta la situazione come una semplice conseguenza della solitudine e indica come soluzione la vicinanza emotiva del marito. È vero che l’affetto e la presenza delle persone care possono avere un ruolo fondamentale nei percorsi di guarigione, ma ridurre il rimedio a questo rischia di risultare eccessivamente semplificato. Il trauma non si risolve esclusivamente attraverso la vicinanza affettiva: richiede elaborazione, consapevolezza e spesso anche un supporto professionale adeguato. È chiaro che in un contesto storico come quello di The First Jasmine non ci si possa aspettare un riferimento esplicito alla psicoterapia moderna, ma resta il rischio che passi un messaggio fuorviante, secondo cui l’amore e la presenza del partner possano essere sufficienti a “curare” un disagio mentale. Un’impostazione del genere rischia infatti di suggerire allo spettatore che la guarigione emotiva sia principalmente una questione relazionale, quando la realtà è molto più complessa.
Cosa Non Funziona
La Caratterizzazione di Mo Xiu Yao
Uno degli aspetti che mi hanno convinta meno di The First Jasmine è il modo in cui è stato costruito Mo Xiu Yao. A differenza del classico protagonista caduto in disgrazia, che dietro una facciata impassibile continua a covare rabbia, ambizione e desiderio di rivalsa, Mo Xiu Yao entra in scena come un uomo che sembra aver già rinunciato a tutto. Ha perso la salute, la reputazione, gran parte della famiglia e qualsiasi fiducia nel futuro. Non è più un uomo che medita vendetta, ma una persona emotivamente esausta, disillusa e apatica, che dal mondo non si aspetta più nulla e che vive ormai in una sorta di modalità sopravvivenza.
Si tratta di una scelta potenzialmente interessante, perché sostituisce il tradizionale percorso di vendetta con quello di una lenta rinascita. Tuttavia la rassegnazione, a differenza della rabbia, tende a generare immobilità e per buona parte della prima metà del drama Mo Xiu Yao dà l'impressione di osservare gli eventi più che di influenzarli. Questa sensazione è accentuata anche dal suo atteggiamento nei confronti delle poche persone che gli sono rimaste accanto. In diverse occasioni assiste con apparente distacco a situazioni che coinvolgono la cognata e il nipote, e ciò rende difficile comprendere quali siano realmente le sue priorità emotive nonché percepirlo come un protagonista forte o come un eroe romantico.
Il confronto con Ye Li mette ulteriormente in evidenza questo limite. Anche lei è un personaggio opaco e spesso difficile da interpretare, ma rimane la figura che mette in moto la storia: osserva, pianifica, manipola gli eventi e reagisce alle minacce prima ancora che diventino concrete. È lei a prendere l'iniziativa, a individuare i nemici e a reagire alle difficoltà. Mo Xiu Yao, invece, soprattutto nelle fasi iniziali, assume un ruolo molto più passivo limitandosi a osservarla. Probabilmente l'intenzione dell’autrice era mostrare come fosse proprio Ye Li a riportarlo gradualmente alla vita dopo anni di disillusione, ma quando questa fase si prolunga troppo il rischio è che il pubblico non veda più un uomo ferito che sta lentamente guarendo, bensì un personaggio che lascia agli altri l'iniziativa.
Lo stesso problema emerge anche nel loro rapporto. Comprendo perfettamente perché Mo Xiu Yao sia diffidente: ha vissuto tradimenti sistemici e Ye Li è tutt'altro che trasparente. Dietro l'immagine pubblica di giovane donna docile e ingenua si nasconde infatti una persona metodica, manipolatrice, perseguitata dal trauma e profondamente ossessionata dalla vendetta. Utilizza spesso metodi manipolatori e moralmente discutibili per raggiungere i propri obiettivi, anche quando questi obiettivi sono condivisibili. Una certa prudenza è quindi più che giustificata. Ciò che mi è sembrato meno convincente è la durata di questa diffidenza. La maggior parte delle volte Ye Li colpisce apertamente i suoi stessi nemici, contribuisce alla sua sicurezza e non mostra mai l'intenzione di danneggiarlo. Eppure Mo Xiu Yao continua a trattarla come una possibile minaccia anche quando i fatti suggeriscono il contrario.
Per questo ho avuto spesso la sensazione che i sospetti tra i due rispondessero più a un'esigenza narrativa che a una reale necessità della storia. In drama come The Prisoner of Beauty la diffidenza nasce da un conflitto politico concreto tra fazioni rivali. Anche quando i protagonisti iniziano ad avvicinarsi, esistono sempre ragioni politiche concrete che giustificano il sospetto. La fiducia deve essere costruita perché esiste un conflitto reale da superare. Qui, invece, i protagonisti non sono mai stati veri nemici e condividono fin dall'inizio interessi ampiamente compatibili. Ye Li lo ha addirittura aiutato a sopravvivere alla prigionia; tra loro esiste una forma di debito morale reciproco e un legame di lealtà indiretta attraverso il fratello di lui. Di conseguenza molti attriti finiscono per apparire artificiali e Mo Xiu Yao, invece di sembrare un uomo brillante che aggiorna le proprie valutazioni in base alle prove, appare talvolta incapace di riconsiderare le proprie conclusioni.
Questo risulta particolarmente evidente perché la serie insiste spesso sulla sua straordinaria intelligenza senza mostrarla con altrettanta frequenza. Mentre Ye Li individua i nemici, valuta le minacce ed elabora contromisure, le capacità strategiche di Mo Xiu Yao vengono più raccontate che dimostrate. Anche a causa della sua natura estremamente indecifrabile, il pubblico ha raramente accesso ai processi mentali che dovrebbero confermarne il genio, e questo contribuisce a creare una distanza emotiva dal personaggio.
Ammetto che Mo Xiu Yao possieda anche diversi aspetti affascinanti: la calma, l'autocontrollo, il rispetto che dimostra verso Ye Li e il fatto di non essere il classico protagonista dominante. Sono caratteristiche che ho apprezzato e che nella seconda parte del drama emergono con maggiore forza. Nonostante ciò, ho faticato a entrare davvero in sintonia con lui perché per troppo tempo gli autori mi hanno impedito di capire cosa desiderasse, cosa temesse e cosa stesse realmente pensando. Persino Mo Jingli, pur essendo moralmente molto peggiore, finisce talvolta per risultare più coinvolgente perché dimostra costantemente i suoi desideri, le sue frustrazioni e i suoi obiettivi. Mo Xiu Yao, invece, rimane a lungo avvolto in una nebbia emotiva che ne attenua l'impatto. E per un personaggio che dovrebbe rappresentare uno dei fulcri della storia, questo per me resta un limite.
La Costuzione della Tensione Narrativa
Analizzando personaggi come Mo Xiu Yao e Ye Li, ho avuto l'impressione che uno dei principali limiti di The First Jasmine non risieda tanto nella loro caratterizzazione quanto nel modo in cui gli sceneggiatori hanno scelto di costruire la tensione narrativa. Molto spesso la suspense non sembra nascere dagli eventi, dagli intrighi politici o dai conflitti esterni, bensì dalla difficoltà di comprendere ciò che i personaggi pensano, provano o intendono fare. La serie si fonda infatti sull’opacità motivazionale: lo spettatore vede ciò che i personaggi fanno, ma raramente ha accesso al processo mentale che spiega perché lo fanno, finendo per doverne interpretare autonomamente l’origine. Ho spesso avuto la sensazione che gli sceneggiatori partissero dal presupposto che rendere troppo trasparenti i ragionamenti dei protagonisti avrebbe ridotto il senso di mistero e, di conseguenza, la tensione narrativa.
I protagonisti incarnano in modo evidente questa impostazione. Ye Li e Mo Xiu Yao sono entrambi caratterizzati da un forte grado di opacità motivazionale. Nel caso di Ye Li, questa scelta è in parte bilanciata dalla sua costante agency: anche quando non è chiaro cosa pensi, è quasi sempre chiaro quale risultato speri di ottenere attraverso le proprie azioni. Mo Xiu Yao, invece, soprattutto nella prima parte della storia, rende il problema più evidente proprio perché appare più riflessivo: le sue azioni sono meno incisive di quelle di Ye Li e quindi anche le logiche che le producono restano più ambigue.
Mo Jing Li rappresenta bene la natura ambivalente di questo meccanismo. A differenza di Mo Xiu Yao, comunica in modo più diretto desideri, frustrazioni e obiettivi immediati, risultando quindi più leggibile sul piano emotivo. Tuttavia una parte significativa delle sue strategie e delle sue reali intenzioni rimane comunque nascosta, e questo fa sì che la tensione che crea non derivi solo dagli eventi che mette in moto, ma soprattutto dall’incertezza su ciò che sta realmente cercando di ottenere. Questa ambiguità finisce per trasformarlo in uno dei personaggi più aperti all'interpretazione dell'intera serie: non tanto perché manchi di leggibilità emotiva, quanto perché il racconto rinvia costantemente il momento in cui il pubblico potrà formulare un giudizio definitivo sul suo operato.
Il risultato è che una parte significativa della tensione non nasce dagli eventi in sé, ma dall'incertezza che circonda i personaggi. Più che chiedersi cosa accadrà, lo spettatore è spesso chiamato a chiedersi perché qualcuno stia agendo in un certo modo o cosa stia realmente pensando. Personalmente trovo questa impostazione meno efficace di una suspense costruita sugli intrighi, sulle trame nascoste e sulle verità che emergono gradualmente. Quando il mistero si trova nella trama, una certa ambiguità motivazionale può arricchire il racconto; quando invece il mistero risiede soprattutto nella mente nei personaggi, la suspense tende a spostarsi dal piano narrativo a quello interpretativo: invece di essere generata dalla storia, nasce dallo sforzo di decifrare intenzioni che restano sistematicamente fuori campo. E questo, almeno per me, finisce per ridurre il coinvolgimento complessivo, perché sostituisce la progressione degli eventi con una continua attività di ricostruzione mentale.
Questa scelta diventa ancora più problematica perché non riguarda soltanto i ragionamenti dei personaggi, ma anche la gestione delle informazioni. Molto spesso The First Jasmine privilegia l'impatto immediato della singola scena rispetto alla costruzione progressiva del quadro d'insieme. Le informazioni vengono fornite solo nel momento in cui diventano rilevanti per l'azione presente, mentre i legami che uniscono gli eventi attuali ad avvenimenti precedenti, i rapporti tra i personaggi o le trame che si sviluppano dietro le quinte vengono spesso lasciati impliciti o chiariti soltanto in seguito.
Di conseguenza, la comprensione della storia tende a formarsi più attraverso una ricostruzione retrospettiva da parte dello spettatore che mediante una progressione chiara e lineare. Molti elementi acquistano significato soltanto a distanza di episodi, quando nuove informazioni permettono finalmente di ricollegarli a quanto visto in precedenza. Il problema non è tanto la presenza di misteri o di zone d'ombra, quanto il fatto che spesso mancano punti di riferimento sufficienti per capire quali dettagli siano davvero significativi e quali rappresentino invece semplicemente aspetti ancora non sviluppati del racconto.
Questa dinamica emerge chiaramente, ad esempio, nell'episodio 22, quando Li Fei Bai si introduce nell'Accademia del Monte Li per scoprire che fine abbiano fatto i suoi shixiong e i suoi maestri. La sequenza mostra soltanto alcuni rapidissimi fotogrammi di edifici apparentemente vuoti e in rovina, senza però fornire alcun elemento che permetta di interpretare correttamente la scoperta. L'Accademia è abbandonata da poco o da anni? Che fine hanno fatto i suoi abitanti? Quando Ye Li viveva sul Monte Li erano ancora presenti oppure ha trascorso gli ultimi otto anni completamente sola? La scena apre interrogativi potenzialmente enormi, ma non offre strumenti sufficienti per capire se queste domande siano realmente importanti per la narrazione o se si tratti semplicemente di suggestioni generate da immagini troppo criptiche.
Un meccanismo simile compare già nell'episodio 11 con l'introduzione di Pang, l'uomo che ricatta la Signora Wang e che sembra essere stato il suo amante. La serie lascia intuire l'esistenza di una relazione tra i due e suggerisce persino possibili implicazioni sulla paternità di Ye Ying, ma non chiarisce chi sia realmente il personaggio né quale ruolo abbia avuto nella vita della donna. Lo spettatore si trova così a dover dedurre autonomamente informazioni che il racconto non si preoccupa di esplicitare, basandosi quasi esclusivamente sui sottintesi di una conversazione e sull'intervento di Li Fei Bai, che sfrutta proprio questa relazione per costringere la Signora Wang a collaborare con Ye Li.
Per questo ho avuto spesso la sensazione di non stare seguendo un mistero che si rivela gradualmente con precisione, ma di dover ricomporre la storia a partire da frammenti sparsi, senza poter verificare se i collegamenti che stavo individuando fossero effettivamente suggeriti dalla serie oppure fossero il risultato di una mia interpretazione. Quando questo accade, la suspense smette di nascere dalla curiosità per ciò che accadrà e si trasforma in uno sforzo costante di ricostruzione. Per me è proprio qui che il drama perde parte della sua efficacia: invece di valorizzare un intreccio che sulla carta possiede molti elementi interessanti, finisce talvolta per rendere la visione dispersiva e meno coinvolgente di quanto potrebbe essere.
Le Coincidenze Forzate
Tra gli aspetti che mi hanno convinta meno ci sono anche alcune coincidenze narrative e semplificazioni che ho trovato difficili da accettare. L'esempio più evidente è probabilmente la scena in cui la nonna di Ye Li viene colpita da un ramo abbattuto da un fulmine proprio mentre sta cercando di uccidere la nipote. Già la premessa mi è sembrata poco credibile: faccio fatica a immaginare una donna anziana che riesca ad avere la meglio fisicamente su una giovane adulta che, per di più, viene descritta come allenata e perfettamente in grado di difendersi. Tuttavia, ciò che mi ha lasciata maggiormente perplessa è che la situazione venga improvvisamente risolta da una forza completamente esterna alla volontà dei personaggi.
Capisco perfettamente quale sia la funzione narrativa della scena. Gli sceneggiatori si trovano davanti a una situazione difficile da gestire: Ye Li non può uccidere la nonna senza conseguenze morali, familiari e giuridiche; allo stesso tempo la nonna non può riuscire nel proprio intento perché la storia deve proseguire. Il fulmine permette quindi di interrompere lo scontro senza decretare una vera vincitrice, evitando che una delle due parti oltrepassi un punto di non ritorno. Da questo punto di vista la soluzione è conveniente ma appare anche estremamente artificiale.
La sensazione è quella di assistere a un reset narrativo costruito per riportare tutti i pezzi al loro posto senza affrontare realmente le conseguenze del conflitto. E ciò che rende la scena ancora più forzata, almeno ai miei occhi, è il fatto che venga utilizzata anche per favorire l'ulteriore avvicinamento tra Ye Li e Mo Xiu Yao. Dopo aver scoperto che la Venerabile Signora Ye è la responsabile della morte di sua madre, Ye Li si trova nella posizione perfetta per approfittare della situazione. È proprio in quel momento che arriva Mo Xiu Yao, il quale riesce a riportarla alla ragione impedendole di compiere quel passo.
In teoria dovrebbe essere un momento importante per la crescita del loro rapporto, perché mostra il forte attaccamento che lui ha sviluppato nei confronti di lei e la fiducia che lei ripone in lui. In pratica, però, ho fatto fatica a lasciarmi coinvolgere emotivamente perché tutta la sequenza poggia su una coincidenza così improbabile da attirare continuamente l'attenzione su di sé. Invece di concentrarmi sull’esito, continuavo a pensare che l'intera situazione fosse stata creata per ottenere quel preciso risultato emotivo.
Purtroppo non si tratta di un caso isolato. In più occasioni ho avuto l'impressione che la sceneggiatura ricorresse a coincidenze particolarmente convenienti per collegare elementi che avrebbero avuto bisogno di una costruzione più solida. Lo stesso presupposto della storia si basa sul fatto che Ye Li venga fatta sposare proprio con Mo Xiu Yao, il fratello dell'uomo per provare la cui innocenza sua madre ha perso la vita. Presa singolarmente può sembrare una coincidenza accettabile, ma si inserisce in una serie di collegamenti analoghi che finiscono per accumularsi. Anche il fatto che il Terzo Zio di Ye Li sia il discepolo prediletto di Zhou Xian Kun — l'uomo amato dalla Consorte Vedova Qin e potenzialmente coinvolto nella sparizione del decreto di convocazione di Mo Xiu Wen — contribuisce alla sensazione che molti fili della trama siano legati tra loro più dalla necessità narrativa che da una reale plausibilità interna.
A questo si aggiungono alcune semplificazioni che riguardano non tanto le coincidenze quanto la gestione delle conseguenze. Un esempio è il recupero fisico di Mo Xiu Yao: dopo anni trascorsi con gravi limitazioni motorie, torna improvvisamente a combattere allo stesso livello di otto anni prima non appena riacquista l'uso delle gambe. E questo nonostante la stessa Ye Li lo metta in guardia dal sottoporsi a sforzi eccessivi per non compromettere la guarigione. In una storia che dedica molto spazio al realismo, una ripresa così rapida e completa mi è sembrata difficile da accettare.
Presi singolarmente, nessuno di questi elementi sarebbe sufficiente a compromettere la visione. Nel loro insieme, però, contribuiscono a creare la sensazione che la sceneggiatura preferisca talvolta la soluzione più conveniente a quella più credibile. E quando le coincidenze o le scorciatoie narrative diventano troppo visibili, il rischio è di smettere di concentrarsi sugli eventi e inizare invece a percepire costantemente la mano dello sceneggiatore dietro le vicende.
Personaggi e Cast
Personaggi Principali
Ye Li/Yuan Niang/A’Li (Bai Lu) primogenita del secondo ramo della famiglia Ye. Dopo otto anni di isolamento all’Accademia del Monte Li torna nella capitale per sposarsi con il Principe Ding il fidanzato scelto per lei dall’Imperatrice Vedova. In realtà la sua permanenza presso il Monte Li, dove sorge la scuola guidata dal nonno materno, non è stata volontaria: è stata la conseguenza di un complotto di corte che aveva coinvolto la madre per via del suo legame con il defunto Principe Ding, fratello maggiore del suo attuale fidanzato. Decisa a ottenere vendetta, accetta di buon grado l’unione con Mo Xiu Yao, che ammira da tempo e che vuole aiutare a recuperare l’uso delle gambe, ma i suoi nemici e il suo passato sembrano non volerla lasciar andare.
Mo Xiu Yao (Cheng Lei) attuale Principe Ding, ex generale nonché cugino del giovane Imperatore. Rimasto paralizzato alle gambe durante la battaglia del Passo Suixue contro le forze nemiche del Cangbei è perseguitato dall’infamia causata dal presunto tradimento del fratello. Nonostante la grazia imperiale, viene guadato con sospetto dalla corte e obbligato a espiare le colpe del fratello finché nella sua vita non entra Ye Li che lo spinge lentamente a riprendersi aiutandolo a recuperare l’uso delle gambe e, soprattutto, a ritrovare fiducia nel futuro. Tristemente però i segreti del passato di lei sembrano incompatibili con una loro unione felice.
Personaggi Secondari
Residenza Ye
Venerabile Signora Ye (Li Wen Ling) nonna paterna di Ye Li. È una donna astuta e calcolatrice che si finge affetta da demenza senile per poter affrontare in segreto la nipote. Ye Li però riesce a salvarsi dal suo tentativo di omicidio e, dopo aver scoperto che la donna è l’assassina della madre, tenta di vendicarsi, ma un fortuito incidente la fa finire in fin di vita.
Ye Wen Ding (Hei Zi) Signore del primo ramo della famiglia Ye. È il severo capofamiglia del clan Ye ed è stato lui ad obbligare Xu Wan Zhou a consegnargli il decreto di convocazione di Mo Xiu Wen per evitare implicazioni politiche.
Ye Wen Hua (Qiu Xin Zhi) Signore del secondo ramo della famiglia Ye e padre di Ye Li, Ye Ying e Ye Rong. È un uomo pavido e mediocre tanto da aver accettato di divorziare da Xu Wan Zhou per evitare che la famiglia Ye fosse implicata nelle vicende dell’Accademia del Monte Li.
Xu Wan Zhou (Yao Tong) defunta prima signora del secondo ramo della famiglia Ye e madre di Ye Li. È l’unica figlia del rettore dell’Accademia del Monte Li e una delle nobildonne più in vista della capitale tanto da essere amica dell’Imperatrice e della Concubina Imperiale Qin. A 19 anni si innamora a prima vista di Ye Wen Hua e insiste a sposarlo nonostante il parere contrario del padre non sapendo che anni più tardi lui l’avrebbe ripudiata per evitare implicazioni politiche per la famiglia Ye. La donna infatti aveva accettato di recuperare per conto di Mo Xiu Wen il decreto con cui il defunto Imperatore lo aveva convocato nella capitale, in cambio dell’aiuto dell’uomo nel chiarire la posizione dell’Accademia del Monte Li a corte. Purtroppo il decreto di convocazione era finito nelle mani di Ye Wen Hua che l’aveva consegnato alla Consorte Imperiale Qin segnando il destino del generale e della moglie.
Yan Lu (Zhang Yun Ying) cameriera personale di Xu Wan Zhou. Muore nel parapiglia seguito alla perquisizione della stanza della Signora Xu per trovare il decreto di convocazione di Mo Xiu Wen. Il suo corpo viene gettato nel laghetto della Residenza Ye e otto anni più tardi Ye Li sfrutta il ritrovamento del suo cadavere per far finire nei guai l’intera famiglia.
Qing Yu (Xiao Man), Xing’er (Zhang Xi Wei) e Tao’er (Zhu Zhi Lin) cameriere personali di Ye Li.
Qing Shuang (Feng Xue Ya) cameriera personale di Ye Li che l’ha accompagnata sul Monte Li e le appare nei momenti di solitudine alla Residenza del Principe Ding. Signora Wang/A’Yuan (Zhao Ke) seconda signora del secondo ramo della famiglia Ye e madre di Ye Ying e Ye Rong. È una donna sciocca e opportunista che col tempo si è appropriata di tutte le attività commerciali di Xu Wan Zhou sebbene non sia stata in grado di gestirle con profitto. Quando Ye Li torna dal Monte Li lei cerca di circuirla, ma la ragazza si riprende tutto ciò che è suo, finendo poi per perdonarla.
Ye Rong/Rong Er (Wang Jun Rui) Giovane Signore del secondo ramo della famiglia Ye e fratello minore di Ye Ying. È un bambino sveglio e leale che aiuta Ye Li a riappropriarsi di ciò che è suo, accettando di ingannare i genitori.
Ye Ying (Yang Shu Yi) Seconda Signorina del secondo ramo della famiglia Ye e sorella maggiore di Ye Rong. È una ragazza ingenua, ma allo stesso tempo è estremamente invidiosa di Ye Li e cerca in tutti i modi di eclissarla. Dopo l’annullamento del fidanzamento tra la sorella e Mo Jing Li, ottiene di poter sposare il principe non immaginando che lui è ancora perdutamente innamorato di Ye Li. Per questo farà di tutto per togliere dalla sua mente la ragazza, arrivando perfino a ordinarne l’omicidio, però alla fine si riappacificherà con lei.
Ye Wen Shen (Li Mu Feng) Signore del terzo rampo della famiglia Ye. È un ex discepolo del famoso astronomo Zhou Xian Kun ed il proprietario della Changshengfang (Casa della Longevità). Era molto amico di Xu Wan Zhou e per questo aiuta Ye Li dopo il suo ritorno dal Monte Li.
Li Fei Bai/Li Zhao (Zhang Shu Lun) capo delle guardie della residenza Ye. In realtà è uno dei shixion di Ye Li e talentuoso discepolo del Maestro Zhu Yun. Aiuterà Ye Li a portare a compimento il suo percorso di vendetta.
Sun Fu, maggiordomo della Residenza Ye. Viene condannato per aver occultato il cadavere di Yan Lu nel laghetto della Residenza Ye.
Residenza del Principe Ding
Mo Xiu Wen (Liu Qing) Comandante della Cavalleria Heiyun e fratello maggiore di Mo Xiu Yao. Per anni aveva difeso, insieme al padre, i confini del Da Chu dai nemici del Cangbei, ma con la morte del Principe Ereditario, il defunto Imperatore lo aveva riconvocato nella capitale. Ciò aveva causato un’invasione nemica che era stata sfruttata dal Marchese di Muyang per farlo accusare di collusione col Cangbei e per farlo condannare a morte. Non essendo in grado di produrre il decreto di convocazione, distrutto dal Marchese, aveva subito la pena capitale non prima di aver affidato il fratello alle cure di Ye Li.
Wen Ran (Wen Yu) vedova di Mo Xiu Wen e cognata di Mo Xiu Yao. Dopo la morte del marito rimane devastata e, in seguito al fallimento di diversi tentativi di suicidio, inizia a rivolgersi a medium e santoni nella speranza di poter parlare di nuovo con l’amato coniuge. Ye Li la aiuterà a superare la perdita e a tornare ad occuparsi del figlio.
Mo Wu You (Jiang Rui Lin) figlio di Mo Xiu Wen e nipote di Mo Xiu Yao. È un bambino vivace e intelligente che ha imparato a cavarsela da solo perchè lo zio e la madre non si sono presi molto cura di lui dopo la morte di Mo Xiu Wen. Grazie all’aiuto di Ye Li riuscirà a far tornare in sé la madre e a ottenere le attenzioni dovute al giovane erede di un’importante famiglia nobiliare.
A’Jin (Liu Xing Chen) servitore personale di Mo Xiu Yao.
A’Ding(Han Yu) giovane servitore della Residenza del principe Ding assegnato a Ye Li.
Signor Cui (Li Dong) anziano maggiordomo della Residenza del Principe Ding.
Feng Zhi Yao (Xuan Yan) terzo giovane signore della famiglia Feng e amico di Mo Xiu Yao. Nonostante sembri un uomo ozioso e poco incline alle responsabilità è un abile mercante e da otto anni gestisce con profitto le botteghe del Principe Ding. È anche il gestore della Qingfeng Mingyue Lou uno dei principali luoghi di intrattenimento della capitale. Durante un viaggio in Saibei si imbatte nella Gran Principessa dello Cangbei, fuggita dal marito violento e in cerca di un modo per tornare a casa. Ingnaro della sua vera identità, lui accetta di scortarla per un tratto di strada e, alla fine, se ne innamora, ricambiato.
Residenza del Principe Li
Mo Jing Li (Cai Zheng Jie) Principe Li, figlio del defunto Principe Ereditario morto nel rogo del Palazzo Orientale di otto anni prima. In gioventù ha frequentato l’Accademia del Monte Li dove si è innamorato di Ye Li, ma ha deciso di annullare il loro fidanzamento, concesso dal defunto Imperatore, per non coinvolgerla nel suo piano di vendetta. Il suo obiettivo è quello di ristabilire l’ordine dinastico riappropriandosi del trono del Da Chu, ma i suoi metodi sono tutt’altro che condivisibili. Nonostante all’epoca della morte del padre fosse solo un ragazzino, è stato usato dal Marchese di Muyang per far incolpare l’Accademia del Monte Li di ribellione e questo gli ha attirato il risentimento di Ye Li.
Sui Xin (He Lei) Segretario Capo della Residenza del Principe Li. È il consigliere di Mo Jing Li e colui che lo aiuta a mantenere la sua copertura di principe ozioso e vizioso.
Jiang Qing Bao (Zhou Zi Jie) eunuco attendente del Palazzo Orientale. È uno dei collaboratori più stretti di Mo Jing Li e uno dei pochi a conoscenza dei suoi piani di vendetta.
Chi Hu (Yang Zhen) uomo del Principe Li implicato nell’omicidio di Yuan Fang. Quando il suo nascondiglio viene scoperto, Mo Jing Li interviene personalmente per salvarlo facendo aumentare i sospetti di Mo Xiu Yao su di lui e costringendo il Principe a simulare il proprio suicidio per portare avanti i suoi piani.
Corte imperiale
Mo Yan Qi (Xu Wei Luo) Imperatore del Da Chu. È molto giovane e inesperto ma è giusto e bisognoso di supporto politico così Mo Xiu Yao accetta di aiutarlo a combattere contri i nemici di corte e contro la madre.
Gao Wen Huan (Tang Hao Yuan) eunuco di palazzo attendente dell’Imperatore.
Guo Jin (Dong Jie) Imperatrice Vedova del Da Chu. È una donna astuta e calcolatrice. Fin dal rogo nel Palazzo Orientale il suo scopo è sempre stato quello di regnare, così ha messo sul trono il giovane figlio per poter tirare le fila con l’aiuto della Consorte Imperiale Qin e del Marchese di Muyang.
Shun Xi (Chen Xuan Ming) eunuco di palazzo attendente dell’Imperatrice Vedova.
Qin Zheng (Zhang Yue) figlia primogenita del Principe di Nanyi e consorte del defunto Imperatore. Si innamora di Zhou Xian Kun dopo che questi la scorta verso la capitale per le nozze con l’Imperatore e lo elegge a suo confidente a palazzo. In seguito l’uomo profetizzerà uno stretto legame tra la sua vita e quella della Consorte Guo così lei aiuterà la donna a salire al potere. A corte conoscerà anche Xu Wan Zhou di cui diventerà amica, ma che tradirà sottraendole il decreto di convocazione di Mo Xiu Wen.
Zhou Xian Kun (Ji Xiao Fei) funzionario dell’Ufficio Astronomico Imperiale molto vicino alla Consorte Vedova Qin e shifu di Ye Wen Shen. In seguito al rogo del Palazzo Orientale era stato condannato a morte ma conoscendo il suo legame con Qin Zheng, Ye Li spera che lei gli abbia confidato il nascondiglio segreto del decreto di convocazione rubato e che questi lo abbia riferito a Ye Wen Shen.
Murong Shen (Wang Shuo) Presidente del Consiglio degli Affari di Stato (Shangshu Sheng). È un ministro saggio e giusto che aiuterà Ye Li a scagionarsi dall’accusa di aver ucciso la Principessa Ling Yun e in seguito collaborerà con Mo Xiu Wen per incastrare il Marchese di Muyang per i suoi crimini.
Duca di Hua (Yu Yang) Duca del Regno e generale del Da Chu. Era il superiore di Mo Xiu Yao durante la battaglia del Passo Suixue in cui il ragazzo aveva perso l’uso delle gambe combattendo contro gli invasori del Cangbei.
Zhong Xing Tong (Li Kun) Vice Direttore di sezione del Ministero dei Lavori Pubblici. È colui che si occupa di sviluppare le nuove armi del Da Chu e per questo il Cangbei chiede a Zhang Heng Yuan di eliminarlo. La missiva con l’ordine viene però intercettata da Mo Xiu Yao che lo salva, facendo arrestare il collaboratore del Marchese di Muyang.
Lin Ting Lan (Zhang Zi Xin) giovane nobildonna favorita dall’Imperatrice Vedova, conosciuta in tutta la capitale per i suoi numerosi talenti e per le sue cronache di viaggio. Si innamora di Qin Cang dopo che insieme salvano un lavoratore da uno pneumotorace e alla fine deciderà di accomagnarlo nel suo esilio a Qianchuan.
Fazione del Marchese di Muyang
Zhou Jing (Yu Jin Wei) Marchese di Muyang e Presidente della Corte di Revisione Giudiziaria (Dali Si). Appartiene della prestigiosa famiglia Zhou di Huaixi ed è il principale alleato politico dell’Imperatrice Vedova.
Zhou Tian Yang (Yi Ze) erede apparente del Marchese di Muyang. È ingenuo e capriccioso ed è parecchio affezinato al padre nonché invidioso degli incarichi di responsabilità che lui affida al fratellastro Qin Cang. Il suo atteggiamento però cambia radicalmente quando scopre che il padre ha ordinato di eliminare Qin Cang dopo che questi avrà ucciso Zhang Heng Yuan in prigione.
Zhao Ting (Zhou Xiao Rui) capo delle guardie della Residenza del Marchese di Muyang.
Zhang Heng Yuan (Han Xiu Yi) Commissario del commercio marittimo. È uno dei più stretti collaboratori del Marchese di Muyang e viene incaricato di uccidere Zhong Xing Tong, ma viene arrestato da Mo Xiu Yao.
Lv Chang Fu (Li Hong Quan) Generale della Guardia Jinwu è un seguace del Marchese di Muyang. È responsabile della persecuzione e della morte di alcuni degli studenti dell’Accademia del Monte Li. Per questo, il giorno della sua nomina a Commissario Militare di Huaixi in sostituzione di Yuan Fang, Ye Li gli fa recapitare un abito confezionato con una stoffa altamente infiammabile che ne causa la morte per autocombustione.
Lv Cheng/Lv Bo Ying (Guo Dong Hai) Grande Storico dell'Ufficio Astronomico Imperiale è un seguace del Marchese di Muyang. Viene incaricato di far espiare a Mo Xiu Yao le presunte colpe del defunto fratello attraverso complessi rituali religiosi che prevedono la copia quotidiana dei sutra. In realtà è stato inviato presso la Residenza del Principe Ding per tenerlo d’occhio e impedire che riacquisti potere politico. Quello che nessuno sa è che, in passato, spacciandosi per un esperto di feng shui aveva tormentato l’allora Consorte Imperiale Guo per ordine dell’ex Imperatrice. Una volta venuta a conoscenza della cosa l’Imperatrice Vedova lo farà arrestare e condannare liberando così Mo Xiu Yao dalla sua oppressione.
Qin Cang/Zhou Lang (Yang Ze) guardia personale del Marchese di Muyang. In realtà è il figlio che il Marchese di Muyang ha avuto dalla sua relazione la figlia di un segretario del Palazzo Orientale e che l’Imperatrice Vedova gli ha concesso di allevare sotto falso nome. La sua lealtà incrollabile nei confronti del Marchese lo ha portato ad essere incaricato delle peggiori nefandezze tra cui il traffico di armi tra l’arsenale militare di Huaixi e lo Cangbei. Dopo essere stato quasi ucciso da Tian Feng e salvato da Gu Zheng, decide di confessare tutti i crimini commessi per conto del Marchese di Muyang. Per questo viene esiliato a Qianchuan.
Chen Long Xiang (Hou Jun Jie) braccio destro del Marchese di Muyang. Una sera dopo essersi ubriacato ha ucciso sette persone, così il Marchese ha deciso di inviarlo in segreto a Huaixi per gestire il traffico di armi con lo Cangbei. Grazie alle rivelazioni di Qin Cang, Mo Xiu Yao riesce ad arrestarlo e a convincerlo a testimoniare contro il Marchese.
Prefettura di Jingzhao
Gongshu Yang (Yuan Hang Ming) Governatore della Prefettura (Fu) di Jingzhao e uomo di fiducia dell’Imperatrice Vedova. Dopo la morte di Lv Chang Fu gli viene assegnata la carica di Commissario militare di Huaixi. Grazie alla sua collaborazione Mo Xiu Yao riuscirà ad arrestare Zhang Heng Yuan e a svelare tutti i particolari del traffico di armi tra il Da Chu e il Cangbei.
Zheng Zuo Shi (Dong Jing Chuan) Vice Governatore della Prefettura di Jingzhao. In realtà è una spia del Marchese di Muyang, ma viene eliminato da Mo Xiu Yao.
Li Yu Feng (Han Qiu Chi) funzionario addetto agli affari civili della Prefettura di Jingzhao.
Wang Su Wu (An Jun Qi) funzionario addetto agli affari militari della Prefettura di Jingzhao. Inizialmente è un forte oppositore di Mo Xiu Yao perchè la sua intera famiglia è stata sterminata dai nemici in seguito alla caduta del Passo Suixue, ma alla fine diventerà il suo più leale collaboratore. Dopo la condanna del Marchese di Muyang, viene nominato Segretario Capo del Ministero della Guerra e incaricato di coadiuvare la Corte di Revisione Giudiziale.
Qiu Xian (Mu Tong) capo unità della Sezione Militare della Prefettura di Jingzhao e sottoposto di Wang Su Wu. È colui che aiuta Chi Hu a sfuggire alla retata organizzata dal Principe Ding.
Gu Zheng (Li Yu) onesto funzionario imperiale che viene incarcerato per aver protestato pubblicamente e insultato il Marchese di Muyang e l’Imperatrice dopo aver appreso della morte degli eruditi dell’Accademia del Monte Li bruciati vivi da Lu Chang Feng. La sua condanna a morte non è mai stata eseguita perchè tutti i tentativi sono falliti così è rimasto prigioniero per otto anni nelle carcerti imperiali. Mo Xiu Yao lo fa scarcerare e nominare segretario amministrativo presso la Prefettura di Jingzhao, affidando a lui le indagini più delicate. Dopo la condanna del Marchese di Muyang e del suo collaboratore Zheng Zuo Shi, viene nominato Vice Governatore della Prefettura di Jingzhao.
Accademia del Monte Li
Xu Qing Yun (Hou Chang Rong) rettore dell’Accademia del Monte Li e nonno materno di Ye Li.
Zhu Yun/Maestro Zhu (Yan Jie) esperto di arti marziali e maestro all’Accademia del Monte Li.
Mestro Helai (Wang Zhao Lian) famoso medico e maestro all’Accademia del Monte Li da cui Ye Li impara la tecnica per curare le gambe di Mo Xiu Yao.
Wei Zhuang (Miao Chi) ex alunno dell’Accademia del Monte Li molto versato in matematica e molto vicino a Ye Li. Dopo aver lasciato l’accademia conduce una vita frugale per paura di essere perseguitato in quanto ex alunno dell’Accademia così Ye Li decide di assumerlo come gestore del Padiglione Shengde.
Altri personaggi
Yuan Fang (Wang Xing Han) Commissario militare (Jiedushi) di Huaixi e uomo di fiducia dell’Imperatrice Vedova. Viene incaricato di indagare sul traffico di armi provenienti dall’arsenale militare di Huaixi, ma rimane ucciso fuori dalla capitale mentre cerca di consegnare all’Imperatore delle prove decisive. Il responsabile dell’omicidio è il Principe Li che vuole creare contrasti all’interno della corte e beneficiare della confusione per riappropriarsi del trono.
Han Ming Yue (Hei Ze) leader del Padiglione Tianyi. La sua famiglia è stata sterminata dal Marchese di Muyang dopo l’incendio al Palazzo Orientale e lui, per vendicarsi, è diventato il braccio armato del Principe Li.
Han Ming Xi (Lin Mu Ran) fratello minore di Han Ming Yue. Dopo la sua fuga dal Padiglione Tianyi si è ammalato ed è stato soccorso lungo la strada da Ye Li. In seguito i due si sono separati per poi reincontrarsi quando lui ha accettato l’incarico di uccidere la Principessa Ding, non sapendo si trattasse proprio di Ye Li. Quindi lui ha deciso di rimanerle vicino lavorando per lei al Padiglione Shengde.
Ling Yun (Li Mu Yun) Gran Principessa dello Cangbei inviata di pace dello Cangbei in Da Chu. È la sorella maggiore del nuovo regnante dello Cangbei che dopo essere stata inviata nel Saibei per un matrimonio combinato è fuggita da un marito violento ed è tornata in patria per aiutare il fratello ad ottenere il trono. Durante la sua fuga dal Saibei ha conosciuto Feng Zhi Yao e si è innamorata di quel damerino non molto scaltro ma sicuramente generoso.
Lei Teng Feng (Zhao Yu Tong) generale dei Cangbei e acerrimo nemico di Mo Xiu Yao che scorta la Gran Principessa Ling Yun nel Da Chu.
Su Zui Dier (Sun Xue Ning) cameriera personale della Gran Principessa Ling Yun. In realtà è la figlia del Comandante della Guardia Sinistra del Palazzo Orientale del Da Chu ed ex fidanzata di Mo Xiu Yao finita in esilio insieme alla sorella dopo il rogo al Palazzo Orientale. Durante l’esilio si è unita al Padiglione Tianyi e si è infiltrata per conto di Han Ming Yue nello Cangbei avvicinandosi alla Gran Principessa. La sua missione è quella di far fallire i negoziati di pace tra Cangbei e Da Chu ma fa l’errore di coinvolgere Ye Li della morte della Principessa Ling Yun e la cosa le si ritorce contro.
Yu Sheng (Chen Xi) cortigiana della casa di piacere Xiangqi di cui è innamorato Li Fei Bai. Aiuterà Ye Li in più occasioni.
Maestro Wang/Zhao De Sheng santone che sostiene di poter aiutare Wen Ran a vedere lo spirito del marito. In realtà è un piccolo criminale di Hongzhou, in fuga dalle autorità per aver causato la morte del figlio del Prefetto di Hongzhou, che si spaccia per santone. Verrà smascherato e fatto arrestare da Ye Li.
Personaggio Preferito: Feng Zhi Yao
È uno dei personaggi più genuinamente positivi di The First Jasmine.
Ottimista, allegro e dotato di una naturale capacità di entrare in sintonia con gli altri, rappresenta per Mo Xiu Yao molto più di un amico: è una presenza leale e costante, una delle poche persone che non lo hanno abbandonato neanche nei momenti più difficili.
Sempre pronto alla battuta e allo scherzo, contribuisce spesso ad alleggerire le situazioni più tese e si distingue per la sua capacità di mettere a proprio agio chi gli sta intorno. Questo tratto emerge in particolare nel rapporto con Ye Li, che accoglie fin da subito con cordialità e spontaneità, cercando più volte di favorire una maggiore comprensione tra lei e Mo Xiu Yao e di smussare le diffidenze che caratterizzano le prime fasi del loro matrimonio.
La sua leggerezza però non deriva da superficialità, ma da una scelta consapevole di affrontare le difficoltà con ottimismo e di prendersi cura delle persone a cui vuole bene.
Terzo figlio di una famiglia di mercanti, è sempre stato considerato il meno promettente dei fratelli perché non ha mai ottenuto risultati clamorosi nel commercio. Dietro l'apparenza del giovane spensierato si nasconde però una persona estremamente capace e affidabile, che per anni ha gestito gli affari di Mo Xiu Yao trasformandoli in alcune delle attività più fiorenti della capitale. Persino Ye Li, la cui abilità negli affari viene più volte sottolineata dalla serie, riconosce nelle botteghe amministrate da Feng Zhi Yao i suoi concorrenti più temibili.
Il suo contributo a Mo Xiu Yao va però ben oltre il successo commerciale. Durante il periodo in cui l’amico vive sotto stretta sorveglianza e isolato dal mondo esterno, Feng Zhi Yao diventa i suoi occhi e le sue orecchie, raccogliendo informazioni, conducendo indagini e svolgendo per suo conto compiti delicati.
La sua natura generosa, altruista e a tratti ingenua emerge soprattutto nella storia d'amore con la Principessa Ling Yun. Durante un viaggio commerciale nel Saibei, dopo essere stato derubato e abbandonato nel deserto, incontra una giovane viaggiatrice che crede essere un ragazzo. Pur trovandosi egli stesso in difficoltà, decide di condividere con lei le poche provviste rimaste e di accompagnarla fino a un luogo sicuro. Da quell'incontro nasce un legame spontaneo e profondo, alimentato da una corrispondenza che continua anche dopo il loro ritorno nei rispettivi paesi. Quando finalmente hanno l'opportunità di rivedersi nel Da Chu, però, il destino interviene tragicamente: Ling Yun muore prima che entrambi possano rivelare la propria identità e confessare apertamente i sentimenti che ormai li univano.
Proprio questa perdita rende ancora più evidente uno dei tratti più positivi di Feng Zhi Yao: la sua resilienza e la sua capacità di non perdere mai l’ottimismo e la fiducia negli altri nonostante le sofferenze che la vita gli impone.
Personaggio S-Preferito: Zhou Jing
Rappresenta probabilmente l'antagonista più spregevole di The First Jasmine.
Ambizioso, manipolatore e profondamente avido di potere, è un uomo disposto a sacrificare qualsiasi legame umano pur di consolidare la propria posizione. Asceso dai ranghi più bassi della società fino al titolo di marchese grazie al favore dell'Imperatrice Vedova e alla sua abilità nello sfruttarne le ambizioni politiche, costruisce la propria fortuna attraverso intrighi, tradimenti e abusi di potere.
Nel corso degli anni non esita a distruggere chiunque si frapponga tra lui e i suoi obiettivi. È tra i principali responsabili della caduta di Mo Xiu Wen, accusato falsamente di tradimento e collusione con il nemico, e della rovina della Residenza del Principe Ding. Allo stesso modo orchestra la persecuzione dell'Accademia del Monte Li, arrivando a far arrestare e torturare gli studenti nel tentativo di ottenere confessioni utili a screditarne il prestigio e a ridurne l'influenza sulla corte.
Attorno a sé raccoglie una rete di piccoli criminali e funzionari corrotti che trasforma in collaboratori fedeli e utilizza per portare avanti i propri piani, compreso il traffico illegale di armi con il nemico.
Particolarmente deprecabile è il modo in cui tratta la propria famiglia. Per ottenere prestigio e potere rinuncia alla donna che ama e dispone che il figlio nato da quella relazione, Qin Cang, cresca come un semplice subordinato al suo servizio. Per anni lo utilizza come suo braccio armato, affidandogli gli incarichi più rischiosi e compromettenti, alimentando al tempo stesso rivalità e diffidenza tra lui e il figlio legittimo avuto da Lady Kang. Infine, quando teme che Qin Cang possa rivelare i suoi crimini, arriva a tentare di eliminarlo, dimostrando come per lui perfino i legami di sangue contino meno della propria sopravvivenza politica.
Neppure la sua caduta gli impedisce di continuare a fare del male. Dopo l'arresto, in seguito alla dimostrazione dei suoi numerosi crimini e alla ricomparsa del decreto imperiale che prova l'innocenza di Mo Xiu Wen, utilizza i suoi ultimi istanti di vita per seminare discordia. Rivela infatti a Mo Xiu Yao il coinvolgimento della madre di Ye Li nella scomparsa del decreto, cercando di distruggere il fragile equilibrio creatosi tra i protagonisti. Fino all'ultimo rimane quindi fedele alla propria natura: un uomo incapace di assumersi le responsabilità delle proprie azioni e disposto a trascinare chiunque con sé nella rovina.
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