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A League of Nobleman (2023): Quando Song Weilong Fa Rimpiangere la Protagonista Femminile Fastidiosa | Retro Drama Talk

Alessandra
A League of Nobleman (2023): Quando Song Weilong Fa Rimpiangere la Protagonista Femminile Fastidiosa | Retro Drama Talk

Locandina di A League of Nobleman - Courtesy of Tencent Video

    Recensione del Drama A League of Nobleman - Locandina

    Dettagli

    VALUTAZIONE: (6/10)

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    TITLOLO ORIGINALE: 君子盟 – Jūnzǐ méng

    ANNO: 2023

    EPISODI: 29

    DURATA: 30’

    REGIA: Yang Fan, Jia Xiao Xiong

    SCENEGGIATURA: Pei Li, Yang Fan, Hai Jin Da Bao, A Ci

    AUTORE DELL’OPERA ORIGINALE: Da Feng Gua Guo (张公案 - "Zhang’s Judicial Cases")

    Disclaimer: i giudizi espressi in questa recensione si riferiscono esclusivamente al drama. Non avendo letto l'opera originale, non posso stabilire con cercetezza se le criticità rilevate siano attribuibili alla sceneggiatura o al materiale di partenza. Per questo motivo, le osservazioni sulla scrittura vanno intese come valutazioni dell'adattamento e non come un giudizio sull'opera da cui è tratto.



    IN BREVE

    Sei di fretta? Qui trovi il verdetto rapido, con i principali punti di forza, le debolezze e le caratteristiche del drama per capire se fa per te. Per un’analisi più approfondita, continua con la Recensione No Spoiler.

    1. Cosa aspettarsi: A League of Nobleman è un drama storico-investigativo dalle atmosfere cupe e sospese, che mescola misteri, leggende inquietanti e intrighi di corte seguendo l'incontro tra due uomini accomunati da un passato che nasconde più di quanto sembri. La serie costruisce una storia originale e ricca di idee, capace di passare dall'indagine criminale al complotto politico senza rinunciare a una certa eleganza visiva. Il problema è che proprio questa ambizione finisce talvolta per giocarle contro: i casi investigativi si intrecciano così strettamente alla grande cospirazione da perdere parte della loro incisività, mentre alcuni degli espedienti sovrannaturali escogitati per renderli più accattivanti mettono a dura prova la sospensione dell’incredulità. Il risultato è un drama nel complesso affascinante, ma con un ritmo piuttosto irregolare e che sembra avere sempre un'intuizione in più di quante riesca davvero a svilupparne.
    2. Punti forti: l'originalità del soggetto, l'atmosfera di mistero, l'avvincente complotto politico.
    3. Punti deboli: la struttura da "falso procedural", l'incoerenza degli elementi sovrannaturali, le incongruenze della storia.
    4. Consigliato se ti piacciono: Jing Boran e Song Weilong, i drama storici investigativi con atmosfere dark, i racconti con elementi sovrannaturali, le storie di amicizia al maschile, i complotti politici risalenti nel tempo.
    5. Lo rivedrei? No.
      Continua a leggere per scoprire perchè questo drama non funziona.

    Con la sua atmosfera onirica e la sua narrazione lenta e carica di mistero, A League of Nobleman rivela lentamente un mondo fatto di ombre, enigmi e verità sepolte, seguendo le vicende di due uomini molto diversi che si ritrovano, quasi loro malgrado, al centro di una storia in cui nulla è davvero come sembra.

    In questa recensione, a serie finita, del drama A League of Nobleman analizzerò trama, cast, ambientazione e tutti gli elementi che hanno contribuito a trasformarla in una delle serie più chiacchierate degli ultimi anni — ma forse non sempre per i motivi giusti.

    "Si narra che quando fu fondato l’antico regno di Mo,
    il Signore della Creazione Yinjitian inviò sulla Terra Sei Saggi per educare la gente.
    Wenwulei, il Saggio della Medicina, originato dall’uccello divino,
    per alleviare le sofferenze delle persone.
    A’Nari, il Saggio della Danza, per insegnare alle persone
    ad esprimere i propri sentimenti attraverso la danza.
    Morigen, il Saggio della Sapienza, con quattro teste e otto braccia,
    per infondere saggezza nel mondo.
    Zansang, il Saggio dell’Agricoltura, originato da un baco da seta,
    per educare la gente alla coltivazione del gelso e alla tessitura.
    Wuyou, il Saggio della Giustizia, con la corona di rami,
    per giudicare le azioni malvage.
    Luonajin, il Saggio della Musica, abile nel suonare diversi strumenti,
    per portare il dogma nel mondo."

    La leggenda dei Sei Saggi di Yinjitian

    Trama

    Zhang Ping è un orfano che, insieme all’amico Chen Chou, vende mian al Mercato Dafu, nella capitale del Dayong, per pagarsi le spese necessarie a sostenere l’Esame Imperiale. Il suo sogno è quello di diventare un funzionario dell’Alta Corte di Giustizia, seguendo le orme del suo idolo, l’Ispettore Mu Yesheng, autore delle Bizzarre cronache notturne, un libro che raccoglie alcuni dei suoi casi più celebri.

    Un giorno Zhang Ping viene coinvolto, suo malgrado, in un caso di furto dal Viceministro dei Riti Lan Jue e, da quel momento, le loro strade finiscono per intrecciarsi inestricabilmente.

    I due iniziano così a indagare su una serie di bizzarri omicidi che sconvolgono la città, ma il loro rapporto è tutt’altro che semplice: convinto che Lan Jue nasconda oscuri segreti, Zhang Ping cerca inizialmente di screditarlo e di smascherarne le presunte trame. Quando scopre però che il Viceministro sta cercando soltanto di fare luce sulla drammatica morte del padre, condannato ingiustamente per alto tradimento vent’anni prima, decide di affiancarlo nella sua investigazione.

    Caso dopo caso, i due raccolgono indizi che li avvicinano sempre di più alla verità sulle rispettive tragedie familiari e permettono loro di ricostruire, poco alla volta, gli eventi che hanno segnato il loro passato.

    La loro ricerca culmina nell’incontro con l’enigmatico erudito Gu Qing Zhang, destinato a rivelarsi un tassello fondamentale per ricomporre il puzzle e fare finalmente luce sui misteri rimasti irrisolti.

    Recensione del Drama A League of Nobleman - Zhang Ping e Lan Jue
    Zhang Ping e Lan Jue - Courtesy of Tencent Video

    QUESTA SEZIONE APPROFONDISCE SCENEGGIATURA, PERSONAGGI, CAST E ASPETTI TECNICI SENZA RIVELARE IMPORTANTI SVILUPPI DELLA TRAMA. PER UN’ANALISI COMPLETA DEL DRAMA, CONTINUA CON LA RECENSIONE SPOILER.

    Recensione del Drama A League of Nobleman (No Spoiler)

    Trama e Ritmo Narrativo

    A League of Nobleman è un drama che, pur essendo presentato come un racconto investigativo, utilizza spesso i casi giudiziari più come strumenti per sviluppare la dinamica tra i protagonisti e far avanzare la macrotrama politica che come misteri dotati di una reale autonomia. Questa scelta conferisce alla narrazione una forte unità, ma può risultare frustrante per chi cerca il piacere di seguire e risolvere il singolo mistero. Inoltre, quando ogni omicidio e ogni fatto inquietante è inevitabilmente collegato allo stesso segreto, il mondo narrativo rischia paradossalmente di apparire meno credibile anziché più coerente, perché non lascia più spazio né al caso né alla coincidenza.

    Il problema emerge già dalle prime puntate, dove la narrazione procede con una lentezza disarmante e un tono spesso così scialbo da far sembrare ogni rivelazione meno importante di quanto dovrebbe.

    Oltretutto, pur fondandosi, almeno sulla carta, sulla razionalità e sull’intuito investigativo dei protagonisti, A League of Nobleman accumula suggestioni spettrali e fenomeni apparentemente inspiegabili che vengono puntualmente ricondotti alla realtà attraverso spiegazioni tutt'altro che convincenti. L’atmosfera soprannaturale sembra così introdotta più per rendere i casi enigmatici e spettacolari che per costruire misteri capaci di reggere alla prova della soluzione.

    Anche la regia contribuisce a rallentare il ritmo della narrazione. Le indagini si svolgono quasi sempre di notte o in ambienti così bui che lo spettatore è costretto ad affidarsi alle parole dei personaggi per capire cosa sia effettivamente accaduto. Le frequenti spiegazioni e ricostruzioni finiscono così per sostituire l’osservazione diretta: invece di scoprire gli indizi insieme ai protagonisti, lo spettatore deve spesso aspettare che qualcuno accenda metaforicamente la luce e gli spieghi cosa avrebbe dovuto vedere. L’oscurità aiuta certamente a rendere più suggestive — e forse anche più plausibili — scene del crimine a dir poco bizzarre, ma ha anche l'effetto collaterale di nasconderne i dettagli: un metodo forse efficace per mantenere il mistero, ma decisamente meno efficace per far sentire chi guarda parte integrante dell’indagine.

    Personaggi e Relazione tra i Protagonisti

    I personaggi di A League of Nobleman, nel complesso, funzionano, anche se devo ammettere che, nelle prime puntate, ho quasi sentito la mancanza della classica protagonista femminile fastidiosa di turno: per quanto irritante, sarebbe probabilmente risultata meno seccante di Zhang Ping. Nei primi episodi, infatti, il giovane si dimostra talmente testardo, pedante e irragionevole da suscitare nello spettatore una reazione che va ben oltre la semplice insofferenza. Anche se con il procedere della storia la sua caratterizzazione acquista maggiore profondità, l’impatto iniziale resta decisamente faticoso da dimenticare.

    Ho invece apprezzato il personaggio di Lan Jue, pur riconoscendo che la sua figura è costruita su un archetipo piuttosto classico: il ministro serio e composto che, dietro l’apparente lealtà al sovrano, porta avanti segretamente un piano per riabilitare il nome del padre.

    A risultare più interessanti dei protagonisti sono però gli antagonisti, a partire dall’Imperatrice Vedova, una figura enigmatica e spietata, incapace di dare fiducia e costantemente impegnata a nascondere i peccati del proprio passato, seguita dal misterioso Signor Jinghu, presenza minacciosa che agisce nell’ombra seminando il panico e attendendo il momento più propizio per colpire.

    Quanto al rapporto tra Lan Jue e Zhang Ping, si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte a un BL mancato per una scelta di sceneggiatura o, più probabilmente, per conformarsi ai limiti imposti dalla censura cinese alle storie romantiche tra personaggi dello stesso sesso. La loro dinamica conserva infatti l’impianto di una relazione costruita attorno all’incontro tra due uomini destinati a sviluppare un legame affettivo, ma ne elimina quasi completamente la componente romantica. Ciò non priva soltanto la narrazione di una relazione sentimentale, ma lascia al suo posto un vuoto che la serie non riesce a colmare, rendendo il rapporto tra i due protagonisti più piatto e meno coinvolgente di quanto avrebbe potuto essere. Qualche momento di tensione emotiva o sentimentale in più avrebbe probabilmente reso più credibile l’importanza che assumono l’uno nella vita dell’altro, valorizzando una dinamica che, per come è costruita, sembra promettere molto più di quanto la serie riesca — o voglia — effettivamente a sviluppare.

    Recensione del Drama A League of Nobleman - Lan Jue e Zhang Ping
    Lan Jue e Zhang Ping - Courtesy of Tencent Video

    Cast

    Ho trovato particolarmente interessante il cast di A League of Nobleman. Nel complesso gli attori riescono a valorizzare una narrazione non sempre efficace, contribuendo a mantenere vivo l’interesse per una storia spesso più convincente nei suoi personaggi che nello sviluppo della trama.

    Tra le interpretazioni spicca quella di Oscar He, giovanissimo attore che, nonostante la sua età, ha già interpretato numerose volte le versioni infantili dei protagonisti. Nei panni di Lan Jue da bambino si dimostra ancora una volta sorprendentemente espressivo e convincente, riuscendo a trasmettere con naturalezza anche le emozioni più complesse.

    Straordinario anche Wang Duo, che continua a distinguersi per la capacità di rendere affascinanti personaggi ambigui, tormentati e conturbanti — ruoli nei quali riesce ogni volta a sorprendere, mantenendo un equilibrio perfetto tra vulnerabilità e inquietudine.

    Mi ha invece lasciato qualche perplessità la prova di Song Weilong. La sua interpretazione sembra talvolta tradire una scarsa immedesimazione nel personaggio, contribuendo ad accentuare alcuni dei difetti che la sceneggiatura attribuisce a Zhang Ping e rendendo ancora più difficile simpatizzare con lui.

    Buona, invece, la performance di Jing Boran che, pur avendo la tendenza ad accentuare talvolta la recitazione attraverso movimenti delle labbra un po’ troppo marcati, riesce a compensare questo piccolo difetto con una voce talmente ammaliante da renderlo quasi trascurabile.

    Meritano una menzione Hong Yao che ho apprezzato anche in Arsenal Military Academy e che trovo particolarmente spigliato e naturale, e Zhang Shu Lun, credibile ed emozionante nel ruolo dell’Imperatore buono e profondamente umano.

    Completa il gruppo la bravissima Shi Yue Ling, inquietante quanto basta nei panni della tirannica Imperatrice Vedova a cui conferisce un’autorità fredda e minacciosa.

    Aspetti Visivi e Colonna Sonora

    Dal punto di vista tecnico, A League of Nobleman si distingue per una regia curata, fatta di inquadrature ben studiate che conferiscono dinamismo a una narrazione altrimenti piuttosto statica. Anche l’illuminazione, generalmente naturale e impostata su tonalità calde, contribuisce a creare un’atmosfera elegante e realistica, se non fosse che proprio questa scelta finisce per penalizzare le scene che dovrebbero essere il cuore del drama. Come già accennato, infatti, le indagini si svolgono spesso di notte o in ambienti scarsamente illuminati, una soluzione che rende certamente più suggestive le scene del crimine, ma che lascia spesso lo spettatore a chiedersi cosa stia effettivamente guardando, rendendo necessarie frequenti spiegazioni da parte dei personaggi.

    Ben allestiti sono invece i set e le ambientazioni esterne, comprese quelle ricostruite dalle maestranze, mentre la limitata CGI si integra piuttosto bene con il resto della messa in scena. I costumi sono generalmente semplici e realistici, con un paio di eccezioni davvero notevoli indossate da Jing Boran e Wang Duo; meno convincenti risultano invece le parrucche, volutamente poco elaborate, che proprio per questo talvolta appaiono piuttosto finte. Mi ha lasciata inoltre perplessa la frequente vignettatura applicata alle immagini, anche in scene del tutto ordinarie come quelle ambientate a corte: non essendo associata a momenti onirici o rievocativi, non mi è mai stato chiaro quale effetto dovesse produrre nello spettatore.

    Ho trovato invece molto riuscita la sigla d’apertura, un montaggio intrigante e misterioso accompagnato da una musica ritmata e costituito da immagini in bianco e nero osservate come attraverso l’acqua, probabilmente un richiamo all’Illusione dell’Acqua utilizzata da Zhang Ping. Peccato per la scelta di inserirla dopo la prima scena dell’episodio anziché all’inizio: facendo partire la sigla ogni volta in un punto diverso, il drama finisce per trasformarla in una sorta di pausa narrativa mobile, una scelta che personalmente trovo più straniante che efficace.

    La colonna sonora si distingue per una certa originalità, alternando generi prevalentemente popolari e sonorità molto diverse tra loro, che nel complesso le conferiscono un carattere piuttosto identitario. Si passa da 别 (Farewell), un brano moderno, lento e malinconico interpretato anche da Jing Boran, a 天下大福 (Great Fortune for All Under Heaven), un delicato pezzo corale che racconta la vita del popolo; da 一棚傀儡木雕成 (The Puppet Is Carved from Wood), una traccia strumentale misteriosa che combina sonorità tribali e incursioni di guqin, a 牛儿醒了要吃草 (The Little Cow Woke Up and Wants to Eat Grass), che riprende invece i ritmi e le melodie delle canzoni popolari cinesi. È sicuramente una selezione musicale particolare, che finisce per mettere l’accento più sulla dimensione popolare e tribale del drama che su quella investigativa e politica.

    Recensione del Drama A League of Nobleman - Imperatrice Vedova Li
    Imperatrice Vedova Li - Courtesy of Tencent Video

    ATTENZIONE!
    DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER CHE ANALIZZA, NELLO SPECIFICO, ALCUNI ASPETTI DELLA SERIE. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.

    Recensione del Drama a League of Nobleman (Spoiler)

    Cosa Funziona

    Il Soggetto

    Va sicuramente riconosciuto che A League of Nobleman non manca certo di idee originali. I casi giudiziari affrontati dai protagonisti sono costruiti attorno a delitti bizzarri, leggende inquietanti e suggestioni apparentemente soprannaturali, mentre la macrotrama politica sviluppa una cospirazione complessa, popolata da personaggi ambigui e segreti che affondano le proprie radici nel passato.

    Quest’ultimo elemento, in particolare, dimostra un potenziale narrativo considerevole. La storia dell’Imperatrice Vedova, disposta a sostituire il proprio figlio morente con un altro bambino pur di conservare il potere e pronta, anni dopo, a eliminare ogni possibile minaccia ricorrendo a intrighi, avvelenamenti di massa e false accuse, avrebbe potuto sostenere da sola un’intera trama politica. Così come la vicenda di Gu Qing Zhang, il Principe Ereditario scambiato alla nascita, salvato dalla madre di Zhang Ping e cresciuto lontano dalla corte, che torna nella capitale sotto falsa identità per vendicarsi della donna responsabile della sua rovina. Il suo legame passato con Lan Jue — nato quando i due erano giovani studenti e segnato da un rapporto di amicizia, sacrificio e segreti irrisolti — aggiunge ulteriore spessore a un personaggio che avrebbe potuto rappresentare un antagonista molto più sfaccettato del semplice artefice di una cospirazione.

    Presi singolarmente, quindi, entrambi i filoni narrativi possiedono una forza considerevole: i casi giudiziari hanno il potenziale per costruire misteri autonomi, mentre la lotta per il potere a corte offre una storia di ambizioni, tradimenti e identità nascoste sufficientemente ricca da reggersi anche senza ulteriori implicazioni. Per assurdo, quindi, queste due idee avrebbero probabilmente funzionato meglio se fossero state sviluppate in due drama separati: il primo avrebbe potuto concentrarsi su indagini autonome, capaci di esistere e concludersi senza dover necessariamente condurre alla corte imperiale; il secondo avrebbe potuto raccontare una lotta politica più articolata, senza dover inglobare ogni omicidio, leggenda o fenomeno sospetto verificatosi nei dintorni del palazzo. La ricerca di una coerenza narrativa assoluta finisce infatti per danneggiare entrambi i filoni: i casi giudiziari perdono autonomia, mentre la cospirazione diventa talmente onnipresente da trasformarsi quasi in una spiegazione universale. Due idee potenzialmente molto interessanti finiscono così per ostacolarsi a vicenda, quando avrebbero forse potuto dare vita, separatamente, a due storie più solide e coinvolgenti.

    Cosa Non Funziona

    La Struttura Narrativa

    Uno degli aspetti meno riusciti di A League of Nobleman è la sua struttura: pur essendo presentato come un drama investigativo, infatti, sembra nutrire un interesse sorprendentemente limitato per le sue stesse indagini. I casi giudiziari appaiono spesso come un semplice veicolo per sviluppare la dinamica tra i due protagonisti e far avanzare la macrotrama politica, mentre il mistero di turno viene trattato più come una tappa obbligata che come il vero centro della narrazione. Ogni nuova indagine dà inizialmente l’impressione di aprire una strada diversa: compare un omicidio, emerge un enigma apparentemente indipendente e lo spettatore pensa: «Interessante, vediamo dove porta». La risposta, dopo un po’, diventa fin troppo prevedibile: porta sempre alla stessa cospirazione segreta di corte.

    La serie finisce così per assumere la struttura di un “falso procedural”: sembra di seguire una successione di casi diversi, ma in realtà si continua a percorrere la medesima trama, cambiando soltanto il cadavere, il luogo del delitto o il tipo di suggestione sovrannaturale. È una scelta che potrebbe piacere a chi apprezza una narrazione compatta e fortemente unitaria, ma rischia di diventare frustrante per chi guarda un investigativo soprattutto per il piacere di confrontarsi con un nuovo mistero e seguirne la soluzione. Quando ogni omicidio, ogni fatto inquietante e ogni fenomeno apparentemente inspiegabile finiscono inevitabilmente per ricondurre alla stessa trama politica, la coerenza narrativa smette di sembrare un punto di forza e comincia ad assomigliare a un’ossessione. Paradossalmente, il mondo narrativo risulta meno credibile proprio perché tutto è collegato: non esistono più eventi casuali, crimini circoscritti o misteri che possano avere una vita propria, ma soltanto nuove diramazioni della medesima cospirazione.

    La debolezza della componente investigativa emerge anche dal fatto che, per ironia della sorte, i frequenti ritorni al passato — che in molti drama rappresentano le parti più lente e noiose — risultano spesso più coinvolgenti delle indagini ambientate nel presente. Scoprire i traumi e le esperienze che hanno segnato i protagonisti appare più interessante della risoluzione dei casi giudiziari, e questo dà una misura piuttosto impietosa di quanto il resto della narrazione rimanga sottotono. Non sorprende, quindi, che uno dei colpi di scena più memorabili sia la scoperta che l’eroico Ispettore Mu Yesheng è in realtà il pavido Giudice Tao: una rivelazione che riguarda l’identità e il passato dei personaggi, non la soluzione di un’indagine.

    Recensione del Drama A League of Nobleman - Lan Jue e Wang Yan
    Lan Jue e Wang Yan - Courtesy of Tencent Video

    Le Incoerenze della Sceneggiatura

    I problemi narrativi di A League of Nobleman sono aggravati dal fatto che la storia vorrebbe fondarsi sulla razionalità e sull’acume investigativo dei suoi protagonisti, ma continua a disseminare la storia di apparizioni, maledizioni e fenomeni inspiegabili senza riuscire sempre a fornire una soluzione logica altrettanto convincente. I casi affrontati dai protagonisti, infatti, sono infarciti di elementi apparentemente soprannaturali che vengono puntualmente smentiti, perché in un investigativo razionale il fantasma, alla fine, non può essere davvero un fantasma. Peccato che le spiegazioni offerte per ricondurre questi fenomeni alla realtà siano spesso così inverosimili da risultare, in alcuni casi, meno credibili della presenza di uno spirito.

    Le modalità con cui vengono commessi alcuni omicidi sono già di per sé quantomeno improbabili: la prima vittima muore per autocombustione dopo che i suoi capelli sono stati cosparsi di olio di trementina e colpiti da un raggio di luce riflesso da uno specchio ustorio, mentre le vittime successive vengono uccise da un veleno chiamato “Nebbia di Sangue” che, una volta inalato, indurisce progressivamente le membra fino a trasformarle in statue di pietra. Altrettanto difficile da accettare è l’“Illusione dell’Acqua”, la tecnica utilizzata da Zhang Ping per risolvere i casi: più che una forma di ipnosi, sembra una sorta di proiezione astrale che gli permette di entrare nella mente delle persone e di camminare letteralmente tra i loro ricordi.

    L’inverosimiglianza, però, non riguarda soltanto le modalità degli omicidi e le tecniche investigative, ma si estende a numerosi espedienti utilizzati per movimentare la trama e creare suspense. Nella quarta puntata, per esempio, la giovane ballerina Li Niang tenta di far sbranare Lan Jue da un branco di lupi da lei addestrati, mentre nell’ottava è difficile capire quale fortunata coincidenza abbia permesso all’Assassino dei Sei Saggi di collegare, attraverso un condotto sotterraneo da lui scavato, la residenza di una delle sue vittime alla cella in cui era detenuto da bambino. Altrettanto assurda è la vicenda del gatto che tormenta Lan Jue nell’episodio 15: durante il suo delirio, oltre a vedere il fantasma di Xuan Ji, il Viceministro è ossessionato dall’angosciante verso di un animale che si scopre essere la gatta adottata da Zhang Ping prima di essere cacciato dalla residenza. La sequenza offre a Jing Boran l’occasione di rappresentare con grande efficacia la follia e il turbamento del suo personaggio, ma la spiegazione dell’origine dello spettrale miagolio appare talmente arbitraria da rendere difficile prendere sul serio l’intera scena.

    A questi elementi si aggiungono alcuni espedienti classici dei drama, utilizzati per creare tensione ma ormai così abusati da risultare più artificiosi che coinvolgenti. In particolare continua a lasciarmi interdetta la straordinaria facilità con cui un singolo complottista riesce a sobillare un’intera folla contro i protagonisti: durante l’Esame Imperiale, infatti, un erudito convince gli altri candidati a cacciare Zhang Ping sostenendo che sia in combutta con Lan Jue, il Capo Esaminatore, soltanto perché i due avevano avuto dei contatti prima della prova. Non meno improbabile è il consueto stratagemma della falsa ferita mortale, grazie al quale i protagonisti riescono a ingannare il cattivo di turno anche quando quest’ultimo possiede competenze mediche che dovrebbero consentirgli di riconoscere una ferita non letale. Sono soluzioni pensate per aumentare la tensione e mettere apparentemente in pericolo i personaggi, ma che, invece di rafforzare la suspense, finiscono soprattutto per mettere alla prova la pazienza dello spettatore.

    Finale

    Anche il finale non si sottrae alla tendenza del drama a richiedere una sospensione dell’incredulità sempre più generosa, concentrando in poche puntate molte delle inverosimiglianze e degli espedienti narrativi che hanno indebolito l’intera serie.

    Quando l’Imperatrice Vedova emana un ordine di arresto contro i superstiti della Tribù Moluo, tra cui figura anche Zhang Ping, il sacrificio del suo shifu spinge il giovane a tornare nel villaggio natale per scoprire la verità sul proprio passato. Una volta raggiunto il Lago Sacro, Zhang Ping viene ipnotizzato dalle sue acque e recupera improvvisamente tutti i ricordi perduti, compresi la conoscenza della scrittura locale e il luogo in cui sua madre aveva nascosto il proprio diario, nonostante all’epoca della sua fuga avesse soltanto tre anni. Naturalmente, il manoscritto si è conservato intatto per decenni e non è stato trovato neppure dagli uomini di Xuan Ji quando avevano messo a soqquadro il villaggio.

    Dal diario emerge che la madre di Zhang Ping era stata assunta dall’Ufficio Sciamanico come guaritrice e aveva assistito al finto rito di guarigione eseguito sul Principe Ereditario. Dopo aver scoperto che il rituale era servito a Xuan Ji per sostituire segretamente il neonato malato con un altro bambino — l’attuale Imperatore —, la donna, mossa a compassione, aveva salvato il vero principe e lo aveva portato al Villaggio Moluo, dove il Capovillaggio era riuscito a curarlo. Anni dopo, nel tentativo di riportare il giovane a corte, aveva chiesto l’aiuto del fidato Ministro Lan, padre di Lan Jue: un incontro che aveva involontariamente innescato la distruzione del Villaggio Moluo e la successiva accusa di tradimento rivolta al ministro. La ricostruzione chiarisce finalmente il legame tra le vicende dei protagonisti e la grande cospirazione politica, ma lo fa attraverso una concatenazione di rivelazioni così comoda da sembrare progettata più per chiudere rapidamente la questione che per costruire una soluzione davvero convincente. Il Lago Sacro si trasforma così in una sorta di archivio narrativo capace di restituire a Zhang Ping, nel momento più opportuno, tutte le informazioni necessarie per ricomporre il puzzle.

    Recensione del Drama A League of Nobleman - Gu Qing Zhang
    Gu Qing Zhang - Courtesy of Tencent Video

    Nel frattempo, nella capitale, Gu Qing Zhang rivela la propria vera identità a Lan Jue e cerca il suo appoggio per rovesciare l’Imperatrice Vedova. Temendo che il colpo di Stato possa gettare l’Impero nel caos prima del ritorno dell’Imperatore dalla guerra, Zhang Ping e Lan Jue decidono di avvertire la sovrana. Gu Qing Zhang però la pugnala a morte facendo ricadere la colpa su Zhang Ping e sfrutta la cerimonia funebre per denunciare pubblicamente i crimini della donna, rivendicando il trono. Con un ultimo trucco i protagonisti riescono infine a screditarlo dimostrando che il certificato di nascita da lui presentato è falso, mentre quello autentico — ritrovato da Zhang Ping tra le rovine del Villaggio Moluo — rimane convenientemente nelle loro mani. Il confronto finale, che dovrebbe rappresentare il culmine di una lunga partita politica, si risolve così attraverso una successione di improvvisazioni e coincidenze talmente provvidenziali da dare l’impressione che la sceneggiatura abbia semplicemente trovato il modo più rapido per ribaltare una situazione ormai troppo complessa.

    La soluzione solleva inoltre un problema logico difficile da ignorare. Per screditare Qing Zhang, Lan Jue e Zhang Ping sostengono che non sia il figlio naturale dell’Imperatrice Vedova, quando invece lo è. Ma se lo scambio del Principe Ereditario non è mai avvenuto, viene meno anche l’evento che aveva causato la tragedia del Villaggio Moluo e l’accusa di tradimento del Ministro Lan. Diventa quindi difficile capire come i protagonisti possano dimostrare che l’Imperatrice Vedova aveva incolpato ingiustamente gli abitanti del villaggio e il Ministro Lan di collusione con il nemico. Il finale sembra così risolvere un problema immediato creandone un altro, senza preoccuparsi di chiarire le conseguenze che la propria ricostruzione dovrebbe avere sull’intera trama politica.

    Ormai sconfitto Qing Zhang gioca la sua ultima carta: rivela di aver riempito di Veleno Nebbia di Sangue tutti i fiori di epifillo disseminati nella Città Imperiale, con l’intenzione di avvelenare l’intera capitale nel momento della loro fioritura. Questa trovata risulta persino più azzardata della precedente lanterna Kongming fatta esplodere sopra il Villaggio Moluo per diffondere lo stesso veleno. È difficile non chiedersi come Qing Zhang sia riuscito a introdurre la sostanza in ogni singolo fiore della città e, soprattutto, come potesse essere certo che il veleno avrebbe raggiunto l’intera popolazione senza venire disperso dal vento o dalle imminenti piogge. La risposta della serie sembra essere, ancora una volta, che il piano funziona perché deve funzionare.

    Così, mentre Lan Jue, Chen Chou e i ministri guidano gli abitanti verso il Monte Yunxiao, una pioggia provocata, tanto provvidenzialmente quanto inspiegabilmente, da Zhang Ping disperde la nube tossica. Gu Qing Zhang avvelena quindi l’Imperatrice Vedova e muore insieme a lei, permettendo alla storia di eliminare in un solo gesto tutti gli antagonisti e di chiudere definitivamente il conflitto. La capitale è così salva e, il giorno seguente, giunge la notizia della vittoria dell’Imperatore contro il nemico: una conclusione talmente rapida e ordinata da sembrare quasi più interessata a liberarsi delle conseguenze del finale che a elaborarle.

    Il risultato è un epilogo che riesce certamente a ricomporre i principali misteri e a chiudere la lunga cospirazione politica, ma lo fa accumulando rivelazioni provvidenziali, coincidenze improbabili, contraddizioni irrisolte e soluzioni che richiedono una sospensione dell’incredulità persino maggiore di quella già richiesta dalle indagini. La storia trova finalmente tutte le risposte, ma sembra poco interessata a verificare se tali risposte siano compatibili tra loro o se il modo in cui vi si arriva possa risultare credibile. Più che il culmine di una costruzione narrativa attentamente sviluppata, il finale dà spesso l’impressione di una lunga sequenza di soluzioni escogitate per chiudere tutte le trame rimaste aperte, indipendentemente dalla loro plausibilità.

    Appare infine piuttosto ingenua anche la rivelazione finale secondo cui Lan Jue avrebbe un figlio, allontanato dalla residenza per ragioni di sicurezza, e una defunta moglie. Sono dettagli privi di una reale funzione nello sviluppo della storia, che sembrano comparire soprattutto per certificare l’eterosessualità dei protagonisti e ricondurre la relazione tra Lan Jue e Zhang Ping a una cornice più convenzionale. Introdotti così tardi e senza alcun adeguato sviluppo, non riescono però a modificare retroattivamente l’impressione dello spettatore sulla natura del loro legame e finiscono per apparire come un’aggiunta inutile e piuttosto maldestra.

    Recensione del Drama A League of Nobleman - Zhang Ping e Lan Jue
    Zhang Ping e Lan Jue - Courtesy of Tencent Video

    Personaggi e Cast

    Personaggi Principali

    Zhang Ping/Ping’er/Kuruo (Song Weilong) erudito orfano cresciuto con il suo shifu nel villaggio Lijiadan, della Contea di Sichuan. Per pagarsi le spese per sostenere l’Esame Imperiale vende mian nel Padiglione Hanhui, nella Capitale del Dayong. Il suo sogno è quello di diventare un funzionario dell’Alta Corte di Giustizia come il suo idolo l’Ispettore Mu Yesheng autore del libro “Le Bizzarre Cronache Notturne” in cui sono narrati alcuni dei suoi casi più celebri. Scoprirà di essere l’ultimo superstite della Tribù Moluo sterminata venti anni prima dall’Imperatrice Vedova.

    Lan Jue/Peizhi (Jing Boran) Viceministro dei Riti del Dayong. Nonostante il delitto commesso dal padre, è stato graziato dall’Imperatore ed è riuscito a superare l’Esame Imperiale e ad entrare al Ministero dei Riti. Mira a diventare Ministro dei Riti per avere accesso a informazioni riservate che spera possano aiutarlo a scoprire la verità sulla morte del padre.

    Gu Qing Zhang/Shulin/Jing Qizhe/Xiao Long/Signor Jinghu (Wang Duo) erudito amico di gioventù di Lan Jue. In realtà è il vero figlio dell’Imperatrice Vedova e dell’Imperatore Qingfeng, sostituito in fasce dalla madre perché affetto da una malattia incurabile. Doveva essere ucciso da Xuan Ji, ma la madre di Zhang Ping lo salva e lo porta al Villaggio Moluo dove lo cura e lo cresce. Dopo essere miracolosamente scampato alla strage del villaggio, torna nella Capitale fingendosi un medico per vendicarsi dell’Imperatrice Vedova.

    Personaggi Secondari

    Corte Imperiale

    Consorte Li (Shi Yue Ling) Imperatrice Vedova del Dayong. Da anni governa l’Impero al posto di Wang Xuan.

    Wang Xuan/Qi Zhu (Shawn Zhang) giovane Imperatore del Dayong supposto figlio della Consorte Li. In realtà è un bambino con cui l’Imperatrice Vedova ha sostituito suo figlio malato gravemente trent’anni prima.

    Ying Xi (Wang Jian Guo) fidato Eunuco dell’Imperatrice Vedova.

    Generale Cao Zheng (Dang Tao) Comandante delle Guardie Imperiali.

    Xuan Ji (Yang Yun Zhuo) Capo Astronomo Imperiale ed ex responsabile dell’Ufficio Sciamanico del Dayong. È uno dei sostenitori dell’Imperatrice Vedova e per lei progetta lo strumento astronomico Hunxiang (ribattezzato “lo Strumento Immortale”). È stato uno degli artefici del massacro del Villaggio Moluo di vent’anni prima.

    Liu Xian (Yang Meng) Gran Precettore del Dayong. È il maestro dell'Imperatore e il maggiore oppositore politico dell’Imperatrice Vedova tanto che lei proverà più volte a farlo condannare a morte senza successo.

    Gong Songming (Zhang Zhi Zhong) Ministro dei Riti del Dayong, nonno di Gong Yuzhen e benefattore segreto di Lan Jue.

    Ji Wen (Jing Ming) Viceministro dei Riti del Dayong, collega di Lan Jue.

    Shao Zhi (Zhang Tian Qi) Viceministro dei Riti del Dayong, collega di Lan Jue. Aiuta il Signor Jinghu a truccare l’Esame Imperiale per ringraziarlo di aver vendicato i suoi genitori.

    Guo Yun (Qin Yi Ming) Viceministro dei Riti del Dayong, collega e acerrimo rivale di Lan Jue. Viene condannato all’esilio per aver tentato di far accusare Lan Jue di alto tradimento.

    Wang Yan/Mowen (Hong Yao) Viceministro della Giustizia del Dayong e amico fraterno di Lan Jue. Si offre volontario per guidare l’esercito al fianco dell’Imperatore durante la Seconda Campagna Meridionale.

    Wang Qin (Ren Luo Min) Gran Comandante del Dayong e padre di Wang Yan.

    Dou Fang (Du Xiu Jun) Ministro della Giustizia del Dayong.

    Chu Fangtong, Ministro delle Finanze e padre di Chu Qi’er.

    Omicidio del Padiglione Banyue

    Xie Hao (Yan Jin Feng) danzatrice principale del Padiglione Banyue inventrice della danza dei burattini. Ruba per Lan Jue la borchia di Hong Luo, ma viene uccisa prima di potergliela consegnare.

    Zhi Xia (Ruan Jiu) danzatrice del Padiglione Banyue molto legata alla defunta Xie Hao. Viene sottoposta da Zhang Ping all’Illusione d’Acqua così da ricostruire la morte di Xie Hao.

    Han Yan (Zhang Qiao Er) detta “La fata del pipa” è una delle musiciste del Padiglione Banyue. È l’amante del Viceministro Guo Yun e per questo è, inizialmente, sospettata di essere l’assassina di Xie Hao.

    Li Niang (Wang Jia Ning) danzatrice del Padiglione Banyue. In realtà è la figlia dell’ex Governatore Militare di Jiannan, Liu Wen, morto nella tragica Campagna Meridionale insieme a 10.000 soldati. Una volta smascherata, rapisce Lan Jue e lo porta al Tumulo degli Spiriti Leali (monumento commemorativo dell’Esercito della Campagna Meridionale) per sacrificarlo ai soldati morti, ma Zhang Ping li trova e salva il Viceministro.

    Omicidio del Padiglione Faihua

    Wei Mao (Wei Wen Bing) Gran Pittore che si reca al Padiglione Faihua per trovare dei soggetti femminili da ritrarre nella sua ultima opera.

    Chu Qi’er (Zhu Yun Jun) figlia del Ministro delle Finanze che si esibisce al Padiglione Faihua per Wei Mao. Muore nel corso dell’esibizione uccisa dal veleno dell’Assassino dei Sei Saggi.

    Gong Yuzhen (Gu Yu Han) nipote del Ministro dei Riti, è una polistrumentista molto talentuosa. Vorrebbe esibirsi al Padiglione Faihua per il pittore Wei Mao, ma l’invidiosa Chu Qi’er la fa violentare da un gruppo di delinquenti. Per vendicarsi lei fa uccidere la rivale dall’Assassino dei Sei Saggi ma poi ne cade vittima.

    Altri Omicidi

    Guaritore Divino Sun, medico della Spezieria Baoshan, autore del manuale “Diagnosi Sintomatica” ed esperto guaritore. Viene ucciso dal veleno dell’Assassino dei Sei Saggi.

    Quattro saggi della Famiglia Feng eruditi gemelli, talenti in varie discipline, che vivono nel Padiglione Wuming, alla periferia di Ning’an. Vengono uccisi dal veleno dell’Assassino dei Sei Saggi.

    Signorina Wu, tessitrice del Laboratorio Yunshang, unica conoscitrice della tecnica di produzione della Seta d’Oro Rosso. Viene uccisa dal veleno dell’Assassino dei Sei Saggi.

    Tao Zhoufeng (Zhang Shao Rong) Giudice dell’Alta Corte di Giustizia, noto per il suo impegno nella rieducazione dei carcerati e autore del “Libello sulla Persuasione e sulla Bontà”. Viene coinvolto nel caso dall’Assassino dei Sei Saggi e in quello del furto della testa di fenice dello Strumento Immortale. Si scoprirà essere il vero autore de “Le Bizzarre Cronache Notturne”.

    Assassino dei Sei Saggi (Chen Chuang) orfano su cui, per anni, il medico della Spezieria Huian ha sperimentato i veleni di sua invenzione. Grazie al sacrificio dei suoi amici A’Hu e Shi Nu riesce a fuggire dalla cella dove è detenuto e a diventare un tossicologo presso l’Accademia Medica Imperiale. Lì crea il Veleno Nebbia si Sangue con cui si vendica del suo aguzzino, ma poi viene coinvolto negli intrighi dell’Imperatrice Vedova e finisce a fare il necroforo. Quando incontra il signor Jinghu questi gli racconta che sacrificando a Yinjitian i Sei Saggi dell’omonima leggenda egli avrebbe potuto vivere per sempre nella Terra Pura insieme a A’Hu e Shi Nu. Per questo commette diversi omicidi nella Capitale, ma viene fermato da Zhang Ping. In seguito si scoprirà che ha aiutato il Capo dell’Ufficio Astronomico Xuan Ji a uccidere gli abitanti del Villaggio Moluo fornendogli il Veleno Nebbia di Sangue.

    Ma Lian (Ding Yu Jia) figlio del Governatore della Contea di Jiangnan e fidanzato della nipote dell’Imperatrice Vedova. Gli viene rivelato in anticipo dal Signor Jinghu il tema dell’Esame Imperiale così paga l’erudito Cheng Zishang per scrivergli l’elaborato che consegna all’esame e poi lo uccide.

    Cheng Zishang (Li Guo Jing) erudito povero che, per sostenere le spese dell’Esame Imperiale, scrive lettere per i vicini e saggi per gli altri eruditi. Ma Lian gli chiede di scrivere per lui un saggio sul tema dell’esame e poi lo uccide per zittirlo. Il giorno dell’estrazione dei posti a sedere nella Sala dell’Esame pesca Guiyou facendo avverare la profezia del Signor Jinghu che dice “Riguardo alla prova di Autunno che si terrà nella Sala d’Esame, Guiyou porterà disgrazie”.

    Altri Personaggi

    Chen Chou (Guo Cheng) amico, coinquilino e socio di Zhang Ping. I due abitano insieme nel Vicolo Xiaohaozi e vendono mian al Mercato Dafu.

    Grande Saggio Zhang (Hou Tong Jiang) shifu di Zhang Ping che lo ha adottato quando era molto piccolo. Vive sul Monte Yuntou, vicino al villaggio Lijiadan, nella Contea di Sichuan.

    Xu Dong (Jampa Tseten) guardia del corpo di Lan Jue.

    Liu Yun (Wang Kuang Yu) sottoposto di Lan Jue.

    Lan Lin (Li Tai Yan) ex Ministro del Dayong e padre di Lan Jue. È stato accusato di aver colluso con il Re del Nandong, causando il fallimento della Campagna Meridionale e la morte di 10.000 soldati. Per questo è stato condannato a morte vent’anni prima degli avvenimenti narrati nel drama.

    Direttore Wang (Fan Mao) Funzionario del Ministero dei Lavori incaricato della direzione dei lavori per la costruzione dello strumento astronomico Hunxiang.

    Chang Wei (Zhang Lei) ex Funzionario del Ministero dei Lavori abile nella costruzione di lanterne Kunming. Ha aiutato il Capo dell’Ufficio Astronomico Xuan Ji a uccidere gli abitanti del Villaggio Moluo facendo esplodere in volo una delle sue lanterne carica di Veleno Nebbia di Sangue.

    Hong Luo (Li Long) sedicente mercante del regno di Yueliang. In realtà è una spia che viaggia tra i vari Stati per raccogliere e vendere informazioni segrete che nasconde in una borchia della sua cintura. L’ultima lettera che intercetta è quella scritta da Lan Jue al Ministro dei Riti del Nandong per trovare indizi che scagionino il padre dall’accusa di collusione con il Nandong.

    Recensione del Drama A League of Nobleman - Wang Xuan
    Wang Xuan - Courtesy of Tencent Video

    Personaggio Preferito: Wang Xuan

    È un sovrano giusto e saggio, poco interessato al potere e alla ricchezza. Sebbene l’Imperatrice Vedova gli impedisca di governare liberamente e la sua stessa presenza sul trono sia il risultato di una sostituzione, continua a mettere il popolo davanti all'ambizione personale.

    Determinato a evitare che i suoi sudditi soffrano sotto il governo di un sovrano oppressivo e indifferente ai loro bisogni, dimostra un profondo senso del dovere e un forte legame con la gente comune.

    La sua integrità emerge anche nel rapporto con i funzionari: quando Lan Jue rischia la condanna a morte in seguito al disastroso esito del caso della Testa di Fenice, lui non esita a sfidare apertamente l’Imperatrice Vedova per salvare un uomo che ritiene onesto.

    Esorta spesso i ministri ad agire con rettitudine e cerca di dare personalmente il buon esempio, guidando l’esercito contro i nemici del Nandong invece di restare al sicuro nella capitale.

    Persino quando il suo maestro, Liu Xian, appoggia la sua destituzione per restituire il trono al vero Principe Ereditario, dimostra di aver fatto propri gli insegnamenti sul buon governo ricevuti, trasformando una posizione ottenuta per caso in un’autentica vocazione al servizio dell’Impero.

    La sua benevolenza si manifesta anche nel rapporto con i giovani eruditi come Zhang Ping. Dopo la morte del Giudice Tao, quando lo studente comincia a dubitare della propria convinzione di entrare nell’Alta Corte di Giustizia, lo incoraggia a non rinunciare ai suoi ideali e continua a sostenerlo anche in seguito, arrivando a prospettargli la possibilità di diventare Primo Ministro.

    Pur non essendo il sovrano legittimo per successione, dimostra di possedere tutte le qualità essenziali di un buon Imperatore: saggezza, senso di giustizia e la volontà di mettere il benessere del popolo al di sopra dei propri interessi.

    Personaggio S-Preferito: Zhang Ping

    Nonostante sia uno dei protagonisti e ricopra quindi un ruolo essenzialmente positivo, si rivela paradossalmente uno dei personaggi meno lodevoli della storia. Dotato di un’intelligenza eccezionale e di uno straordinario talento investigativo, è però anche testardo, irragionevole e spesso incapace di considerare il quadro generale o le conseguenze delle proprie azioni.

    A dispetto del suo spiccato senso logico, non sembra in grado di instaurare legami profondi con gli altri: fatta eccezione per il suo shifu e, dopo aver recuperato i ricordi d’infanzia, per la madre, dimostra raramente un affetto sincero nei confronti delle persone che gli stanno accanto.

    La sua ostinazione sembre non nascere dal desiderio di fare del bene: inizialmente si accanisce nel tentativo di scoprire i segreti di Lan Jue non perché sia stato realmente danneggiato dal suo comportamento, ma perché non riesce ad accettare che il viceministro sia riuscito a ingannarlo e a servirsi di lui per raggiungere i propri obiettivi. Anche quando decide di aiutarlo a indagare sulla morte del padre, non lo fa perché sia convinto dell’innocenza dell’uomo o perché condivida il fine di riabilitarne il nome, ma soprattutto per soddisfare la propria insaziabile sete di verità.

    La sua intelligenza non gli impedisce poi di compiere scelte sorprendentemente avventate, come tentare di affrontare da solo le Guardie Imperiali responsabili della morte del suo maestro o consegnare frettolosamente l’elaborato dell’Esame Imperiale pur di correre a indagare sulla morte di Cheng Zishang.

    In più occasioni si comporta con l’impulsività di un bambino, mettendo in pericolo anche chi cerca di aiutarlo: insegue l’Assassino dei Sei Saggi nei condotti sotterranei sotto il Padiglione Wuming, trascinando Lan Jue in una situazione che porta entrambi a essere imprigionati, e finisce poi per farsi rapire dallo stesso assassino, costringendo il viceministro a intervenire per salvarlo.

    La determinazione e l’acume che dovrebbero renderlo un protagonista ammirevole finiscono così per trasformarsi spesso in ostinazione, imprudenza e incapacità di guardare oltre i propri obiettivi. Zhang Ping vuole conoscere la verità a ogni costo, ma sembra raramente disposto a chiedersi chi debba pagare il prezzo delle sue scelte.



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