The Eternal Fragrance (2026): l'Originalità Conta Davvero Così Tanto? | Recensione e Finale
Locandina di The Eternal Fragrance - Courtesy of Youku
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DettagliVALUTAZIONE: (7.5/10)
TITLOLO ORIGINALE: 千香 - Qiānxiāng ANNO: 2026 EPISODI: 33 DURATA: 45’ REGIA: Ju Jue Liang SCENEGGIATURA: Shao Xiao Yi, Lei Jun, Wang Li AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Shi Si Lang (千香百媚 - The Eternal Fragrance) LUOGHI COMUNI RISPETTATI: 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - 8 - 11 - 13 |
IN BREVE
Sei di fretta? Qui trovi il verdetto rapido, con i principali punti di forza, le debolezze e le caratteristiche del drama per capire se fa per te. Per un’analisi più approfondita, continua con la Recensione No Spoiler.
- Cosa aspettarsi: The Eternal Fragrance è uno xianxia profondamente legato ai canoni del genere, in cui il mistero sull'identità dei protagonisti si intreccia alla coltivazione spirituale e a un amore impossibile, dando vita a una storia che si muove all'interno di schemi ben noti agli appassionati. Eppure, nonostante una caratterizzazione piuttosto convenzionale e una struttura narrativa costruita su archetipi ampiamente riconoscibili, il drama riesce a mantenere vivo l'interesse grazie a una struttura narrativa che fa della curiosità il suo principale punto di forza. Il progressivo svelarsi dei misteri non rappresenta infatti soltanto un punto di arrivo, ma diventa il motore della vicenda, trasformando continuamente il presente dei protagonisti e facendo percepire allo spettatore che il loro destino è perennemente in evoluzione. È proprio questa costante sensazione di cambiamento a rendere il loro viaggio appassionante e più coinvolgente di quanto le premesse iniziali potrebbero lasciar presupporre.
- Punti forti: la narrazione appassionante, la storia d'amore tormentata tra i protagonisti, gli effetti visivi in CGI.
- Punti deboli: la caratterizzazione archetipica dei personaggi, lo scareso sviluppo del worldbuilding, i tagli di sceneggiatura.
- Consigliato se ti piacciono: Song Wei Long e Ju Jing Yi, gli xianxia con elementi molto classici, le storie d'amore impossibili tra i protagonisti, i triangoli amorosi non eccessivamente conflittuali, le storie di sacrificio.
- Lo rivedrei? Sì.
Continua a leggere per capire perchè questa serie mi ha convinta così tanto.
The Eternal Fragrance è un drama che affascina in modo silenzioso, invitando lo spettatore a lasciarsi trasportare dagli eventi e alimentando costantemente la curiosità verso ciò che ancora resta nascosto. Puntata dopo puntata, ogni risposta apre nuove domande e ogni verità sembra destinata a modificare il percorso dei protagonisti, trasmettendo la sensazione che il loro destino sia ancora tutto da scrivere. È proprio questa continua promessa di cambiamento, più che l'originalità della storia o la complessità dei suoi personaggi, a renderlo una visione sorprendentemente coinvolgente.
In questa recensione, a serie finita, del drama The Eternal Fragrance, analizzerò i auoi principali punti di forza e le sue debolezze, cercando di capire perché un drama così fortemente ancorato ai canoni dello xianxia sia riuscito, nonostante i suoi limiti, a coinvolgermi molto più di quanto le sue premesse lasciassero inizialmente immaginare.
Approfondimento: Chi è Yecha?
Trama
Xiao Bangchui è un’orfana che vive nel regno magico di Qingqiu insieme al suo shifu Wu Gen. Quando il maestro scompare improvvisamente, le lascia soltanto un breve messaggio: cercare il suo shixiong presso l’Accademia Chufeng. Ha così inizio per la ragazza un viaggio che prende una piega inaspettata quando salva Riyan, una volpe a nove code ferita e braccata dal malvagio Zhen Yun Zi, deciso ad assorbirne il potere spirituale per ottenere l’immortalità.
Per riuscire nel suo intento, Zhen Yun Zi si serve del fuggitivo Lei Xiuyuan, costringendolo ad accettare la missione in cambio della salvezza del suo amico Lu Shanhua.
Lei Xiuyuan e Xiao Bangchui si incontrano così all’esame di ammissione all’Accademia Chufeng e finiscono, inaspettatamente, per diventare compagni di studi. Qui stringono amicizia con Ye Ye, Baili Chang Yue, Baili Gelin e con il principe Ji Tongzhou, con cui fomano un gruppo compatto che si troverà ad affrontare non solo un duro percorso di coltivazione, ma anche la temibile Calamità Marina, una calamità che si abbatte sulle Pianure Centrali ogni cinquecento anni dando ai demoni la possibilità di invaderle.
Durante il loro cammino insieme, Lei Xiuyuan e Jiang Lifei — il nuovo nome assunto da Xiao Bangchui — scoprono inoltre che il loro passato nasconde una verità sconvolgente. I due non sono infatti semplici giovani coltivatori, ma le reincarnazioni del Signore dei Demoni Yecha e del frutto dell’Albero Divino, legati da una maledizione che li condanna a rivivere lo stesso tragico fato: il Signore dei Demoni è destinato a innamorarsi e poi a divorare il frutto dell’Albero Divino.
Mentre il loro legame si rafforza, Lei Xiuyuan e Jiang Lifei dovranno affrontare il peso delle proprie origini e tentare di spezzare il ciclo imposto dal destino, difendendo le Pianure Centrali dall’imminente Calamità Marina. Ma riuscire a cambiare un fato che sembra ormai scritto si rivelerà molto più difficile del previsto.
"Il cuore umano è colmo di perfidia.
Che differenza c'è, dunque, tra le sette immortali e la stirpe demoniaca?"
QUESTA SEZIONE APPROFONDISCE SCENEGGIATURA, PERSONAGGI, CAST E ASPETTI TECNICI SENZA RIVELARE IMPORTANTI SVILUPPI DELLA TRAMA. PER UN’ANALISI COMPLETA DEL DRAMA, CONTINUA CON LA RECENSIONE SPOILER.
Recensione del Drama The Eternal Fragrance (No Spoiler)
Fin dalla sua prima messa in onda, The Eternal Fragrance ha ricevuto un'accoglienza estremamente polarizzata, diventando rapidamente oggetto di numerose critiche da parte degli spettatori. Le principali riserve si concentrano sulla percezione della trama, giudicata da molti poco innovativa, e sull'uso di elementi già ampiamente esplorati dal genere xianxia, oltre che sull'interpretazione del cast, con particolare attenzione alla figura di Ju Jing Yi. Tuttavia, molte di queste osservazioni appaiono talvolta legate più alle aspettative del pubblico nei confronti della serie e degli attori coinvolti che a un'analisi specifica della costruzione narrativa. Più che contestare l'effettiva efficacia con cui i cliché vengono integrati nella storia, alcune critiche sembrano infatti nascere dalla semplice ricorrenza di determinati schemi narrativi già noti o dal mancato raggiungimento del livello di originalità atteso, aspetti sui quali mi trovo d'accordo solo in parte e che analizzerò più nel dettaglio nel corso della recensione.
Trama e Ritmo Narrativo
Dal punto di vista della trama, The Eternal Fragrance si rivela molto più efficace di quanto la sua struttura apparentemente convenzionale potrebbe inizialmente far pensare. Pur seguendo lo schema estremamente classico dello xianxia e facendo ampio uso di elementi ormai consolidati — l'orfana dal passato misterioso, l’identità segreta, i poteri nascosti, l'accademia di coltivazione, il destino già scritto e l'amore impossibile — non ritengo che questo rappresenti di per sé un difetto. Se il semplice utilizzo di questi archetipi fosse sufficiente a rendere debole una storia, la stessa critica dovrebbe essere rivolta a molti degli xianxia più apprezzati degli ultimi anni.
La forza del drama risiede invece nella capacità di costruire una trama solida e coinvolgente, che mantiene vivo l'interesse grazie al progressivo svelarsi dei misteri legati ai protagonisti e alle conseguenze che queste rivelazioni hanno sulla loro crescita e sul loro destino. Il coinvolgimento non nasce tanto dall'originalità della storia o dalla complessità dei personaggi quanto dalla curiosità di scoprire come ogni verità nascosta finirà per cambiare gli equilibri della vicenda e modificare il loro destino. Per questo motivo, chi cerca uno xianxia classico e costruito attorno ai grandi archetipi del genere troverà probabilmente una storia capace di intrattenere nonostante i suoi limiti; chi, invece, desidera un'opera particolarmente innovativa o una narrazione molto ricercata, difficilmente troverà The Eternal Fragrance una visione soddisfacente.
Questa capacità di generare aspettativa, tuttavia, non coincide sempre con una costruzione narrativa efficace sotto ogni aspetto. Nonostante una trama in grado di mantenere alta la curiosità, The Eternal Fragrance presenta infatti alcune criticità relative alla gestione degli elementi della storia. Il worldbuilding, pur ricco di idee e spunti interessanti, viene introdotto in modo piuttosto rapido e con un livello di approfondimento limitato, lasciando spesso allo spettatore il compito di ricostruire autonomamente collegamenti, regole e dinamiche del mondo narrativo. A questa sensazione di incompletezza si aggiunge uno sviluppo non sempre soddisfacente di alcune sottotrame, che vengono introdotte con un potenziale significativo ma si esauriscono senza produrre conseguenze realmente incisive. Il risultato è una narrazione che, in diversi momenti, appare frammentaria e poco organica.
A rafforzare questa impressione contribuiscono anche alcune criticità nella scorrevolezza e nel ritmo del racconto: le transizioni risultano talvolta brusche, alcuni passaggi sembrano privi dei necessari raccordi e la progressione emotiva tende occasionalmente ad apparire affrettata. Non è possibile stabilire con certezza se questi difetti siano riconducibili alla sceneggiatura o a un successivo lavoro di compressione in fase di montaggio; ciò che emerge con maggiore evidenza, tuttavia, è l'effetto finale, che restituisce una storia talvolta meno coesa e leggibile di quanto il suo potenziale avrebbe concesso.
Personaggi e Storia d’Amore
The Eternal Fragrance si distingue per una caratterizzazione dei personaggi non particolarmente incisiva. Protagonisti e comprimari risultano infatti costruiti su archetipi molto riconoscibili e non sempre ricevono uno sviluppo psicologico all’altezza delle loro premesse, finendo spesso per essere definiti più dal ruolo che ricoprono nella storia che da una personalità realmente complessa.
Lei Xiuyuan, pur avendo sulla carta un’identità estremamente affascinante, viene sviluppato in modo piuttosto superficiale, risultando un protagonista fin troppo passivo e caratterizzato quasi esclusivamente dalla sua devozione verso Jiang Lifei. Quest’ultima ricalca invece il modello ormai inflazionato della protagonista ingenua e apparentemente fragile, ma dotata di un grande potenziale nascosto, con un’evoluzione personale scarsa e non sufficientemente valorizzante.
Anche gli altri comprimari faticano a lasciare un’impressione significativa a causa di una caratterizzazione spesso poco approfondita: ne è un esempio calzante Ji Tongzhou che, nonostante le interessanti premesse, finisce per essere definito soprattutto dalla sua ossessione per la protagonista e dall’irrazionale paura dell’abbandono che sviluppa nel corso della storia.
Gli antagonisti risultano parimenti penalizzati da una caratterizzazione piuttosto schematica: più che figure autonome dotate di motivazioni complesse e di una reale profondità psicologica, finiscono per rappresentare principalmente la rivalità secolare tra sette immortali e demoni e il pregiudizio che porta i primi a considerare i secondi una minaccia da eliminare in quanto associati per definizione al male. Un conflitto che avrebbe potuto offrire interessanti spunti di riflessione sulla rigidità della contrapposizione tra bene e male, ma che perde parte della sua forza proprio a causa della mancanza di antagonisti realmente incisivi e sfaccettati.
Perfino la storia d’amore tra Lei Xiuyuan e Jiang Lifei risente dei limiti della caratterizzazione dei protagonisti. Pur seguendo la struttura della slow-burn romance, la gradualità del loro rapporto nasce più dalle esitazioni della protagonista e dalla relativa passività del ML che da una costruzione realmente progressiva del sentimento. La loro relazione si sviluppa infatti soprattutto attraverso la devozione silenziosa, il sentimento di protezione e il desiderio di sfidare il destino, più che attraverso una forte tensione romantica o un conflitto emotivo capace di rendere il loro legame più dinamico. Di conseguenza, il rapporto tra i due può risultare più coinvolgente per chi cerca una storia d’amore delicata e rassicurante che per chi ama le relazioni intense e travolgenti.
Cast
Nel complesso, il cast di The Eternal Fragrance svolge il proprio compito con efficacia, pur senza offrire interpretazioni particolarmente memorabili.
Ju Jing Yi si dimostra probabilmente la presenza più convincente del gruppo principale: quando il personaggio le permette di esprimere il suo lato più spontaneo e ironico, riesce infatti a risultare genuinamente divertente. La sua recitazione continua a essere caratterizzata da un'espressività molto esasperata, talvolta vicina ai toni della farsa, ma in questo caso tale impostazione si adatta sorprendentemente bene alla personalità vivace e scanzonata di Xiao Bangchui/Jiang Lifei, risultando decisamente meno artificiosa rispetto ad altri ruoli interpretati in passato (come Lu Wu Yi in Veil of Shadows).
Più altalenanti, invece, le prove dei due protagonisti maschili. Song Wei Long conferma una presenza scenica di indubbio impatto, ma continua a mostrare alcuni limiti sul piano espressivo. La sua interpretazione dovrebbe puntare su un'immagine fredda e riservata, tuttavia, la limitata varietà della sua microespressività rende spesso difficile distinguere il distacco emotivo dalla semplice inespressività. Non a caso, solo attraverso una battuta di Jiang Lifei ho scoperto che l'espressione costantemente contrita del personaggio avrebbe dovuto trasmettere freddezza e autocontrollo: un dettaglio che durante la visione non mi era affatto apparso evidente.
Una considerazione simile vale anche per Zhao Hua Hui che, pur risultando credibile per presenza scenica, fatica a comunicare con efficacia il mondo interiore del proprio personaggio attraverso lo sguardo e le espressioni del volto. La sua prova mi è sembrata leggermente più convincente di quella di Song Wei Long, ma ancora lontana dall'intensità richiesta dai momenti più emotivi.
Tra i comprimari, invece, meritano una menzione Lui Meng Rui, attrice che avevo già apprezzato in The Journey of Legend e che continua a mostrare un potenziale interessante nonostante l'esperienza ancora limitata, e un cast secondario nel complesso piuttosto solido. In particolare ho apprezzato Zheng He Hui Zi, sempre convincente sia nei ruoli positivi sia in quelli più ambigui, Lin Ai Jia e Guo Hao Jun, efficaci nel rendere le sfumature dei rispettivi personaggi, e i veterani Wang Xing Han e Li Jin Rong, che confermano ancora una volta la loro affidabilità: il primo grazie a una recitazione brillante e naturale nei momenti più leggeri, il secondo grazie alla consueta autorevolezza e a un'interpretazione misurata e credibile.
Aspetti Visivi e Colonna Sonora
The Eternal Fragrance offre un comparto visivo complessivamente convincente, il cui punto di forza è rappresentato dalla regia. Le inquadrature appaiono curate e dall'impostazione decisamente professionale, con tagli studiati per conferire dinamismo alle scene pur facendo frequente ricorso a primi piani molto stretti: una scelta che, anziché limitare il linguaggio visivo, permette spesso di valorizzare le espressioni degli attori e di rafforzare il coinvolgimento emotivo. Si percepisce tuttavia uno stile registico piuttosto "old school", evidente soprattutto nell'uso enfatico del rallenty e di alcuni espedienti oggi meno frequenti, ma si tratta di dettagli che non compromettono la qualità complessiva della messa in scena.
Anche la fotografia si mantiene su un buon livello. La palette cromatica evita gli eccessi di saturazione tipici di molti xianxia contemporanei e restituisce un'immagine più equilibrata, mentre l'illuminazione risulta generalmente coerente, pur con qualche occasionale eccesso di luminosità dovuto con ogni probabilità alle esigenze di integrazione tra riprese dal vivo e ambientazioni realizzate in CGI.
Più divisive risultano invece le soluzioni estetiche adottate della produzione. Gli incantesimi e gli scenari digitali sono realizzati con buona cura e si integrano efficacemente con le scenografie fisiche, mentre risultano meno convincenti il design e le texture di alcune creature, come la volpe a nove code e le bestie demoniache. Personalmente ho trovato poco riusciti anche gli spiritelli della foresta di Qingqiu e quelli generati dagli oggetti, perchè caratterizzati da un'estetica decisamente cartoonesca, anche se riconosco che si tratta soprattutto di un gusto personale. Oggettivamente più datato appare invece il trucco prostetico utilizzato per i demoni antropomorfi, una soluzione che nel 2026 mostra inevitabilmente i segni del tempo. Sono probabilmente questi elementi che hanno portato parte del pubblico a definire The Eternal Fragrance uno xianxia dall'estetica "old style", soprattutto se confrontato con produzioni più recenti. Una critica che comprendo, ma che personalmente non considero una limitazione particolarmente penalizzante.
Anche i costumi, che adottano uno stile volutamente appariscente, sono stati giudicati meno raffinati rispetto agli standard attuali, così come scenografie e ambientazioni che privilegiano una rappresentazione fortemente stilizzata e talvolta artificiosa. Trattandosi però di un'opera dichiaratamente fantasy, ritengo che queste scelte siano perfettamente coerenti con il tono della serie e non compromettano l'esperienza di visione. È possibile, inoltre, che questa sensazione di familiarità con gli xianxia di qualche anno fa derivi anche dalla presenza dello stesso regista di Till the End of the Moon, il cui stile visivo risulta ancora facilmente riconoscibile.
Il vero limite del comparto tecnico è rappresentato, a mio avviso, dal montaggio. In più occasioni le transizioni tra una scena e l'altra risultano brusche, alcuni raccordi narrativi sembrano mancanti e diverse sequenze appaiono evidentemente compresse o private di passaggi intermedi. Il risultato è una progressione narrativa ed emotiva meno fluida di quanto avrebbe potuto essere, con salti che rendono alcuni sviluppi poco chiari e attenuano l'impatto di momenti che avrebbero richiesto una costruzione più graduale.
Anche la colonna sonora di The Eternal Fragrance contribuisce in modo positivo all'atmosfera generale del drama. I brani che la compongono si inseriscono pienamente nel solco delle sonorità tipiche dello xianxia, ma riescono a distinguersi per alcune scelte stilistiche interessanti. Gli arrangiamenti non fanno infatti un uso particolarmente massiccio di campionamenti e, pur mantenendo spesso un ritmo lento e contemplativo, evitano di ricadere costantemente in tonalità malinconiche o eccessivamente drammatiche. Le orchestrazioni, sebbene presentino una certa uniformità di fondo e vengano ricondotte alle sonorità del genere attraverso l'impiego di strumenti tradizionali a corda e a fiato, risultano nel complesso moderne e dotate di una propria identità.
Tra i brani più riusciti spicca il duetto 开学大吉 (Happy First Day of School), una traccia leggera e spensierata in cui le voci dei due interpreti si alternano con vivacità e armonia, creando un'atmosfera giocosa perfettamente in linea con il tono del testo. Di tutt'altro registro è invece 寸断 (Shattered), un brano intenso e malinconico caratterizzato da sonorità che richiamano molto lo stile di Liu Yuning, al punto che inizialmente ero convinta fosse lui l'interprete. La canzone riesce a trasmettere un forte senso di sofferenza e vulnerabilità emotiva, dimostrando come la colonna sonora sappia spaziare tra atmosfere diverse pur rimanendo coerente con l'identità musicale della serie.
ATTENZIONE!
DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER CHE ANALIZZA, NELLO SPECIFICO, ALCUNI ASPETTI DELLA SERIE. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.
Recensione del Drama The Eternal Fragrance (Spoiler)
Cosa Funziona
La Struttura Narrativa
Il principale punto di forza di The Eternal Fragrance risiede nella sua capacità di costruire aspettativa e mantenere vivo il coinvolgimento dello spettatore attraverso la sua struttura narrativa. Pur facendo ricorso a molti archetipi familiari del genere xianxia e pur non distinguendosi per una particolare originalità degli elementi narrativi, il drama riesce a trasformare il mistero in un vero motore della storia. Le domande che circondano l'identità e il passato dei protagonisti non vengono utilizzate soltanto come un semplice traguardo narrativo, ma diventano un elemento capace di influenzare il loro presente e modificare progressivamente il loro percorso. La curiosità dello spettatore non nasce quindi soltanto dal desiderio di scoprire chi sono davvero, ma soprattutto dal chiedersi cosa accadrà quando queste verità verranno rivelate e in che modo questa consapevolezza cambierà il modo in cui i personaggi guardano sé stessi, il proprio destino e le persone che li circondano.
È proprio questa capacità di costruire aspettativa verso l'evoluzione della vicenda a rendere The Eternal Fragrance più coinvolgente di quanto la caratterizzazione archetipica dei suoi protagonisti e la convenzionalità della sua trama lasci inizialmente presagire. Il drama non conquista necessariamente per la complessità psicologica dei personaggi o per una scrittura particolarmente innovativa, ma per la sensazione costante che il loro destino sia ancora in movimento e che ogni rivelazione possa modificare gli equilibri costruiti fino a quel momento. Anche quando alcuni aspetti della narrazione risultano meno approfonditi o pienamente riusciti, la storia riesce a trasmettere l'impressione che ci sia ancora qualcosa di importante da scoprire e che il percorso dei protagonisti non sia ancora giunto alla sua forma definitiva. È questa capacità di alimentare il senso di attesa e di accompagnare lo spettatore verso la trasformazione dei personaggi a rappresentare, a mio avviso, il vero elemento distintivo della serie.
Per questo motivo, nonostante le numerose criticità, la mia esperienza di visione rimane positiva: The Eternal Fragrance non mi ha conquistata perché ogni suo elemento fosse perfettamente sviluppato, ma perché è riuscito a farmi desiderare di scoprire cosa sarebbe successo ai suoi protagonisti. In questo senso, il drama è un esempio di come efficacia narrativa e perfezione tecnica non coincidano necessariamente: una storia può presentare evidenti imperfezioni nella scrittura e riuscire comunque a coinvolgere profondamente lo spettatore se possiede un forte senso di progressione e una capacità autentica di alimentare la curiosità.
Cosa Non Funziona
La Caratterizzazione dei Personaggi
A mio avviso, la caratterizzazione dei personaggi rappresenta uno degli aspetti meno riusciti di The Eternal Fragrance. Protagonisti e comprimari risultano infatti costruiti su archetipi facilmente riconoscibili e non sempre ricevono uno sviluppo psicologico all'altezza delle premesse, finendo per incarnare ruoli narrativi già visti più che personalità realmente complesse.
Lei Xiuyuan, pur essendo la reincarnazione del potente Signore dei Demoni, finisce per risultare sorprendentemente anonimo. È difficile conciliare l'idea di un essere destinato a incarnare una forza tanto straordinaria con un protagonista dal carattere così poco incisivo e privo di iniziativa personale. Il confronto con il protagonista di Till the End of the Moon nasce quasi spontaneo: anche lì il Signore dei Demoni sceglieva come ricettacolo un mortale apparentemente debole e privo di potere come Tantai Jin, ma quest'ultimo compensava la propria condizione con un'intelligenza affilata, un'ambizione feroce, uno spirito calcolatore e una personalità estremamente passionale. Lei Xiuyuan, invece, al di là dell'eccezionale forza derivante dalla sua potente radice spirituale, sembra definito quasi esclusivamente dalla sua assoluta devozione verso Jiang Lifei. Comprendo il suo desiderio di trascorrere una vita semplice accanto alla persona amata, ma la sua indole appare fin troppo passiva: più che inseguire attivamente il proprio obiettivo, dà l'impressione di lasciarsi trascinare dagli eventi e di vivere unicamente in funzione della protagonista. Gli unici momenti in cui emerge una personalità più decisa sono quelli in cui la protegge o reagisce alla presenza di possibili rivali, episodi che, pur mostrando finalmente un po' di personalità, restano troppo sporadici per conferire al personaggio uno spessore realmente convincente.
Anche Jiang Lifei fatica a distinguersi da un modello ormai estremamente inflazionato nel panorama xianxia. È la classica protagonista solare, ingenua e inconsapevole del proprio potenziale, l'unica con un potere spirituale mediocre circondata da autentici prodigi della coltivazione, costretta a fare affidamento sul protagonista maschile nelle situazioni più difficili e, al tempo stesso, così speciale da attirare inevitabilmente l'attenzione di qualunque uomo incroci il suo cammino, oltre a possedere una misteriosa “costituzione” destinata a celare la sua natura divina. La sua bontà e la sua fiducia indiscriminata verso chiunque finiscono regolarmente per ritorcersi contro di lei; paradossalmente, però, l'unica persona nei cui confronti continua a nutrire un rancore apparentemente inesauribile è proprio Lei Xiuyuan, che nel corso della storia è anche colui che più di ogni altro cerca di proteggerla per rimediare ai propri errori. Ancora meno convincente è la sua ostinata ricerca del suo shifu, che costituisce il motore pressoché esclusivo delle sue azioni. Sebbene l'abbia adottata e cresciuta, il maestro l'ha lasciata sola, priva di poteri e senza indicazioni realmente utili, limitandosi a dirle di non cercarlo e di recarsi all'Accademia Chufeng nella vaga speranza di trovare il suo shixiong. Eppure Jiang Lifei continua a dedicare ogni energia a questa ricerca, trascurando completamente la propria crescita personale, la coltivazione e persino le persone che le stanno accanto e che, in più di un'occasione, arrivano a sacrificarsi per aiutarla a raggiungere il suo obiettivo. Una scelta narrativa che, anziché renderla determinata, finisce per farla apparire eccessivamente monotematica e poco consapevole di ciò che accade intorno a lei.
Questa debolezza nella costruzione dei personaggi tuttavia non riguarda soltanto la coppia protagonista. Anche Ji Tongzhou, che sulla carta dovrebbe rappresentare uno dei coltivatori più promettenti della sua epoca — erede del clan Yue, fratello dell'imperatore e nipote di uno degli anziani della Sala Xingzheng, dotato di una potentissima radice spirituale di fuoco — finisce per vedere la propria identità ridursi quasi esclusivamente all'ossessione nei confronti di Jiang Lifei. Il suo attaccamento verso di lei diventa talmente totalizzante da ostacolare perfino la sua coltivazione, poiché ogni suo pensiero è assorbito dalla paura di perderla o di vederla scegliere Lei Xiuyuan al suo posto. Dopo essere stato colpito dal potere del Demone delle Illusioni sull'Isola Fanghu, questo timore si trasforma in una vera e propria ossessione dell'abbandono che, anziché rappresentare l'occasione per approfondire psicologicamente il personaggio, finisce per accentuarne la fragilità. La successiva distruzione del suo regno, che lascia intuire lo sviluppo di una forma di stress post-traumatico, avrebbe potuto aggiungere ulteriore complessità alla sua evoluzione; nella pratica, però, contribuisce soprattutto a renderlo ancora più dipendente emotivamente da Jiang Lifei e sempre meno all'altezza del ruolo che il suo status e le sue straordinarie capacità lascerebbero immaginare.
Nel complesso, insomma, tutti i personaggi che ruotano attorno alla coppia principale soffrono di una caratterizzazione piuttosto superficiale: le loro personalità risultano deboli e poco definite, una sensazione ulteriormente accentuata dall’assenza di una reale backstory che ne spieghi motivazioni e crescita e da interpretazioni che, salvo poche eccezioni, non riescono a conferire ai rispettivi ruoli il carisma e la profondità necessari.
Un limite simile riguarda anche la gestione degli antagonisti. I "cattivi" della storia risultano spesso figure piuttosto anodine, più rappresentazione di un conflitto ideologico generale che personaggi dotati di una reale profondità psicologica. La loro funzione narrativa sembra essere soprattutto quella di incarnare la contrapposizione tra sette immortali e demoni, nonché la rigidità di un sistema di pensiero basato sull'idea che ciò che appartiene alla parte considerata "buona" sia necessariamente giusto, mentre ciò che viene associato al "male" debba essere eliminato a prescindere. I conflitti del drama finiscono così per assumere maggiormente i contorni di uno scontro tra pregiudizio e comprensione piuttosto che di un confronto tra individui con motivazioni complesse e contrapposte e proprio questa impostazione riduce drasticamente l'impatto drammatico dello scontro.
Il Worldbuilding e la Continuità Narrativa
Anche il worldbuilding rappresenta, a mio avviso, uno dei punti più deboli di The Eternal Fragrance. Fin dai primi episodi la serie introduce un numero considerevole di personaggi, fazioni e concetti appartenenti al proprio universo narrativo, ma dedica pochissimo tempo a contestualizzarli prima di dare il via agli eventi principali. La sensazione è quella di essere catapultati in un mondo già perfettamente avviato senza ricevere gli strumenti necessari per comprenderne davvero il funzionamento. Di conseguenza, molti elementi finiscono per risultare poco chiari o per essere compresi soltanto in maniera intuitiva, costringendo lo spettatore a ricostruire autonomamente collegamenti e implicazioni narrative.
Questa sensazione accompagna buona parte della visione, dove non sono rari gli avvenimenti che sembrano comparire all'improvviso senza un'adeguata giustificazione narrativa. Non è mai realmente chiarito, ad esempio, come Xiao Bangchui riesca a sostenere l'esame di ammissione all’Accademia Chufeng dopo essere stata inizialmente respinta, come instauri in così poco tempo un rapporto tanto stretto con il Principe Ereditario o per quale ragione quest'ultimo decida di affidarle l’Anello Luminoso. Allo stesso modo, il ritorno di Riyan, improvvisamente guarito, o la comparsa del proprietario della Yange Hall nella città di Duanming proprio nel momento in cui serve il suo aiuto sembrano sviluppi introdotti più per esigenze della trama che come conseguenze naturali degli eventi precedenti. Il problema non è tanto l'assenza di spiegazioni immediate, quanto il fatto che numerosi personaggi, oggetti e avvenimenti vengono presentati senza che il drama trovi il tempo di illustrarne con chiarezza il significato o il ruolo all'interno della storia. È vero che, nella maggior parte dei casi, il loro scopo diventa intuibile osservando gli eventi successivi; tuttavia questa comprensione nasce più dalle deduzioni dello spettatore che da una costruzione narrativa realmente organica.
Alla stessa impressione contribuisce anche lo sviluppo piuttosto superficiale di alcune sottotrame. La presenza di Riyan nascosto tra i capelli di Jiang Lifei, ad esempio, sembra avere soprattutto la funzione di avvicinarla a Lei Xiuyuan, senza produrre conseguenze realmente significative sul piano narrativo. Analogamente, il ricongiungimento di Lei Xiuyuan con il Principe Ereditario di Gaolu lascia inizialmente presagire sviluppi di natura politica o militare che, di fatto, non si concretizzano mai: il loro rapporto evolve principalmente in un'amicizia, mentre l'unica vera ricaduta narrativa consiste nella successiva rivelazione che il clan di Ye Ye ha il compito di ritrovare il Signore Divino Yesha, antico sovrano del proprio regno. Nel complesso, molte idee appaiono interessanti sulla carta, ma ricevono uno sviluppo limitato, trasmettendo la sensazione di un universo narrativo ricco di potenziale ma solo parzialmente esplorato.
Questa impressione di incompletezza è ulteriormente accentuata da diversi problemi di transizione e continuità narrativa. In più occasioni si notano passaggi piuttosto bruschi tra una scena e l’altra, alcune sequenze emotive sembrano svilupparsi in maniera innaturale e diversi snodi risultano poco chiari, dando l'impressione che tra un evento e l'altro manchi qualche tassello. Non è possibile stabilire con certezza se queste criticità derivino dalla sceneggiatura o da un successivo lavoro di compressione in fase di montaggio; ciò che emerge con chiarezza, tuttavia, è l'effetto finale sullo spettatore. Alcuni momenti di forte impatto emotivo sembrano arrivare troppo presto, diversi contrasti si risolvono con eccessiva semplicità e alcuni conflitti vengono chiusi prima di acquisire il peso drammatico che avrebbero meritato, facendo apparire la progressione narrativa ed emotiva della storia meno naturale e convincente.
Finale
Il finale di The Eternal Fragrance rappresenta probabilmente la parte più controversa dell'intera serie. Da un lato, la narrazione rallenta sensibilmente, dedicando molto più spazio agli ultimi sviluppi della vicenda; dall'altro, proprio questo cambio di ritmo finisce per mettere ancora più in evidenza alcune delle criticità emerse nel corso del drama. È proprio confrontando le puntate finali con il resto del racconto, infatti, che le brusche transizioni, i salti narrativi e i raccordi talvolta poco chiari della prima parte saltano agli occhi con maggiore evidenza, lasciando la sensazione che parte del potenziale narrativo dell'opera non sia stata pienamente sfruttata.
Dal punto di vista narrativo, tuttavia, il finale sceglie una strada alquanto diversa da quella tipica degli xianxia romantici. Pur partendo da premesse estremamente classiche, lo scontro conclusivo non oppone il bene e il male incarnati dai due protagonisti, ma sposta l'attenzione su Ji Tongzhou, trasformandolo nel vero antagonista della storia. La rivelazione delle sue origini e della verità sulla nascita del Sacro Fuoco Xuanhua spiega come il desiderio ossessivo di trattenere Jiang Lifei finisca per fargli ripetere gli errori commessi dal suo antenato, conducendolo ad allearsi con Cuixuan, a sacrificare chiunque ostacoli il suo obiettivo, inclusi Ye Ye e Chang Yue, e, infine, a diventare lui stesso la principale minaccia per le Pianure Centrali. In questo modo il conflitto finale smette di essere una semplice contrapposizione tra immortali e demoni e diventa la conseguenza di un amore degenerato in possesso e ossessione.
Rimane però un ultimo dubbio che il drama sembra lasciare irrisolto. Se la Calamità Marina è riconducibile alle azioni dell'antenato di Ji Tongzhou, non risulta altrettanto chiaro per quale ragione la maledizione finisca per coinvolgere anche Yecha, condannandolo a divorare il Frutto dell'Albero Divino in ogni reincarnazione. La sceneggiatura non offre una spiegazione esplicita di questo meccanismo, lasciando allo spettatore il compito di formulare le proprie interpretazioni. Una possibile lettura è che anche l'amore di Yecha fosse, almeno in origine, contaminato dal desiderio di appropriarsi del potere del Frutto dell'Albero Divino; si tratta però di una deduzione, più che di un elemento chiaramente desumibile dalla storia.
Nel finale, dopo aver scongiurato insieme la Calamità Marina, Lei Xiuyuan e Jiang Lifei sembrano finalmente essersi sottratti al proprio destino e trascorrono dieci anni lontani dalle Pianure Centrali. La pace, tuttavia, è solo apparente: nel frattempo Ji Tongzhou, divenuto il Venerabile Immortale Xuanhua, riesce a concentrare nelle proprie mani un potere tale da minacciare l'intero mondo della coltivazione, costringendo infine i protagonisti a fare ritorno per affrontarlo un'ultima volta. Sebbene la scelta di trasformare il secondo protagonista maschile nell'antagonista definitivo possa apparire, di per sé, piuttosto convenzionale, ho trovato interessante il modo in cui il drama costruisce la sua conclusione. Più che limitarsi a mettere in scena il consueto scontro tra bene e male, The Eternal Fragrance sceglie infatti di raccontare la possibilità di redenzione di un personaggio consumato dall'ossessione e dal desiderio di possesso. Il conflitto finale non si risolve quindi soltanto con la sconfitta del nemico, ma mostra la volontà dei protagonisti di salvare una persona che consideravano amica, offrendo così una conclusione relativamente originale rispetto ai modelli più tradizionali dello xianxia.
Personaggi e Cast
Personaggi Principali
Xiao Bangchui/Jiang Lifei (Ju Jing Yi) discepola di Wu Gen. In realtà è il Frutto dell’Albero Divino il cui infinito potere spirituale la rende ambita perchè accrescere la coltivazione di chi ne assorbe l’essenza. Il suo ineluttabile destino è però quello di attrarre il Signore dei Demoni per poi essere divorata da lui, in un ciclo di reincarnazioni senza fine. Per questo l’Anziano Qingcheng la prende con sé e decide di crescerla come una bambina mortale nella speranza che il suo fato non si ripeta. La sparizione del maestro tuttavia innesca tutta una serie di eventi che portano la ragazza a incontrare ed innamorarsi proprio della reincarnazione del suo peggior nemico.
Lei Xiuyuan/Signore dei Demoni Yecha (Song Wei Long) figlio adottivo del Signor Lei, funzionario dello Stato di Gaolu, in possesso di una potentissima radice spirituale di metallo. Diventato compagno di studi del principe ereditario, viene costretto a impersonarlo durante il massacro operato dal Santuario Longming e questo lo forza a una costante fuga, con la sola protezione dalla fedele guardia Lu Shanhua. Quando questi rimane gravemente ferito, i due sono obbligati a chiedere ospitalità alla Sala Xingzheng che però impone al ragazzo di impadronirsi del potere spirituale della volpe a nove code Riyan nascosta tra i capelli di Xiao Bangchui, in cambio dell’aiuto ricevuto. In realtà Lei Xiuyuan è la reincarnazione del Signore dei Demoni Yecha, giuda suprema del clan dei demoni, che cinquecento anni prima aveva guidato il cat. A causa di una maledizione il suo destino è quello di innamorarsi e poi divorare il Frutto dell’Albero Divino, in un ciclo di reincarnazioni senza fine. Questa volta però il sentimento che sviluppa per Lifei lo spinge a opporsi ad un fato predeterminato.
Ji Tongzhou/Venerabile Immortale Xuanhua (Zhao Hua Wei) Principe Ying dello Stato dello Yue, quinto fratello del sovrano e nipote di uno degli Anziani della Sala Xingzheng. Possiede una potente radice spirituale di fuoco con cui può attivare la Pietra Zhurong, il tesoro supremo della Sala Xingzheng, e il Sacro Fuoco Xuanhua la tecnica segreta della setta. Durante i suoi studi presso l’Accademia Chufeng conosce e si innamora di Jiang Lifei e la sua ossessione per lei finisce per rallentare la sua coltivazione, impedendogli di salvare il fratello e i condiscepoli dalla forza distruttiva di Zong Quan.
Baili Gelin (Liu Meng Rui) sorella minore di Chang Yue, è una delle reduci dal massacro nello Stato di Gaolu. Insieme alla sorella e al cugino si iscrive all’Accademia Chufeng dove conosce Jiang Lifei di cui diventa molto amica. È da sempre innamorata di Ye Ye, ma lui non la ricambia perché è innamorato di Chang Yue, così decide di unirsi alla Setta Wanxian per dimenticarlo.
Baili Chang Yue (Zhu Li Lan) sorella maggiore di Gelin, è una delle reduci dal massacro nello Stato di Gaolu. Insieme alla sorella e al cugino si iscrive all’Accademia Chufeng dove conosce Jiang Lifei di cui diventa amica. Dopo essere entrata con Ye Ye nella Setta Dizang accetterà di sposarlo.
Ye Ye (Zhang Zhi Hao) cugino di Baili Gelin e Baili Chang Yue. Insieme alle cugine si iscrive all’Accademia Chufeng dove conosce Lei Xiuyuan, Jiang Lifei e Ji Tongzhou di cui diventa amico. In realtà è il principe ereditario del regno di Gaolu che riesce a sfuggire al massacro perpetrato sette anni prima dal Santuario Longming grazie a Lei Xiuyuan. È da sempre innamorato di Baili Chang Yue e, dopo essere entrati insieme nella setta Dizang, la convincerà a sposarlo.
Personaggi Secondari
Accademia Chufeng
Zuo Qiu (He Zong Hua) rettore dell’Accademia Chufeng. È un uomo molto saggio e tollerante ed è il primo a inture le origini soprannaturali di Lei Xiuyuan e Jiang Lifei, per questo li invita a tornare in accademia se in caso di pericolo.
Zhu Weng (Li Hong Quan) maestro dell’Accademia Chufeng esperto di erbologia. È tra gli esaminatori che testano gli studenti candidati ad entrare all’accademia.
A’Mu/Lifeng (En Jing) maetra dell’Accademia Chufeng, è tra gli esaminatori che testano gli studenti candidati ad entrare all’accademia. In realtà è lo spirito nato dalla spada dell’Immortale Guangwei. Mentre era a Kongsang a caccia di mostri il suo spirito primordiale è rimasto danneggiato per salvare Hu Jiaping e il suo maestro l’ha mandata all’Accademia Chufeng per curarsi. Hu Jiaping però l’ha seguita, abbandonando il suo percorso di coltivazione, e da anni sta cercando invano un modo per riforgiarla.
Hu Jiaping/Guardiano di Yecha (Fu Fang Jun) maestro dell’Accademia Chufeng. È un l’ex miglior discepolo dell’Anziano Guangwei che ha abbandonando il suo percorso di coltivazione per accompagnare all’Accademia l’amata A’Mu. È anche il shixiong di Jiang Lifei e uno dei Guardiani di Yecha.
Xiang Xiang (Deng Shi Yuan) spirito del coriandolo, è il compagno spirituale di Hu Jiaping.
Mo Yanfan (Song Han Yu) maestro dell’Accademia Chufeng che salva Xiao Bangchui quando cade dalla carrozza che la sta portando all’accademia. È un esperto di artefatti magici e crea il sigillo Qianxiang Yin (Legame delle Mille Fragranze) con cui Lifei sancisce la sua amicizia con Xiuyuan e Tongzhou. Anni prima si era innamorato di Shen Jiao, dopo averla salvata, ma il suo maestro di allora, Xuan Shan Zi, gli aveva impedito di legarsi a una discepola di una setta del mare così i due erano stati costretti a separarsi.
Lin You (Dai Qi Xuan) maestra dell’Accademia Chufeng. Viene rapita e sostituita da Shen Jiao che vuole a tutti i costi convincere Mo Yanfan a sposarla.
Bu You Ran (Yao Yi Qi) discepolo anziano dell’Accademia Chufeng che istruisce i nuovi studenti.
Corte Wuyue
Anziano Dongyang (Li Jin Rong) maestro della Wuyue Court esperto di erbologia che dimora sul Picco Baicao. Salva Xiao Bangchui da Zhen Yun Zi quando Riyan si nasconde tra i suoi capelli.
Anziano Guangwei (Wu Jia Hui) maestro della Corte Wuyue che dimora sul Picco Yaoguang. Diventerà il maestro di Lei Xiuyuan, ma il suo carattere rigido e rigoroso lo porterà a scontrarsi spesso con il suo indisciplinato discepolo.
Yue Cailing/Luo Sha (Lin Ai Jia) discepola favorita dell’Anziano Guangwei. Viene inviata presso l’Accademia Chufeng per indagare sull’esplosione di potere avvenuta nella Torre Futu e riconducibile all’Albero Divino. In realtà è Luo Sha una dei Guardiani di Yacha la cui anima ha preso possesso della mortale Yue Cailing per poter cercare il Signore dei Demoni.
Song Feng (Ke Bo Lun) discepolo dell’Anziano Guangwei che prende in antipatia Lei Xiuyuan e cerca di ucciderlo.
Anziano Cuixuan (Li Hao Han) maestro della Corte Wuyue che dimora sul Picco Chihua È ossessionato dal potere e dall’immortalità per questo è alla ricerca dell’Albero Divino che spera di poter utilizzare per ascendere.
Qin Yangling (Guo Hao Jun) primo discepolo dell’Anziano Cuixuan. Viene inviato presso l’Accademia Chufeng per indagare sull’esplosione di potere avvenuta nella Torre Futu e riconducibile all’Albero Divino. In realtà pratica le tecniche oscure per cercare di aumentare la sua coltivazione bloccata da tempo e per questo vuole diventare partner di coltivazione di Jiang Lifei.
Anziano Baifu (Li Chi Xing) Maestro della Corte Wuyue che dimora sul Picco Fuyun.
Deng Xiguang (Lu Yun Feng) primo discepolo dell’Anziano Baifu. Data la sua indole pigra e oziosa fa subito amicizia con Lifei e la aiuterà più volte durante la sua permanenza alla Corte Wuyue.
Anziano Chongyi (Wang Xing Han) Maestro più spensierato della Corte Wuyue che dimora sul Picco Zhuiyu. È scarsamente ambizioso e amante della buona cucina per questo accetta di prendere Lifei come sua discepola.
Zhao Min (Song Yi Xing) prima discepola dell’Anziano Chongyi e da shijie di Jiang Lifei. È la discepola più disciplinata del Picco Zhuiyu e rimprovera spesso i suoi compagni per il loro scarso impegno.
Si Mo (Zhang Shun Han) discepolo più giovane dell’Anziano Chongyi e shixiong di Jiang Lifei.
Anziana Qingle (Xie Lin Tong) Maestra della Corte Wuyue.
Sala Xingzheng
Zhen Yun Zi (Wang Li) Anziano a capo della Sala Xingzheng, una delle Sette della Montagna, e shizun (師尊) di Lu Shanhua. Vuole a tutti i costi raggiungere l’immortalità, per questo dà la caccia a Riyan. Dopo che questi si nasconde nei capelli di Jiang Lifei promette a Lei Xiuyuan di curare Lu Shanhua se glielo porterà, ma poi infrange la promessa e cerca di uccidere Lifei e Xiuyuan.
Mo Chen (Ni Song Yang) discepolo di Zhen Yun Zi.
Xuan Shan Zi (Liu Wei Hua) Anziano a capo della Sala Xingzheng. È lo zio di Ji Tongzhou e padroneggia il Sacro Fuoco Xuanhua al quarto livello.
Setta Wanxian
Maestro Shen (Purba Rgyal) capo della setta Wanxian, una delle sette del mare e padre di Shen Jiao. È l’unico in grado di controllare la Barriera Mare-Montagne che divide le Pianure Centrali dal regno dei demoni.
Shen Jiao (Yu Ying) figlia del Maestro Shen. Si infiltra nell’Accademia Chufeng, sostituendosi a Lin You, per convincere l’amato Mo Yanfan a fuggire con lei. Possiede uno spillone fatto con il corno di Yacha con cui può comandare gli spiriti.
Lu Li (Ye Sheng Jia) primo discepolo del Maestro Shen. In realtà il mezzo demone leader del Clan Jiufeng, un clan di spiriti che abita sull’isola Yincui. Sebbene Baili Gelin sfrutti la sua compagnia per dimenticare Ye Ye, lui si innamora sinceramente di lei.
Stato dello Yue
Ji Tonghe (Xia Ning) sovrano dello Stato di Yue e fratello maggiore di Tong Zhou. Viene ucciso da Zong Quan durante il suo tentativo di distruggere lo Stato dello Yue.
Ji Jingwu (Zhu Bin Yu) figlio di Ji Tonghe e principe ereditario dello Stato dello Yue. Viene salvato e nascosto da Miao Qing durante l’attacco Zong Quan.
Situ Lanya (Zheng He Hui Zi) Principessa di Comanderia dello Stato dello Yue e cugina di Ji Tongzhou e di Ji Tonghe. È arrogante e prepotente ed è da sempre innamorata di Tongzhou, ma questi la tratta come una sorella. Durante il tentativo di conquistare lo Stato dello Yue da parte di Zong Quan lo aiuterà, arrivando perfino a uccidere Zhao Zhijie.
Zhao Zhijie (Cao Bo) fratello maggiore di Zhao Mingli e guardia del corpo di Ji Tongzhou. Entra con il Principe all’Accademia Chufeng ma poi torna a palazzo insieme a Lanya.
Zhao Mingli (Xiong Ao Bo) fratello minore di Zhao Zhijie e guardia del corpo di Ji Tongzhou. Dopo aver fallito l’esame dell’Accademia Chufeng, su raccomandazione del Principe Ying, viene accolto dalla Sala Xingzheng.
Miao Qing (Liang Yong Ni) ballerina della Sala Yange di Lugong. Per sdebitarsi con Ji Tongzhou di averla salvata, entra a palazzo come cameriera e durante il massacro di Zong Quan, salva Ji Jingwu e lo nasconde fino all’arrivo di Ji Tongzhou.
Signor Yan (Li Jie) misterioso proprietario della Sala Yange di Lugong.
Altre Sette Immortali
Zong Quan (Chen Zhi Hui) leader del Santuario Longming, una delle Sette della Montagna, e padrino di Situ Lanya. È il responsabile dello sterminio dello Stato di Gaolu e, in seguito, utilizza il potere demoniaco del Canone Divora Spiriti per distruggere anche lo Stato dello Yue e la Sala Xingzheng. È alla ricerca dell’Albero Divino per accrescere il suo potere spirituale per questo cercherà più volte di aggredire Lifei dopo l’esplosione di energia legata all’Albero Divino dell’Accademia Chufeng.
Maestra Longjin (Huang Xiao Ge) leader dell’Abbazia Huolian, una delle Sette della Montagna.
Luo Chengji (Cheng Cheng) leader della Setta Lantian, una delle Sette della Montagna.
Miao Lan Xin (Xiao Zong Ling) leader della Setta Dizang, una delle Sette della Montagna a cui si uniscono Ye Ye e Baili Changyue.
Altri Personaggi
Wu Gen/Qingcheng (Liu Yu Qiao) shifu di Xiao Bangchui che vive con lei a Qingqiu. In realtà è uno degli anziani della Corte Wuyue che ha combattuto contro i demoni durante la Calamità Marina verificatosi cinquecento anni prima e in seguito alla battaglia ha salvato il frutto dell’Albero Divino rincarnatosi in Xiao Bangchui, lo spirito di Yacha reincarnatosi in Lei Xiuyuan e lo spirito di uno dei guardiani di Yecha reincarnatosi in Hu Jiaping. Quando l’anziano Cuixuan scopre la sua connessione con l’Albero Divino, gli tende una trappola e lo imprigiona nel suo regno in miniatura sul Picco Hushe, ma lui preferisce morire piuttosto di rivelargli la verità su Xiao Bangchui.
Lu Shanhua (Wang Zi Rui) ex discepolo della Sala Xingzheng a cui viene affidata la difesa di Lei Xiuyuan mentre impersona Ye Ye. Si affezionano molto l’uno all’altro e Lei Xiuyuan farà di tutto per salvarlo, invano.
Riyan (Xue Ba Yi) volpe a nove code di Qingqiu, amico di lunga data dell’Anziano Qingcheng. Ferito, incontra per caso Xiao Bangchui nella foresta di Qingqiu e si nasconde tra i suoi capelli per sfuggire a Zhen Yun Zi che lo sta braccando.
Zhuyan, una delle quattro grandi bestie demoniache e sottoposto di Yecha.
Qiongqi (Zhang Shuai) una delle quattro grandi bestie demoniache e sottoposto di Yecha.
Shi Chengtian (Zhong Lei) leader della Società Guangsheng organizzazione che spadroneggia nella città di Duanming e vessa gli spiriti che vi giungono.
Lao Jin (Zhang Yu Hai) braccio destro di Shi Chengtian.
Personaggio Preferito: Qingcheng
È senza dubbio uno dei personaggi più nobili e positivi di The Eternal Fragrance.
Pur essendo uno dei coltivatori più potenti tra quelli che hanno combattuto durante la Calamità Marina e avendo visto numerosi compagni cadere per mano del Signore dei Demoni, non lascia che il dolore e il risentimento si trasformino in odio. Al contrario, quando trova Yecha reincarnato in un bambino privo dei ricordi della sua vita precedente, decide di offrirgli una seconda possibilità, dimostrando una straordinaria capacità di distinguere ciò che una persona è stata da ciò che può ancora diventare.
La stessa fiducia guida anche la scelta di prendersi cura del Frutto dell'Albero Divino, trasformatosi nella piccola Xiao Bangchui. Pur conoscendo il tragico destino che lega lei e Yecha, lui non rinuncia a proteggerli: impone dei sigilli ai due bambini, li separa e affida Lei Xiuyuan a una persona che ritiene capace di crescerlo nella bontà e nella rettitudine, nel tentativo di spezzare un ciclo che tutti considerano ineluttabile.
La sua bontà si estende anche a Hu Jiaping, uno dei guardiani di Yecha, reincarnatosi conservando i ricordi del passato e inizialmente deciso a ucciderlo, che cresce e poi invia alla Corte Wuyue affinché possa liberarsi dell'odio che ancora lo domina.
Ciò che lo rende un personaggio tanto affascinante è proprio questa incrollabile fiducia negli altri. Per crescere Xiao Bangchui rinuncia alla propria coltivazione e al sogno dell'immortalità, preferendo diventare per lei uno shifu affettuoso, paziente e presente.
Fino alla fine rimane fedele ai propri principi: anche quando cade nella trappola dell'ex shidi Cuixuan e viene sottoposto a torture pur di rivelare l’ubicazione del Frutto dell’Albero Divino, preferisce sacrificare la propria vita piuttosto che tradire la promessa di proteggere i due ragazzi.
In un mondo dominato dal pregiudizio e dalla convinzione che il destino non possa essere cambiato, Qingcheng rappresenta la voce della speranza. È un uomo profondamente saggio, giusto e accogliente, che sceglie di credere nella possibilità di cambiamento anziché nella condanna imposta dalle proprie origini, incarnando forse meglio di chiunque altro il vero messaggio del drama.
Personaggio S-Preferito: Cuixuan
È il personaggio che incarna più fedelmente tutto ciò che Qingcheng rifiuta. Egocentrico, gretto e profondamente assetato di potere, vive con un unico obiettivo: raggiungere l'immortalità e imporsi come la figura dominante tra le sette immortali. Per riuscirci non esita a sacrificare qualunque principio morale, convinto che il fine giustifichi qualsiasi mezzo.
La sua incessante ricerca di un potere sempre maggiore lo porta sfruttare l'energia spirituale dei demoni catturati durante la Calamità Marina per la propria coltivazione, imprigionando i loro spiriti primordiali e condannando le loro anime a non reincarnarsi mai.
La sua ossessione si riflette anche nel modo in cui guida i propri discepoli. Più che educarli secondo i valori delle sette immortali, li spinge a inseguire la forza a ogni costo, incoraggiandoli indirettamente a ricorrere alle arti oscure pur di accelerare i loro progressi. Non sorprende quindi che il suo primo discepolo, Qin Yangling, finisca per assorbirne la stessa mentalità, arrivando a considerare Jiang Lifei null'altro che uno strumento utile ad accrescere la propria coltivazione.
La sua ambizione raggiunge l’apice quando tradisce il proprio shixiong Qingcheng, lo imprigiona e lo sottopone a torture continue pur di scoprire dove si trovi il Frutto dell'Albero Divino.
Nemmeno di fronte a Jiang Lifei dimostra un briciolo di compassione: anziché vedere una ragazza innocente, la dipinge come una minaccia inevitabile per convincere le altre sette immortali a eliminarla, quando il suo vero scopo è appropriarsi del suo potere spirituale per ascendere finalmente all'immortalità.
Più che un semplice antagonista, incarna l'idea di un'ambizione che, privata di qualunque freno morale, finisce per trasformare la ricerca dell'immortalità in un percorso di progressiva disumanizzazione.
Approfondimento: Chi è Yecha?
Introduzione
Lo Yaksha o Yecha (夜叉) è uno spirito minore semidivino di origine indiana introdotto in Cina attraverso il Buddhismo. Pur non avendo mai raggiunto la popolarità di fantasmi, spiriti volpe o altre creature soprannaturali della tradizione cinese, ha conosciuto un'evoluzione sorprendentemente ricca.1 Nel corso dei secoli, infatti, i racconti e le leggende popolari ne hanno progressivamente trasformato l'immagine, dando origine a una figura complessa che ancora oggi continua a influenzare la narrativa e i drama cinesi.
La figura dello Yaksha nei testi buddhisti
Secondo il Piposha Lun (毗婆沙世论), gli Yaksha e i Rakshasa (罗刹) nacquero rispettivamente dal ventre e dai piedi di Brahmā e costituivano due categorie distinte di esseri soprannaturali. Nei primi testi buddhisti gli Yaksha non erano affatto i demoni che oggi compaiono frequentemente nei drama xianxia, ma figure prevalentemente positive legate alla protezione del Dharma.
Nel Daji yi shenzhou jing (大吉义神咒经 lett. Sutra degli Incantesimi Divini della Grande Auspiciosità) sono descritti come esseri capaci di discernere il bene dal male e di vigilare sul comportamento degli esseri umani. Il Jin guangming jing (金光明经, Sutra della Luce Dorata) li definisce protettori del Buddismo e attribuisce loro forza straordinaria, capacità di mutare forma e di volare, mentre nel Fa hua jing (法华经, Sutra del Loto) entrano a far parte dell'esercito delle divinità incaricate di difendere coloro che recitano i sutra buddhisti. Anche quando il Miaofa lianhua jing xuanzan (妙法莲华经玄赞 lett. Commentario al Sutra del Loto) ne accentua l'aspetto feroce e terrificante, gli Yaksha continuano a essere presentati come guardiani del Dharma.
L'evoluzione della figura dello Yaksha negli scritti successivi
La loro immagine inizia però a cambiare con la progressiva sinizzazione del Buddismo. Nel corso dei secoli gli Yaksha assorbono elementi della cultura popolare cinese e si allontanano progressivamente dal modello sacro indiano. Questa trasformazione appare con particolare evidenza nel Taiping Guangji (太平广记), la grande raccolta di racconti fantastici compilata durante la dinastia Song.
I quattordici racconti dedicati agli Yaksha nel Taiping Guangji mostrano ormai creature molto diverse da quelle descritte nei sutra. Pur conservando alcuni tratti della tradizione buddhista, gli Yaksha assumono l'aspetto di esseri giganteschi e terrificanti, dal volto scuro, occhi enormi e zanne sporgenti. Ancora più profonda è la trasformazione del loro comportamento: diventano rapitori di donne, bambini e viandanti e divoratori di uomini, entrando a pieno titolo nella tradizione cinese dei demoni antropofagi. Questa evoluzione, tuttavia, non è lineare. Accanto all'immagine del mostro continuano infatti a emergere tratti profondamente umani: alcuni Yaksha provano amore, amicizia e riconoscenza, proteggono gli esseri umani o instaurano con loro rapporti familiari.
Durante le dinastie successive, soprattutto nella narrativa Ming, la demonizzazione si accentua ulteriormente. Lo Yaksha diventa il guardiano dell'Inferno, il subordinato del Re Drago o un mostro al servizio di altre divinità, assumendo l'immagine con cui è oggi maggiormente conosciuto nella narrativa e nei prodotti audiovisivi cinesi.
Conclusione
Questa trasformazione è il risultato della combinazione di diversi fattori: l’adattamento della tradizione religiosa buddhista alla cultura cinese, l'influenza delle credenze popolari, lo sviluppo della narrativa fantastica dei chuanqi (传奇) e la progressiva costruzione dello Yaksha come personaggio letterario romanzato.
Proprio questa evoluzione, più che la sua popolarità, rende lo Yaksha una figura unica: pur rimanendo relativamente marginale nella tradizione religiosa cinese, il suo percorso testimonia in modo esemplare come una figura sacra straniera possa essere reinterpretata fino a diventare parte integrante dell'immaginario folcloristico cinese. Ancora oggi questa evoluzione continua a riflettersi nei romanzi fantasy e nei drama, dove il termine 夜叉 viene spesso utilizzato con significati molto diversi rispetto alle sue origini.
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FONTI
- Song, Xianke (宋献科). ⟪夜叉形象之演变⟫ [L'evoluzione dell'immagine dello Yaksha]. 魅力中国, n. 32 (2019): 234-235. ↩
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