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The Journey of Legend (2025): un Drama Tutt'Altro che Leggendario per Cheng Yi | Recensione e Finale

Alessandra
The Journey of Legend (2025): un Drama Tutt'Altro che Leggendario per Cheng Yi | Recensione e Finale

Locandina di The Journey of Legend - Courtesy of Tencent Video

    Recensione del drama The Journey of Legend - Locandina

    Dettagli

    VALUTAZIONE: (6.5/10)

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    TITLOLO ORIGINALE: 赴山海 – Fù shānhǎi

    ANNO: 2025

    EPISODI: 40

    DURATA: 45’

    REGIA: Ren Hai Tao, Lin Feng

    SCENEGGIATURA: Liu Fang, Li Hui Min, Wang Wei, Chen Qun Xing, Liu Lin Qing, Hai Shan, Jennie Park

    AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Wen Rui An (神州奇侠 – Heroes of the Divine Land)

    LUOGHI COMUNI RISPETTATI: 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 10

    IN BREVE

    1. Cosa aspettarsi: The Journey of Legend è un viaggio nel jianghu che prende le sue mosse da un grande classico della letteratura wuxia contemporanea, ma finisce per cadere nella trappola di una modernizzazione eccessiva. Nel tentativo di attualizzare il racconto, gli sceneggiatori lo trasformano nell'ennesima storia di trasmigrazione dove il protagonista si ritrova catapultato all’interno del romanzo, costretto a seguire le direttive di un autoritario “sistema” che lo guida attraverso un universo strutturato come un videogioco, imponendogli rigide regole di comportamento. Ne risulta un wuxia visivamente spettacolare, ma fragile sotto tutti gli altri aspetti, in particolare sotto quello romantico, con un protagonista dell'emotività spesso eccessiva che finisce per accentuare le debolezze di una scrittura tutt'altro che "leggendaria".
    2. Punti di forza: il rispetto degli elementi wuxia, le scene di lotta spettacolari, la colonna sonora coinvolgente.
    3. Punti deboli: la lentezza del ritmo narrativo, l'emotività esasperata, il finale aperto.
    4. Consigliato se ti piacciono: Cheng Yi che si cimenta in acrobazie e combattimenti aerei, i wuxia classici con scarso romanticismo, le storie con l'elemento della trasmigrazione, le trame di eroismo con una punta di mistero.
    5. Lo rivedrei? Sinceramente, no.
      Continua a leggere per entrare nel vivo della critica di questo drama.

    In The Journey of Legend, Cheng Yi torna a vestire i panni dell’eroe, confermando la sua abilità nel muoversi tra azione, emozione e pathos. In questa serie interpreta Xiao Qiu Shui, un protagonista giovane e tormentato, spinto alla lotta dalla sete di giustizia e dal peso del destino, in un viaggio che mette alla prova non solo la sua forza, ma anche la sua umanità.

    In questa recensione, a serie finita, del drama The Journey of Legend cercherò di capire se la serie ha davvero mantenuto le promesse poste in campagna promozionale, analizzando non solo la trama e i personaggi, ma anche l’impatto che ha avuto sul pubblico e le scelte di produzione che lo hanno reso uno dei titoli più discussi del 2025.

    Trama

    Xiao Ming Ming è un ghostwriter insoddisfatto, appassionato di romanzi wuxia.

    Un giorno, mentre sta lavorando a una nuova versione del classico 神州奇侠 (Gli Eroi della Terra Divina) sulla piattaforma Demon Codex, viene risucchiato all’interno della storia e assume l’identità di Xiao Qiu Shui, terzo figlio della famiglia Xiao e membro della setta marziale Huanhua.

    Qiu Shui è un abile spadaccino e compie segretamente buone azioni insieme agli amici Zuo Chu Chao Ran, Deng Yu Han e Tang Rou, ma per tutti è l’indolente terzogenito dello stimato maestro Xiao Xi Lou noto per aver guidato le sette marziali del Daxi contro i nemici delle Terre Selvagge del Nord.

    Conoscendo la trama del romanzo, Xiao Ming Ming vorrebbe evitare che la famiglia Xiao venga sterminata per essere entrata in possesso del Sigillo dell’Eroe, un artefatto che pare contenga un manuale di tecniche marziali molto abito, tuttavia il Demon Codex non glielo permette costringendolo a lottare per il titolo di capo setta.

    Per completare la missione e riuscire a cambiare la storia, Xiao Qiu Shui affronterà pericolose sfide e fronteggerà nemici nascosti in un mondo in cui realtà e finzione sembrano essere pericolosamente interconnesse e la distinzione tra buoni e cattivi non è sempre così ovvia.

    Nel suo eroico viaggio, Xiao Qiu Shui sarà supportato dagli alleati che incontrerà lungo il cammino e dai maestri più famosi del Daxi che gli insegneranno i veri valori del jianghu, trasmettendogli le loro conoscenze e guidandolo nella lotta contro i suoi temibili avversari.

    "Le spade spezzate si possono riforgiare e i fiori appassiti possono risbocciare.
    Non è mai troppo tardi per ricominciare."

    Xiao Xi Lou
    Recensione del drama The Journey of Legend - Xiao Qiu Shui
    Xiao Qiu Shui - Courtesy of Tencent Video

    Recensione del drama The Journey of Legend (No Spoiler)

    The Journey of Legend era uno dei drama più attesi del 2025 già mesi prima della sua uscita. La sola notizia dell’ingaggio di Cheng Yi aveva acceso i riflettori sul progetto e alimentato le aspettative del pubblico. Le prime foto ufficiali dal set e i trailer rilasciati gradualmente dalle piattaforme di streaming hanno contribuito a creare un clima di attesa quasi febbrile: l'estetica, le ambientazioni e le sequenze di battaglia mostrate nelle clip promozionali hanno convinto molti fan che il drama potesse alzare ulteriormente l’asticella rispetto ai titoli precedenti di Cheng Yi tra cui Love and Redemption, Immortal Samsara e l’acclamatissimo Misterious Lotus Casebook.

    Dopo la messa in onda tuttavia il drama si è dimostrato molto lontano dalle promesse e dalle aspettative create dalla sua massiccia campagna promozionale, attirando critiche non solo sulla produzione ma anche sugli interpreti e sul cast tecnico.

    Un incidente in particolare ha fatto rapidamente il giro dei social cinesi contribuendo a peggiorare da subito la percezione della serie. Alcuni spettatori hanno infatti notato un evidente errore di montaggio nella puntata 14: durante una scena drammatica, Cheng Yi stringe visibilmente in mano un copione, completo delle inconfondibili sottolineature blu che evidenziano le battute chiave di un attore.

    L’immagine è presto diventata virale, scatenando un’ondata di ironia e critiche per quello che molti hanno definito un blooper finito per errore nel montaggio finale. Qualcuno ha addirittura attaccato Cheng Yi per quello che è stato giudicato come un atteggiamento poco professionale da parte sua, perché tenere in mano il copione durante le riprese equivarrebbe ad ammettere di non aver memorizzato tutte le battute a dovere.

    L’hashtag collegato all’incidente è rapidamente diventato un trend, accompagnato da commenti che mettevano in discussione la qualità generale del drama, segnalando effetti speciali giudicati scadenti e set poco rifiniti, minando ulteriormente la credibilità di uno dei titoli che avrebbe dovuto essere una delle serie di punta della stagione.

    Trama e Ritmo Narrativo

    Anzitutto è bene sottolineare che il soggetto prende spunto dal famoso romanzo classico di genere wuxia 神州奇侠 (Gli Eroi della Terra Divina) di Wen Rui An. La trama tuttavia è stata quasi completamente stravolta dagli sceneggiatori che hanno deciso di modernizzarlo facendone l’ennesima storia di trasmigrazione. Ciò non ha contribuito a rendere la narrazione più coinvolgente, ma, anzi, sembra aver aggiunto ancora più complessità a un'esposizione già di per sé convoluta e aver fatto sì che i numerosi colpi di scena risultino ancora più spiazzanti, ma non sempre in senso positivo.

    Il racconto è denso di momenti melodrammatici su cui la narrazione si sofferma in maniera quasi ossessiva svilendo la natura di canzone di gesta del romanzo originale e facendo sembrare una puntata da 45 minuti lunga tre ore.

    La trama avanza lentamente anche perché, per progredire nella storia, al protagonista è richiesto di sconfiggere tutta una serie di nemici e affrontare tutta una serie di prove in stile videogioco che rendono la narrazione frammentata e gli intrecci secondari slegati tra di loro.

    La sottotrama di intrigo politico che fa un po’ da filo conduttore alle avventure di Xiao Qui Shui risulta stra-abusata e rimane dissimulata per la maggior parte del drama tanto da sembrare inserita eata al solo scopo di inventare un (inutile) collegamento tra il Daxi e la realtà moderna.

    Inoltre, come in molti altri drama “seri”, gli autori non sono riusciti ad alternare correttamente i momenti comici ai momenti drammatici, facendo apparire le scene divertenti fuori luogo e fuori contesto e ottenendo l’effetto di renderle imbarazzanti.

    Recensione del drama The Journey of Legend - Xiao Xue Yu
    Xiao Xue Yu - Courtesy of Tencent Video

    Personaggi e Storia d'Amore

    La costruzione dei personaggi, soprattutto quelli secondari, risulta talvolta superficiale, quasi sacrificata alla necessità di dare più spazio al protagonista. La storia infatti ruota quasi completamente intorno alla fugura di Xiao Qiu Shui relegando gli altri personaggi, soprattutto quelli femminili, a mere figure di supporto. Uno dei principali esempi è quello di Xiao Xue Yu, interpretata dalla splendida Gulnezer Bextiyar, che, a dispetto del fatto di essere stata pubblicizzata come una delle protagoniste principali del drama, compare per un tempo esiguo e in un ruolo piuttosto dimesso, tanto da far domandare a molti il motivo della sua scrittura.

    I momenti di cameratismo tra il protagonista e gli amici e i fratelli di lui sono rarissimi e sono spesso veicolati da flashback con cui il protagonista ricorda momenti di spensieratezza vissuti insieme alla sua famiglia o ai suoi compagni di avventure. Questo non risulta sufficiente a coinvolgere lo spettatore nelle dinamiche relazionali della storia, dando l’impressione che i legami emersi nel corso della narrazione siano più affermati che realmente esistenti.

    La sceneggiatura presenta inoltre alcuni dei luoghi comuni classici dei drama in costume, come le incomprensioni infinite e il sacrificio estremo per il bene dei propri cari, che rendono la visone a tratti irritante.

    Il romanticismo risulta molto sfumato e le storie d’amore inconsistenti. La trama, infatti, introduce una serie di momenti romantici che però non vengono mai sviluppati a dovere dagli sceneggiatori e sembrano inseriti assolutamente a caso per rendere la trama un po’ più interessante: sono presenti un sacco di sguardi, gesti e discorsi tra il ML e la FL lasciati a metà, che non giungono mai al dunque.

    La trama amorosa vaga e le relazioni romantiche solo accennate mi hanno lasciata dubbiosa, perché non sono riuscita a capire se questa inconsistenza sia dovuta al fatto che nel romanzo originale non era presente romanticismo e quindi gli sceneggiatori si sono trovati in difficoltà nell’inserire un intero pezzo di racconto nuovo in un’opera già completa o se proprio non siano riusciti a fare di meglio.

    Cast

    Per quanto riguarda il cast di The Journey of Legend, la scelta degli attori mi è parsa nel complesso coerente con i personaggi, ma neppure la solidità delle loro performance è riuscita a risollevare una serie penalizzata da una trama lenta e confusa.

    Cheng Yi si distingue senza dubbio nelle scene di combattimento, eseguite con grande precisione e notevole presenza scenica; tuttavia, la sua interpretazione del vivace Xiao Qiu Shui manca a tratti di spontaneità e incisività, risultando davvero convincente solo nei momenti in cui veste i panni più misurati e introspettivi di Li Shen Zhou, un ruolo che mi pare calzargli decisamente meglio.

    Molto più naturale e immediato è invece Zhang Xiao Chen, la cui espressività riesce a emergere con forza, confermando il buon momento già intravisto in altri lavori come The Immortal Ascension e New Life Begins.

    Tra le sorprese più piacevoli spicca il semi-emergente Xu Zhen Xuan: pur mostrando ancora qualche incertezza, riesce a dare vita a un Liu Sui Feng sorprendentemente coinvolgente, tanto da renderlo uno dei personaggi più memorabili.

    Sul fronte femminile, invece, nessuna interpretazione riesce davvero a lasciare il segno, anche se la giovane Liu Meng Rui offre una prova tutto sommato apprezzabile, donando alla sua Song Ming Zhu una dimensione umana e credibile.

    Come spesso accade, sono i veterani a garantire maggiore solidità: Qiu Xin Zhi e Ji Chen riescono infatti a infondere nei loro personaggi quell’ambiguità e quella spietatezza necessaria a renderli antagonisti convincenti.

    Infine, una menzione speciale va a Li Jun Yi, che mi ha lasciato un’ottima impressione e che avevo già apprezzato in Arsenal Military Academy, confermandosi qui come una presenza interessante da tenere d’occhio.

    Aspetti Visivi e Colonna Sonora

    Sul piano tecnico, nonostante l’impatto visivo sia notevole, alcune scelte di montaggio e di fotografia hanno finito per risultare sbagliate, togliendo profondità alle atmosfere e rendendo certe scene meno coinvolgenti di quanto la narrazione avrebbe richiesto. La regia è stata altalenante e ha alternato inquadrature ricercate a scene in cui il green screen era evidente e le inquadrature tagliate male. Le ambientazioni sono apparse, a tratti, molto artificiali, tanto che un’ampia porzione di pubblico si è chiesta se il prodotto finale sia valso gli elevati investimenti iniziali.

    I costumi e gli ornamenti per capelli sono esteticamente molto belli, ma sembrano “eccessivi” e inadatti per un wuxia: molti utilizzano stoffe leggere e trasparenti, hanno maniche e mantelli ingombranti e sono pieni di fronzoli, fiori e applicazioni, tutte caratteristiche che li rendono scomodi per il combattimento e che li fanno apparire più adatti per uno xianxia o uno xuanhuan.

    Mi sento invece di fare un plauso ai coreografi delle arti marziali che sono stati tra i pochi operatori della produzione ad aver creato qualcosa di veramente memorabile all’interno di un'opera con pochi pregi e molti difetti.

    La colonna sonora risulta talvolta utilizzata con troppa insistenza, fino quasi a sopraffare le emozioni invece di accompagnarle (il karaoke nella puntata finale mi ha uccisa). Le musiche risultano comunque suggestive data la loro alternanza di melodie eroiche, cameratesche e motivanti come il tema principale 风将起 (The Wind Will Rise) o la canzone 赴红尘 (Travel to the Mortal World) interpretata da Cheng Yi, e di pezzi malinconici come 浣花落 (Blossoms Fall).

    Recensione del drama The Journey of Legend - Zuo Qiu Chao Ran, Deng Yu Han, Xiao Qiu Shui e Tang Rou
    Zuo Qiu Chao Ran, Deng Yu Han, Xiao Qiu Shui e Tang Rou - Courtesy of Tencent Video

    ATTENZIONE!
    DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.

    Recensione del drama The Journey of Legend (Spoiler)

    Cosa Funziona

    Il Worldbuilding e le Scene di Lotta

    Tra i pochi elementi che riescono davvero a emergere in positivo c'è il fatto che The Journey of Legend restituisce almeno in parte il fascino autentico del jianghu, probabilmente perché la sua trama attinge direttamente a una delle più note saghe wuxia moderne.

    La storia incorpora infatti diversi archetipi del genere: le rivalità e le alleanze tra sette del mondo marziale, i misteri legati alle loro attività occulte e ai piani orchestrati dai loro capi per prevalere sulle altre organizzazioni, le amicizie e le inimicizie tra artisti marziali e le motivazioni che le alimentano, fino ad arrivare alle mosse segrete e alle tecniche di combattimento tramandate di generazione in generazione attraverso manuali nascosti, capaci di scatenare vere e proprie guerre di potere — come accade con il Libro dell’Oblio in questo drama. In questo senso, il worldbuilding e la rete di intrighi che ne deriva rappresentano senza dubbio l’aspetto più interessante della serie: pur rimanendo a tratti sfumati e non sempre adeguatamente approfonditi, sono gli elementi che più avvicinano la serie allo spirito di un vero racconto wuxia.

    Accanto a questa dimensione narrativa, anche quella marziale riesce a ritagliarsi uno spazio convincente. I combattimenti risultano visivamente appaganti e coinvolgenti, grazie a coreografie ben costruite e a un uso delle evoluzioni su cavi che, per quanto spettacolare, mantiene una certa credibilità interna. Cheng Yi si conferma particolarmente a suo agio in questo tipo di contesto, dimostrando ancora una volta la sua esperienza anche nelle scene d’azione più complesse e acrobatiche; allo stesso tempo, anche il resto del cast regge bene il confronto, con una menzione per i veterani come Qiu Xin Zhi e Zhang Bo Nan, che contribuiscono a dare maggiore solidità e credibilità alle sequenze di combattimento.

    Cosa Non Funziona

    Il Ritmo Narrativo

    La narrazione è caratterizzata da un ritmo fortemente disomogeneo, segnato da sottotrame lasciate in sospeso e questioni risolte con eccessiva facilità, che producono una fastidiosa alternanza sullo sfondo di un racconto spesso lento e tedioso.

    I primi episodi sono interamente dedicati ai tentativi di Xiao Qiu Shui di diventare leader della setta Huanhua per evitare il massacro della famiglia Xiao, con l’inevitabile monotonia derivante dal fatto che ogni sforzo del protagonista converge su un unico obiettivo, mentre tutto il resto rimane in secondo piano.

    In seguito, l’assedio all’Eremo della Spada da parte della Banda Quanli e la disperata ricerca di aiuto da parte del protagonista introducono momenti di forte tensione emotiva, costruiti però su incomprensioni tra fratelli tanto esasperate quanto prevedibili che mi hanno reso difficile giungere alla fine degli episodi 13, 14 e 15. Si tratta delle classiche dinamiche inserite per rallentare artificialmente la narrazione, impedire una risoluzione rapida del conflitto e condurre forzatamente alla tragedia che dovrebbe motivare il protagonista a impegnarsi per cambiare il corso degli eventi.

    Le rivelazioni inaspettate — dalla vera identità di Li Shen Zhou, del Re Celeste Zhu e di Xiao Xue Yu, fino a quella dell’assassino di Xiao Xi Lou e Sun Hui Shan — si accumulano numerose inserendosi a forza nella narrazione e dando l’impressione di una storia che procede per shock più che per coerenza.

    La narrazione è infine segnata da cambi repentini di tono e passa, nell’arco di pochi secondi, dalla tragedia alla commedia. Queste improvvise modifiche di registro generano confusione nello spettatore e rendono alcune scene involontariamente paradossali e inverosimili più che simpatiche, come l’incontro tra Qiu Nan Gu, Tie Xin Yue e Xiao Qiu Shui alla Locanda del Traghetto (episodio 11) o quello tra Xiao Qiu Shui e i quattro briganti (episodio 16).

    Recensione del drama The Journey of Legend - Tang Fang
    Tang Fang - Courtesy of Tencent Video

    Le incoerenze legate all'elemento della trasmigrazione

    La sceneggiatura sembra voler mettere troppa carne al fuoco: parte come un wuxia con trasmigrazione e finisce per trasformarsi in una sorta di spy story dai contorni ambigui, perdendosi fra sottotrame inconcluse e idee mal sviluppate.

    La questione della trasmigrazione, in particolare, crea non poche falle logiche. A dispetto delle premesse, infatti, il protagonista si cala fin troppo facilmente nel ruolo del terzo figlio della famiglia Xiao, quasi dimenticando di trovarsi all’interno di una realtà fittizia. Oltretutto questo è il primo drama di trasmigrazione in cui vedo il protagonista acquisire anche i ricordi del personaggio di cui prende il posto: un espediente fin troppo comodo e furbescamente utilizzato per giustificare il suo estremo attaccamento i personaggi del romanzo senza la necessità di ulteriori spiegazioni da parte degli sceneggiatori.

    Anche le missioni assegnate dal Demon Codex a Xiao Ming Ming — come diventare capo setta o far ravvedere Liu Sui Feng — risultano assurdamente complesse e di fatto inutili ai fini dell’avanzamento della trama, poiché si realizzano quasi automaticamente nel corso della narrazione, senza che il protagonista debba investirvi sforzi significativi. Xiao Qiu Shui ad esempio diventa capo setta semplicemente entrando in possesso della Spada Changge, la cui ubicazione gli viene suggerita dal padre nella lettera/testamento recapitatagli casulamente da Liang Dou. Allo stesso modo, Liu Sui Feng si “redime” dopo aver scoperto che il vero obiettivo del suo capobanda era riunire il wulin per difendere il Daxi dall’invasione delle Terre Selvagge del Nord.

    A rendere il tutto ancora meno credibile contribuisce il modo in cui Xiao Ming Ming arriva a sfidare apertamente il Demon Codex, piegando a proprio piacimento le “regole” del mondo fittizio invece di cercare di aggirarle. Inizialmente, infatti, il sistema gli impone di attenersi rigorosamente alla trama e di non rivelare agli altri personaggi informazioni che possano alterarne il corso. Addirittura, per far rispettare questa regola, l’IA lo dota di un dispositivo — il Bozzolo del Sangue Ribollente — capace di infliggergli un dolore lancinante nel caso in cui tenti di condividere dettagli sul prosieguo del racconto. Tuttavia, dopo poche puntate, questo elemento scompare completamente, come se non fosse mai esistito: quando in seguito il protagonista fa rivelazioni sulla trama a San Cai, non subisce infatti alcuna conseguenza, in evidente contraddizione con quanto stabilito in precedenza.

    Infine quante probabilità c’erano che dopo aver avuto i meridiani recisi del Re di Spade, essere stato colpito dall’energia distruttiva di quest’ultimo, essere stato avvelenato a morte da Liu Sui Feng ed aver assunto la Pillola Yang del Supremo Elisir, Xiao Qiu Shui riuscisse a trovare qualcuno in grado di ripristinare i suoi meridiani e venisse morso da un serpente bianco in grado di stabilizzare la sua energia interna conferendogli un potere equivalente a sessant’anni anni di coltivazione?

    La Caratterizzazione dei Personaggi e le Relazioni Romantiche

    I personaggi risutano nel complesso mal caratterizzati e i rapporti tra di loro sono solo vagamente tratteggiati tanto da sembrare che siano stati tutti introdotti al solo scopo di assistere il protagonista. Non vengono mai mostrate scene di quotidianità né tra Xiao Qiu Shui e la sua famiglia né tra lui e i suoi amici, di conseguenza, i personaggi secondari ci sono presentati quasi esclusivamente attraverso la narrazione o tramite gli inconsistenti flashback che ci vengono proposti per suggerirci che esiste un minimo di affiatamento tra i fratelli.

    Alcuni ruoli, come Xiao Xue Yu, Yan Kuang Tu o Li Shen Zhou, avrebbero necessitato di maggiore spazio, ma vengono eliminati o messi in disparte poco dopo la loro introduzione; altri, invece, ricevono fin troppo minutaggio, finendo per ripetere costantemente le stesse battute al solo scopo di dilatare la narrazione — è il caso della Nobile Signora Wu, del padre di Tang Fang, di Xiao Yi Ren o di Xiao Kai Yan. Nel frattempo, nuovi personaggi vengono introdotti a ritmo serrato, salvo poi essere rapidamente dimenticati o fatti morire con altrettanta facilità, contribuendo a una sensazione generale di dispersione narrativa.

    Il protagonista, dal canto suo, soffre di una caratterizzazione incoerente, quasi “bipolare”, oscillando tra un sentimentalismo esasperato e un eroismo ingiustificato.

    Nei primissimi episodi si comporta come una persona moderna improvvisamente catapultata in una dimensione fantastica: è prudente, guardingo e orientato all’autoconservazione. Tuttavia, non appena scopre di poter salvare la vita degli Xiao ottenendo il titolo di capo setta, sembra trasformarsi improvvisamente, come se fosse posseduto dallo "spirito dell’eroe", e inizia a fare cose sempre più insensate fino a farsi ferire, avvelenare, recidere i meridiani e lanciarsi a capofitto in missioni dall’esito incerto pur di cambiare il finale della storia.

    Questa svolta non è però supportata da un adeguato sviluppo psicologico: la sceneggiatura non offre nemmeno un momento di riflessione che permetta di comprendere come e perché Xiao Ming Ming arrivi a considerare gli Xiao come la propria famiglia e decida di proteggere a ogni costo le loro vite e l'onore della setta Huanhua, nonostante si trovi in un mondo per lui potenzialmente letale e regolato da dinamiche di potere che non conosce (anche perché lui stesso ammette di non ricordare bene la trama del romanzo originale).

    In quest’ottica, anche la sua reazione alla morte dei “genitori” risulta inverosimile: pur essendo comprensibile una certa partecipazione emotiva, l’intensità con cui vive il lutto — pur sapendo di non essere realmente loro figlio — appare in alcuni momenti eccessiva, sfiorando il ridicolo.

    La sceneggiatura gli attribuisce inoltre competenze marziali ingiustificatamente avanzate, che lui riesce a utilizzare senza difficoltà, nonostante sia un ragazzo moderno che verosimilmente non ha mai praticato arti marziali né possiede familiarità con antiche tecniche di combattimento.

    Ancora più forzata è la rapidità con cui apprende nuove capacità: nella puntata 13, ad esempio, Xiao Qiu Shui impara in tempi record una tecnica di spada per uscire dalla caverna sotterranea in cui è stato imprigionato dal Re di Spade. A ciò si aggiunge il fatto che, in più occasioni, riceve energia interna o abilità marziali da diversi sommi maestri del Daxi in maniera del tutto casuale e con motivazioni deboli — come nel caso del trasferimento delle tecniche degli otto maestri nell’episodio 27, giustificato unicamente dal fatto che “la cosa accadeva anche nel romanzo originale”.

    Il romanticismo, come già accennato, rimane estremamente sfumato, al punto che le relazioni tra i personaggi diventano percepibili solo quando vengono esplicitamente dichiarate. È il caso, ad esempio, dell’innamoramento tra Zuo Chu Chao Ran e Qu Mu Shuang o di quello tra Xiao Kai Yan e Xiao Xue Yu, dinamiche che non emergono in modo organico dalla narrazione ma vengono semplicemente enunciate, senza un reale sviluppo.

    Il rapporto tra Xiao Qiu Shui e Tang Fang non fa eccezione: anche qui ci troviamo di fronte a una relazione vaga e inconsistente, priva di costruzione e di reale coinvolgimento emotivo. Il loro legame appare talmente fragile che mi risulta difficile non pensare — senza tema di smentita — che una possibile storia d'amore tra il protagonista e Liu Sui Feng sarebbe stata decisamente più intensa e appassionata.

    A rendere il tutto ancora più assurdo è poi il presupposto stesso su cui si basa la relazione tra Tang Fang e Qiu Shui: l’idea che tutto abbia origine dal giuramento di lei secondo cui qualsiasi uomo avesse intravisto anche solo una parte del suo corpo nudo avrebbe dovuto morire o sposarla, appare talmente forzata da mettere seriamente in dubbio le capacità narrative degli sceneggiatori.

    Finale

    A partire dall'episodio 29 gli sceneggiatori decidono improvvisamente che tutto quello che abbiamo visto finora necessita di un ulteriore livello di lettura, così introducono una nuova, inutile, sottotrama. Dopo aver letto la parola “Reset” sul palmo della mano della sua defunta madre, Xiao Ming Ming recupera i ricordi legati alla sua vita nel mondo reale: scopre così che la trasmigrazione nel corpo di Xiao Qiu Shui è seguta a una colluttazione avuta con il proprio capo, scoperto a vendere fotografie militari segrete a spie straniere. Un’aggiunta che, più che arricchire la narrazione, contribuisce a renderla ancora più confusa e convoluta.

    Questo sviluppo conduce al finale, che — come d'obbligo — si svolge nel presente, ma che non riesce comunque a riscattare il drama dalle criticità emerse nel corso della narrazione. La condanna del capo di Ming Ming per rivelazione di segreti di Stato, seguita dalla sua morte improvvisa in ospedale prima ancora di scontare la pena, infatti, difficilmente può essere interpretata come una conclusione soddisfacente.

    A rendere il quadro ancora più amaro è l’epilogo riservato al protagonista: Xiao Qiu Shui muore dopo aver irrimediabilmente danneggiato i propri meridiani ed esaurito la sua forza vitale utilizzando le tecniche marziali di quindicesimo livello contenute nel Libro dell’Oblio contro Xiao Kai Yan. Il suo alter ego Xiao Ming Ming, invece, è ancora in coma nel mondo reale e immagina di vagare senza meta per le strade del jianghu. Un finale che, lungi dal chiudere coerentemente il cerchio narrativo, lascia piuttosto la sensazione di un racconto che si dissolve senza trovare un autentico compimento.

    Recensione del drama The Journey of Legend - Xiao Kai Yan
    Xiao Kai Yan - Courtesy of Tencent Video

    Personaggi e Cast

    Personaggi Principali

    Xiao Qiu Shui/Xiao Ming Ming (Cheng Yi) terzogenito della Setta Huanhua (Setta Marziale dei Fiori Puri). Conosciuto da tutti come l’indolente e viziato figlio del maestro Xiao Xi Lou, è un abile spadaccino che compie segretamente buone azioni insieme al suo gruppo di amici ed è uno dei fondatori dell’Alleanza Shenzhou. Nella realtà moderna è Xiao Ming Ming un ghostwriter insoddisfatto che scrive romanzi wuxia di cui si appropria sistematicamente il suo capo, senza mai dargliene credito.

    Tang Fang (Eleanor Lee) Signorina del Clan Tang, membro della Setta Tang e sorella maggiore di Tang Rou. Inizialmente intenzionata a impossessarsi del Libro dell’Oblio per curare il padre malato, diventerà amica di Xiao Qiu Shui e lo aiuterà nella sua lotta contro i nemici delle Terre Selvagge del Nord.

    Liu Sui Feng (Xu Zhen Xuan) vicecapo della Banda Quanli (Banda del Potere). Dopo essere stato avvelenato dalla Fenice Purpurea, ruba l’identità di Feng Lang, personaggio creato da Xiao Ming Ming, ottenendo così la sua fiducia e riuscendo a infiltrarsi nella Residenza Xiao. In realtà è il Giovane Signore della Valle delle Cento Erbe di Jinzhong unico sopravvissuto allo sterminio perpetrato dalle sette marziali nei confronti della sua setta perché sospettata di aver fornito la Pillola Xingjun agli abitanti delle Terre Selvagge del Nord. Dopo essere stato salvato da Li Chen Zhou questi lo ha accolto nella Banda Quanli.

    Song Ming Zhu (Liu Meng Rui) detta Fenice Scarlatta. È un membro della Banda Quanli e l’attendente di Liu Sui Feng.

    Li Chen Zhou (Cheng Yi) capo della Banda Quanli che ha un’impressionante somiglianza con Xiao Qui Shui. In realtà è il fratello segreto dell’Imperatore del Daxi che vuole impedire a quest’ultimo di togliere il presidio militare al Passo Xianren per evitare un’invasione da parte dei Popoli delle Terre Selvagge del Nord.

    Personaggi Secondari

    Setta Huanhua

    Xiao Xi Lou (Ding Yong Dai) capo della famiglia Xiao e della Setta Huanhua di Jinzhong e padre di Xiao Qiu Shui. È uno stimato artista marziale che in passato ha guidato il wulin contro i nemici delle Terre Selvagge del Nord

    Sun Hui Shan (Hu Ke) Signora della famiglia Xiao, madre di Xiao Qiu Shui e membro della Setta Huanhua. È molto affezionata a Qiu Shui e lo vizia molto più degli altri figli. Nella realtà moderna è la defunta madre di Xiao Ming Ming.

    Xiao Yi Ren (Zhang Junning) primogenito di Xiao Xi Lou e fratello maggiore di Xiao Qiu Shui. È serio e ambizioso e spera di diventare un capo setta onorato e rispettato come il padre.

    Xiao Kai Yan (Zhang Xiao Chen) secondogenito di Xiao Xi Lou e fratello maggiore di Xiao Qiu Shui. È pacato e diplomatico e segue sempre le indicazioni di Yi Ren, ma dentro di sé cova un rancore mai sopito e una segreta devozione per Xue Yu.

    Xiao Xue Yu/Yuan Er (Gulnezer Bextiyar) sorellastra di Xiao Qiu Shui adottata quando era ancora una bambina da Xiao Xi Lou. In realtà è la sorella minore di Yan Kuang Tu che fu rapita dai fratelli Jiang per farsi consegnare il Sigillo dell’Eroe ma di cui poi si persero le tracce.

    Qiu Yuan (Liu Xu) maggiordomo della Residenza Xiao e spia di Liu Sui Feng. Avvelena l’acqua del pozzo dell’Eremo delle Spade durante all’assedio della Banda Quanli.

    Banda Quanli

    Zhao Shi Rong (Fing Xiao Ying) moglie di Li Chen Zhou. È un’abile artista marziale e la sua tecnica segreta è la Tecnica di Manica Nuvola Fluente.

    Gao Si Lan (Cao Xi Yue) detta Fenice Purpurea. È un membro della Banda Quanli ed è una sottoposta di Liu Sui Feng. Per ordine del Re di Spade tenta di avvelenare il suo capo durante l’assalto all’agenzia di scorta Changle (Gioia Eterna) a cui si era affidata la Nobile Signora Wu per farsi accompagnare dal figlio.

    Mo Yan Xia (Chen Yu Qi) detta la Guanyin dalla veste candida è il capo della seta Hengshan. In realtà è la Fenice Nivea della Banda Quanli.

    Qu Han Shan (Qiu Xin Zhi) detto il Pilastro della giustizia di Guangling è uno dei Tre Grandi di Guangling. In realtà è il Re di Spade, uno degli otto re della Banda Quanli e l’acerrimo rivale di Liu Sui Feng.

    Kang Chu Yu (Ji Chen) detto lo Spadaccino del Sole amico di Xiao Xi Lou. In realtà è il Demone Senza Nome della Banda Quanli, uno dei sottoposti del Re di Spade

    Kang Jie Sheng (Li Jun Chen) figlio di Kang Chu Yu. È un giocatore d’azzardo incallito e quando era stato incaricato di scortare i fondi per la ricostruzione delle zone disastrate li aveva persi alle scommesse così il padre era stato costretto a coprire l’ammanco con il patrimonio di famiglia.

    Zu Jin Dian (Pan Xu Chuan) detto il Re del Fuoco è uno degli otto re della Banda Quanli.

    Ju Xiu Shan (Yang Cheng Yi) detto il Re delle Acque è uno degli otto re della Banda Quanli.

    Mo Fei Yuan (Gao Yu Qing) detto il Re della Medicina è uno degli otto re della Banda Quanli. Su richiesta di Xiao Qiu Shui cercherà di curare il padre di Tang Feng.

    Deng Yu Ping (Huang Cheng) detto il Re dei Mortali è uno degli otto re della Banda Quanli.

    L’Anziano (Liu Bei Bo) detto il Re dei Serpenti è uno degli otto re della Banda Quanli.

    Chi Li (Yuan Yi) detta la Fanciulla dei Serpenti è la discepola del Re dei Serpenti.

    Yin Gong (Li Xiong) detto il Re degli Spiriti è uno degli otto re della Banda Quanli.

    Zhao Qiu Xi (Wang Yi Cheng) detto il Re delle Lame è uno degli otto re della Banda Quanli.

    Fu Tian Yi (He Gang) detto il Demone di Ferro è uno dei Diciannove Demoni della Banda Quanli. È un subordinato del Re delle Acque ed il proprietario della Banca Jinyin di Jihui che pare abbia delle connessioni con i popoli delle Terre Selvagge del Nord.

    Liu Qian Bian (Chen Zhi Hui) detto il Demone Ombra è uno dei Diciannove Demoni della Banda Quanli e sottoposto del Re di Spade.

    Kong Yan Qin (Li Chang) detto il Demone Supremo della Spada è uno dei Diciannove Demoni della Banda Quanli.

    Hua Gu Fen (Shi Heng Yi) detto il Demone dei Veleni dalle fattezze di bambino è uno dei Diciannove Demoni della Banda Quanli.

    Sha Qian Deng (Song Shu Xin) detto il Demone Lupo dai Pugnali Volanti è uno dei Diciannove Demoni della Banda Quanli.

    Xin Hu Qiu (Han Bo) detto il Demone Annientatore è uno dei Diciannove Demoni della Banda Quanli, uno dei sottoposti del Re di Spade.

    Yan Gui Gui (Zhong Shang Yue | Han Meng Wu) detto il Demone della Cavalleria di Ferro è uno dei Diciannove Demoni della Banda Quanli.

    Zuo Chang Sheng (Chen Guo Liang) detto il Demone Divino della Caverna Solitaria è uno dei Diciannove Demoni della Banda Quanli, uno dei sottoposti del Re di Spade.

    Yu Ku Yu (Yang Chun Rui) detto il Demone delle Pestilenze è uno dei Diciannove Demoni della Banda Quanli.

    Sheng Jiang Bei (Huang You Tian) detto il Demone del Pugno è uno dei Diciannove Demoni della Banda Quanli.

    Sun Ren Tu (Wang Kai) detto il Demone delle Lame Volanti è uno dei Diciannove Demoni della Banda Quanli.

    Alleanza Shenzhou

    Zuo Chu Chao Ran/Li Chao Fan (Cheng Xiang) maestro di lotta e amico di Xiao Qiu Shui. È uno dei fondatori dell’Alleanza Shenzhou.

    Deng Yu Han/Deng Zhe (Li Jun Yi) figlio del capo della setta Hailin e amico di Xiao Qiu Shui. È uno dei fondatori dell’Alleanza Shenzhou.

    Tang Rou/Tang Xu (Zhao Hua Wei) erede della Setta Tang e amico di Xiao Qiu Shui. La sua setta è esperta nell’uso delle armi nascoste e la sua sono gli Aghi Meteorici. È uno dei fondatori dell’Alleanza Shenzhou.

    Qu Mu Shuang (Lin Jia Hui) Prima Signorina della famiglia Qu figlia di Qu Jian Chi che dopo la morte del padre entra a far parte dell’Alleanza Shenzhou.

    Qu Min Miao (Chen Xi Xi) Seconda Signorina della famiglia Qu figlia di Qu Jian Chi che dopo la morte del padre entra a far parte dell’Alleanza Shenzhou.

    Qiu Nan Gu (Wen Jing Yuan) detto Bocca di Ferro e Tie Xin Yue (Zhang He) detto il Re dei Peti. Sono i proprietari della Locanda del Traghetto ma vorrebbero entrare a far parte della Banda Quanli quindi cercano di attirare Xiao Qiu Shui in una trappola, rapendo Tang Fang e consegnandola al Re di Spade. Alla fine diventeranno amici del ragazzo ed entreranno a far parte dell’Alleanza Shenzhou.

    Chang Wu Qi (Sun Li Bin), Yu Wen Dong (Cheng Rang), Jin Bei Wang (Xu Chang Chao), Meng Dong Lin (Cheng Long) quattro banditi che Xiao Qiu Shui incontra dopo essere sfuggito a Liu Sui Feng. Verranno rapiti da Liu Sui Feng ma Xiao Qiu Shui li aiuterà a scappare così diventeranno suoi seguaci ed entreranno a far parte dell’Alleanza Shenzhou.

    San Cai/Li Cai (Wei Wei) spadaccino ossessionato dalla musica creato da Xiao Ming Ming unendo tre personaggi del romanzo originale e spia all’interno della Banda Quanli. Aiuterà Xiao Qiu Shui a guadagnarsi la fiducia del Re di Spade e ad ucciderlo. Nella realtà moderna è Li Cai, amico e collega di Xiao Ming Ming.

    Setta Tang

    Tang Yao Shun (He Zhong Hua) capo della Setta Tang di Jinzhong e padre di Tang Fang e Tang Rou. Dopo essere rimasto gravemente ferito durante la battaglia contro Yan Kuang Tu al Monte Wuxing teme di poter perdere il titolo di capo setta quindi cerca del Libro dell’Oblio per curarsi. È stato discepolo dell’Anziano Tuo Shen e ha imparato da lui la tecnica del Tocco Frantuma Midollo che ha ucciso Xiao Xi Luo e Sun Hui Shan.

    Tang Song (Lin Ze Hui) Giovane Signore del terzo ramo del Clan Tang, cugino di Tang Fang e suo promesso sposo. È alleato della Banda Qianli prima e del Re Celeste Zhu poi.

    Tang Qing (Zhang Yi Ge) Signorina del terzo ramo del Clan Tang, sorella di Tang Song e cugina di Tang Fang. È alleata della Banda Qianli prima e del Re Celeste Zhu poi.

    Setta Nan Gong

    Nan Gong Han (Zhang Ba Bo) erede della Famiglia Nan Gong. È lussurioso e violento, ma otterrà da Yi Ren la mano di Xue Yu in cambio del suo aiuto nella ricostituzione della Setta Huanhua. Per evitare che la sorella soffra Xiao Qiu Shui farà annullare le nozze.

    Nan Gong Wu Shang (Jin Cheng) Secondo Giovane Signore della Famiglia Nan Gong. È subdolo e opportunista e, nonostante i suoi precedenti legami con la Setta Huanhua, non esita a abbandonare gli Xiao per allearsi prima con Tang Song e poi con il Re Celeste Zhu.

    Nan Gong Xiao Yi (Xuai Yan) Signorina della Famiglia Nan Gong da sempre innamorata di Yi Ren che gli resterà fedele anche dopo la rovina della Setta Huanhua.

    Setta Wudan

    Tai Chan (Guo Jun) capo della Setta Wudan, una delle tre sette marziali responsabili della creazione del Sigillo dell’Eroe. Padroneggia una tecnica segreta di spada molto potente, ma viene ucciso dal traditore Long Hu all’Eremo delle Spade mentre tenta di contrastare Liu Sui Feng e i suoi uomini.

    Da Feng (Dong Yong) nuovo capo della Setta Wudan che succede a Tai Chan dopo la morte di quest’ultimo.

    Jiu Sheng (Guo Jing Bo), Jiu Si (Shen Kai), Jiu Yi (Zhao Shu Guang) detti i Tre Coltivatori Jiu sono i tre più grandi maestri della Setta Wudan.

    Tie Qi (Li Pei Ze) e Yin Ping (Ye Peng) capi del palazzo Zi Xiao della Setta Wudan. Muoiono nello scontro con gli Spadaccini Gemelli e i Demoni Esotici durante il vertice della Setta Emei e trasferiscono le loro tecniche di lotta a Xiao Qiu Shui.

    Monaci Shaolin

    Tian Zheng (Shan Bao Ping) abate dei monaci Shaolin, una delle tre sette marziali responsabili della creazione del Sigillo dell’Eroe. Padroneggia l’energia Yang che sfrutta nella tecninca del Tocco che Avvizzisce e Rinvigorisce. Viene ucciso dal traditore Long Hu all’Eremo delle Spade mentre tenta di contrastare Liu Sui Feng e i suoi uomini.

    Tian Xiang (Zhang Hai Feng) nuovo abate dei monaci Shaolin che succede a Tian Zheng dopo la morte di quest’ultimo.

    Long Hu (Zhang Qiu Yang) monaco Shaolin, discepolo anziano di Tian Zheng. In realtà è una spia della Banda Quanli che lavora per Liu Sui Feng e uccide su suo ordine Tai Chan e Tian Zheng.

    Fan Hua (Shi Yan Pei) e Mu Ye (Long Yuan Hua) capi della sala della disciplina della Setta Shaolin. Muoiono nello scontro con gli Spadaccini Gemelli e i Demoni Esotici durante il vertice della Setta Emei e trasferiscono le loro tecniche di lotta a Xiao Qiu Shui.

    Setta Emei

    Zhi Chen (Yang Li Jing) badessa della Setta Emei, una delle tre sette marziali responsabili della creazione del Sigillo dell’Eroe. In passato, grazie alle sue conoscenze mediche, aveva salvato la vita a Yuan Er. Supporterà Xiao Qiu Shui durante il vertice della setta Emei.

    Altri Personaggi del Wulin

    Yan Kuang Tu (Zhang Zhi Lin) Maestro supremo del mondo marziale. Tredici anni prima era entrato da solo nell’accampamento dell’esercito delle Terre Selvagge del Nord creando il panico ed era stato insignito del Sigillo dell’Eroe creato dalle Tre Sette Marziali per premiare chiunque avesse fermato l’avanzata dei popoli delle Terre Selvagge del Nord. La sua arroganza però era invisa al wulin e, dopo un’imboscata tesagli dalle sette marziali sul Monte Wuxing, si sono perse le sue tracce.

    Venerabile Signora Wu (Cao Cui Fen) madre del Generale Wu Jie. Ha ricevuto da Yan Kuang Tu l’incarico di custodire il Sigillo dell’Eroe, artefatto molto ambito nel mondo marziale in quanto si dice che contenga il manuale di tecniche segrete denominato Libro dell’Oblio. Per questo è costantemente braccata ed è costretta a rifugiarsi dagli Xiao per evitare di cadere vittima delle imboscate dei nemici.

    Zhang Lin Yi (Jiang Zhan Hao) detto lo Spadaccino Yin-Yang è la guardia del corpo della Nobile Signora Wu.

    Wu Jia (Lu Yong) generale che difende il Passo Xianren dai popoli delle Terre Selvagge del Nord e figlio della Nobile Signora Wu. L’imperatore vorrebbe richiamarlo nella Capitale a seguito dell’apertura dei negoziati di pace con i popoli delle Terre Selvagge del Nord, ma lui teme un’invasione e cerca di resistere al decreto.

    Jiang Yue (Zhu Rong Rong) vicegenerale di Wu Jia che guiderà le truppe durante l’assedio del Passo Xianren mentre il Generale Wu è prigioniero del Re Celeste Zhu.

    Yu Chi Qing (Zhang Chun Zhong) spia dei popoli delle Terre Selvagge del Nord. Era stato incaricato di rubare la formula della Pillola Xingjun dalla Valle delle Cento Erbe, ma era stato scoperto e aveva dovuto abbandonare la missione. Era quindi stato collocato dal Re di Spade in una caverna sotterranea sotto la sua residenza per incastrare Xiao Qiu Shui e screditare la famiglia Xiao di fronte alle altre sette marziali.

    Helian Yan (Yin Ze Qiang) Comandante dell’esercito delle Terre Selvagge del Nord.

    Qu Jian Chi (Chen Qiu Guo) detto lo Spadaccino di Giada amico di Xiao Xi Lou

    Meng Xiang Feng (Qian Yong Chen) shidi di Xiao Xi Lou.

    Zhu Xia Wu (Lu Song Yan) detto il Conestabile Catafratto della Setta Liushan è un amico di Xiao Xi Lou. In realtà è il Re Celeste Zhu il capo della Banda dei Corsi d’Acqua.

    Feng Lang, detto Spada Stillante discepolo del Conestabile Catafratto e lucky bag di Xiao Mian Mian. Liu Sui Feng lo uccide alla Sala Qunfang e si sostituisce a lui ottenendo la fiducia di Xiao Qiu Shui.

    Shao Liu Lei (Cheng Cheng) ex subordinato del Re Celeste Zhu. Durante lo scontro con Yan Kuang Tu al Monte Wuxian gli è stata somministrata la Pillola Yang dell’Elisir Supremo e da allora l’eccesso di energia Yang nel suo corpo lo tormenta periodicamente. Inoltre Yan Kuang Tu gli ha affidato un’altra Pillola Yang a cui sono interessati in molti, ma che lui vuole usare per vendicarsi del Re Celeste Zhu, somministrandogliela a tradimento.

    Wan Li Ping Yuan (Zhang Xi Lai), Qian Li Gu Mei e Bai Li Han Ting detti i Tre Re Stranieri delle Terre Selvagge del Nord collaborano con il Re Celeste Zhu per detronizzare l’Imperatore del Daxi.

    Liang Dou (Du Jun Ze) detto il Divoratore di Nubi Cremisi. È una figura molto rispettata del wuling ma è anche fratello dell’Imperatore.

    Deng Qing Feng (Lu Xing Yu) capo del ramo di Qianxi della setta Hailin e padre di Deng Yu Han. È stato discepolo dell’Anziano Tuo Shen da cui ha imparato la tecnica del Tocco Frantuma Midollo che ha ucciso Xiao Xi Luo e Sun Hui Shan. In realtà è rimasto ferito durante l’attacco alla Valle delle Cento Erbe e non si è più ripreso quindi si è alleato con il Re Celeste Zhu per evitare di perdere potere.

    Deng Yu Lan (Liu Man) sorella maggiore di Deng Yu Han e membro della Setta Hailin di Qianxi.

    Bai Dan Shu (Zhang Gong) detto lo Spadaccino dell’Ovest. Insieme a Lan Fang Qing forma il duo degli Spadaccini Gemelli. Muore nello scontro con i Maestri Shaolin e Wudan durante il vertice della Setta Emei e passerà le sue tecniche di lotta a Xiao Qiu Shui.

    Lan Fang Qing (Wang Jiu Sheng) detto lo Spadaccino dell’Est. Insieme a Bai Dan Shu forma il duo degli Spadaccini Gemelli. Muore nello scontro con i Maestri Shaolin e Wudan durante il vertice della Setta Emei e passerà le sue tecniche di lotta a Xiao Qiu Shui.

    Zhang Can Jin (Zhang Ji Kun) e Wan Sui Yu (Guo Xin) detti i Demoni Esotici. Muoiono nello scontro con i Maestri Shaolin e Wudan durante il vertice della Setta Emei e trasferiscono le loro tecniche di lotta a Xiao Qiu Shui.

    Gu Jun Shan (Zhang Bo Nan) detto il Divino Errante è uno dei Tre Grandi di Guangling. Viene ucciso da Qu Han Shan dopo che ha scoperto la sua identità segreta.

    Du Yue Shan, capo della Setta Mengxiang ed è uno dei Tre Grandi di Guangling. È stato imprigionato in una caverna sotterranea sotto la residenza di Qu Han Shan ed è morto lì.

    Fei Yu Qiao (Yu Qing Hui) capo della famiglia e della Setta Fei una delle Tre Sette Mistiche. È stato discepolo dell’Anziano Tuo Shen e ha imparato da lui la tecnica del Tocco Frantuma Midollo che ha ucciso Xiao Xi Luo e Sun Hui Shan. È inoltre esperto nella perduta Arte delle Mille Facce con cui si può assumere l’aspetto di chiunque in maniera perfetta.

    Fei Dan Feng, defunto figlio di Fei Yu Qiao. Cinque anni prima mentre era di ritorno da una missione imperiale segreta mirata a scoprire la vera identità del Re Celeste Zhu era stato ucciso dal padre con la tecnica del Tocco Frantuma Midollo perché era stato scambiato per Rou Shui, subordinato del Re Celeste.

    Guaritore Dayin (Gu De Chao) abate del Tempio Beichuan del Monte Yunxia esperto nella cura dei meridiani danneggiati. Cura Xiao Qiu Shui dopo che i suoi meridiani sono stati recisi dal Re di Spade.

    Li Nan (Li Xin Ze) scrittore e datore di lavoro di Xiao Ming Ming. Si appropria sistematicamente degli scritti di Ming Ming (il suo romanzo “Sect Leader II” è una copia di “Halfway Hero” di Ming Ming) senza mai dargliene credito. Ming Ming scopre che ha rubato delle foto confidenziali ad un evento militare per conto di governi esteri e ha una lite con lui che culmina in una colluttazione.

    Recensione del drama The Journey of Legend - Liu Sui Feng
    Liu Sui Feng - Courtesy of Tencent Video

    Personaggio Preferito: Liu Sui Feng

    È l’unico personaggio sensato, pragmatico e coerente di tutta la storia.

    È intelligente, risoluto e implacabile e persegue con tenacia il suo obiettivo di vendetta non dimostrando pietà per chiunque ostacoli il suo cammino, compreso Xiao Qiu Shui.

    Allo stesso tempo è estremamente leale e capace di mettere a repentaglio la sua vita per ripagare i propri debiti di gratitudine, come quando decide di utilizzare se stesso come cavia per praticare l’Arte Segreta del Ripristino delle Pulsazioni della Setta Tang e salvare Li Chen Zhou.

    Quando la sua setta è stata sterminata, è stato ingenuamente consegnato da Xiao Xi Lou alla Setta Tang che l’ha trasformato in uno schiavo alchemico su cui venivano testati tutti i nuovi preparati erboristici sviluppati dai loro guaritori, e l’unica persona che gli ha mostrato un briciolo di compassione è stata Tang Fang, a cui si è affezionato molto.

    Nonostante il suo triste e doloroso passato e la sua apparente spietatezza ha un lato umano nascosto che gli impedisce di fare del male alla ritrovata Tang Fang e alla sua devota attendente Song Ming Zhu, anche quando queste contrastano i suoi piani.

    La sua storia si sviluppa in modo molto più articolato e compesso rispetto a quella di tutti gli altri personaggi, e l’intensità dei suoi sentimenti, di qualunque natura essi siano, appare molto più genuina rispetto a quella di Xiao Qiu Shui e delle altre figure positive della storia.

    Alla fine rinuncia un po’ irrazionalmente al suo proposito di vendetta verosimilmente per rispettare la volontà del defunto Li Chen Zhou di unire il wulin per difendere il Daxi dall’invasione nemica dei popoli delle Terre Selvagge del Nord.

    Personaggio S-Preferito: Xiao Yi Ren

    Non è solo testardo, orgoglioso e autoritario, ma è anche talmente arrogante da pensare di essere l’unico in grado di ricostituire la setta Huanhua, restando miope di fronte al fatto che tutti i segnali indichino che sia Qiu Shui il miglior candidato per farlo.

    Si considera bravissimo nel giudicare le persone e crede di aver sempre ragione, ignorando il fatto di essersi incautamente fidato di Qu Han Shan, ovvero il Re di Spade della Banda Quanli, della Setta Diancang, quella che, a suo tempo, ha venduto la Pillola Xingjun ai popoli delle Terre Selvagge del Nord, e di suo fratello Kai Yan, che si è rivelato essere l’assassino dei suoi genitori e l’artefice della rovina della sua setta.

    Pensa che Qiu Shui gli menta in continuazione solo per spirito di competizione o per mettere in crisi la sua autorità di fronte agli altri ed è invidioso dei successi del fratello minore perchè reputa che non meriti tutto ciò che ha ottenuto essendo sempre stato un figlio viziato e ozioso.

    Ritiene di essere l’unico ad avere a cuore le sorti della sua famiglia ed è ossessionato dall’obiettivo di ricostituire l’antica gloria della setta Huanhua, tanto da essere disposto a scendere a qualunque compromesso per farlo, incluso dare in sposa la sorella al deprecabile Nan Gong Hua o piegarsi ai ricatti del Re Celeste Zhu.

    Alla fine, dopo infiniti litigi e invettive contro Xiao Qiu Shui, capisce che il fratello aveva ragione e sacrifica la sua vita per difenderlo da Kai Yan nella lotta per diventare Capo dell’Alleanza Marziale del Daxi.



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