The Road to Splendor (2026): il Bis di Ding Yuxi e Deng Enxi Ha Ricreato la Magia di Melody of Golden Age? | Recensione e Finale
Locandina di The Road to Splendor - Courtesy of Tencent Video
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DettagliVALUTAZIONE: (7/10)
TITLOLO ORIGINALE: 花开锦绣 - Huā kāi jǐnxiù ANNO: 2026 EPISODI: 36 DURATA: 40’ REGIA: Deng Ke, Gao Cong Kai SCENEGGIATURA: Nan Zhen AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Zhi Zhi (花开锦绣 - Flowers in full bloom) LUOGHI COMUNI RISPETTATI: 1 - 4 - 6 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 18 |
Disclaimer: i giudizi espressi in questa recensione si riferiscono esclusivamente al drama. Non avendo letto l'opera originale, non posso stabilire con cercetezza se le criticità rilevate siano attribuibili alla sceneggiatura o al materiale di partenza. Per questo motivo, le osservazioni sulla scrittura vanno intese come valutazioni dell'adattamento e non come un giudizio sull'opera da cui è tratto.
IN BREVE
Sei di fretta? Qui trovi il verdetto rapido, con i principali punti di forza, le debolezze e le caratteristiche del drama per capire se fa per te. Per un’analisi più approfondita, continua con la Recensione No Spoiler.
- Cosa aspettarsi: The Road to Splendor è un drama storico-romantico ambientato nella dinastia Ming che unisce vicende familiari, romance, riscatto sociale e intrighi politici. Al centro della storia ci sono Fu Tingyun, una giovane donna costretta a ricostruire la propria vita dopo essere stata abbandonata dalla famiglia, e Zhao Ling, un trafficante di sale che entra nella sua vita quasi per caso e finisce per diventare il suo alleato più prezioso. Il loro percorso li porta progressivamente verso una realtà sempre più complessa fatto di reputazione, potere e politica. Nella prima parte, il drama riesce a far evolvere i protagonisti insieme al mondo che li circonda, affiancando ai diversi conflitti una relazione fondata sulla fiducia, sulla stima reciproca e sulla complementarità delle loro capacità. Nella seconda metà, tuttavia, la storia diventa più frammentata, le sottotrame sempre più indistinguibili dall’arco principale e i conflitti vengono riproposti in maniera sempre più simile, finendo per sprecare parte del potenziale politico e romantico costruito inizialmente. Ne risulta un drama visivamente molto curato e sostenuto da personaggi interessanti, ma penalizzato da una sceneggiatura che, soprattutto nella seconda metà, sembra non riuscire più a mantenere la stessa direzione e varietà.
- Punti forti: il soggetto originale, la caratterizzazione realistica dei personaggi, il concept del protagonista maschile.
- Punti deboli: la ripetitività dei conflitti, la perdita di gerarchia delle trame, la scarsa rappresentazione della relazione tra i protagonisti.
- Consigliato se ti piacciono: la coppia Ding Yuxi-Deng Enxi, i drama enemies to lovers, le protagoniste forti ma non "girl boss", i protagonisti scaltri ma non geniali, le storie d'amore tenere ma poco passionali, i triangoli amorosi con il SML già sposato ma ossessionato dalla protagonista.
- Lo rivedrei? No, perchè la seconda parte è davvero troppo ripetitiva.
Continua a leggere per capire perchè questo drama funziona solo a metà.
The Road to Splendor è un drama che lascia la sensazione di aver attraversato una storia capace di affascinare, sorprendere e talvolta emozionare, ma di essersi fermati proprio nel momento in cui la trama sembrava sul punto di mostrare tutto ciò che avrebbe potuto essere. Dietro la bellezza delle immagini e il fascino dei suoi protagonisti resta infatti l’impressione di un potenziale solo in parte compiuto, di un racconto che, dopo aver aperto molte strade, non riesce sempre a percorrerle fino in fondo.
In questa recensione, a serie finita, del drama The Road to Splendor mi soffermerò non soltanto sui suoi pregi e sui suoi difetti, ma sul modo in cui la sceneggiatura riesce dapprima a valorizzare il racconto e finisce poi, progressivamente, per smarrirne parte della ricchezza.
Trama
Poco prima del fidanzamento ufficiale con Yu Jingxu, giovane signore della famiglia di funzionari Yu, Fu Tingyun, nona signorina della prestigiosa famiglia Fu, viene coinvolta in uno scandalo dal dissoluto Zuo Junjie che, deciso a sposarla, sostiene pubblicamente di aver avuto rapporti intimi con lei.
Pur di preservare l’onore della famiglia, la Venerabile Signora Fu tenta di insabbiare la vicenda mandando la nipote in convento e ordinandone segretamente l’uccisione, ma grazie all’aiuto del trafficante di sale Zhao Ling, conosciuto qualche tempo prima durante un’indagine dello zio sul contrabbando di sale, Tingyun riesce fuggire.
Contrariamente a quanto raccomandatole dalla madre, Tingyun decide quindi di andare a Linchun, dove un inviato imperiale sta indagando sulla compravendita illegale dei permessi per il commercio del sale. Grazie alla sua astuzia e alla collaborazione di Zhao Ling, riesce a risolvere il caso, ottenendo un nuovo registro di famiglia per sé e una raccomandazione per permettere a Zhao Ling di entrare nell’esercito. Ormai innamorato di lei e deciso a proteggerla, il giovane fa di tutto per farsi strada nelle milizie fino a ottenere un grado che gli permetta di entrare a corte e garantire a Tingyun uno status rispettabile una volta sposati.
L’ascesa, tuttavia, non sarà facile e, una volta nella capitale, i due si troveranno a fronteggiare i pericoli nascosti della corte, tra cui la potente famiglia Yu, decisa a eliminarli perché li considera una minaccia al proprio strapotere.
Fra intrighi politici, scelte difficili e ripetuti attacchi alla reputazione di Tingyun, la coppia dovrà navigare le torbide acque della capitale, cercando di sfuggire agli intrighi dei coniugi Yu e, allo stesso tempo, di migliorare le condizioni dei commilitoni di Zhao Ling rimasti nella Circoscrizione di Gandu, remota e trascurata provincia nel nord-ovest del regno.
"A questo mondo alcune coppie condividono il letto ma non il cuore,
eppure recitano comunque la loro parte in pubblico.
Alcuni si trattano con rispetto, ma rimangono mondi separati.
Alcuni superano insieme le tempeste, eppure si perdono col tempo.
Alcuni seguono il loro percorso, ma restano legati per sempre.
Tingyun, voglio che tu mi dica una cosa:
quando un giorno ci sposeremo, che tipo di coppia speri che saremo?"
QUESTA SEZIONE APPROFONDISCE SCENEGGIATURA, PERSONAGGI, CAST E ASPETTI TECNICI SENZA RIVELARE IMPORTANTI SVILUPPI DELLA TRAMA. PER UN’ANALISI COMPLETA DEL DRAMA, CONTINUA CON LA RECENSIONE SPOILER.
Recensione del Drama The Road To Splendor (No Spoiler)
Trama e Sceneggiatura
The Road to Splendor è un drama che parte da un’ottima premessa narrativa, ma che la sviluppa in maniera sempre più discontinua e, soprattutto nella seconda metà, non riesce a valorizzarne pienamente le possibilità. Nella prima parte la serie costruisce un mondo relativamente dinamico, in cui i conflitti evolvono con la trama, i personaggi acquisiscono gradualmente sempre più agency e le loro decisioni producono conseguenze capaci di influenzare la trama e di farla procedere. Nella seconda, invece, la storia sembra spesso procedere per accumulo: ripropone dinamiche che avevano funzionato, prolunga conflitti introdotti nella prima parte e moltiplica i piccoli ostacoli, finendo per penalizzare l’arco narrativo principale. Il risultato è quello di un drama che rimane molto movimentato ma diventa progressivamente meno direzionale: succedono molte cose, ma non sempre ciò che accade contribuisce davvero a far avanzare la storia.
È un peccato anche perché, soprattutto nella prima parte, la sceneggiatura dimostra di saper costruire situazioni e dialoghi particolarmente efficaci. Le conversazioni riescono spesso a trasmettere allo spettatore valori, norme sociali e concezioni proprie dell’epoca senza trasformarsi in lezioni accademiche: i personaggi parlano secondo la mentalità del loro tempo e i loro dialoghi rimangono generalmente naturali e coerenti con l’argomento, non risultando né retorici né artificiosamente letterari. È un equilibrio molto raro nei drama storici, dove i personaggi sembrano spesso parlare più per frasi fatte che per trasmettersi informazioni.
Col passare delle puntate anche la gerarchia narrativa diventa sempre meno leggibile. Sottotrame, ostacoli temporanei, elementi preparatori e sviluppi realmente centrali ricevono tutti un peso simile, mentre i passaggi che dovrebbero collegarli vengono spesso compressi o eliminati. La sceneggiatura tende a mostrarci il risultato di un arco narrativo invece del percorso che lo ha prodotto, oppure fa passare i protagonisti da un problema all’altro senza soffermarsi abbastanza sulle conseguenze di ciò che è appena accaduto. È un'impostazione che produce un ritmo particolare: non propriamente lento, perché gli eventi continuano a susseguirsi, ma frammentato, con una successione di micro-sviluppi che finisce paradossalmente per sottrarre tensione agli archi principali. È forse questo uno degli aspetti più problematici del drama: la sceneggiatura sembra avere sempre qualcosa da raccontare, ma ogni svolta sembra concludersi senza modificare significativamente gli equilibri tra protagonisti e antagonisti.
Personaggi e Storia d’Amore
I personaggi appaiono complessi e sfaccettati, tuttavia finiscono per risentire anch’essi della ripetitività della storia. Nella prima parte, Zhao Ling e Fu Tingyun contribuivano attivamente alla costruzione della trama e, soprattutto, erano una coppia interessante perchè risolvevano insieme i problemi grazie alla complementarità delle loro capacità. Nella seconda metà, invece, la sceneggiatura sembra decidere di volta in volta quando permettere loro di collaborare e di utilizzare pienamente le proprie competenze. Da personaggi che determinavano la direzione degli eventi diventano così sempre più spesso personaggi che reagiscono a eventi già predisposti dalla trama. Lo stesso vale per gli antagonisti: inizialmente hanno motivazioni comprensibili e coerenti con i loro personaggi e i loro attacchi risultano efficaci proprio perché colgono i protagonisti alla sprovvista. Con il procedere della storia, però, Zhao Ling e Tingyun diventano abbastanza competenti da neutralizzare quasi sistematicamente le minacce che vengono loro rivolte. L’antagonismo rimane, ma perde progressivamente peso narrativo perché continua a creare ostacoli senza produrre sviluppi tangibili.
Anche la gestione della relazione tra Zhao Ling e Fu Tingyun risente dei limiti strutturali. Prima del matrimonio i due dimostravano una naturale vicinanza; dopo le nozze, invece, la loro intimità viene rappresentata molto più raramente e attraverso gesti spesso più formali. E questo indebolisce la loro relazione perché lo spettatore si aspetta che il matrimonio apra una nuova fase del loro rapporto, la fase in cui due persone che si sono scelte costruiscono finalmente una vita insieme e imparano ad affrontare le nuove responsabilità come coppia. La sceneggiatura, invece, dedica relativamente poco spazio alla loro quotidianità e continua soprattutto a utilizzare la relazione come terreno sul quale produrre nuovi conflitti. Ne deriva un paradosso difficile da ignorare: proprio quando i protagonisti hanno raggiunto una posizione sentimentale più stabile e avrebbero maggiori possibilità di vivere la loro relazione con naturalezza, la loro intimità finisce per essere mostrata ancora meno. Per questo, pur avendo una coppia protagonista ben costruita e una relazione che nella prima parte può risultare molto coinvolgente, The Road to Splendor potrebbe deludere chi cerca una storia d’amore particolarmente passionale o con una forte componente romantica. Il rapporto tra Zhao Ling e Tingyun è importante per la trama, ma la serie finisce per raccontarlo più attraverso i problemi che i due devono affrontare insieme che attraverso il piacere di vederli semplicemente vivere la loro relazione.
Cast
Anche il cast svolge nel complesso un buon lavoro nel restituire la personalità e le motivazioni dei diversi personaggi, anche se ho trovato alcune interpretazioni più riuscite di altre.
Ding Yuxi è, come al solito, molto spontaneo ed espressivo e trovo che il ruolo di Zhao Ling nella prima parte — trafficante di sale impulsivo, sfacciato e abituato ad agire d’istinto — gli si addica particolarmente. È proprio in questa fase che ho ritrovato quella recitazione vivace e naturale che tanto avevo apprezzato in Fight for Love, mentre l’interpretazione dello Zhao Ling funzionario imperiale, più freddo e controllato, mi è sembrata decisamente meno nelle sue corde.
Deng Enxi è un’attrice che non mi dispiace e che avevo già apprezzato in Melody of Golden Age, ma che in The Road to Splendor manca un po’ di vitalità: la sua Fu Tingyun è credibile, ma difetta talvolta di quella scintilla capace di rendere più spontanee le sue reazioni.
Wen Zheng Rong è invece, come sempre, molto efficace nei ruoli di donne scaltre e ambiziose. La sua Signora Yu possiede quella freddezza controllata e quella notevole capacità di leggere le persone che l’attrice aveva già dimostrato in The Glory, e che rende evidente che è lei a tenere in mano le redini della famiglia anche quando sembra che siano gli altri ad agire.
Ho trovato invece piuttosto statiche e poco coinvolgenti le interpretazioni di Fan Shi Ran e Dong Zi Fan: entrambi cercano di restituire la disperazione dei propri personaggi, ma senza riuscire sempre a trasmettere le proprie emozioni con la necessaria intensità.
Una menzione positiva va infine a You Jing Ru, che riesce a infondere nella Vedova Zuo quel misto di ostinazione e cieco desiderio di rivalsa che la rende un’antagonista davvero insopportabile — nel senso migliore del termine.
Aspetti Visivi e Colonna Sonora
La regia di The Road to Splendor dimostra una cura visiva superiore alla media non soltanto nelle grandi scene spettacolari, ma anche nella costruzione dei momenti più ordinari. Un dettaglio apparentemente insignificante mi sembra particolarmente rivelatore: durante il viaggio verso la capitale, Zhao Ling cattura un coniglio che poi cucina sul fuoco. In molti drama una scena del genere sarebbe stata semplicemente omessa, passando direttamente all’immagine del coniglio già sullo spiedo; qui, invece, viene mostrato anche il momento di caccia. È una scelta priva di qualsiasi utilità narrativa, ma proprio per questo significativa: restituisce l’impressione di una regia attenta alla continuità dell’azione e alla costruzione di un mondo che non esiste soltanto quando la trama ha qualcosa da raccontare. La stessa cura si ritrova nelle panoramiche dei paesaggi: ho trovato particolarmente belle le sequenze ambientate nel deserto che risultano realistiche e immersive e restituiscono davvero la sensazione di spazio vasto e selvaggio, a differenza di quanto accadeva in Royal Betrothal. Molto suggestivi sono anche gli scorci del Palazzo delle Dinastie Ming e Qing degli Hengdian World Studios, in cui sono ambientate le scene di corte del drama.
Peccato che questa ricchezza visiva sembri ridursi sensibilmente nella seconda metà della serie: diminuiscono le location esterne, spariscono le panoramiche e le inquadrature spettacolari, mentre la storia si concentra quasi esclusivamente sugli interni del palazzo imperiale e delle residenze nobiliari. In tal senso è significativo che, pur trascorrendo buona parte della seconda metà nella capitale, non ci venga praticamente mai mostrata nemmeno una passeggiata dei protagonisti per le sue strade.
La fotografia risulta generalmente molto riuscita: le luci mantengono un aspetto naturale e contribuiscono a rendere credibili gli ambienti, anche se occasionalmente vengono utilizzati fari come fonti luminose extra per creare effetti suggestivi o accentuare l’emotività di un momento; quando questo accade, l’artificio risulta abbastanza evidente e spezza leggermente l’illusione.
I costumi in stile Ming sono un altro punto di forza di The Road to Splendor, grazie a fantasie, tagli e dettagli che restituiscono con grande efficacia la suggestione del periodo, soprattutto negli abiti delle nobildonne e nelle uniformi militari, così come le acconciature, elaborate e sempre estremamente curate.
Anche le sequenze d’azione della prima parte meritano una menzione: le coreografie di kung fu eseguite da Ding Yuxi sono precise e ben costruite e, nonostante la concitazione delle riprese, rimangono leggibili, dinamiche e credibili.
Nel complesso, l’attenzione ai dettagli — da quelli apparentemente superflui alle grandi panoramiche — fa percepire The Road to Splendor come un drama con una particolare ambizione visiva. Ed è forse per questo che la riduzione della scala produttiva nella seconda metà risulta ancora più evidente: non è soltanto una questione di quantità di location o di scene spettacolari, ma della sensazione di un mondo che improvvisamente diventa più piccolo.
La colonna sonora di The Road to Splendor si distingue per le sue sonorità prevalentemente lente e malinconiche, pur riuscendo comunque a evitare l’effetto di uniformità che spesso caratterizza le OST dei drama storici sentimentali. Le melodie più romantiche e toccanti, come 无归 (No Return) e 云中鸟 (Birds Amidst Clouds), si alternano a brani più delicati come 一诺 (A Promise), magistralmente interpretata da Liu Yuning, e a sonorità più epiche come quelle di 黄沙骨 (Bones in the Yellow Sand). Sebbene il tema che accomuna gran parte dei brani sia quello dello struggimento amoroso, declinato in accordo con l’atmosfera storica del drama, ciascuno conserva una propria identità sonora. Il risultato è una colonna sonora che riesce ad accompagnare efficacemente le diverse anime della storia — dal sentimentalismo, fino alle vicende più drammatiche e avventurose — senza dare mai l’impressione che le canzoni siano semplicemente variazioni dello stesso arrangiamento.
ATTENZIONE!
DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER CHE ANALIZZA, NELLO SPECIFICO, ALCUNI ASPETTI DELLA SERIE. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.
Recensione del Drama The Road To Splendor (Spoiler)
Cosa Funziona
Il Soggetto
Il soggetto di The Road to Splendor è uno degli aspetti che mi ha convinta maggiormente del drama. La storia parte da una premessa relativamente semplice — una donna abbandonata dalla propria famiglia dopo essere stata accusata ingiustamente, che deve ricostruire la propria posizione in una società profondamente conservatrice — ma riesce progressivamente ad ampliarla fino a comprendere dinamiche familiari e matrimoniali, sopravvivenza, ascesa sociale e politica e lotte di potere, senza perdere di vista il percorso di crescita dei protagonisti. Dopo essere stata rinnegata, Fu Tingyun non deve soltanto dimostrare la propria innocenza, ma riconquistare progressivamente autonomia, reputazione e riconoscimento sociale. A questo si affianca la parabola di Zhao Ling, che parte da una posizione sociale marginale e costruisce gradualmente la propria ascesa fino a entrare nelle strutture di potere, sviluppando con Tingyun una relazione fondata non sulla semplice protezione, ma sulla fiducia e sulla stima reciproca.
Ho apprezzato soprattutto il fatto che i protagonisti non sembrassero inseriti in un mondo costruito esclusivamente intorno alla loro storia d'amore: Zhao Ling aveva obiettivi propri, Tingyun doveva conquistarsi uno spazio che nessuno era disposto a concederle e i personaggi secondari portavano con sé interessi, ambizioni e conflitti capaci di entrare in collisione con quelli della coppia. Anche la relazione tra i protagonisti funzionava proprio perché si sviluppava all'interno di questo contesto più ampio: Zhao Ling e Tingyun non erano semplicemente due persone destinate a innamorarsi, ma due individui che imparavano gradualmente a fidarsi l'uno dell'altra, a riconoscere le rispettive capacità e a diventare alleati prima ancora che amanti.
È un impianto che offriva quindi molti percorsi possibili, e la prima parte dimostra quanto il materiale si prestasse a svilupparli: il racconto passa dalla sopravvivenza al riscatto personale, dagli intrighi familiari alla costruzione della carriera di Zhao Ling, mantenendo una buona varietà di conflitti e facendo evolvere ciascun elemento in relazione agli altri. Ed è proprio per questo che la seconda metà mi ha lasciata un po' delusa: non perché la storia avesse esaurito le proprie possibilità, ma perché la sceneggiatura sembra sfruttarle sempre meno, preferendo reiterare conflitti già utilizzati e moltiplicare gli ostacoli invece di portare a compimento il percorso dei protagonisti. Dopo la conquista di una posizione sociale, l'ingresso di Zhao Ling in politica e il matrimonio, il drama aveva ancora a disposizione una fase completamente nuova da esplorare: la posizione sociale conquistata da Tingyun, le nuove responsabilità di Zhao Ling e il modo in cui la coppia costruiva una vita insieme all'interno di un mondo politico complesso. È proprio questa possibilità, intravista con chiarezza nella prima parte ma sviluppata solo in parte nella seconda, a farmi considerare The Road to Splendor un drama dal soggetto riuscito, ma non pienamente valorizzato dalla sceneggiatura.
I Personaggi
Una delle cose che ho apprezzato maggiormente del drama è la scrittura dei personaggi perchè la sceneggiatura dimostra di non trattarli come pedine ma come persone. Anche quando svolgono un ruolo antagonista, raramente sembrano muoversi perché la sceneggiatura ha bisogno di un ostacolo: ciascuno agisce secondo una logica interna, con desideri, paure e limiti che rendono comprensibili anche le decisioni sbagliate.
Fu Tingyun, per esempio, accetta inizialmente il matrimonio combinato deciso dalla nonna perché ha interiorizzato una precisa concezione del dovere e della sicurezza familiare, salvo poi comprendere gradualmente di avere il diritto di scegliere il proprio futuro. Zhao Ling, al contrario, mostra fin dall'inizio un atteggiamento molto più autonomo e irriverente, coerente con un'esperienza sociale completamente diversa. Fan Yake non tradisce Tingyun semplicemente per gelosia: vede nel matrimonio una delle poche possibilità concrete di garantirsi una posizione sicura e agisce di conseguenza. Persino Yu Jing Xiu, confonde ciò che desidera da una moglie — docilità, prevedibilità, assenza di conflitti — con ciò di cui avrebbe realmente bisogno da una compagna, finendo per scoprire che la donna che considerava più facilmente gestibile stava giocando una partita diversa da quella che aveva immaginato. Anche la Signora Yu, infine, funziona perché non è soltanto la classica suocera antagonista, ma una donna che comprende perfettamente i meccanismi del potere e li utilizza per perseguire le proprie ambizioni. I loro desideri entrano così in collisione senza che sia necessario trasformare qualcuno nel “cattivo” assoluto della situazione: le scelte dei personaggi possono essere strategicamente sbagliate e rimanere comunque perfettamente coerenti con le convinzioni di chi le ha compiute.
Questa attenzione alla logica interna dei personaggi è particolarmente interessante nella rappresentazione dell'agency femminile di Zhi Zhi. Uno degli aspetti che apprezzo maggiormente dei suoi romanzi è infatti la capacità di parlare di empowerment senza ricorrere a una concezione anacronistica dell'indipendenza femminile. Le sue protagoniste non devono necessariamente rifiutare apertamente tutte le regole della società in cui vivono per conquistare autonomia; imparano piuttosto a comprendere come utilizzarle a proprio vantaggio. In un contesto in cui una donna non può semplicemente lasciare la propria famiglia, costruirsi una carriera e vivere secondo le proprie regole, le leve disponibili sono altre. E Fu Tingyun dimostra di crescere proprio in questa direzione: non passa semplicemente da donna oppressa a donna ribelle, ma da persona costretta a subire le regole a persona capace di negoziare al loro interno il proprio spazio di autonomia. È una forma di agency più sottile, ma anche più credibile per il contesto storico. Ed è probabilmente questa una delle ragioni per cui la caratterizzazione femminile della prima parte risulta così convincente: il drama non ha bisogno di trasformare Fu Tingyun in una “girl boss” del XXI secolo che sfida continuamente uomini e istituzioni per dimostrare che è forte. Le basta mostrarci una donna che impara a conoscere il sistema abbastanza bene da smettere di esserne soltanto una pedina.
Il Concept del Protagonista Maschile
Tra i personaggi quello che ho apprezzato di più è sicuramente il protagonista maschile. Zhao Ling riprende diversi elementi del classico ML del drama storico-romantico, ma li combina in modo meno convenzionale rispetto all’archetipo dell’uomo potente, dotato di un’importante posizione istituzionale, una reputazione intimidatoria, competenze fuori dal comune e apparentemente irraggiungibile. Zhao Ling parte quasi dall’estremo opposto: non è un grande funzionario, non è un generale prestigioso e non è nemmeno un nobile decaduto in attesa di recuperare il proprio rango, ma un trafficante di sale. E soprattutto non si scopre a posteriori essere qualcuno di molto più importante di quanto sembrasse: la sua posizione sociale relativamente bassa è parte integrante della sua caratterizzazione e condiziona concretamente il modo in cui può aiutare Fu Tingyun. Quando entra nella sua vita, non possiede il potere istituzionale necessario a risolvere i suoi problemi e deve quindi trovare soluzioni concrete, assumersi responsabilità e, quando necessario, richiare la sua vita.
Anche il suo rapporto con Tingyun segue una traiettoria meno convenzionale. Zhao Ling non si innamora semplicemente di lei e decide di proteggerla: la incontra, la aiuta inizialmente per convenienza, poi continua a farlo perché nel frattempo ha iniziato a tenerci e, solo progressivamente, comprende di desiderare qualcosa di più. Quando accetta di accompagnarla nella capitale, per esempio, lo fa anche se avrebbe potuto considerare concluso il proprio compito dopo averle salvato la vita. Quando invece Tingyun fugge per cercare l’inviato imperiale e ricostruirsi una posizione legale, Zhao Ling decide di assecondarla perché comprende che sta cercando di difendere la propria libertà. E quando entra nell’esercito, lo fa soprattutto per offrirle una possibilità concreta di scelta cercando un modo per proteggerla che finora il suo status non gli permetteva di garantirle.
È qui che, secondo me, il personaggio diventa davvero interessante: Zhao Ling non vuole soltanto proteggere Fu Tingyun: vuole che sia libera di scegliere. È innamorato di lei, è geloso e, naturalmente, spera che un giorno lei possa ricambiare i suoi sentimenti, ma non trasforma mai questo desiderio in un diritto. In una storia in cui il matrimonio viene continuamente utilizzato come strumento di controllo, la differenza è significativa: preferisce che Tingyun possa vivere una vita sicura piuttosto che essere costretta a sposare qualcuno contro la propria volontà. Non perché sia un uomo moderno catapultato per errore nella Cina dei Ming, ma perché, pur accettando i vincoli sociali del proprio tempo, arriva a riconoscere Tingyun come una persona dotata di una volontà propria.
Zhao Ling non ha quindi bisogno di essere l’uomo più potente o più intelligente della stanza per funzionare come protagonista. La sua forza sta soprattutto nella capacità di agire, adattarsi alle circostanze, sporcarsi le mani e vedere Fu Tingyun come una persona anziché come una posizione matrimoniale da occupare. Ed è proprio questo, a mio avviso, l’aspetto più riuscito della sua caratterizzazione: non è interessante perché pensa come noi, ma perché, all’interno del mondo in cui vive, sceglie di comportarsi diversamente dagli uomini che lo circondano.
Per questo il suo atteggiamento nella seconda metà mi ha lasciata perplessa. La maggiore prudenza richiesta dalla sua nuova posizione sarebbe perfettamente coerente con la sua evoluzione, ma il fatto che inizi a escludere Tingyun dalle sue decisioni con il pretesto di proteggerla finisce per contraddire proprio quella fiducia nella sua capacità di giudizio che aveva caratterizzato il loro rapporto. La sua protezione scivola così in un paternalismo che lo avvicina a quel tipo di ML dal quale, nella prima parte, si era distinto.
Cosa Non Funziona
La Ripetitività dei Conflitti
Un problema concreto della seconda parte di The Road to Splendor è la drastica riduzione della varietà dei conflitti. E per “varietà” non intendo necessariamente il numero di antagonisti: anche un unico villain può sostenere una storia lunga, purché il conflitto evolva e cambi il tipo di ostacolo che i protagonisti devono affrontare. Nella prima metà il drama riusciva a farlo attraverso una combinazione di matrimonio concordato, conflitti familiari, fuga, sopravvivenza, ingresso di Zhao Ling nell’esercito, pretendenti di Fu Tingyun e progressiva conquista di autonomia da parte di quest’ultima. Non tutte queste sottotrame ricevevano uguale spazio né erano ugualmente riuscite, ma contribuivano a dare al mondo narrativo una certa varietà.
Ed è proprio qui che, a mio avviso, la seconda parte di The Road to Splendor comincia a perdere terreno: invece di sviluppare la storia, la sceneggiatura sembra aver individuato le dinamiche che funzionavano nella prima parte e averle trasformate in una formula da replicare. Il conflitto con la Vedova Zuo funzionava? Viene riproposto, con modalità diverse, attraverso la Signora Yu e Fan Yake. Gli intrighi sulla reputazione di Tingyun funzionavano? Ecco nuove accuse e nuovi tentativi di screditarla. Gli ostacoli al matrimonio tra Zhao Ling e Tingyun producevano tensione? Eccone altri. Il problema non è quindi la semplice ricorrenza di determinati elementi, ma il fatto che non sembrino più portare la storia in una direzione nuova.
Un esempio evidente sono le trame della Signora Yu e di Fan Yake. Entrambe avevano inizialmente motivazioni precise e coerenti con il loro personaggio: la prima vedeva Tingyun come una minaccia alle proprie ambizioni, la seconda era mossa dall'insicurezza e dal desiderio di ottenere l'approvazione della famiglia Yu. I loro intrighi funzionavano perché contribuivano a costruire il conflitto e, contemporaneamente, a definire il loro carattere. Con il procedere della storia, però, la dinamica si cristallizza: continuano a cercare nuovi modi per danneggiare Tingyun, mentre lei è ormai abbastanza competente da neutralizzarli quasi sistematicamente. La conflittualità rimane, ma non porta più da nessuna parte perchè ha perso gran parte della sua efficacia.
Anche Yu Jing Xiu perde progressivamente la capacità di generare conflitto autonomamente: nella prima parte prendeva decisioni sbagliate, litigava con la madre e cercava, per quanto goffamente, di sottrarsi alle aspettative famigliari, spinto anche dal suo ritrovato amore per Fu Tingyun. Nella seconda metà, invece, la sua sudditanza dalla madre prevale su qualsiasi iniziativa personale. Lo stesso accade alla Wu Youde, che invece di introdurre una linea narrativa nuova, viene rapidamente assorbita negli intrighi matrimoniali.
Insomma nella prima parte The Road to Splendor usava le proprie dinamiche per far avanzare la storia; nella seconda sembra usare la storia per riproporre le proprie dinamiche. E così il mondo narrativo, che inizialmente sembrava avere una vita propria, finisce per gravitare sempre più intorno a un numero ristretto di meccanismi ricorrenti, tra cui il preferito sembra essere quello di mettere in dubbio la reputazione di Tingyun, utilizzato di volta in volta per danneggiare lei, ostacolare Zhao Ling o cercare di separarli.
La Gestione della Gerarchia delle Trame e la Perdita di Agency dei Protagonisti
Il problema della ripetitività dei conflitti riflette, a mio parere, un difetto ancora più grosso: la perdita di una gerarchia chiara nell’organizzazione della trama. Un racconto lungo come The Road to Splendor può contenere tranquillamente sottotrame, intrighi secondari e piccoli colpi di scena, ma dovrebbe essere sempre possibile capire quale sia l’obiettivo principale, quali siano gli ostacoli temporanei e quali gli elementi destinati ad assumere importanza più avanti. Nella seconda metà del drama, invece, tutto tende ad avere lo stesso peso.
È proprio qui che, secondo me, emerge il problema dei micro-twist. La questione non è tanto che la storia si conceda delle deviazioni, quanto che queste sembrano raramente produrre conseguenze sull’arco principale o modificare in modo significativo gli equilibri tra protagonisti e antagonisti. E questo è narrativamente costoso: significa investire tempo dello spettatore in eventi che, una volta conclusi, non hanno realmente spostato la storia, sottraendo nel frattempo attenzione alla trama principale.
La cosa è particolarmente evidente a corte. In una corte articolata, la riforma del commercio del sale avrebbe dovuto generare conflitti ben più complessi: interessi economici, ambizioni politiche, preoccupazioni militari e rivalità tra fazioni avrebbero potuto spingere personaggi diversi verso posizioni diverse, costringendo Zhao Ling a costruirsi alleanze per contrastare la fazione del Censore Yu e a modificare continuamente la propria strategia in risposta alle loro mosse. Invece, la vicenda finisce per ridursi al conflitto personale tra Zhao Ling e Yu Guodong e, sebbene in una lotta politica sia perfettamente normale che gli avversari cerchino di screditarsi a vicenda anche attraverso attacchi individuali, in questo caso, tali attacchi non sembrano diventare vere mosse all’interno di una partita politica più ampia. Non spingono Zhao Ling a elaborare una strategia che gli permetta di prevederli o almeno di neutralizzarli in anticipo, non costringono il Censore Yu a cambiare approccio e, soprattutto, non modificano in modo significativo gli equilibri tra le due fazioni. L’attacco arriva, i protagonisti riescono a superarlo e la storia torna sostanzialmente al punto di partenza.
È per questo che, arrivati al trentaquattresimo episodio, si ha l’impressione che la situazione di fondo non sia cambiata davvero: il Censore Yu è ancora lì, Zhao Ling è ancora lì e la riforma del sale che Zhao Ling vorrebbe boicottare è ancora lì. Nel frattempo abbiamo assistito a un’enorme quantità di eventi, ma gran parte di essi sembra essere servita soprattutto a farci fare ogni volta un salto sulla sedia, nel timore che ai protagonisti potesse succedere qualcosa, mentre la loro posizione non è mai davvero cambiata.
Questo è un errore che considero particolarmente grave da parte di un adattatore: i dialoghi e le singole scene possono essere affidati al lavoro degli altri sceneggiatori, ma dare alla storia una struttura coerente, selezionare ciò che merita di essere mantenuto e soprattutto trasformare il materiale originale in una narrazione capace di funzionare nel nuovo formato dovrebbe essere una delle sue responsabilità principali. La sceneggiatura di The Road to Splendor, invece, sembra sapere come rendere interessante il singolo momento, ma, soprattutto nella seconda metà, perde progressivamente il controllo del rapporto tra i singoli twist e la storia nel suo complesso. La prima parte era abbastanza riuscita da far pensare che dietro una scrittura così curata ci fosse anche una struttura narrativa solida; andando avanti, però, le crepe hanno iniziato a diventare sempre più evidenti.
Questa impostazione finisce inevitabilmente per influire anche sui protagonisti: se gli eventi non producono cambiamenti duraturi e gli ostacoli non modificano gli equilibri tra i personaggi, Zhao Ling e Tingyun hanno sempre meno occasioni di imprimere una direzione alla storia e sempre più spesso si limitano a reagire a ciò che accade. Il problema si riflette soprattutto nella loro complementarità: nella prima parte, i due si dimostravano intelligenti in modi diversi, riuscivano a compensare le rispettive debolezze e, mettendo insieme le proprie capacità, arrivavano a soluzioni migliori di quelle che avrebbero trovato separatamente; nella seconda, invece, la sceneggiatura sembra separarne artificialmente le competenze, affidando a Tingyun le intuizioni e le soluzioni strategiche e relegando Zhao Ling all'azione e alla gestione pratica dei piani.
Il risultato è un ML progressivamente privato di quella scaltrezza che il suo passato da trafficante di sale avrebbe dovuto conferirgli: un uomo sopravvissuto a quel mondo dovrebbe avere almeno una certa capacità di leggere le situazioni, valutare i rischi e anticipare le mosse degli altri. Nel drama, invece, la sua prudenza e il suo timore reverenziale nei confronti dell'Imperatore finiscono spesso per tradursi in inazione o in decisioni discutibili, alle cui conseguenze è poi Tingyun a dover rimediare. Eppure l'Imperatore continua ad affidargli incarichi sempre più importanti, nonostante, agli occhi dello spettatore, la fiducia che il sovrano ripone in lui appaia sempre meno giustificata: ogni volta che Zhao Ling si trova davanti a un problema, infatti, è spesso Tingyun a intervenire e a trovare la soluzione – quando la sceneggiatura le permette di farlo.
Per questo il drama è riuscito nell’ardua impresa di farmi rivalutare le coppie di protagonisti geniali che compaiono in altre serie. Prima di The Road to Splendor, infatti, avrei detto di preferire personaggi meno perfetti e più umani; adesso sono arrivata alla conclusione che due "Mary Sue" capaci di risolvere tutto con tre mosse d'anticipo siano comunque preferibili a un ML a cui la sceneggiatura sottrae sistematicamente intelligenza e competenze solo per far risaltare la FL.
I Passaggi di Raccordo della Storia
Il timeskip di cinque anni dell'episodio 18 è, probabilmente, uno degli esempi più evidenti di un altro dei problemi della seconda metà: la tendenza della sceneggiatura a liquidare i passaggi di raccordo tra un arco narrativo e l'altro, mostrando i risultati senza dedicare abbastanza spazio al percorso che li ha prodotti.
Dopo che Zhao Ling parte per la guerra, il drama ci mostra Fu Tingyun che legge una lettera in cui gli racconta tutto ciò che le è accaduto nel frattempo: ha continuato a insegnare nella scuola femminile, ha ridisegnato le uniformi dell'esercito, ha ricevuto tre encomi pubblici ed è entrata nei registri della contea. Poi arriva la scritta in sovraimpressione: “Cinque anni dopo” e la storia ricomincia a mostrarci gli eventi in tempo reale. Il problema non è tanto che il drama abbia scelto di condensare cinque anni, ma che ha scelto di raccontarci i risultati invece di mostrarci il percorso che li ha prodotti. Sarebbero bastati pochi fotogrammi: Fu Tingyun che lavora ai bozzetti delle nuove uniformi, i disegni che diventano abiti reali, i soldati che li indossano e i funzionari che si scambiano uno sguardo soddisfatto; oppure il momento in cui riceve uno dei suoi riconoscimenti e la gente la applaude. Non serviva trasformare ciascuna conquista in una storyline: bastava qualche immagine per farci percepire il tempo trascorso e, soprattutto, per permetterci di assistere alla maturazione di Tingyun. E lo stesso vale per Zhao Ling. Il drama ci dice che quei cinque anni di guerra gli hanno permesso di conquistare una posizione di prestigio nell'esercito e di tornare nella capitale come fidato funzionario dell'Imperatore, ma praticamente non ci mostra come ci sia arrivato. Vediamo qualche frammento dei combattimenti, ma la maggior parte delle immagini dedicate alla sua esperienza militare lo mostra mentre riposa con i compagni accanto ai cadaveri, pensando a Tingyun. Sono immagini efficaci per ricordarci la separazione e la durezza della guerra ma non vediamo le imprese che gli hanno fatto guadagnare prestigio, le decisioni che lo hanno distinto dagli altri comandanti o il momento in cui il suo valore viene riconosciuto. Prima del timeskip, quindi, abbiamo due personaggi che stanno ancora cercando di trovare la propria strada; cinque anni dopo, li ritroviamo entrambi in posizioni completamente diverse, ma la narrazione ha saltato quasi interamente il processo che li ha portati fin lì. Il cambiamento è interessante, ma la narrazione ci chiede di accettarlo già compiuto.
Lo stesso problema ricompare più avanti, quando Zhao Ling, incaricato di occuparsi degli aiuti per le popolazioni colpite dalla siccità, riceve improvvisamente una lettera dal Censore Ispettore del Sale che rivela l'appropriazione indebita del gettito fiscale del sale di Anzhou e si ritrova così a indagare sul Censore Yu, senza che venga quasi mostrato il passaggio dall'incarico precedente a quello nuovo. Che fine ha fatto il lavoro che stava svolgendo? Lo ha affidato a qualcun altro? Continua a occuparsene parallelamente? La serie non sembra interessata a mostrarcelo, perché è già passata alla questione successiva. È un meccanismo che, ripetuto più volte, produce una curiosa sensazione di continuo avanzamento senza vera progressione: i protagonisti sembrano acquisire nuove posizioni, affrontare nuovi problemi e arrivare a nuove consapevolezze, ma spesso mancano proprio quelle scene di raccordo che permetterebbero allo spettatore di capire come siano arrivati a quel punto. E così la seconda metà non dà soltanto l'impressione di essere più frammentata: dà anche l'impressione che la storia proceda per risultati già confezionati, invece di mostrarci il processo attraverso cui i personaggi e le loro vite arrivano a quei risultati.
La Gestione della Relazione dei Protagonisti
Un'altra crepa significativa nella scrittura della seconda metà riguarda la gestione della relazione tra i due protagonisti. Prima del matrimonio Zhao Ling e Tingyun erano estremamente presenti l'uno nella vita dell'altra: condividevano lo spazio, si cercavano, si proteggevano, si rispettavano e avevano sviluppato una naturale familiarità. Soprattutto, erano abituati a coinvolgersi reciprocamente nelle decisioni: quando Zhao Ling aveva un problema, ne parlava con Tingyun e insieme cercavano una soluzione. Nella seconda parte, invece, tende sempre più spesso a decidere autonomamente e a tenerle nascoste informazioni importanti con la giustificazione di volerla proteggere. Un atteggiamento più prudente e consapevole dei rischi sarebbe perfettamente coerente con la sua evoluzione; il problema è che questa prudenza finisce per mettere in discussione proprio la fiducia che aveva caratterizzato il loro rapporto. Nella prima parte Zhao Ling riconosceva infatti la capacità di Tingyun di comprendere le situazioni e di prendere decisioni sensate e la trattava come una persona da coinvolgere, non da proteggere tenendola all'oscuro. Era anche questo a distinguerlo da molti altri protagonisti maschili del genere. Per questo il suo atteggiamento nella seconda metà risulta particolarmente stonato: la volontà di proteggerla scivola progressivamente in un paternalismo presentato come amore, avvicinandolo proprio a quel tipo di ML che personalmente trovo più irritante.
Dopo il matrimonio, inoltre, la loro intimità viene rappresentata molto più raramente attraverso gesti spontanei, complicità quotidiana, piccoli rituali o semplici conversazioni prive di una funzione narrativa immediata. Il risultato è quasi paradossale: una coppia che si è scelta liberamente e ha costruito il proprio rapporto prima di sposarsi finisce per essere rappresentata come se il matrimonio avesse imposto una distanza che prima non esisteva. Ma il problema va oltre il contatto fisico. Mancano soprattutto le scene che ci permettano di vedere cosa significhi per loro essere marito e moglie. Zhao Ling e Tingyun discutono dei problemi, collaborano quando la trama lo richiede e affrontano insieme le conseguenze degli intrighi, ma sempre più raramente li vediamo semplicemente vivere insieme. E questo è particolarmente penalizzante in una seconda parte che dedica sempre più spazio a sottotrame esterne alla coppia: se il mondo narrativo continua a produrre per loro nuove sfide, ma la sceneggiatura non trova il tempo per mostrare la relazione al di fuori di quei conflitti, il rapporto finisce inevitabilmente per sembrare statico e poco coinvolgente.
Il problema, quindi, non è tanto la mancanza di romanticismo quanto la mancanza di una dimensione autonoma della loro relazione. Il matrimonio avrebbe dovuto aprire una nuova fase del loro rapporto, fatta di abitudini, complicità e responsabilità familiari condivise; invece sembra soprattutto aver fornito alla sceneggiatura un nuovo contesto in cui farli lavorare insieme, mentre la loro precedente modalità di comunicare viene progressivamente ridotta. E considerando quanto la prima parte fosse riuscita a costruire la coppia proprio attraverso la loro reciproca presenza e il riconoscimento delle rispettive capacità, è forse una delle occasioni più mancate della seconda metà del drama.
Finale
Il finale concentra molti dei problemi che trovo abbiano caratterizzato la seconda metà del drama. In primo luogo, il conflitto matrimoniale tra Zhao Ling e Tingyun che risulta il solito dissidio artificiale costruito al solo scopo di aumentare l’angst romantico. Nelle ultime puntate, infatti, i due arrivano quasi al divorzio perché Zhao Ling, prima, si rifiuta di spiegare alla moglie perché abbia ucciso suo padre e, poi, accetta di sacrificare il Generale Mo Yi per obbedire all’Imperatore senza metterla al corrente della situazione. Tingyun si affanna quindi, invano, a cercare prove per scagionare Mo Yi, arrivando persino a promettere alla moglie del generale che riuscirà a salvarlo, salvo poi scoprire che l'esecusione della condanna è stata affidata proprio a Zhao Ling. Queste incomprensioni avrebbero potuto essere tranquillamente evitate attraverso il dialogo e il fatto che il drama le concentri in rapida successione proprio nelle ultime puntate dà l’impressione che la sceneggiatura abbia bisogno di un ultimo motivo di rottura per la coppia prima del lieto fine.
Ancora più discutibile è il modo in cui, ancora una volta, la sceneggiatura decide di rappresentare il rapporto tra Zhao Ling e l’Imperatore. Dopo aver sacrificato Mo Yi, il sovrano lo sottopone infatti a un ultimo test di fedeltà, facendo imprigionare lui e Tingyun e chiedendogli di sacrificare la moglie per dimostrare la propria lealtà. La scelta appare poco sensata soprattutto alla luce di ciò che è accaduto fino a quel momento: l’Imperatore ha già messo ripetutamente alla prova Zhao Ling, ne ha sfruttato la devozione e lo ha spinto a sacrificare un uomo che gli era caro per proteggere gli interessi della corte. Arrivare a questo punto e chiedergli un’ulteriore prova non sembra quindi il naturale sviluppo del rapporto tra i due, ma un nuovo ostacolo introdotto dalla sceneggiatura perché la storia abbia ancora un ultimo momento di tensione.
A rendere ancora più artificiale questa situazione è il modo in cui gli sceneggiatori devono riesumare gli attriti tra Zhao Ling e Jin Yuanbao per permettere al Censore Yu di far incarcercare il protagonista. Il vecchio risentimento di Jin Yuanbao sembrava ormai ampiamente superato dopo che questi, a Yongning, aveva compiuto il gesto estremo di tagliarsi un orecchio per giurare fedeltà a Zhao Ling, ma torna improvvisamente a galla proprio quando la trama ne ha bisogno. Non è che i due non potessero prendere di nuovo le distanze l'uno dall'altro, ma trovo assurdo il fatto che la sceneggiatura recuperi per l’ennesima volta un conflitto che sembrava ormai chiuso e lo riporti in primo piano per fornire agli Yu lo strumento necessario a colpire Zhao Ling. Anche in questo caso, dunque, il problema non è semplicemente l’ostacolo, ma la sensazione che la sceneggiatura continui a riproporre contrasti già visti.
Anche il comportamento di Tingyun risente della necessità di riportare l’attenzione su Zhao Ling in occasione del finale. Per permettere al protagonista di fare l’ultimo exploit eroico recandosi ad Anzhou per raccogliere le prove contro il Censore Yu, la sceneggiatura finisce per privare Tingyun di quella lucidità che l’aveva caratterizzata fin dall’inizio: prima parla fatalisticamente al Comandante Generale Wang del fatto che la vita di Zhao Ling sia nelle mani del destino, poi, quando Fan Yake le consegna uno scrigno pieno di libri di poesie come dono d’addio, non intuisce nemmeno che possa contenere le prove contro gli Yu che lei stessa le aveva chiesto, arrivando quasi a liberarsene. È un ulteriore esempio di quella che considero una delle debolezze più evidenti della seconda metà: invece di permettere ai due protagonisti di utilizzare congiuntamente le rispettive capacità, la sceneggiatura sembra costretta a distribuire loro l’intelligenza a turno, sottraendola a uno per restituirla all’altro.
Infine, anche la conclusione di alcune sottotrame secondarie mi è sembrata poco soddisfacente. Yu Jingxiu non arriva davvero a ribellarsi ai genitori come la sua evoluzione lasciava sperare: finisce semplicemente per uccidere accidentalmente il padre, che cade e sbatte la testa contro uno spigolo. Fan Yake riesce a ricostruirsi una vita diventando insegnante nella scuola femminile di Ganlin, ma il destino di suo figlio rimane molto più incerto: travolto dalla caduta della famiglia Yu, perde la possibilità di sostenere l’esame imperiale a causa dei crimini del nonno e si ritroverà costretto a sviluppare capacità che nessuno della sua famiglia è in grado di insegnargli, così da poter provvedere a se stesso. Anche qui il drama sembra più interessato a chiudere in maniera meno amara le traiettorie dei personaggi principali che a sviluppare fino in fondo le conseguenze delle loro scelte. Il risultato è un finale che chiude le vicende aperte, ma raramente dà la sensazione che queste soluzioni siano il reale punto d’arrivo della storia.
Personaggi e Cast
Personaggi Principali
Fu Tingyun/Xie Tingyun/Quanhui (Deng Enxi) nona signorina della Famiglia Fu di Huaying. Inizialmente destinata a sposare il nobile erudito Yu Jingxu viene travolta dalle infamanti accuse del dissoluto Zuo Junjie che la costringono a ritirarsi in convento e le costano quasi la vita. Grazie alla sua scaltrezza però riesce a salvarsi e con l’aiuto del trafficante di sale Zhao Ling, conosciuto durante l’indagine sul contrabbando del sale dello zio, sfugge al controllo della famiglia, ricostruendosi una nuova vita. Legata sempre più strettamente a Zhao Ling decide di sfruttare la cosa per ottenere un ruolo rispettabile nella società e, alla fine, si innamora veramente di lui, trasformando il loro accordo matrimoniale in qualcosa di più profondo.
Zhao Ling/Huchen/Jiuweijiao (Ding Yuxi) trafficante di sale del nord-ovest. Dopo aver aiutato Fu Tingyun a sfuggire al controllo della famiglia accetta di accompagnarla nella capitale, ma lei lo conduce a Linchun dove il Principe Ereditario sta indagando sulla compravendita illegale dei permessi per il commercio del sale. Qui guadagna la fiducia del Principe che lo spinge a entrare nell’esercito per ottenere una carica che gli permetta di entrare a corte. Ormai innamorato di Tingyun, Zhao Ling accetta di entrare nel battaglione di Ganlin, ma non sarà facile per lui salire i ranghi. Col tempo da ufficiale di plotone (總旗) diventa vicecomandante di reggimento(指挥佥事), poi Vicecomandante aggiunto della Guardia della Capitale (京衛指揮僉事)e infine Censore Capo Aggiunto (僉都御史) accumulando un potere che gli procura riconoscimento sociale ma anche l’invidia degli altri ufficiali di corte tra cui il Censore Yu che lo vede come una potenziale minaccia alla sua posizione.
Fan Yake (Fan Shi Ran) figlia di Fan Kun e amica d’infanzia di Fu Tingyun. Durante il soggiorno della famiglia Yu a Huaying riesce inaspettatamente a catturare l’attenzione di Yu Jingxu, così quando Tingyun viene accusata di libertinaggio da Zuo Junjie accetta di testimoniare contro di lei pur di ottenere la possibilità di sposare il giovane erudito. Una volta sposati però i due iniziano ad allontanarsi, e la frattura definitiva avviene quando Yu Jingxu ritrova Fu Tingyun a Ganlin e si innamora di lei. Nonostante il ritrovato sostegno della suocera, Yake non riuscirà più a riottenere l’amore del marito, tanto che alla fine deciderà di abbandonare sia lui che il figlio avuto con lui poco prima del crollo definitivo della famiglia Yu.
Yu Jingxu (Dong Zi Fan) giovane signore della Famiglia Yu. Quando sua madre lo porta a Huaying per annunciare il suo fidanzamento con Fu Tingyun, lui si oppone e, invaghitosi di Fan Yake, decide di aiutare Zuo Junjie a incastrare Tingyun. Dopo aver sposato Yake e aver superato l’esame imperiale diventa Compilatore dell'Accademia Hanlin (翰林修撰) e viene mandato a Ganlin come ispettore. Qui ritrova Fu Tingyun e la rivaluta, finendo per innamorarsene. Una volta tornato nella capitale grazie all’influenza del padre viene nominato Ispettore del Ministero delle Entrate (户部给事中), ma la sua ambizione non è pari a quella del Censore Yu e i contrasti con la famiglia e la moglie aumentano. Il suo unico conforto diventa Wu Youde la concubina che la madre gli procura per appianare i loro contrasti e che gli parla finalmente del suo oggetto del desiderio, Fu Tingyun.
Personaggi secondari
Famiglia Fu
Venerabile Signora Fu (Chi Peng) matriarca della famiglia Fu di Huaying. Per favorire la carriera politica dei figli sfrutta la reputazione delle donne della famiglia e i quattro archi paifang da loro ottenuti, costringe la vedova di suo nipote a una vita di castità e cerca di far sposare Tingyun in una famiglia influente. Per questo quando Tingyun viene travolta dallo scandalo decide di sacrificarla nonostante sia consapevole della sua innocenza.
Magistrato Fu (Ma Yue) Primo Signore della famiglia Fu, zio di Fu Tingyun e magistrato di contea (知县) di Huaying.
Prima Signora Fu (Deng Ying) moglie del Magistrato Fu, zia di Fu Tingyun e suocera della Vedova Zuo.
Vedova Zuo (You Jing Ru) moglie del defunto figlio della Prima Signora Fu. Per mantenere alto il prestigio della famiglia Fu le è stato impedito di risposarsi così lei ha deciso di prendere di mira Fu Tingyun tramando per farle sposare il suo inetto fratello minore.
Han Yan (Zhou Rui Rui) cameriera personale della Vedova Zuo.
Zuo Junjie (Wang Run Ze) vizioso fratello minore della Signora Zuo. Per ottenere una vita agiata nonostante la sua mediocrità decide di assecondare il piano della sorella e sposare Fu Tingyun. Tenta quindi di rovinare la reputazione della ragazza e, grazie all’inaspettato aiuto di Yu Jingxu, riesce quasi nel suo intento, ma Tingyun fugge ottenendo un nuovo registro di famiglia.
Fu Shichang (Yu Yi) quinto signore della famiglia Fu e padre di Fu Tingyun e Fu Tingzhuo. È un uomo ambizioso ed egoista che cerca in tutti i modi di ottenere un incarico da funzionario sacrificando anche i membri della sua famiglia.
Xie Yuzhen (Shi Yue Ling) Quinta Signora Fu moglie di Fu Shichang e madre di Fu Tingyun e Fu Tingzhuo. È una donna arrendevole e rassegnata alle prepotenze del marito, che però appoggia la volontà della figlia di fuggire dalla famiglia e ottenere un posto rispettabile nella società.
Fu Tingzhuo (Lin Xin Ze) Settimo Giovane Signore della Famiglia Fu e fratello maggiore di Fu Tingyun. È un ragazzo mite che spesso si piega alle richieste del padre, ma il suo profondo legame con la sorella lo spingerà a ribellarsi e a sottrarsi al controllo del genitore.
Signora Shen (Fu Dong Nuan) moglie di Fu Tingzhuo. È una donna gentile e comprensiva che ama profondamente il marito e che è disposta a rinunciare a tutto pur di appoggiare le sue decisioni.
Shen Congsi, fratello maggiore della Singora Shen e cognato di Fu Tingzhuo. Grazie a Fu Tingyun viene nominato Censore ispettore del sale di Anzhou (安州巡鹽御史), ma viene avvelenato da Yu Guodong quando questi scopre che sta indagando sui suoi crimini.
Yu Wei (Chang Su Sheng) cameriera personale di Fu Tingyun. Viene obbligata a suicidarsi dalle servitrici della Venerabile Signora Fu incaricate di uccidere Tingyun.
Mo Xiang (Xiao Shi Yu) cameriera personale di Fu Tingyun. Viene uccisa dalla Vedova Zuo per evitare che confessi di aver rubato per conto suo degli indumenti intimi di Fu Tingyun e averli consegnati a Zuo Junjie.
Fan Kun (Ji Chen Mu) precettore che soggiorna presso la residenza Fu e padre di Fan Yake.
Famiglia Yu
Signora Yu (Wen Zheng Rong) moglie di Yu Guodong e madre di Yu Jingxu. Spera di far sposare il figlio con Fu Tingyun, ma quando lei viene travolta dallo scandalo con Zuo Junjie accetta il matrimonio tra Yu Jingxu e Fan Yake. Nella Prefettura di Yongning ospita il Principe Ereditario e aiuta Fu Tingyun a smantellare la compravendita illegale dei permessi per il commercio del sale. In seguito a questo episodio si rende conto della pericolosità di Fu Tingyun per i traffici illegali del marito e cercherà in tutti i modi di screditarla.
Balia Shu (Hu Xiao Ting) cameriera personale della Signora Yu.
Yu Guodong (Tan Kai) Censore di Sinistra (都察院左都御史) del Dacheng. È un uomo corrotto e avido di potere che non si fa scrupoli a sacrificare il figlio per la sua ascesa. È coinvolto nelle attività illegali riguardanti il commercio del sale in numerose province del regno, per questo tenta in tutti i modi di far implementare la riforma sul commercio del sale e prende di mira Zhao Ling che vuole ostacolarla.
Cheng Xin (Yang Zhi He) servitore personale di Yu Jingxu.
Mo Zhan (Shi Xin Tong) cameriera personale di Fan Yake.
Banda di Zhao Ling
Jin Yuanbao (Wu Hao Chen) commerciante di sale e amico di lunga data di Zhao Ling. Il loro rapporto è molto conflittuale e nonostante l’aiuto ricevuto negli anni da Zhao Ling si ritrova spesso a tradirlo, arrivando quasi a farlo uccidere.
A’Sen (Zhang En Shuo | Li Ze Yu) giovane aiutante di Zhao Ling. È un orfano accolto da Zhao Ling quando fa il trafficante di sale che negli anni si affeziona molto sia a lui che a Fu Tingyun. Durante la permanenza a Ganlin si innamora della figlia del Generale Comandante Wang e alla fine ottiene la sua mano.
Da Chuan (Gui Pei Yu) e Biao Zi (Yuan Ruo Hang) fidati membri della banda di Zhao Ling che lo seguono durante tutto il suo percorso di ascesa.
Yang Yucheng (Zhang Jing Wei) trafficante di sale e braccio destro di Jiuweijiao. Dopo che Zhao Ling uccide Jiuweijiao cerca di eliminarlo per entrare in possesso del contrassegno del contrabbandiere, ma in seguito capisce che è un uomo d’onore e decide di mettersi al suo servizio.
Guarnigione di Ganlin
Generale Comandante Wang Yi (Wei Zi Xin) comandante di battaglione (千户) della Circoscrizione di Gandu (甘渡道) e superiore di Mo Yi e Zhao Ling. È un uomo severo ma giusto ed è molto legato ai suoi soldati che cerca in tutti i modi di tutelare quando è a corte.
Signora Wang (Lv Xiao Lin) moglie del Generale Comandante Wang. È una donna seria e rigorosa ma non si risparmia quando c’è da aiutare le mogli dei sottoposti di suo marito, tra cui Fu Tingyun.
Seconda Signorina Wang (Li Mei Yi Bing | Li Bai Hui) seconda figlia del Generale Comandante Wang. A Ganlin frequenta e si affeziona a A’Sen e alla fine otterrà il permesso di sposarlo.
Generale Mo Yi (Zhang Cheng He) Generale delle truppe mobili (遊擊將軍) del Dacheng e dottoposto di Wang Yi. Viene incaricato di aiutare il Principe Ereditario a smantellare la compreavendita illegale dei permessi per il commercio del sale nella Prefettura di Yongning. Qui conosce Fu Tingyun e Zhao Ling e si affeziona a loro tanto da aiutarli a stabilirsi a Ganlin. Una volta tornato nella capitale viene coinvolto nelle trame del Gran Segretario Yu e finisce per essere condannato a morte.
Signora Mo (Fan Tian Tian) moglie del Generale Mo. È una donna schietta e spontanea e inizialmente prende in antipatia Fu Tingyun, ma alla fine si affeziona a lei e la aiuta più volte.
Signora Lu (Dong Wei Jia) concubina non ufficiale (外室) del Generale Mo e sorella di Lu Dahu. Vista la natura violenta e dissoluta del fratello cerca in tutti i modi di liberarsi di lui così decide di aiutarlo a persuadere Fu Tingyun a sposarlo.
Lu Dahu (Zhu Jian) vicecomandante di battaglione (副千户) della Circoscrizione di Gandu e cognato di Mo Yi. È un uomo violento e vizioso che cerca di sfruttare la sua parentela con Mo Yi per avanzare di grado. Si invaghisce di Tingyun e, per cercare di conquistarla, approfitta di una missione e fa rapire Zhao Ling dai trafficanti di sale. Il suo piano però fallisce e, alla fine, Zhao Ling lo uccide.
Tuo ye (Cui Shao Han) trafficante di sale di Ganlin. Su richiesta di Lu Dahu rapisce Zhao Ling, ma alla fine viene ucciso da quest’ultimo, facendogli ottenere una promozione.
Li Mao (Sun Zhi Hong) consigliere (参议) della Circoscrizione di Gandu. È in combutta con gli Yu e, dopo aver aiutato Yu Jingxu a Ganlin, viene promosso a Direttore di Divisione del Ministero delle Entrate (戸部清吏司郎中). La sua corruzione però viene alla luce e Zhao Ling lo fa arrestare.
Corte Imperiale
Imperatrice Vedova Augusta (Mu Li Yan) nonna del Sedicesimo Principe. È colei che ha cresciuto il Principe Ereditario, proteggendolo dalle trame di corte fino all’elezione a Imperatore.
Sedicesimo Signore (Bai Shu) principe ereditario del Dacheng. Viene mandato a Linchun per indagare sulla compravendita illegale dei permessi per il commercio del sale nella Prefettura di Yongning e qui riceve l’inaspettato aiuto di Fu Tingyun e Zhao Ling. Per premiarli, concede a lei un nuovo registro di famiglia e a lui una lettera di raccomandazione per entrare nell’esercito. In seguito alla morte del padre ascende al trono e richiama Zhao Ling nella capitale, facendolo diventare il suo ministro più fidato.
Lian Sheng (Wang Jin Hao) capo eunuco e attendente dell’Imperatore.
Signor Zhao/Maestro Zhenghe (Yu Bo) consigliere del Principe Ereditario. Dopo l’ascesa al trono del Principe entra in monastero, ma continua a elargire consigli al giovane imperatore su richiesta di Fu Tingyun e Zhao Ling.
Qin Feyu (Xu Sheng Jin) comandante delle Guardie in Uniforme di Broccato (錦衣衛) e guardia del corpo del Sedicesimo Principe durante l’indagine di Linchun. Aiuterà Zhao Ling a raccogliere le prove dei reati della famiglia Yu portando alla loro definitiva incriminazione.
Ministro Liu (Shi Dan Jiang) Vice Censore di Destra (都察院右佥都御史) del Dacheng.
Gran Segretario Tian (Cui Zhi Gang) Gran Segretario del Palazzo Wenhua (文華殿大學士).È un uomo saggio e lungimirante che preferisce mantenersi al di fuori dei conflitti di corte e non aderire ad alcuna fazione politica. Zhao Ling riuscirà comunque a sfruttare la sua posizione per ottenere in qualche occasione un aiuto nella sua lotta contro il Gran Segretario Yu.
Tian Wanyi (Zhang Meng) figlia del Gran Segretario Tian e moglie del Viceministro Wei. È una donna molto scaltra e attenta e capisce subito il valore di Tingyun, ma inizialmente viene sviata da Fan Yake e la tratta con distacco.
Wei Donglin (Han Dong) Viceministro di sinistra del Ministero del Personale (吏部左侍郎). È un uomo sciocco e poco perspicace che si affida costantemente alla guida del suocero per mantenere il suo ruolo a corte.
Altri Personaggi
Zheng Sanniang (Zhao Yuan Yuan) donna che Fu Tingyun salva durante il primo viaggio verso la capitale e che, per sdebitarsi, si mette al suo servizio aiutandola a raggiungere Linchun.
Zheng San (Fu Jia) marito di Zheng Sanniang. Una volta riunitosi con la moglie si mette anch’egli al servizio di Fu Tingyun.
Yan Shuo Zheng (Qian Yong Chen) Commissario dei trasporti del sale (盐运使) del distretto di Xidu. Nonostante la sua posizione ufficiale chiude un occhio sui crimini della moglie e finisce per essere condannato insieme a lei a seguto dell’indagine del Principe Ereditario.
Signora Yan (Zhao Ke) moglie di Yan Shuo Zheng. Scambia i permessi per la compravendita del sale con doni preziosi che accumula come dote per le tre figlie. Dopo essere stata messa alle strette da Fu Tingyun decide di collaborare e di confessare i crimini suoi e del marito in cambio della grazia per le figlie.
Signora Wu (Li Fei Er) mercante di sale si Anzhou. Viene mandata nella capitale in occasione della riforma del sale come rappresentante dei mercanti di Anzhou. Qui tenta in tutti i modi di ottenere la protezione di una famiglia importante offrendo la nipote come sposa, ma rimane invischiata nelle trame della famiglia Yu e viene uccisa.
Wu Youde/Lingyi (Zhong Li Li) nipote della Signora Wu. In realtà è una cortigiana acquistata dalla Signora Wu per ottenere la protezione di una famiglia potente della capitale attraverso il suo matrimonio. Dopo innumerevoli peripezie finisce per diventare la concubina di Yu Jingxu, di cui riesce ad ottenere i favori grazie alla vicinanza con Fu Tingyun.
Cai Rong (Su Qi) cameriera personale di Wu Youde.
Feng Laosi (Wang Xing Han) mercante di sale di Huaying. È acerrimo rivale di Jiuweijiao e tenterà in tutti i modi di eliminare Zhao Ling e la sua banda.
Liu Wenyuan, Prefetto (知府)di Anzhou coinvolto nei crimini degli Yu.
Personaggio Preferito: Wu Youde
È uno dei personaggi secondari che ho trovato più interessanti proprio per il contrasto tra il ruolo che la società le ha imposto e la persona che è realmente.
Acquistata e addestrata fin da bambina dalla Signora Wu per conquistare il favore di una delle potenti famiglie della capitale attraverso il matrimonio, è fondamentalmente una ragazza buona e innocente che ha imparato molto presto a sopravvivere in un mondo deciso a trasformarla in uno strumento per compiacere gli uomini. Cresciuta tra fame, punizioni e insegnamenti severi destinati a farne una moglie docile e accomodante, arriva nella capitale convinta che un buon matrimonio possa finalmente liberarla dalla vita di stenti e dalle rigide regole imposte dalla matrigna.
La realtà si rivela però molto più complicata. Deve imparare a muoversi tra gerarchie sociali, rivalità e invidie, diventando bersaglio delle altre donne che temono che la sua presenza possa sottrarre loro le attenzioni dei propri uomini. È in questo contesto che decide di accettare di diventare concubina di Yu Jingxu, convinta di poterlo gestire grazie alla conoscenza di Fu Tingyun e di riuscire a proteggersi all'interno della famiglia Yu attraverso la propria scaltrezza. La sua strategia non è sempre impeccabile, ma la sua capacità di leggere le persone e anticiparne le mosse le permette più volte di salvarsi e, soprattutto, di avvicinarsi a Tingyun, che riconosce in lei una condizione non troppo diversa dalla propria e finisce per prenderla sinceramente in simpatia.
La morte della donna che definisce sua zia, provocata dalla Signora Yu, rappresenta per lei un punto di svolta: comprende di non essere realmente al sicuro all'interno della famiglia del marito e inizia a cercare una via d'uscita. Per favorire la propria sopravvivenza, sceglie di collaborare sinceramente con Tingyun, mettendo a disposizione la propria conoscenza degli Yu e fornendole più volte informazioni sui loro piani. La sua prudenza e il suo istinto di conservazione diventano così strumenti che non usa per danneggiare gli altri, ma per costruirsi un futuro diverso e aiutare, per quanto possibile, una persona che stima sinceramente.
Quando la famiglia Yu è ormai prossima al crollo, i servigi resi a Tingyun le permettono infine di ottenere un nuovo registro di famiglia e un incarico come direttrice di uno dei negozi della famiglia Xie, lontano dal marito e dall'ambiente pericoloso in cui aveva cercato di sopravvivere.
Non diventa quindi una figura eroica né smette improvvisamente di essere prudente e opportunista: semplicemente impara a usare la propria intelligenza per conquistare uno spazio di autonomia. È proprio questo, secondo me, a renderla una figura così riuscita: la sua capacità di autoconservazione non nasce dalla crudeltà, ma dalla necessità, e la sua scaltrezza non cancella la sua bontà. In un mondo che l'aveva educata a considerare il matrimonio come l'unica via per garantirsi un futuro, Wu Youde riesce infine a costruirsi una vita che non dipende più da un uomo.
Personaggio S-Preferito: Fu Shichang
È uno dei personaggi più meschini e opportunisti del drama: un uomo profondamente egoista, la cui ambizione politica finisce per prevalere su qualsiasi legame familiare o principio morale. Nonostante gli anni di studio, è sostanzialmente un uomo mediocre, privo delle qualità sufficienti a costruirsi da solo il prestigio a cui aspira e costretto quindi a vivere del nome della propria famiglia, dei paifang ottenuti dalle donne del suo clan e del prestigio sociale che questi gli procurano. La sua ambizione non nasce dal desiderio di servire lo Stato o di dimostrare il proprio valore, ma dalla convinzione di avere diritto a una posizione prestigiosa semplicemente perché appartiene a una famiglia importante.
È questa mentalità a determinare anche il modo in cui tratta i propri familiari: arriva a considerare persino la figlia un investimento politico e spera che Tingyun possa contrarre un matrimonio abbastanza vantaggioso da favorire la sua carriera. Quando però la ragazza viene accusata di una relazione illecita con un uomo dissoluto, non esita a sacrificarla per salvare la reputazione familiare e la propria possibilità di avanzamento, arrivando a disconoscerla pubblicamente.
Ancora più rivelatore è il modo in cui si comporta con la madre: pur di rimanere nella capitale in attesa di una nomina, rifiuta di riportare alla casa ancestrale la donna ormai anziana e malata, contribuendo alla sua morte, per poi trasformare il lutto in uno strumento di autopromozione. Per altri sette anni ostenta devozione filiale mentre sfrutta il cordoglio nella speranza di ottenere finalmente una carica.
La sua ipocrisia emerge ancora più chiaramente quando Tingyun torna nella capitale. Non solo si rifiuta di riconciliarsi con lei, ma impedisce persino alla moglie di incontrarla e nega alla coppia il proprio consenso alle nozze. Poi, non appena comprende che Zhao Ling gode del favore dell'Imperatore, cambia atteggiamento e tenta di sfruttare proprio quel matrimonio che aveva ostacolato come merce di scambio per ottenere una posizione a corte. Quando il ricatto fallisce, si schiera con la famiglia Yu e accetta di contribuire alla distruzione dell’onore della propria figlia, fornendo testimonianze contro di lei e arrivando ad avvelenare la propria moglie pur di ostacolare le indagini di Zhao Ling sugli illeciti degli Yu.
Per tutta la vita sfrutta la disponibilità dei familiari come se fosse un suo diritto: opprime moglie e figlio con le proprie ambizioni e tratta la nuora come una domestica, nascondendo il proprio egoismo dietro la facciata dei doveri familiari. È forse questo l'aspetto più detestabile del personaggio: non si limita a pretendere sacrifici dagli altri, ma li trasforma in obblighi morali.
E proprio per questo la sua fine è particolarmente soddisfacente. Quando Zhao Ling, esasperato, arriva a ucciderlo, lui perde immediatamente ogni residuo di dignità e, terrorizzato dalla morte, offre di denunciare gli Yu e fornire le prove del loro coinvolgimento nell'assassinio della moglie in cambio della propria vita. Dopo aver trascorso l'intera vita a sacrificare gli altri per il proprio interesse, scopriamo così che non possiede nemmeno un briciolo di orgoglio.
Fu Shichang non è un grande antagonista politico sconfitto da un avversario più abile: è semplicemente un uomo mediocre che ha passato la vita a cercare di ottenere un prestigio che non è mai riuscito a conquistare.
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