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The Glory (2025): un Drama Passato Inosservato che Sorprende più del Previsto | Recensione e Spiegazione del Finale

Alessandra
The Glory (2025): un Drama Passato Inosservato che Sorprende più del Previsto | Recensione e Spiegazione del Finale

Locandina di The Glory - Courtesy of Tencent Video

    Recensione del Drama The Glory - Locandina

    Dettagli

    VALUTAZIONE: (7.5/10)

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    TITLOLO ORIGINALE: 雁回时 – Yàn huí shí | 贵女 – Guì nv

    ANNO: 2025

    EPISODI: 30

    DURATA: 45’

    REGIA: Yang Long

    SCENEGGIATURA: Cao Xian Tian, Cao Zhou Er, Lu Shu Ting

    AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Qian Shan Cha Ke (重生之贵女难求 - Rebirth of a Noble Lady Hard to Get)

    IN BREVE

    1. Cosa aspettarsi: The Glory è un drama di vendetta tutto al femminile, in cui gli uomini appaiono come ostacoli — se non come veri e propri antagonisti — alla realizzazione personale delle donne, e in cui perfino i legami familiari diventano strumenti da piegare ai propri scopi. In un mondo dove il passato non si cancella e ogni ferita lascia un segno indelebile, la protagonista intraprende, insieme al protagonista, il suo percorso di rivalsa contro la famiglia che l’ha abbandonata, un microcosmo attraversato da segreti inconfessabili e da identità ambigue, dove nessuno è davvero ciò che sembra.
    2. Punti di forza: la trama avvincente, l'estetica raffinata.
    3. Punti deboli: l'eccessiva impulsività della protagonista, la scarsa chimica tra il ML e la FL, le piccole incoerenze della trama.
    4. Consigliato se ti piacciono: Chen Du Ling, le storie di vendetta, le protagoniste forti e scaltre, le storie d'amore con una forte tensione emotiva.
    5. Lo rivedrei? Probabilmente sì, anche se è stata una visione provante.
      Se vuoi conoscere cosa mi ha convinto e cosa no di questa serie,continua a leggere.

    The Glory è un drama la cui uscita è passata quasi inosservata non solo per il fatto che il titolo originale è cambiato in corso d’opera (all’inizio doveva chiamarsi 贵女 – Guì nv) ma anche per una campagna promozionale non esattamente riuscita. Con la sua trama intensa che intreccia vendetta, riscatto personale e relazioni complesse, tuttavia, questa serie si inserisce con forza tra i drama che promettono di creare più aspettative della stagione.

    In questa recensione del drama The Glory analizzerò trama, cast e sviluppo narrativo della serie, cercando di darvi un’opinione completa su questa produzione tanto affascinante quanto complessa.

    "Se tutti reputano qualcuno crudele ed oppressivo e collaborano per isolarlo, è probabile che quella, in realtà, sia una brava persona."

    Fu Yun Xi

    Trama

    Zhuang Han Yan è l’unica figlia legittima della famiglia Zhuang, ma il giorno stesso della sua nascita una profezia segna il suo destino: ritenuta portatrice di sventura, viene allontanata dalla residenza e mandata a vivere a Danzhou presso un conoscente del padre.

    Per diciassette anni cresce in un ambiente ostile, subendo i maltrattamenti dell’uomo e di sua moglie, fino ad arrivare a compiere un gesto estremo pur di salvarsi la vita.

    Rimasta sola, decide di tornare nella capitale insieme all’amica Chai Jing per ricongiungersi con la sua vera famiglia, ignara del fatto che, tra le mura della Residenza Zhuang, si celano pericoli ancora più insidiosi per lei.

    Qui scopre una realtà ben diversa da quella che aveva immaginato: una madre costretta su una sedia a rotelle, consumata dal risentimento verso il marito, una Seconda Signora tutt’altro che benevola e dei fratelli che nascondono più di quanto mostrino.

    Nel tentativo di orientarsi tra intrighi e tensioni familiari, Han Yan trova un alleato inaspettato in Fu Yun Xi, Viceministro della Corte di Revisione Giudiziale, suo ex promesso sposo e vedovo della sorella Zhuang Yu Qin. Tra lutti, segreti e tradimenti, il loro rapporto evolve fino al matrimonio, ma resta segnato da diffidenza e secondi fini: entrambi continuano a servirsi l’uno dell’altra per perseguire i propri obiettivi.

    Grazie alla sua astuzia e al sostegno di un gruppo di nobildonne divenute sue alleate, Han Yan riuscirà infine a ottenere la sua vendetta, trovando al contempo, nella Residenza Fu, il calore familiare che le era sempre stato negato.

    Recensione del Drama The Glory - Fu Yun Xi e Zhuang Han Yan
    Fu Yun Xi e Zhuang Han Yan - Courtesy of Tencent Video

    Recensione del Drama The Glory (No Spoiler)

    Trama e Sceneggiatura

    The Glory riesce senza dubbio a catturare l’attenzione grazie a un soggetto originale, una protagonsita fuori dagli schemi e una trama ricca di colpi di scena, spesso davvero sorprendenti, ma non sempre altrettanto convincenti.

    Più volte ho avuto la sensazione che certe svolte fossero eccessivamente forzate, al punto da chiedermi non tanto come i protagonisti fossero finiti in determinate situazioni, quanto piuttosto come i loro avversari fossero riusciti a orchestrare piani così impeccabili da prevedere ogni variabile senza mai essere scoperti. Da un lato, questo ha contribuito a rendere i protagonisti più umani e fallibili, lontani da quell’aura di perfezione che molti drama tendono a costruire attorno a loro; dall’altro, però, è entrato in conflitto con la meticolosità e l’intelligenza strategica che i due — specialmente la FL — hanno dimostrato quando erano loro a muovere i fili.

    A ciò si aggiunge una gestione dei flashback che ho trovato a tratti frustrante: inseriti all’inizio degli episodi senza una vera introduzione, risultano sì utili per chiarire gli eventi precedenti, ma finiscono per spezzare il ritmo e disorientare, costringendo lo spettatore a ricostruire continuamente il filo della narrazione invece di lasciarsi trasportare dalla sua tensione.

    Sul piano della sceneggiatura, The Glory dimostra inizialmente una solidità notevole, riuscendo a trasmettere con efficacia la logica e la meticolosità con cui i personaggi costruiscono e portano avanti i loro piani. Tuttavia, nella seconda metà del drama, ho avuto la sensazione che questa precisione narrativa scivolasse progressivamente verso a una certa enfasi retorica, soprattutto nel modo in cui viene sviluppato il tema della rivalsa femminile.

    L’intento è chiaro e, per certi versi, condivisibile, ma finisce per risultare un po’ forzato: il mondo maschile viene spesso dipinto in maniera fortemente negativa, popolato da uomini misogini e meschini, alcuni dei quali arrivano ad accanirsi contro la protagonista e a covare vendetta per il semplice fatto di essere stati respinti.

    Parallelamente, sul versante femminile, si assiste a un’esibizione di sorellanza che a tratti appare artificiosa: rapporti che fino a un attimo prima erano segnati da rivalità o indifferenza si trasformano improvvisamente in legami profondi e incondizionati, con personaggi pronti a rischiare tutto l’uno per l’altro senza un percorso emotivo realmente costruito. In questo contesto, anche le sottotrame introdotte nelle ultime puntate sembrano piegarsi a un unico obiettivo, quello di rafforzare il messaggio della solidarietà femminile, finendo però per sacrificare parte della coerenza e della complessità che avevano caratterizzato la prima parte della serie.

    Personaggi e Storia d’Amore Principale

    Per quanto riguarda i personaggi, The Glory si distingue per una caratterizzazione sorprendentemente ricca e sfaccettata: anche le figure secondarie non sono mai semplici comparse, ma individui complessi, attraversati da contraddizioni, affetti e rancori che li rendono vivi e appassionati.

    I protagonisti stessi, la FL in particolare, si allontanano dall’idea di integrità morale assoluta: le loro azioni nascono spesso da egoismo, interesse o rabbia, e non esitano a ferire gli altri pur di ottenere ciò che desiderano. È proprio qui, forse, che risiede uno degli aspetti più peculiari della serie: nel proporre una protagonista femminile dominata dal risentimento, incapace o poco incline a mostrare tenerezza ed empatia verso chiunque non sia la madre.

    In questo quadro spicca anche la figura dell’antagonista principale, un personaggio costruito con grande efficacia, capace di sorprendere per la sua doppiezza, il suo opportunismo e per una crudeltà tanto più disturbante quanto più insospettabile.

    Anche sul fronte sentimentale il drama sceglie deliberatamente di allontanarsi dai canoni del romanticismo classico, ma il risultato mi ha lasciato qualche perplessità. Il distacco emotivo tra i protagonisti è tale da rendere difficile comprendere la natura del loro legame, sospeso tra un sentimento represso e una reciproca strumentalizzazione: dai loro atteggiamenti infatti non si riesce mai a capire con certezza se si amino e cerchino di reprimere i propri sentimenti per riuscire a perseguire i propri scopi o se si odino e fingano di avvicinarsi solo per potersi sfruttare reciprocamente.

    Se da un lato questa ambiguità potrebbe essere una scelta narrativa originale e distintiva, dall’altro la sensazione è che contribuisca a mantenere i personaggi sempre un passo indietro sul piano emotivo, forse anche a causa di interpretazioni attoriali non del tutto convincenti, che finiscono per restituire un coinvolgimento limitato e poco incisivo.

    Recensione del Drama The Glory - Zhuang Han Yan e Fu Yun Xi
    Zhuang Han Yan e Fu Yun Xi - Courtesy of Tencent Video

    Cast

    Quanto al cast, The Glory mi ha lasciato una sensazione decisamente ambivalente: se da un lato il livello generale è indubbiamente alto, dall’altro è difficile ignorare come il drama sembri funzionare nonostante i suoi protagonisti, più che grazie a loro.

    Chen Du Ling conferma tutti i limiti già emersi in Till the End of the Moon: la sua espressività estremamente limitata e la sua aria perennemente contrariata finiscono per rendere la sua interpretazione monocorde e per svuotare di intensità le scene che richiederebbero un sottile coinvolgimento emotivo. Le sue interazioni con Xin Yun Lai non fanno che accentuare il problema: tra i due la chimica è praticamente inesistente e molte delle loro scene condivise scivolano in una rigidità quasi imbarazzante.

    Xin Yun Lai, dal canto suo, sembra rifugiarsi in un’interpretazione “minimalista” che però sfocia spesso nell’inespressività: il suo volto costantemente severo, mai realmente incrinato da sfumature emotive, dà l’impressione di un personaggio più eseguito che vissuto.

    Il cast secondario, con la sua interpretazione nettamente contrastante, finisce per mettere ancora più in evidenza queste debolezze: Yu En Tai e Wen Zheng Rong dominano la scena con interpretazioni stratificate e incisive, capaci di restituire tutta la complessità dei loro personaggi.

    Attorno a loro, attori come Wang Yan, nei panni della concubina di Zhuang Shi Yang, He Hong Shan, che presta il volto alla sorellastra di Zhuang Han Yan e l’immancabile Huang Hai Bing, estremamente appassionato nelle vesti dell’ex innamorato di Ruan Xi Wen, offrono prove solide e credibili, contribuendo a dare corpo a un mondo narrativo che, paradossalmente, appare più vivo proprio nelle sue linee secondarie.

    In questo contesto, anche Fu Jing riesce a distinguersi, portando sullo schermo un’emotività autentica che contrasta con il distacco dei protagonisti e rappresenta un raggio di luce in una serie dominata dai sentimenti cupi.

    Il risultato complessivo è che mentre i comprimari arricchiscono e sostengono la narrazione, i due attori principali finiscono per rappresentarne il punto più fragile, lasciando la sensazione che, l’impatto emotivo del drama avrebbe potuto essere decisamente maggiore con interpretazioni più incisive.

    Aspetti Visivi e Colonna Sonora

    Dal punto di vista estetico, The Glory restituisce una sensazione di cura evidente che si percepisce fin dalle prime inquadrature. La regia dimostra una mano sicura nel costruire immagini dal forte impatto artistico: gli scorci innevati, in particolare, rimangono impressi per la loro bellezza sospesa, capace di evocare un senso di quiete che contrasta efficacemente con la tensione narrativa. La palette cromatica, pur ricca, non risulta mai eccessiva; al contrario, è calibrata con attenzione, così come l’uso delle luci, sempre ben dosate e direzionate per accompagnare le scene senza mai sovrastarle.

    Anche i set contribuiscono in maniera significativa a questa immersione: le residenze e gli ambienti imperiali sono arredati con gusto e precisione, restituendo un senso di raffinatezza che appare coerente e credibile. I costumi in stile Ming, insieme alle acconciature e agli ornamenti per capelli, completano questo quadro con eleganza, rivelando un’attenzione al dettaglio che difficilmente passa inosservata.

    Più inconsistente è l’impatto della colonna sonora: le melodie, lente e malinconiche, accompagnano con coerenza il tono generale della serie, enfatizzando quel senso costante di rimpianto e nostalgia che attraversa la narrazione. Tuttavia, al di là della loro funzione emotiva, risultano raramente memorabili: le sonorità tendono a uniformarsi a modelli già sentiti, senza riuscire a costruire una vera identità distintiva. L’unico elemento che riesce a spezzare questa monotonia è l’alternanza tra voci maschili e femminili, una scelta ben calibrata che aggiunge una sfumatura in più, pur non essendo sufficiente, da sola, a elevare davvero l’impianto musicale.

    Recensione del Drama The Glory - Zhuang Han Yan, Ruan Xi Wen e Tan Yun Xian
    Zhuang Han Yan, Ruan Xi Wen e Tan Yun Xian - Courtesy of Tencent Video

    ATTENZIONE!
    DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.

    Recensione del Drama The Glory (Spoiler)

    Cosa Funziona

    Il Soggetto Originale

    Se c’è un aspetto in cui The Glory riesce davvero a distinguersi, è nell’idea narrativa che ne costituisce l’ossatura: un impianto sorprendentemente ricco e originale, che sulla carta ha una forza rara.

    L’immagine di una bambina abbandonata dai genitori perché ritenuta portatrice di sventura, affidata a chi avrebbe dovuto proteggerla e invece la sottopone ad abusi e maltrattamenti, ha un impatto immediato e profondamente disturbante.

    Ancora più interessante è il ritorno della protagonista, non come vittima ma come agente di vendetta, all’interno di una famiglia che si rivela ben più ambigua di quanto sembri: il padre, apparentemente integerrimo, si configura come il vero burattinaio nell’ombra, mentre la madre, costruita inizialmente come villain, si rivela essere l’unica ad averla in qualche modo protetta e a volerla tenere lontana da quell’inferno domestico. È un mondo in cui nessuno dice davvero ciò che pensa e in cui ogni gesto sembra sempre tradire un’intenzione diversa da quella dichiarata, creando un clima di costante sospetto.

    A questo si aggiungono snodi narrativi audaci, come il matrimonio della FL con il vedovo della sorella — un’unione che nasce grazie a un vincolo stabilito alla nascita combinato alla necessità di sopravvivenza della FL — e la presenza di una bambina, affamata di affetto, che cerca disperatamente una figura materna mentre il padre, consapevole dell’avvicinarsi della propria dipartita, tenta di garantirle un futuro.

    E ancora, il desiderio ostinato della protagonista di restituire dignità e autonomia alla madre, sottraendola al controllo di un uomo che incarna una forma di malvagità tanto più inquietante perché mascherata da rispettabilità.

    Sono tutte intuizioni narrative potenti, capaci di costruire un intreccio denso e stratificato, e proprio per questo ancora più frustranti quando, nel corso della narrazione, la loro resa non riesce a essere all’altezza delle premesse.

    L’Antagonista

    In questo quadro denso e complesso, emerge con una forza tanto intensa quanto disturbante la figura di Zhuang Shi Yang, uno dei villain più insospettabili e, per certi versi, più riusciti che mi sia capitato di incontrare ultimamente in un drama. La sua originalità non sta tanto nelle azioni — per quanto spesso efferate — quanto nella patina di rispettabilità dietro cui riesce a occultarle: un uomo che si presenta come integerrimo, devoto alla famiglia, apparentemente disinteressato al potere, e che proprio per questo risulta ancora più credibile nella sua ipocrisia.

    È un personaggio costruito con una coerenza interna spietata: l’educazione soffocante ricevuta e la convinzione di essere stato penalizzato dalla vita sembrano aver sedimentato in lui un rancore silenzioso, trasformandolo in un manipolatore lucido, capace di muoversi su più piani senza mai esporsi davvero.

    Ciò che colpisce è la sua capacità di negare non solo agli altri, ma anche a se stesso, la portata delle proprie azioni, mentendo con una naturalezza quasi disarmante. Ripensando al modo in cui ha ottenuto la mano della moglie distruggendone la famiglia, all’assassinio del padre per guadagnarsi il favore di Pei Da Fu, alla gestione calcolata di Zhou Ru Yin — prima tenuta legata a sé, poi sacrificata come capro espiatorio — o ancora alla freddezza con cui ha sacrificato la figlia Yu Shan dandola in sposa a un uomo violento, emerge il ritratto di un uomo disposto a qualsiasi cosa pur di garantirsi una posizione e una sopravvivenza che percepisce come continuamente minacciate.

    Ed è proprio questo, forse, l’aspetto più interessante: Zhuang Shi Yang non incarna soltanto la brama di potere o di ricchezza, ma qualcosa di più sottile e, in fondo, più umano — la paura di soccombere — che finisce però per corromperlo in modo totale, rendendolo tanto più terrificante quanto più plausibile.

    Recensione del Drama The Glory - Zhuang Shi Yang
    Zhuang Shi Yang - Courtesy of Tencent Video

    Cosa Non Funziona

    Gli Eccessi della Sceneggiatura

    La trama di vendetta di The Glory, per quanto magnetica, finisce, con il procedere degli episodi, per deragliare verso una crudezza così esacerbata da risultare, a tratti, eccessiva per un drama che non si muove né in un contesto bellico né attorno a figure di sicari.

    Devo ammettere che l’impatto iniziale mi ha colta di sorpresa: le prime scene di violenza domestica sono di una durezza inaspettata, quasi spiazzante, e col senno di poi funzionano come dichiarazione d’intenti — perché episodio dopo episodio la serie alza il tiro fino a trasformare torture, pestaggi e tentativi di omicidio in una presenza quasi costante, tanto che a metà visione mi sono ritrovata a chiedermi, non senza una certa preoccupazione, se qualcuno dei personaggi principali sarebbe arrivato vivo alla fine.

    A rendere il tutto ancora più incontrollato e fragile dal punto di vista del realismo è l’eccessiva audacia dei due protagonisti: pur potendo contare sull’appoggio della Corte di Revisione Giudiziale, agiscono come se godessero di un’autorità ben più ampia, arrivando a ricattare e minacciare ministri e nobili senza alcun esplicito avallo imperiale.

    Con il procedere della storia, poi, la FL sembra perdere progressivamente il controllo, scivolando in un’impulsività che sfocia in gesti estremi e plateali: brandisce armi in pieno giorno, minaccia figure di alto rango come la Nobile Consorte Miao con lo spillone donatole da Chai Jing e arriva persino ad accoltellare il ML che tenta di fermarla mentre, accecata dalla rabbia, si dirige verso la Residenza Zhuang con l’intento di uccidere il padre.

    Sono momenti che puntano chiaramente all’intensità drammatica, ma che finiscono per incrinare la coerenza interna del racconto, lasciando la sensazione che la tensione venga spesso cercata attraverso l’eccesso più che costruita con reale rigore narrativo.

    La Storia d’Amore Principale

    Come a controbilanciare l’eccessiva impulsività della protagonista, il rapporto tra lei e Fu Yun Xi resta per tutta la durata del drama sorprendentemente freddo, quasi impermeabile a qualsiasi forma di reale connessione emotiva.

    I due si osservano, si studiano, si sospettano e soprattutto si usano a vicenda con una costanza tale da impedire la nascita anche solo di un accenno di complicità: più che partner, sembrano due strateghi chiusi ciascuno nel proprio schema.

    A rendere il tutto ancora più evidente contribuisce la rigidità delle performance attoriali, che nelle scene potenzialmente romantiche si traduce in gesti meccanici, sguardi vuoti e interazioni che invece di accendersi si spengono, lasciando una sensazione di imbarazzo difficile da ignorare.

    In questo senso, la scena dell’episodio 10 rappresenta forse il punto più emblematico: il momento in cui la FL si offre al ML nella speranza di ottenere il suo aiuto per salvare Chai Jing dalla prigione della Corte di Revisione Giudiziale avrebbe dovuto essere carico di tensione e ambiguità, e invece finisce per risultare imbarazzante. A questo punto non conta più se il gesto nasca da un calcolo strategico, da un impulso emotivo o da una disperazione fuori controllo di lei, ciò che resta è una sequenza resa e interpretata in modo talmente rigido e poco sfumato da risultare più disturbante che coinvolgente.

    Recensione del Drama The Glory - Fu Yun Xi e Zhuang Han Yan
    Fu Yun Xi e Zhuang Han Yan - Courtesy of Tencent Video

    Le Piccole Incoerenze

    C’è poi tutta una costellazione di coincidenze che, prese singolarmente, potrebbero anche non rappresentare un problema, ma che nel loro insieme finiscono per incrinare la credibilità dell’intreccio, creando una sensazione di dissonanza difficile da ignorare.

    Mi è capitato più volte, durante la visione, di uscire momentaneamente dalla storia proprio per l’accumularsi di questi dettagli: dall’inverosimile ritrovamento da parte di Fu Yun Xi dell’arma del delitto di Danzhou — uno spillone per capelli ridicolmente piccolo recuperato dal fondo di un pozzo pieno d’acqua — alla velocità quasi surreale con cui Han Yan riesce, nell’arco di una sola giornata e con il patrimonio familiare sequestrato, a raccogliere tutti gli indizi necessari per scagionare il padre. In poche ore trova e corrompe l’agente immobiliare che ha venduto la casa al genitore, si fa assumere nella residenza della Duchessa Shunping e riesce perfino a riscattare una cortigiana per ottenere da lei un’informazione decisiva: una concatenazione di eventi che più che frutto di abilità sembra piegarsi alle esigenze della sceneggiatura.

    Allo stesso modo, anche le deduzioni di Fu Yun Xi sfiorano a tratti l’onniscienza narrativa: arrivare a collegare Zhuang Shi Yang a Pei Da Fu sulla base del sapore di un piatto dello Yinan e di una testimonianza collocata con precisione chirurgica nel tempo richiede uno sforzo di fantasia che fatica a reggere. Non meno discutibile è l’espediente per cui l’unica prova della sua operazione sotto copertura svanisce con la morte del Primo Ministro Wen Ming Chang, senza che quest’ultimo abbia mai informato l’Imperatore di un piano che, teoricamente, rispondeva proprio a un ordine imperiale — una lacuna che appare più funzionale alla storia che coerente con la logica della burocrazia di palazzo.

    E infine, la questione delle cambiali intestate a Han Yan: anche volendo ammettere la falsificazione della firma, resta difficile accettare che una bambina potesse essere la valida finanziatrice di un tale volume di debiti, o che Fu Yun Xi potesse aver avuto un ruolo nella vicenda quando i due nemmeno si conoscevano.

    Sono tutti elementi che, invece di rafforzare l’intreccio, finiscono per dare l’impressione di una narrazione che procede per scorciatoie, chiedendo allo spettatore uno sforzo di sospensione dell'incredulità sempre più oneroso per sorvolare sulle numerose assurdità della trama.

    Interpretazione del Finale

    Il finale di The Glory mi ha sorpresa innanzitutto per il suo tentativo di ricomporre ogni frattura: tutte le pendenze sembrano trovare una risoluzione, gli attriti si sciolgono uno dopo l’altro e la narrazione converge verso un epilogo insolitamente sereno e luminoso rispetto ai toni cupi che hanno dominato la serie. Han Yan chiede a Tan Yun Xian di salvare Fu Yun Xi e riesce finalmente a chiarirsi con Kou ayi; Zhuang Yu Shan, liberatasi dal giogo del Duca Qi, si unisce alla madre per aiutare i protagonisti a smascherare Zhuang Shi Yang. Eppure, proprio quando sembra che la storia voglia concedersi una chiusura conciliatoria, riemerge con forza quella vena di oscurità che l’ha attraversata fin dall’inizio: nella concitazione degli ultimi eventi si intuisce che Zhou Ru Yin uccide il marito, un atto liberatorio che però riporta la narrazione su atmosfere più grevi.

    La scena conclusiva, ambientata durante i festeggiamenti per il Capodanno, assume invece toni simbolici e ambigui: le famiglie di Fu Yun Xi e Zhuang Han Yan si riuniscono in un quadro che, a prima vista, appare caloroso e rassicurante, ma che presto rivela una composizione anomala. Tra i presenti compaiono anche i morti, mescolati ai vivi in una sorta di visione sospesa, quasi irreale, che sfuma i confini tra sogno e realtà. Nell’ultima inquadratura, questa ambiguità si cristallizza: i personaggi si separano in due gruppi distinti, vivi da una parte e morti dall’altra — e tra questi ultimi compare anche Fu Yun Xi. È un’immagine che lascia presagire che la sua sorte sia già segnata e che la felicità appena conquistata sia, in fondo, solo temporanea. Un finale agrodolce, ma in linea con una storia che descrive la vita come una dimensione fragile, dove la pace è sempre sul punto di spezzarsi e dove i lieto fine non devono mai essere dati per scontati.

    Recensione del Drama The Glory - Fu Ling Zhi e Zhuang Han Yan
    Fu Ling Zhi e Zhuang Han Yan - Courtesy of Tencent Video

    Personaggi e Cast

    Personaggi Principali

    Zhuang Han Yan (Chen Du Ling) Terza Signorina della Famiglia Zhuang unica figlia legittima di Zhuang Shi Yang. Il giorno della sua nascita viene riconosciuta come il “Fantasma Scalzo” che porterà la Famiglia Zhuang alla rovina così viene allontanata dalla residenza e mandata a vivere a Danzhou presso Zhang You Chang. Diciassette anni dopo uccide i genitori affidatari e torna nella capitale per scoprire il vero motivo dietro il suo allontanamento, ma scopre una rete di intrighi più fitta di quanto immaginasse.

    Fu Yun Xi (Xin Yun Lai) Viceministro della Corte di Revisione Giudiziale e figlio adottivo del funzionario pubblico Fu Ping Sheng. Quando era ancora piccolo i suoi genitori avevano concluso un accordo matrimoniale con la famiglia Zhuang in cui era previsto che sposasse Zhuang Han Yan. Dopo l'allontanamento della ragazza dalla residenza, però, si era ritrovato a sposare Zhuang Yu Qin, sorella maggiore della fidanzata, da cui aveva avuto una figlia, Fu Ling Zhi.

    Chai Jing (Fu Jing) orfana che Zhuang Han Yan trova priva di sensi sulla spiaggia di Danzhou e soccorre. Lavora come scorta armata sulle navi da carico e, fin da piccola, è stata abiutuata solo a combattere, ma l’incontro con Han Yan le fa cambiare prospettiva. Si affeziona molto all'amica tanto da diventare il suo angelo custode: la accompagna alla ricerca dei veri genitori e, per evitarle il carcere, si addossa la colpa dell’omicidio dei coniugi Zhang. Quando Han Yan sposa Fu Yun Xi decide di tornare per mare per non turbare la felicità della coppia.

    Personaggi Secondari

    Zhang You Chang (Peng Yi Cheng) ex studente dell’Accademia Hanlin e compagno di studi di Zhuang Shi Yang. Gli viene affidata Zhuang Han Yan quando è ancora in fasce e lui e la moglie la crescono per diciassette anni tra soprusi e angherie. Per salvarsi la ragazza è infine contretta a ucciderli e a fuggire nella capitale.

    Zhuang Shi Yang (Yu En Tai) erudito dello Yinan è il Capofamiglia della Famiglia Zhuang. È un Revisore dell’Accademia Hanlin, ma nasconde l’identità segreta di figlio adottivo del potente eunico Pei Da Fu ed è l'amministratore del suo ingente patrimonio.

    Ruan Xi Wen (Wen Zheng Rong) Prima Signora della Famiglia Zhuang e madre di Zhuang Han Yan. È l’unica figlia del Gran Erudito Ruan dell’Accademia Hanlin ed è una delle nobildonne più in vista della capitale. In gioventù era fidanzata con Yuwen Chang An ma, dopo la caduta della sua famiglia, decide di accettare la proposta di matrimonio di Zhuang Shi Yang, ignara del fatto che è stato proprio lui il fautore della rovina del suo clan.

    Governante Chen (Hong Hua) e Ji Lan (Bai Yi Ru) cameriere della Prima Signora Zhuang.

    Shu Hong (Wei Jin) fidata cameriera della Residenza Zhuang assegnata a Zhuang Han Yan da Ruan Xi Wen.

    Yuwen Chang An (Huang Hai Bing) Censore Imperiale di Sinistra. Era il promesso sposo di Ruan Xi Wen ma, mentre era in missione ufficiale a Qingzhou, lei aveva accettato di sposare Zhuang Shi Yang, spinta dalla rovina della sua famgilia, lasciandolo con un eterno rimpianto. Da allora aveva tenuto d'occhio Zhuang Shi Yang per cogliere eventuali indizi delle sue attività criminali.

    Zhou Ru Yin (Wang Yan) Seconda Signora della Famiglia Zhuang e madre di Zhuang Yu Qin, Zhuang Yu Shan e Zhuang Yu Chi. È stata lei a pagare il Taoista Duan affinché predicesse un futuro infausto per Zhuang Han Yan facendola allontanare dalla residenza. È sempre lei che cerca in tutti i modi di far perdere a Ruan Xi Wen il favore del marito per ottenere il suolo di Prima Signora.

    Governante Tao (He Miao) cuoca della Residenza Zhuang promossa a governante da Zhou Ru Yin. È da anni la complice dei loschi affari di Zhuang Shi Yang.

    Zhuang Yu Qin (Yang Sai Sai) Prima Signorina della Famiglia Zhuang e figlia di Zhou Ru Yin. Sposa Fu Yun Xi e ha con lui una figlia, ma muore due anni dopo le nozze bevendo del vino avvelentato destinato al marito.

    Fu Ling Zhi/A’Zhi (Huang Bo Si) figlia di Fu Yun Xi e Zhuang Yu Qin. Si affeziona molto a Zhuang Han Yan e, dopo che questa sposa suo padre, insiste nel chiamarla mamma.

    Zhuang Yu Shan (He Hong Shan) Seconda Signorina della Famiglia Zhuang e figlia di Zhou Ru Yin. È da sempre innamorata di Fu Yun Xi ma sua madre non le ha mai permesso di sposarlo, spingendola invece a sposare il brutale, seppur nobile, Duca Qi.

    Cui Yun (Lou Xin Yue) cameriera personale di Zhuang Yu Shan. Per aiutare la sua padrona cerca in tutti i modi di far cacciare Zhuang Han Yan, ma viene scoperta mettere nella stanza della ragazza il cuscino di un malato di vaiolo del Sanatorio Nanshan e pesantemente punita.

    Lang’er (Cai Ze Min) cameriera personale di Zhuang Yu Shan. Tenta più volte di diffamare Zhuang Han Yan per ordine della Seconda Signora e viene cacciata dalla residenza.

    Zhuang Yu Chi (Liu Xu Wei) Primo Giovane Signore della Famiglia Zhuang, figlio di Zhou Ru Yin e fratello minore di Zhuang Yu Qin e Zhuang Yu Shan. Rimane accidentalmente ferito a morte nel tentativo di uccidere Zhuang Han Yan la notte prima del suo matrimonio con Fu Yun Xi.

    Zhuang Han Liang (Shi Qiang) Segretario Supervisore, è il padre di Zhuang Shi Yang e il nonno di Zhuang Han Yan. Muore il giorno della nascita della nipote, avvelenato dal figlio per ordine di Pei Da Fu perchè non aveva voluto assoggettarsi a lui.

    Nobile Signora Wei (Zhang Hai Yan) matriarca della Famiglia Zhuang e moglie di Zhuang Han Liang. Sa che il figlio è l'assassino del marito e, per paura di essere avvelenata, cerca di non contraddirlo mai e assume giornalmente una gran quantità di tonici e di pillole miracolose.

    Taoista Duan (Huang Fei) Taoista che ha predetto il fato infausto di Zhuang Han Yan. In realtà è Cui Ah Niu un criminale fuggiasco della Regione di Liangguang che,per evitare il carcere, si è nascosto nella capitale assumendo l’identità di Prete Taoista ed ha aiutato Zhou Ru Yin ad incastrare Zhuang Han Yan.

    Fu Ping Sheng Funzionario del Ministero del Personale e padre adottivo di Fu Yun Xi. Muore di malattia qualche anno prima degli eventi narrati nel drama.

    Signora Qiu (Gao Yu) moglie di Fu Ping Sheng e madre adottiva di Fu Yun Xi. È una donna mite e gentile e, per via della sua salute cagionevole, ha preso con sé la cugina nubile affinché gestisca la Resudenza Fu al posto suo.

    Kou ayi/Zia Kou (Dong Wei Jia) cugina della Signora Fu e "zia" di Fu Yun Xi. È una donna decisa e autoritaria ed è incaricata della gestione della Residenza Fu. Inizialmente dà del filo da torcere a Zhuang Han Yan perchè teme che lei voglia subentrarle nella gestione della casa, ma poi le due si riappacificano.

    Mu Feng (Song Pei Ze) Funzionario della Corte di Revisione Giudiziaria, sottoposto di Fu Yun Xi e fratello di Mu Yan.

    Mu Yan (Chen Kang) Funzionario della Corte di Revisione Giudiziaria, sottoposto di Fu Yun Xi e fratello di Mu Feng.

    Yan Ren Du (Shen Tai) Ministro della Corte di Revisione Giudiziaria e superiore di Fu Yun Xi.

    Pei Da Fu (Wei Yu) eunuco che per anni ha esercitato un controllo esclusivo sulla corte facendo promuovere i suoi sostenitori e sbarazzandosi degli avversari politici. È il fondandore e capo della Banda Zhouhang, un gruppo di funzionari che mirano a sovvertire l’ordine politico dell’impero. Ha accumulato innumerevoli ricchezze e solo il suo tentativo di pilotare la nomina del Principe Ereditario porta al suo arresto e alla sua morte nel carcere della Corte di Revisione Giudiziale. Il suo patrimonio non è mai stato trovato e pare che sia nelle mani del suo figlio adottivo la cui identità è però ignota anche ai suoi seguaci.

    Wu You Zhi (Yan Jia Wei) Duca Shunping, membro della famiglia imperiale. È un uomo di paglia che agisce come finto figlio adottivo di Pei Da Fu per proteggere l’identità del vero figlio adottivo.

    Signora Pan (A Di Ya) Duchessa Shunping. Aiuta Zhuang Han Yan a trovare il corpo di Wu You Zhi e a salvare suo padre dall’accusa di essere il figlio adottivo di Pei Da Fu.

    Wen Ming Chang (Pang Jing) ex Primo Ministro. Viene ucciso da Pei Da Fu per evitare che scopra ed elimini i suoi sostenitori a corte. È l’unico a sapere dell’attività sotto copertura di Fu Yun Xi all’interno della Banda Zhouhang.

    Nobile Consorte Miao (Li Sheng) amica di vecchia data e rivale di Ruan Xi Wen. In gioventù lei e Xi Wen erano le nobildonne più in vista della capitale, poi l’entrata nell’harem imperiale dell’una e la perdita dell’uso delle gambe dell’altra, avevano decretato la loro scomparsa dalla vita mondana. Credeva che l’amica avesse avuto un destino migliore del suo, ma, una volta venuta a conoscenza dei soprusi subiti da Xi Wen alla Residenza Zhuang, si ricrede e decide di aiutarla a recuperare l’uso delle gambe. Per questo, Zhuang Shi Yang la fa accusare di voler usurpare il trono e la fa condannare a morte dall’Imperatore.

    Yao Zhi Dong (Yang Yong Wen) Gran Erudito della Sala della Gloria Letteraria. È il promotore della petizione contro la Nobile Consorte Miao che ritira solo dopo che Zhuang Han Yan fa ottenere a sua figlia il divorzio dal crudele Duca Qi.

    Yao Wang Shu (Sheng Lang Xi) unica figlia di Yao Zhi Dong e Duchessa Qi. Suo marito vorrebbe che lei si comportasse come la sua defunta e venerata moglie Pei Ying Yue, per questo la picchia e la umilia in continuazione. Grazie all'aiuto di Zhuang Han Yan riesce a ottenere il divorzio dal marito.

    Zhu Qin (Shan Si Jie) Duca Qi e marito di Yao Wang Shu. Non riesce ad accettare la morte della moglie così, su suggerimento del Taoista Duan, somministra a Yao Wang Shu nove talismani d’acqua nel tentativo di far entrare lo spirito della defunta moglie in lei. Dopo aver divorziato da Yao Wang Shu accetta di sposare Zhuang Yu Shan, anche se in realtà si era invaghito di Zhuang Han Yan.

    Deng Shou Jie (Li Bao An) Cancelliere dell’Accademia Imperiale, suocero di Zhang Wan Yun e nonno di Deng Chan e Deng Zai Ye. È uno dei firmatari della petizione contro la Consorte Imperiale Miao.

    Zhang Wan Yun (Liu Min) nuora della Famiglia Deng, moglie del defunto figlio di Deng Shou Jie e madre di Deng Zai Ye e Deng Chan. Ha una tresca con lo studente Cheng Lei e, grazie all’aiuto di Zhuang Han Yan e Fu Yun Xi, riuscirà a coronare il suo sogno d’amore con lui.

    Cheng Lei (Wu Ji Feng) studente dell’Accademia Imperiale. Durante la Festa delle Lanterne trova per caso il manoscritto “La Leggenda di Hua Yue” scritto da Zhang Wan Yun con lo pseudonimo di Chang Zhi Xue e ne resta affascinato così decide di iniziare una corrispondenza anonima con lei attraverso il manoscritto stesso. Quando Deng Shou Jie lo scopre pensa che il romanzo sia stato scritto dalla nipote e vorrebbe obbligarli a sposarsi ma, grazie all’aiuto di Zhuang Han Yan e Fu Yun Xi, riuscirà a chiarire le cose e a fuggire con la sua amata.

    Deng Zai Ye (Liu Bang Hao) Giovane Signore della Famiglia Deng e nipote di Deng Shou Jie.

    Deng Chan (Liao Hui Jia) Prima Signorina della Famiglia Deng e nipote di Deng Shou Jie. È fidanzata con Zheng Zi Yan, suo amore d’infanzia, ma a causa della tresca della madre con Cheng Lei rischia di dover rinunciare a lui per sposare lo studente.

    Zheng Zi Yan (Chen Yue) Primo Giovane Signore della Famiglia Zheng. È da sempre innamorato di Deng Chan ma, a causa della tresca della madre di lei con Cheng Lei, rischia di dover rinunciare alla fidanzata. Fortunatamente alla fine i due riscuranno a sposarsi grazie all’aiuto di Zhuang Han Yan e Fu Yun Xi.

    Zheng Shi Chang (Liu Shuo) Ministro, padre di Zheng Zi Yan e futuro suocero di Deng Chan.

    Li Jia Qi (Zeng zi Ye) figlia del Cancelliere di Destra e amica di Zhuang Yu Shan. Durante la Festa delle Lanterne viene usata da quest’ultima per umiliare Zhuang Han Yan, ma alla fine ne diventa amica.

    Tan Yun Xian (Jia Shu Yi) Dottoressa dell’Accademia di Medicina Imperiale molto esperta nella soluzione di casi medici complicati. Su richiesta della Nobile Consorte Miao cura le gambe di Ruan Xi Wen e aiuta Zhuang Han Yan a creare un antidoto per curare Fu Yun Xi.

    He Wen Shen (Yang Ting Dong) erudito dello Yinan giunto nella capitale per sostenere l’Esame Imperiale. Zhou Ru Yin vorrebbe farlo sposare con Zhuang Yu Shan, ma lui chiede la mano di Zhuang Han Yan. Questa però lo rifiuta e sposa Fu Yun Xi così, per vendicarsi dell’umiliazione subita, lui cerca di farla arrestare per aver sottratto dei documenti dell’Ufficio delle Trasmissioni.

    Yang Ping (Ding Nan) erudito dello Yinan e vicino di casa di Zhuang Han Yan a Danzhou. Si vuole vendicare di Han Yan perché, in seguito a un litigio, lei lo ha storpiato precludendogli la carriera pubblica. Per questo fornisce a Zhou Ru Yin la prova che è stata lei ad uccidere i suoi genitori adottivi.

    Sun Min (Li Xiao Lei) Medico Legale del Censorato e amico di Yuwen Chang An. Custodisce per lui i resti di Zhuang Han Liang che il Cenosore ha prelevato dalla tomba degli Zhuang a Danzhou e tutte le prove raccolte negli anni dall'amico per dimostrare la colpevolezza di Zhuang Shi Yang.

    Recensione del Drama The Glory - Chai Jing
    Chai Jing - Courtesy of Tencent Video

    Personaggio Preferito: Chai Jing

    È, senza dubbio, uno dei personaggi più luminosi e toccanti di The Glory, una presenza silenziosa ma profondamente significativa che riesce a distinguersi in un mondo dominato da ambiguità e secondi fini.

    Addestrata fin dall’infanzia a uccidere e a reprimere ogni emozione per servire il proprio padrone, sorprende proprio per la purezza dei sentimenti che sviluppa nel corso della storia: il legame che costruisce con Han Yan nasce in modo quasi paradossale — quando la ragazza tenta di derubarla — eppure si trasforma rapidamente in un affetto sincero, privo di malizia, forse l’unico davvero autentico all’interno del drama.

    Con il tempo diventa una sorta di angelo custode per il suo “fantasma scalzo”, scegliendo di dedicarle la sua vita: la segue, la protegge, si sporca le mani al suo posto e arriva persino a sacrificarsi assumendosi colpe non sue. Il culmine di questa devozione si manifesta nella prigione della Corte di Revisione Giudiziale, dove sopporta torture indicibili e perde quasi l’uso delle mani pur di non tradirla.

    Eppure, la sua bontà si manifesta anche al di là del sacrificio: dimostra una lucidità e una dolcezza capaci di guidare Han Yan nei momenti di smarrimento, di aiutarla a comprendere i propri sentimenti e di restarle accanto senza mai chiedere nulla in cambio.

    Il suo addio, dopo le nozze dell’amica con Fu Yun Xi, è forse il gesto più emblematico del suo amore: una rinuncia silenziosa e definitiva, dettata non dalla gelosia ma dalla volontà di affidarla alla persona che ama davvero, come se, una volta compiuto il proprio compito, non le restasse che farsi da parte.

    In un racconto dominato da vendetta e manipolazione, rappresenta una rara e preziosa eccezione: la prova che anche nel contesto più oscuro può esistere una forma di lealtà assoluta e disinteressata.

    Personaggio S-Preferito: Zhuang Han Yan

    Paradossalmente, la protagonista è il personaggio che mi ha lasciato più perplessa di tutto il drama, sia per le scelte narrative che la riguardano sia per l’interpretazione di Chen Du Ling, che fatica a restituirne davvero la complessità interiore.

    All’inizio della storia, la sua figura colpisce per la sua finezza tattica: nonostante l’infanzia segnata dall’indifferenza e la crescita in un ambiente ostile, si muove con una lucidità e un autocontrollo ammirevoli, orchestrando ogni gesto e ogni parola con l’apparente precisione di chi ha in mente un piano chiaro e sa esattamente come portarlo a termine.

    Tuttavia, questo equilibrio si incrina progressivamente nel momento in cui rientra in contatto con la madre, fragile e consumata dal rimorso: da quel punto in poi, sembra perdere la sua freddezza strategica, lasciandosi trascinare da un’impulsività sempre più marcata. Le sue azioni diventano via via più azzardate, quasi sconsiderate, fino a sfociare in comportamenti estremi — minacce plateali, gesti violenti e decisioni prese sull’onda della rabbia, come quando arriva ad accoltellare Fu Yun Xi pur di non essere fermata nel suo intento di vendetta.

    A rendere il personaggio ancora più difficile da abbracciare è una certa incoerenza emotiva: oltre al legame di pura convenienza che stringe con il protagonista maschile, colpisce soprattutto la freddezza con cui tratta A’Zhi, una bambina che cerca in lei solo una figura materna. Questo comportamento stride profondamente con il suo stesso passato di figlia abbandonata, rendendo difficile comprendere come non riesca a riconoscersi nel bisogno disperato di amore di una bambina rimasta orfana in tenera età.

    Allo stesso modo, il suo atteggiamento quando si erge a paladina dell’indipendenza femminile suona spesso più retorico che autentico, soprattutto alla luce delle sue stesse scelte: il matrimonio con Fu Yun Xi, contratto per sfruttarne la posizione e perseguire i propri obiettivi, introduce una nota di ipocrisia che indebolisce il messaggio femminista che pretende di sostenere.

    Solo nel finale sembra emergere un tentativo di riabilitazione, quando si mette in gioco per salvare il marito — prima dalla prigionia, poi dalla morte — ma anche questo slancio, pur significativo, arriva quasi come un’aggiunta tardiva, più funzionale a chiudere un arco narrativo segnato da eccessi e impulsività che a restituirle davvero una piena coerenza emotiva.


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