Back From the Brink (2023): Quando una CGI Imperfetta Diventa un Punto di Forza | Retro Drama Talk
Locandina di Back From the Brink - Courtesy of Youku
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DettagliVALUTAZIONE: (7/10)
TITLOLO ORIGINALE: 护心 – Hù xīn ANNO: 2023 EPISODI: 40 DURATA: 45’ REGIA: He Shu Pei, Zeng Xiao Yu, Han Ping, Cheng Lu SCENEGGIATURA: Jiu Lu Fei Xiang, Wang Rou Ke, Wen Yan, Liu Bao Chen AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Jiu Lu Fei Xiang (护心 - Heart Protection) |
IN BREVE
- Cosa aspettarsi: Avventura, vendetta e leggende millenarie si intrecciano in Back From the Brink, un fantasy che conquista soprattutto per la sua capacità di combinare il fascino della fiaba con gli elementi tipici dello xianxia. Pur muovendosi all'interno di una cornice fantasy ricca di creature soprannaturali, magia e antiche rivalità, il drama predilige il tono dell'avventura rispetto alla solennità epica che caratterizza molti xianxia contemporanei. La comicità frequente, la struttura quasi itinerante della narrazione e l'atmosfera a tratti fiabesca contribuiscono a creare un racconto leggero ma non privo di momenti drammatici. Il risultato è una storia dal sapore romantico e malinconico, in cui una relazione ingenua e travagliata si sviluppa sullo sfondo di odi secolari, segreti dimenticati e leggende che sembrano provenire da un passato remoto.
- Punti di forza: la comicità marcata, la caratterizzazione realistica dei personaggi, la struttura "on the road" della narrazione.
- Punti deboli: la scarsa chimica romantica, la CGI poco verosimile, la gestione irregolare delle sottotrame.
- Consigliato se ti piacciono: Hou Ming Hao, Zhou Ye e Wang Yi Lun, i viaggi fantastici, gli enemies to lovers con storie d'amore ingenue, l'estetica fantastica cartoonesca, l'umorismo marcato.
- Lo rivedrei? Sì.
Continua a leggere per scoprire se quella dello Spirito Dragone Tian Yao e della coltivatrice Yan Hui è una storia che ti saprà incantare.
Back From the Brink sceglie una strada diversa rispetto ai classici xianxia che cercano di impressionare lo spettatore con grandi battaglie, amori tormentati e sacrifici destinati a cambiare il destino del mondo. Fin dai primi episodi, infatti, si ha l'impressione di trovarsi di fronte a una fiaba fantasy popolata da creature magiche, leggende antiche, paesaggi suggestivi e misteri da svelare, in cui la comicità e il senso di meraviglia occupano uno spazio tanto importante quanto i momenti più drammatici.
In questa recensione, a serie finita, del drama Back From the Brink cercherò di analizzare i principali punti di forza e di debolezza della serie, per capire se questo insolito "xianxia on the road" sia davvero capace di distinguersi all'interno di un genere spesso dominato da toni solenni e passioni travolgenti.
Trama
Il giorno delle sue nozze, il potente Spirito Dragone Millenario Tian Yao viene tradito dalla sua promessa sposa, la Maestra Taoista Su Ying, che tenta di impossessarsi della preziosa Squama Proteggi Cuore e fa a pezzi il suo corpo immortale, disperdendone e sigillandone le varie parti in luoghi diversi affinché non possa mai più tornare in vita.
Prima di soccombere, il demone riesce a lanciare la sua preziosa squama nel Fiume Oscuro dove viene assorbita da una neonata di nome Yan Hui che è appena stata abbandonata dalla madre perché soffre di una rara malattia al cuore che la porterà alla morte entro pochi anni. Grazie al potere della Squama Proteggi Cuore, Yan Hui guarisce miracolosamente e cresce ignara del legame che la unisce al leggendario Spirito Dragone.
Una decina di anni più tardi, la bambina utilizza inconsapevolmente i poteri della squama per difendersi da un demone, liberando lo spirito di Tian Yao dal sigillo che lo intrappolava. Yan Hui viene quindi adottata dal Capo della Setta Taoista del Monte Chenxing, ma il suo carattere ribelle e la sua insolita vicinanza nei confronti dei demoni, alla fine, ne causano l'espulsione.
Rimasta sola e costretta a cavarsela nel mondo secolare, Yan Hui incrocia nuovamente il cammino di Tian Yao. Sebbene il loro primo incontro sia tutt'altro che amichevole, i due finiscono presto per rendersi conto che i loro destini sono indissolubilmente intrecciati. Decidono così di collaborare per recuperare le parti perdute del corpo immortale del dragone e permettergli di tornare a essere il potente custode della Valle del Dragone.
Il loro viaggio li condurrà attraverso luoghi ostili e scenari popolati da creature soprannaturali, portandoli a stringere nuove amicizie, tra cui quella con l'enigmatico Demone Ombra Bai Xiao Sheng, e a confrontarsi con avversari sempre più pericolosi, come Su Ying e il Maestro dell'Energia Oscura.
Tra avventure, battaglie, segreti del passato e un legame destinato a diventare sempre più profondo, Tian Yao e Yan Hui dovranno affrontare un fato che sembra deciso a separarli e a mettere continuamente alla prova la loro determinazione nel perseguire il bene.
Recensione del Drama Back From the Brink (No Spoiler)
Trama e Ritmo Narrativo
Back From the Brink è una storia fantastica nel vero senso della parola: è una vera e propria fiaba che non lesina su creature magiche, incantesimi, artefatti misteriosi e luoghi favolosi immersi in un'atmosfera sospesa tra il mistico e l’onirico. La CGI la fa da padrone e, pur non essendo particolarmente raffinata, riesce comunque a svolgere egregiamente il suo compito perché, con il suo stile quasi cartoonesco, contribuisce a conferire alla serie un sapore fatato e fanciullesco.
Ammetto che inizialmente questa scelta stilistica mi ha lasciata un po' perplessa, ma con il passare degli episodi ho finito per apprezzarla proprio perché rispecchia perfettamente lo spirito del drama. Non solo l'aspetto visivo, ma anche la narrazione stessa abbraccia infatti una dimensione più leggera e avventurosa rispetto a quella di molti altri xianxia.
In questo senso, la trama di Back From the Brink si distingue per una certa originalità, allontanandosi da alcuni degli schemi più abusati del genere. Non ci troviamo di fronte alla classica storia in cui un demone e un immortale si innamorano per poi ritrovarsi costretti a combattersi per il bene superiore, come accade in Till the End of the Moon, né alla consueta vicenda del demone innamorato che aspetta per secoli o addirittura per molteplici reincarnazioni la donna amata, come in Miss the Dragon. Pur conservando tutti gli elementi che rendono affascinante il genere — magia, creature soprannaturali, coltivazione spirituale e antiche rivalità — Back From the Brink sceglie una strada diversa, costruendo una storia che punta molto sulla formula del viaggio trasformando ogni nuova tappa in un'occasione per ampliare il mondo narrativo, introdurre nuovi personaggi e approfondire il rapporto tra i protagonisti.
La narrazione procede con un buon ritmo e la storia scorre senza particolari momenti morti, riuscendo a mantenere alta la curiosità dello spettatore grazie a continui colpi di scena e misteri che vengono svelati poco alla volta.
Un altro elemento distintivo di Back From the Brink è il grande spazio riservato alla comicità. Sebbene non manchino momenti drammatici ed emotivamente intensi, il drama sceglie spesso di alleggerire i toni con gag e situazioni umoristiche. In alcuni casi questa leggerezza funziona molto bene e contribuisce a rendere la visione piacevole e spensierata; in altri, invece, assume sfumature fin troppo cartoonesche e rischia di sembrare un po’ troppo forzata finendo per spezzare la tensione emotiva creata dalle scene più importanti.
Personaggi e Storie d’Amore
Rispetto a molti altri xianxia — e ancora di più se si pensa alla tradizione più classica del genere — Back From the Brink si distingue per una caratterizzazione dei personaggi decisamente meno idealizzata. Se nello xianxia tradizionale i protagonisti sono spesso figure eroiche, incarnazioni di virtù assolute o martiri pronti a sacrificare tutto in nome del bene superiore, qui i personaggi appaiono decisamente più umani e imperfetti.
Le loro azioni non sono guidate da una rigida distinzione tra bene e male, ma da emozioni, desideri, paure e ferite personali che ne influenzano continuamente le scelte. Anche i personaggi più positivi, compresi Tian Yao e Yan Hui, possono mostrarsi egoisti, impulsivi o mossi dal risentimento, agendo talvolta in modi tutt'altro che irreprensibili pur di proteggere sé stessi o le persone a cui tengono.
È proprio questa distanza dagli archetipi eroici tradizionali a rendere la caratterizzazione particolarmente interessante. Più che simboli di giustizia o rettitudine, i personaggi di Back From the Brink sono individui fallibili che commettono errori, si contraddicono, maturano e imparano dalle proprie esperienze. Una scelta che conferisce maggiore spontaneità alla narrazione e rende più facile per lo spettatore empatizzare con le loro fragilità e i loro conflitti interiori.
Per quanto riguarda le storie d'amore, devo ammettere che rappresentano probabilmente l'aspetto che mi ha convinta meno del drama. Pur essendo presenti diverse coppie, nessuna è riuscita a trasmettermi una particolare alchimia o a coinvolgermi emotivamente fino in fondo. Ho avuto spesso la sensazione che il legame tra i personaggi si sviluppasse più sulla carta che sullo schermo e che mancasse quella scintilla capace di far tifare davvero per una relazione.
Anche la coppia principale, pur condividendo numerose avventure e momenti significativi, non mi è sembrata particolarmente affiatata - non a caso, il loro primo vero bacio arriva soltanto nell'episodio 38. Questa scelta riflette perfettamente le priorità della serie: Back From the Brink pare, infatti, concentrarsi più sull'avventura, sulla crescita dei personaggi e sull'esplorazione del suo mondo fantastico piuttosto che sulla componente romantica. Per questo motivo, chi si avvicina al drama in cerca di una storia d'amore intensa e travolgente farebbe bene a moderare le proprie aspettative: pur essendo una presenza costante all'interno della narrazione, il rapporto tra i protagonisti si sviluppa gradualmente nel corso degli episodi, ma non raggiunge mai quelle vette di passione, tensione romantica e tormento emotivo che caratterizzano molti degli xianxia romantici più celebri.
Cast
Per quanto riguarda il cast, nel complesso ho trovato le interpretazioni convincenti e la scelta degli attori particolarmente azzeccata: tutti gli interpreti riescono infatti a incarnare efficacemente lo spirito giovane, avventuroso e spensierato che caratterizza la serie. I personaggi trasmettono quella miscela di entusiasmo, impulsività e inesperienza che accompagna il loro percorso di crescita e che costituisce uno degli elementi distintivi del drama.
Detto questo, non posso dire di essere stata completamente convinta dalla coppia protagonista. Pur funzionando singolarmente nei rispettivi ruoli, Hou Ming Hao e Zhou Ye non sono riusciti a trasmettermi una chimica particolarmente intensa, e questo finisce inevitabilmente per penalizzare una componente romantica che già di per sé non rappresenta il punto di forza della serie.
Come accade spesso, ho trovato l’espressività di Hou Ming Hao piuttosto limitata, soprattutto sul piano delle microespressioni. È una caratteristica che si adatta, almeno in parte, a Tian Yao, uno Spirito Dragone che per buona parte della storia appare distante dalle emozioni e dalle logiche umane. Tuttavia, proprio questa recitazione molto controllata finisce talvolta per creare una certa distanza emotiva tra il personaggio e lo spettatore, rendendo più difficile empatizzare con i suoi sentimenti. Ho inoltre avuto l'impressione che nelle scene più intime con la protagonista apparisse piuttosto impacciato, non so se per una precisa scelta interpretativa o semplicemente per una chimica non del tutto riuscita con la coprotagonista.
Zhou Ye, dal canto suo, possiede un aspetto fresco e giovanile che la rende perfetta per il ruolo di Yan Hui, una giovane coltivatrice che si affaccia al mondo con curiosità e incoscienza. Ho apprezzato molto la sua spontaneità e l'energia che riesce a trasmettere al personaggio, ma ho avuto la sensazione che la sua recitazione fosse a tratti un po' troppo enfatica, soprattutto nelle scene che richiedevano emozioni più sottili e sfumate. Anche nel suo caso, le sequenze romantiche con Hou Ming Hao mi sono sembrate leggermente impacciate, contribuendo a quella sensazione di alchimia incompleta che ho percepito tra i due protagonisti.
Ho invece apprezzato molto l'interpretazione scanzonata di Wang Yi Lun. Sebbene alcune delle espressioni finissero talvolta per scontrarsi con l'atmosfera delle scene in cui erano inserite, il suo personaggio riesce quasi sempre a risultare divertente e memorabile. Persino nei momenti più seri affiora quella naturale leggerezza che caratterizza il suo modo di recitare, una qualità che da un lato limita un po' la drammaticità del personaggio ma dall'altro contribuisce a renderlo estremamente piacevole.
Tra gli interpreti che mi hanno colpita maggiormente figurano Chen Xin Yue, Kwan Chi Bun e Chen Ji. Pur adottando uno stile recitativo molto più misurato rispetto ad altri membri del cast, riescono a trasmettere emozioni intense con grande naturalezza, regalando ad alcuni dei momenti più drammatici della serie una sincerità che ho trovato particolarmente coinvolgente.
Una menzione speciale va infine a Ding Hui Yu nel ruolo dell'affezionato demone serpente A'Cha. Grazie a una recitazione semplice ma sentita, è riuscito a rendere il personaggio incredibilmente tenero e umano, al punto da farmi affezionare a lui fin dalle sue prime apparizioni. Le sue scene sono state tra quelle che più mi hanno emozionata nel corso della visione.
Aspetti Visivi e Colonna Sonora
Sotto il profilo visivo, Back From the Brink risulta nel complesso piuttosto credibile grazie a una regia solida e professionale e a una fotografia che fa un uso coerente e ragionato del colore. Nonostante il mondo rappresentato sia estremamente vivace e cromaticamente ricco, questa scelta non risulta mai davvero fuori luogo, perché si inserisce bene nella natura fiabesca del racconto, contribuendo anzi a rafforzarne l’identità visiva. Più controversa è invece la gestione dell’illuminazione, spesso molto alta e uniforme, che talvolta appiattisce leggermente la profondità delle scene.
Un punto decisamente a favore della produzione è rappresentato dai costumi, che portano chiaramente la firma della costumista Huang Wei: pur non essendo eccessivamente eccentrici, risultano curati, di ottima fattura e coerenti sia con l’immaginario fantastico della serie sia con la caratterizzazione dei personaggi. Anche trucco e acconciature contribuiscono a rafforzare la credibilità visiva dei protagonisti segendo con attenzione le loro diverse evoluzioni narrative.
Il limite principale della produzione resta invece la CGI, che si rivela il punto più debole dell’impianto tecnico. Se da un lato i combattimenti magici risultano nel complesso accettabili, dall’altro alcuni effetti visivi appaiono decisamente poco convincenti, mentre le creature digitali assumono spesso un aspetto quasi cartoonesco che risulta, a tratti, eccessivamente irrealistico. Anche le scenografie, pur ricostruite con cura, tendono talvolta a tradire un uso molto intenso di elementi fantastici che finiscono per sembrare artificiali, restituendo un mondo visivamente coerente ma non sempre del tutto immersivo.
La colonna sonora di Back From the Brink si contraddistingue principalmente per le sue atmosfere romantiche e malinconiche, costruite attraverso brani dal ritmo lento e da orchestrazioni moderne che privilegiano strumenti di matrice occidentale, in particolare gli archi. L’utilizzo di strumenti tradizionali cinesi risulta invece piuttosto limitato e compare in modo realmente riconoscibile soltanto nel brano 飘雪 (Falling Snow), che rappresenta quasi un’eccezione all’interno dell’impianto sonoro complessivo.
Nel suo insieme, la OST non contiene pezzi particolarmente incisivi: i brani tendono a scorrere senza restare davvero impressi, con una scrittura musicale più funzionale che memorabile. Tra le canzoni, l’unica a distinguersi in modo più netto è 当歌 (As A Song), interpretata da Estelle Chen, che si discosta dal tono generale della colonna sonora grazie a un’impronta più leggera e quasi infantile, assumendo il carattere di una piccola canzoncina dal sapore giocoso e spensierato.
A elevare parzialmente l’impatto delle musiche sono soprattutto le interpretazioni vocali, spesso affidate a cantanti dalle voci intense e sfaccettate, tra cui Liu Yu Ning e lo stesso Hou Ming Hao. È proprio grazie a questa resa interpretativa, capace di alternare toni più potenti a passaggi delicati, che alcuni brani riescono comunque a guadagnare una certa profondità emotiva, compensando in parte una composizione musicale altrimenti piuttosto convenzionale.
ATTENZIONE!
DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.
Recensione del Drama Back From the Brink (Spoiler)
Cosa Funziona
Il soggetto
Ciò che rende Back From the Brink un drama avvincente e, per certi versi, originale, è senza dubbio il suo soggetto. A ben vedere, infatti, la serie parte da presupposti estremamente classici: un potente essere sovrannaturale tradito e ridotto all’impotenza proprio dalla persona che amava, il lungo percorso per recuperare i suoi poteri, gli alleati incontrati lungo il cammino e una lotta finale contro le forze del male per ristabilire l'ordine. In altre parole, tutti gli ingredienti tipici del racconto eroico e dello xianxia tradizionale.
Quel che cambia è però il modo in cui questi elementi vengono sviluppati. Più che raccontare l'epopea di un eroe destinato a salvare il mondo, Back From the Brink sceglie infatti di costruire una sorta di "xianxia on the road", in cui il viaggio assume un'importanza pari, se non superiore, alla meta finale. Tian Yao e Yan Hui sono legati fin dall'inizio da un vincolo impossibile da spezzare: la Squama Proteggi Cuore dello Spirito Dragone, ormai fusa con il corpo della protagonista, è allo stesso tempo ciò che consente a lei di sopravvivere e ciò che lui deve inevitabilmente recuperare per tornare completo. Da questa premessa nasce una collaborazione forzata che si trasforma gradualmente in un percorso condiviso attraverso il quale i due protagonisti attraversano il regno alla ricerca delle diverse parti del corpo immortale di Tian Yao, disperse dalla vendicativa Su Ying.
È proprio questa struttura itinerante a conferire alla serie gran parte del suo fascino. Ogni nuova tappa introduce ambientazioni, personaggi e conflitti differenti, permettendo alla storia di rinnovarsi continuamente senza perdere di vista il proprio obiettivo principale. Nel corso del viaggio i protagonisti stringono amicizie, affrontano nemici sempre nuovi, scoprono segreti legati al passato e si trovano più volte a dover sfidare un destino che sembra ostinato a ostacolarli. Ne deriva una narrazione dinamica, avventurosa e costantemente in movimento, che punta più sul senso della scoperta e dell'esplorazione che sulla grandiosità epica tipica di molti xianxia contemporanei.
A rendere il tutto ancora più peculiare contribuiscono poi la comicità marcata e una CGI volutamente cartoonesca che, pur non essendo sempre impeccabile sul piano tecnico, finiscono per definire una precisa identità estetica. Lontano dai toni solenni, tragici e quasi sacrali che caratterizzano molte produzioni del genere, Back From the Brink abbraccia una dimensione più leggera e fiabesca. Per questo motivo, più che a una grande leggenda eroica o a un mito fondativo, la serie ricorda spesso una fiaba fantastica dai contorni oscuri, popolata da creature magiche, avventure rocambolesche e ostacoli apparentemente insormontabili, ma animata da uno spirito ottimista che accompagna lo spettatore fino al lieto fine.
La Comicità
Se c'è un aspetto in cui Back From the Brink riesce quasi sempre a centrare l'obiettivo, quello è la comicità. Pur essendo spesso molto marcato e talvolta persino eccessivo, con gag, espressioni esasperate e situazioni che sembrano uscite direttamente da un cartone animato, l'umorismo rappresenta probabilmente uno dei maggiori punti di forza del drama. Del resto, questo tipo di comicità si inserisce perfettamente nel tono leggero che caratterizzano gran parte della serie.
L'episodio che mi ha divertita più di tutti è stato senza dubbio il 33, quando Tian Yao, appena rinato dall'uovo di dragone, si comporta a tutti gli effetti come un bambino piccolo pur essendo un uomo fatto. Le sue reazioni infantili, i capricci e gli improvvisi sputi di fuoco danno vita a una serie di situazioni irresistibilmente assurde che riescono a strappare più di una risata senza risultare fuori luogo nel contesto della storia.
La vera figura comica del drama è però Bai Xiao Sheng. Sebbene il personaggio venga inizialmente presentato come una presenza ambigua e potenzialmente ostile nei confronti dei protagonisti, finisce ben presto per trasformarsi in uno dei principali motori comici della narrazione. Le sue trovate improbabili, i suoi piani strampalati e il suo modo di fare sopra le righe regalano alcuni dei momenti più memorabili e divertenti della serie, contribuendo ad alleggerire anche le situazioni più tese.
Mi ha divertita molto anche la coppia formata da Zhu Li e Huan Xiao Yan, i cui continui battibecchi, l'ostinazione che li contraddistingue e i numerosi siparietti generati dai loro caratteri impulsivi e testardi regalano alcuni dei momenti più spassosi dell'intero drama.
Detto questo, non tutte le scelte comiche mi hanno convinta allo stesso modo. In alcuni frangenti ho avuto l'impressione che gli sceneggiatori insistessero un po' troppo sulle gag e sulle situazioni farsesche, quasi nel tentativo di creare un contrasto molto netto con le scene più drammatiche. Sebbene questo espediente riesca effettivamente a rendere più evidenti i momenti di sofferenza e di tensione emotiva, a volte la comicità appare leggermente forzata e rischia di interrompere il naturale flusso della narrazione. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi l'umorismo resta uno degli elementi più piacevoli della serie e contribuisce in modo significativo a conferirle quella leggerezza e quel senso di meraviglia che la distinguono da molti altri xianxia contemporanei.
La Caratterizzazione dei Personaggi
Un altro aspetto positivo di Back From the Brink è che propone una caratterizzazione dei personaggi meno idealizzata e più vicina alla sensibilità moderna. Negli xianxia tradizionali, infatti, le figure principali tendono spesso a essere costruite in chiave eroica o sacrale: eroi impeccabili, martiri disposti al sacrificio assoluto o incarnazioni quasi astratte di giustizia e rettitudine.
In questo drama, invece, i personaggi vengono riportati a una dimensione più umana e concreta. Non sono mai rigidamente incasellati in ruoli morali definiti, ma appaiono come individui complessi, attraversati da emozioni autentiche e spesso contraddittorie. Le loro scelte non nascono da un’idea assoluta di bene o male, ma da desideri personali, ferite irrisolte e istinti di sopravvivenza emotiva che li rendono più vicini e comprensibili.
Il personaggio di Bai Xiao Sheng rappresenta forse l'esempio più evidente di questo approccio. Sacrificato dal proprio clan quando era ancora un bambino perché ritenuto troppo potente e destinato a diventare uno strumento nelle mani del Maestro dell'Energia Oscura, trascorre gran parte della sua vita al servizio di quest'ultimo, contribuendo ai suoi piani e fornendogli parte del proprio potere. Eppure non diventa mai una figura completamente malvagia: dietro i suoi comportamenti ambigui e opportunistici emerge costantemente il desiderio di aiutare Tian Yao e Yan Hui, fino a schierarsi apertamente contro il suo stesso maestro.
Lo stesso vale per molti altri personaggi. Chang Lan sceglie di servire il lato oscuro perché le leggi del suo regno lo hanno condannato a una vita di prigionia e cecità soltanto per essere nato pochi minuti dopo il fratello gemello destinato al trono. Persino lo Spettro Oscuro, incarnazione stessa di un potere corrotto e distruttivo, mostra in passato il desiderio di cambiare quando si trova sotto la guida di Xue Lin. Allo stesso modo, la crudeltà di Su Ying non nasce da una malvagità fine a sé stessa, ma dalla sua fanatica devozione alla causa degli immortali e dal profondo attaccamento nei confronti di Lu Mu Sheng.
Anche le figure apparentemente “positive”, inclusi i protagonisti, non sono esenti da zone d'ombra: sono spesso egoiste, impulsive o guidate dal risentimento, e non sempre agiscono seguendo principi moralmente impeccabili. Tian Yao stesso, che per gran parte della storia appare come un personaggio altruista e disposto al sacrificio, arriva a compiere una scelta profondamente egoistica quando Su Ying lo ricatta mettendo in pericolo gli abitanti della Valle del Dragone e costringendolo a scegliere tra la vita dei suoi sudditi e quella di Yan Hui. In quel momento, come molti altri personaggi della serie, non agisce secondo principi morali assoluti, ma spinto dall'affetto, dalla paura della perdita e dal desiderio di proteggere ciò che considera più importante.
È proprio questo scarto rispetto all'idealizzazione tipica del genere a rendere la loro caratterizzazione più fresca e coinvolgente: non simboli eroici, ma persone che sbagliano, reagiscono, si contraddicono e crescono lungo il percorso. Questo approccio contribuisce a rendere la narrazione più viva e credibile, perché permette a chi guarda di riconoscersi, almeno in parte, nelle fragilità, nelle motivazioni e nei conflitti interiori dei personaggi.
Cosa Non Funziona
La melodrammaticità della storia d’amore tra Tian Yao e Yan Hui
Uno degli aspetti che mi hanno convinta meno di Back From the Brink è probabilmente la gestione delle storie d'amore e, in particolare, quella tra Tian Yao e Yan Hui. Per gran parte della serie, infatti, la loro relazione viene costruita attraverso la collaborazione, la fiducia reciproca e una comunicazione sorprendentemente sincera per gli standard del genere. Proprio per questo motivo alcune svolte narrative mi sono sembrate particolarmente forzate, quasi fossero state introdotte per aumentare artificialmente la componente melodrammatica di una romance che, di per sé, tende a mantenere toni piuttosto misurati.
L'esempio più evidente è il recupero della Squama Proteggi Cuore da parte di Tian Yao. Fino a quel momento i protagonisti sembravano aver superato la diffidenza iniziale e aver instaurato un rapporto basato sul dialogo e sulla fiducia reciproca. Per questo ho trovato piuttosto difficile accettare che, nell'episodio 16, Tian Yao decidesse improvvisamente di trafiggere Yan Hui alle spalle per riprendersi la squama senza fornirle alcuna spiegazione, lasciandola agonizzante e profondamente traumatizzata. La scelta appare ancora più problematica se si considera che costringe Bai Xiao Sheng a contaminarla con l'Energia Oscura pur di salvarle la vita, innescando una lunga serie di conseguenze che sembrano derivare più dalle esigenze del dramma romantico che da un'evoluzione naturale dei personaggi.
Anche gli sviluppi successivi mi hanno lasciata piuttosto perplessa. Da un lato abbiamo Yan Hui che, dopo il tradimento subito, sviluppa una vera e propria reazione di panico nei confronti di Tian Yao, accompagnata da continui flashback disturbanti ogni volta che lui tenta di avvicinarla. Dall'altro lato assistiamo a quello che sembra un autentico caso di mutismo selettivo da parte del protagonista maschile, il quale perde sistematicamente ogni occasione utile per spiegare le proprie ragioni e chiarire l'accaduto. È uno di quegli espedienti narrativi che possono funzionare per prolungare la tensione romantica, ma che finiscono inevitabilmente per risultare frustranti quando il conflitto potrebbe essere risolto con una semplice conversazione. A questo proposito, mi ha un po' delusa vedere gli sceneggiatori ricorrere ancora una volta a uno dei cliché più abusati del genere: invece di lasciare che fosse Tian Yao stesso a raccontare la verità a Yan Hui, il compito viene affidato a Huan Xiao Yan. Il risultato è che il chiarimento tra i protagonisti viene rimandato ulteriormente, non perché vi siano reali ostacoli alla comunicazione, ma semplicemente perché la sceneggiatura ha bisogno di mantenere in vita il conflitto ancora per qualche episodio.
Anche la sottotrama che coinvolge Bai Xiao Sheng mi è sembrata, a tratti, eccessivamente costruita. I suoi ostinati tentativi di favorire la relazione tra Tian Yao e Yan Hui trovano inizialmente una giustificazione narrativa piuttosto convincente nel desiderio di ottenere l'Elogio Spettrale, per il quale è necessaria una coppia composta da un demone e una taoista capace di superare le prove imposte dallo Spirito Pennello. Finché le sue azioni sono motivate da questo obiettivo, mantengono una loro coerenza interna e contribuiscono anche a generare alcune situazioni divertenti.
Le cose si complicano però quando lo stesso Bai Xiao Sheng sviluppa improvvisamente dei sentimenti per Yan Hui. Sebbene sia comprensibile che un personaggio segnato dall'abbandono materno possa affezionarsi a chi gli dimostra gentilezza e comprensione, ho trovato poco convincente la rapidità con cui questo legame si trasforma in un interesse amoroso. Più che una naturale evoluzione della loro amicizia, la svolta dà l'impressione di essere stata introdotta per creare un ulteriore ostacolo alla relazione tra i protagonisti e aggiungere un nuovo elemento di tensione sentimentale alla trama.
Per questo motivo, l'intera sottotrama finisce per apparire leggermente artificiosa. Ho avuto la sensazione che gli sceneggiatori cercassero di inserire un accenno di triangolo amoroso in una storia che, in realtà, sembra esprimere al meglio le proprie potenzialità quando si concentra sull'avventura, sul viaggio dei protagonisti e sulla loro crescita personale piuttosto che sui malintesi romantici e sulle rivalità sentimentali.
La Gestione di Alcune Sottotrame
Anche la gestione di alcune sottotrame lascia talvolta l'impressione di una certa tendenza, da parte degli sceneggiatori, a introdurre un numero eccessivo di vicende al solo scopo di creare nuovi motivi di tensione all'interno della trama. Più volte nel corso della serie ho avuto la sensazione che alcuni filoni narrativi venissero inseriti e poi risolti con eccessiva rapidità, senza il tempo necessario per sviluppare un reale coinvolgimento emotivo da parte dello spettatore. In questi casi, il loro scopo sembra essere più quello di generare momentanei picchi di dramma o di prolungare la narrazione che quello di approfondire davvero i personaggi o il mondo della storia.
L'episodio che mi ha dato maggiormente questa sensazione è la vicenda di Pu Fang e Xi Feng. La loro storia d'amore viene introdotta soltanto nell'episodio 29 e sostanzialmente esaurita nel giro di una ventina di minuti, lasciando pochissimo spazio perché lo spettatore possa affezionarsi alla coppia o investire emotivamente nel loro destino. A rendere la situazione ancora più curiosa è il fatto che la stessa Pu Fang, nel raccontare a Yan Hui come lei e Xi Feng si siano conosciuti, definisca il loro rapporto come «uno stereotipo ben noto», una battuta che finisce involontariamente per evidenziare la natura estremamente convenzionale e poco approfondita della loro relazione.
Le informazioni che ci vengono fornite sul loro passato contribuiscono ulteriormente a indebolire l'impatto emotivo della vicenda. Dopo il loro primo incontro, infatti, i due non si sono praticamente più rivisti e la stessa Pu Fang ammette di non sapere nemmeno se Xi Feng ricambi i suoi sentimenti. Per questo motivo risulta difficile percepire il loro legame come particolarmente profondo o paragonabile a quello di coppie che hanno condiviso anni di vita, sacrifici e difficoltà insieme.
Nemmeno il loro ricongiungimento nell'episodio 30 riesce davvero a rafforzare la credibilità della loro storia. Quando i due si ritrovano, Xi Feng non sembra particolarmente felice di rivedere Pu Fang né appare disposto a sacrificarsi per salvarla quando viene catturata da Ling Fei. Di conseguenza, quando più tardi decide di raggiungerla nell'aldilà dopo aver scoperto che è morta a causa delle torture subite da parte dei suoi condiscepoli, il momento fatica a suscitare la commozione che probabilmente gli sceneggiatori avevano previsto. Più che una tragedia costruita e preparata nel corso del tempo, la loro vicenda finisce per apparire come una parentesi melodrammatica inserita all'ultimo momento, rendendo difficile empatizzare davvero con il destino dei due personaggi.
La CGI
L'aspetto più controverso dell'intera produzione è però la CGI. Molti effetti visivi risultano poco realistici e alcune creature generate digitalmente sembrano appartenere più al mondo dell'animazione che a quello di una produzione live action. Anche diversi effetti magici appaiono artificiosi e non sempre riescono a integrarsi in modo convincente con gli ambienti e gli attori.
Una sensazione analoga emerge anche osservando le scenografie. Pur essendo generalmente curate e ricche di dettagli, molti ambienti fanno un uso estremamente abbondante di elementi fantastici, decorazioni e strutture soprannaturali che finiscono talvolta per apparire più costruiti che vissuti. Ne deriva un'estetica che raramente punta al realismo e che spesso mette in mostra la propria natura artificiale.
Paradossalmente, però, è proprio questa evidente artificialità a costituire uno degli aspetti più peculiari del drama. Invece di cercare una rappresentazione credibile e immersiva del mondo soprannaturale, Back From the Brink sembra abbracciare una dimensione quasi fiabesca, nella quale la verosimiglianza passa in secondo piano rispetto al senso di meraviglia. Le creature dall'aspetto cartoonesco, gli effetti speciali volutamente vistosi e i paesaggi dai colori saturi contribuiscono a creare un'atmosfera che ricorda più una favola fantastica che una leggenda mitologica.
Per questo motivo, nonostante la CGI rappresenti oggettivamente uno dei punti più deboli della serie dal punto di vista tecnico, non l'ho mai percepita come un elemento realmente penalizzante per la visione. Dopo un iniziale senso di straniamento, ho finito anzi per considerarla parte integrante dell'identità del drama. La sua estetica artificiale e quasi infantile si sposa infatti sorprendentemente bene con il tono leggero, avventuroso e a tratti giocoso della narrazione, contribuendo a conferire alla serie quel sapore di fiaba moderna che la distingue da molti altri xianxia contemporanei.
Personaggi e Cast
Personaggi Principali
Tian Yao (Hou Ming Hao) Spirito Dragone Millenario che vive nella Valle del Dragone di Luochuan. Il suo potere magico è il Fuoco del Dragone e la sua spada, la Zanna del Dragone di Fuoco, è in grado di dissipare l’Energia Oscura. Il giorno delle sue nozze con la Maestra Taoista Su Ying lei lo tradisce e cerca di rubargli la Squama Proteggi Cuore ma, non riuscendoci, fa a pezzi il suo corpo sigillando il suo Spirito in un albero della Valle del Dragone. Dopo che Yan Hui libera la sua anima dal Legno Blocca Anima, vive nel Villaggio Tongluo sotto le mentite spoglie di A’Fu, nipote dell’anziana Signora Xiao (Li Wen Ling).
Yan Hui (Zhou Ye) ragazza con una rara malattia al cuore che viene abbandonata dalla madre quando è ancora in fasce nelle acque del Fiume Oscuro che si dice curi ogni male. Quando Tian Yao scaglia via la Squama Proteggi Cuore per impedire a Su Ying di impadronirsene, lei la riceve provvidamente e guarisce. Dopo qualche anno di vagabondaggi si ritrova presso la Valle del Dragone dove, per difendersi da un demone, usa il Fuoco del Dragone di Tian Yao e libera lo spirito del Demone dal Legno Blocca Anima. Viene poi adottata dal Capo della Setta Taoista del Monte Chenxing e diventa sua discepola.
Bai Xiao Sheng (Wang Yi Lun) Demone Ombra discendente del Clan delle Ombre e praticante oscuro. Da piccolo era il bambino più dotato del Clan delle Ombre. Sentendosi minacciato da lui il Capo Clan Ying Cheng (Zhu Peng Cheng) ha fatto un patto con il Maestro dell’Energia Oscura per consegnarglielo e ha convinto la madre ad abbandonarlo nella foresta dicendole che è il bambino malefico di cui parla una loro antica profezia. Una volta nelle mani di Fu Yin, questi utilizza la sua essenza per farsi un mantello d’ombra che lo protegga dal potere di Tian Yao. Più tardi lo Spettro Oscuro lo incaricherà di trovare l’Elogio Spettrale il manoscritto dalla Maestra Taoista Xue Lin che spiega come eliminare l’energia oscura dal mondo.
Fu Yin/Spettro Oscuro (Pema Jyad) Maestro dell’Energia Oscura nato dal caos e dalla malvagità del mondo. In gioventù era discepolo della Maestra Taoista Xue Li, che voleva aiutarlo a controllare la sua energia oscura attraverso la coltivazione. Lui però si era lasciato consumare dalla sua ossessione per lei e quando aveva scoperto che la donna era innamorata del Re di Qingqiu si era trasformato in uno spirito malvagio.
Personaggi Secondari
Setta Taoista Guanghan
Su Ying (Yang Rong) Capo della Setta Taoista Guanghan e fidanzata di Tian Yao. Il giorno delle nozze lo tradisce e cerca di rubargli la Squama Proteggi Cuore, ma fallisce così lo smembra e sigilla le parti del suo corpo in vari luoghi sparsi per il regno. Con le sue squame crea un'armatura allo scopo di proteggere e allungare la vita del suo vero amore, il generale mortale Lu Mu Sheng. Senza la Squama Proteggi Cuore però l'armatura è incompleta così lei tenta in tutti i modi di appropriarsene, cercando di attirare Tian Yao in trappola.
Yun Meng (Zhang Xin Yan) immortale della Setta Taoista Guanghan e sottoposta di Su Ying. In realtà è una praticante oscura agli ordini del Maestro dell’Energia Oscura.
Setta Taoista del Monte Chenxing
Ling Xiao (Chang Zhi Yao) Capo della Setta Taoista del Monte Chenxing che trova e adotta Yan Hui e la cresce per dieci anni.
Zi Chen (Liu Feng) capo discepolo della Setta Taoista del Monte Chenxing e da shixion (condiscepolo maggiore) di Yan Hui.
Zi Yue (Zhang Wan Fang) discepola della Setta Taoista del Monte Chenxing e shijie (condiscepola maggiore) di Yan Hui.
Maestro Taoista Qing Guang (Tan Jian Chang) ex Capo della Setta del Monte Chenxing e shifu (maestro) di Ling Xiao. Con l’aiuto di Chen Yi e Xue Lin, ha sigillato dentro di sé il potere del Maestro dell’Energia Oscura, ma alla fine ne è rimasto soggiogato, permettendo a Fu Yin di servirsi di lui per diffondere il male nel mondo.
Ling Fei (Long Zheng Xuan) Mastra Taoista Supervisore della Sala della Disciplina del Monte Chenxing incaricata di catturare e imprigionare i demoni malvagi e meimei di Su Ying. È lei che cattura e uccide Yun Xi su richiesta di Su Ying perché ha osato innamorarsi di Lu Mu Sheng.
Città di Yongzhou
Xian Ge (Chen Xin Yu) amica di Yan Hui e proprietaria del Circolo Parole Dimenticate che in realtà funge da rifugio per i demoni perseguitati di Yongzhou che lei registra come suoi famigli. La sua lotta in favore dei demoni nasce perché, pur essendo una mortale, è la figlia adottiva del Re di Qingqiu.
Yu Li (Ye Si Wei) famiglio principale di Xian Ge che fa parte del gruppo dei suoi dodici gongzi.
Feng Ming (Yi Mu) proprietario del laboratorio di produzione di fragranze e incensi Tianxiang di Yongzhou e zio di Feng Chan Shuo. In realtà lavora per Su Ying distillando l’energia dei demoni per creare un elisir che faccia tornare la memoria all'amnesiaco Lu Mu Sheng.
Feng Chan Shuo (Zuo Ye) nipote di Feng Ming proprietario degli Uffici Commissioni Qijue e editore della rassegna magica Le Cronache dei Fiori. È da sempre innamorato di Xian Ge e, dopo molte insistenze, alla fine riuscirà a sposarla.
Wang Peng Yuan (Chen Guo) Giovane Signore della Famiglia Wang. È l’uomo più ricco di Yongzhou e Yan Hui vorrebbe estorcergli la somma di denaro necessaria a comprare un’informazione presso l’Ufficio Commissioni Qijue. Lui è disposto a tutto per lei da quando lei l’ha salvato da un gruppo di demoni che l’aveva attaccato mentre si recava al Tempio Huguo.
Regno di Qingqiu
Chen Yi (Kwan Chi Bun) re di Qingqiu, il Regno dei Demoni, e padre di Yun Xi e Zhu Li. Appartiene alla stirpe delle Volpi a Nove Code e ha un fratello gemello di nome Chang Lan.
Xue Lin (Qi Yi) Maestra Taoista della Setta del Monte Chenxing che si innamora e sposa il re di Qingqiu. Per tutta la sua vita cerca un modo per eliminare l’Energia Oscura dal mondo e per farlo pratica le tecniche dell’Elogio Spettrale che però consumano la sua energia portandola alla morte.
Yun Xi (Du An Qi) Principessa della stirpe delle Volpi a Nove Code di Qingqiu, figlia di Xue Lin e Chen Yi. Salva Lu Mu Sheng e se ne innamora tanto da decidere di sposarlo mantenendo segreta la sua vera identità. Viene uccisa da Su Ying che vuole creare con la sua essenza demoniaca un elisir per far tornare la memoria al Generale.
Zhu Li (Liu Yao Yuan) Principe Ereditario della stirpe delle Volpi a Nove Code di Qingqiu e figlio di Xue Lin e Chen Yi. Si innamorerà di Huan Xiao Yan e, dopo molte peripezie, la sposerà.
Chang Lan (Kwan Chi Bun) fratello gemello del Re Chen Yi, governa Qingqiu da quando il sovrano è scomparso. Secondo le leggi di Qingqiu, è stato acciecato da piccolo per evitare che usurpasse il trono ed è vissuto per anni nelle prigioni reali fino a quando il fratello non l’ha liberato. Per cercare di opporsi al suo triste destino diventa un praticante oscuro al servizio dello Spettro Oscuro ed è conosciuto come Maestro degli Incantesimi Visivi.
Zhao Yu (Xia Tian) Capo delle Guardie di Qingqiu. È il padrino di Chang Lan e lo ha aiutato nel periodo in cui è stato rinchiuso nelle prigioni reali. Durante la sua reggenza lo spalleggia e copre le sue malefatte.
Pu Fang (Guo Yang) Demone Volpe dalle Cinque Code e medico di Chang Lan. È segretamente innamorata del discepolo Taoista Xi Feng (Zhao Rui) e seguirà in segreto Yan Hui sul Monte Chenxing per rivedere il suo amato, ma verrà uccisa dai compagni di setta di Xi Feng per via della loro storia d'amore proibita.
Yan Buhuo (Yang Guang) Spirito Pennello, guardiano dell’Elogio Spettrale e precettore del Principe Ereditario. Prima di morire Xue Lin gli affida la custodia del suo manoscritto sigillandolo in un paravento nel palazzo reale di Qingqiu. Perché il manoscritto venga rivelato è necessario che una coppia formata da un Taoista e un Demone entri nel paravento e superi tre prove (tecniche disturbanti). La prima consiste nel rispondere correttamente a delle domande di coppia poste da Yan Buhuo. La seconda nel percorrere fino alla fine un tunnel buio senza farsi persuadere a tornare indietro dallo spirito di Xue Lin. La terza nel rompere un’illusione decidendo di salvare la persona amata a scapito al resto del mondo.
Altri Personaggi
Huan Xiao Yan (Zhang Kai Ying) Demone delle Illusioni che vive nella Foresta della Nebbia Mistificante vicino alla città di Fengya. Dopo la morte del Re delle Illusioni (Fu Hong Sheng), è l’unica supersitite del Clan delle Illusioni ed è decisa a trovare il Maestro degli Incantesimi Visivi per vendicare lo sterminio del suo Clan. Si innamorerà di Zhu Li.
Lu Mu Sheng (Ji Chen) generale umano cacciatore di demoni inizialmente innamorato di Su Ying. Dopo aver perso la memoria, si innamora e sposa la Principessa Demone Yun Xi e, dopo che questa viene uccisa da Su Ying, decidere di prendersi cura in eterno della sepoltura dell’amata a Qingqiu.
A’Cha (Ding Hui Yu) Demone Serpente che Yan Hui vorrebbe catturare per riscattare la sua taglia e guadagnare qualche soldo. È ricercato per aver rubato la Sfera di Fuoco che serve per curare la Maestra Taoista Qi Yun. Lui è rimasto affascinato da lei quando la donna lo ha salvato dai cacciatori di demoni, ma poi lei è rimasta vittima della Tecnica del Fiore del Gelo e giace, ormai da anni, gravemente malata.
Qi Yun (He Xin Lin) Maestra Taoista e Capo del Monastero Qiyun. Una ventina di anni prima dei fatti narrati, ha salvato il Demone Serpente A’Cha da un gruppo di cacciatori di demoni e lui si è innamorato di lei. Tempo dopo, seguendo l’energia oscura nella Foresta della Nebbia Mistificante, è entrata nell’occhio della mente dello Spettro Oscuro dove ha cercato di aiutare il Maestro Qing Guang ad eliminare Su Yin. Durante la battaglia però l’energia oscura l'ha contaminata e, per salvarla, il Maestro Taoista ha usato su di lei la Tecnica del Fiore del Gelo che ha alterato la sua mente e danneggiato il suo corpo. Quando A’Cha la ritrova è gravemente malata così lui ruba la Sfera di Fuoco nella speranza di curarla.
Wu Jin (Rong Er Bo) praticante oscuro che controlla uno Shebishi (creatura mitologica). Cerca di uccidere Tian Yao per assorbirne l'energia spirituale ma viene sconfitto dallo Spirito Dragone con la collaborazione di Yan Hui.
Personaggio Preferito: Xian Ge
È uno dei personaggi più positivi e affidabili di Back From the Brink. Pacata, riflessiva e dotata di grande buon senso, rappresenta spesso una voce di equilibrio all'interno di una storia popolata da figure impulsive, tormentate o guidate dalle proprie ossessioni.
Pur essendo una mortale, è profondamente legata al mondo dei demoni grazie al rapporto che la unisce al Re di Qingqiu, che l'ha cresciuta come una figlia, e sviluppa nei loro confronti una sincera empatia che la porta a sfidare apertamente pregiudizi e ingiustizie.
Il suo coraggio si manifesta soprattutto nelle azioni concrete: non esita infatti a rischiare la propria posizione per aiutare i demoni perseguitati dalla Famiglia Feng, arrivando persino a far scavare cunicoli segreti sotto il suo Circolo per consentire loro di fuggire clandestinamente dalla città.
Allo stesso modo, si dimostra un'amica leale e generosa nei confronti di Yan Hui, intervenendo più volte in suo aiuto e offrendo protezione sia a lei sia a Tian Yao nei momenti di maggiore difficoltà.
Pur non essendo una combattente straordinaria né una figura centrale nelle grandi vicende soprannaturali della serie, affronta con determinazione anche le situazioni più pericolose, arrivando a combattere al fianco dei protagonisti contro lo Spettro Oscuro.
La sua forza non risiede tanto nei poteri quanto nell'integrità morale, nella capacità di agire secondo coscienza e nella volontà di fare ciò che ritiene giusto anche quando sarebbe più facile voltarsi dall'altra parte. Per questo motivo, pur rimanendo spesso lontana dai riflettori, finisce per essere uno dei personaggi più autentici, ammirevoli e coraggiosi dell'intero drama.
Personaggio S-Preferito: Su Ying
È senza dubbio uno dei personaggi più controversi di Back From the Brink. Dietro l'apparente rettitudine e il rigore morale della rispettata Maestra Taoista si nasconde una donna consumata dalle proprie ossessioni, disposta a sacrificare chiunque pur di perseguire ciò che ritiene giusto o ottenere ciò che desidera. Ogni sua parola sembra accuratamente calibrata per ottenere un vantaggio e ogni sua azione appare guidata dall'interesse personale e da principi morali distorti.
La sua freddezza e il suo costante autocontrollo rendono difficile inquadrare il personaggio secondo le tradizionali categorie di bene e male. Agisce spesso in nome di ideali apparentemente nobili, ma è pronta a sfruttare, ingannare e sacrificare chiunque pur di raggiungere i propri obiettivi. Non esita a manipolare persino le persone che le sono più vicine, utilizzandone la fiducia come uno strumento e mostrando ben poca empatia nei confronti delle sofferenze che provoca.
A guidarla è soprattutto la sua ossessione per Lu Mu Sheng, un sentimento che trascende l'amore e assume progressivamente i contorni di una fissazione morbosa. Nel perseguire questo obiettivo, si rende responsabile di azioni sempre più discutibili senza mai interrogarsi realmente sulle conseguenze delle proprie scelte.
Ciò che la rende particolarmente disturbante è proprio l'assenza di un autentico conflitto interiore: fino all'ultimo non manifesta rimorso per il dolore causato agli altri né sembra mettere in discussione le proprie convinzioni.
Per questo motivo, finisce per incarnare una delle forme più interessanti di ambiguità morale presenti nel drama. Non è una semplice antagonista malvagia, ma una donna che ha subordinato ogni principio, affetto e senso di umanità ai propri desideri, trasformando gradualmente il proprio amore in una giustificazione per qualsiasi azione. E, diversamente da molti villain del genere, non trova una vera redenzione nemmeno di fronte alla morte.
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