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Recensione Completa di Whispers of Fate (2025) | Trama e Personaggi

Alessandra
Recensione Completa di Whispers of Fate (2025) | Trama e Personaggi

Locandina di Whispers of Fate - Courtesy of Hunan TV

    Recensione del Drama Whispers of Fate - Locandina

    Dettagli

    VALUTAZIONE: (6/10)

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    TITLOLO ORIGINALE: 水龙吟 – Shuǐlóng yín

    ANNO: 2025

    EPISODI: 40

    DURATA: 45’

    REGIA: Chen Zhou Fei, Qian Jing Wu

    SCENEGGIATURA: Zhuang Xiu, Lin Cong He, Wang Xiao Lou, Yan Mo Yi

    AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Teng Ping (千劫眉- Enduring a Thousand Tribulations)

    LUOGHI COMUNI RISPETTATI: 1 - 2 - 3 – 4 – 6 – 10 - 11 – 14 - 15

    IN BREVE

    1. Cosa aspettarsi: Whispers of Fate è un wuxia con elementi fantastici e una narrazione solenne. Il racconto è incentrato sul viaggio del protagonista alla scoperta del il suo ingombrante passato che gli fa comprendere lo scopo della sua esistenza.
    2. Punti di forza: atmosfera evocativa, interpretazione impeccabile di Luo Yun Xi, costumi ed accessori originali e sfarzosi, colonna sonora grandiosa.
    3. Punti deboli: scarsa contestualizzazione della storia, lentezza della trama, dialoghi pomposi e moralizzanti, personaggi secondari scarsamente caratterizzati, CGI non all’altezza.
    4. Consigliato se ti piacciono: wuxia con atmosfere fantastiche, drama incentrati principalmente sul protagonista, storie alla Till the End of the Moon ma senza troppo romanticismo.
    5. Lo rivedrei? Sono riuscia a malapena ad arrivare alla fine, quindi no.
      Se vuoi sapere perché boccio questo drama, continua a leggere.

    Avvolto in un’atmosfera di mistero e sacralità, Whispers of Fate si presenta come un wuxia dalle ambizioni monumentali: una storia di destini intrecciati, poteri arcani e battaglie spirituali combattute sul confine tra mito e realtà. È un’opera che punta in alto, cercando di fondere la tradizione con la spettacolarità moderna, ma il risultato è più ambiguo di quanto sembri.

    In questa recensione del drama Whispers of Fate cercherò di esplorarne luci e ombre: ciò che incanta, ciò che stona e ciò che, pur tra imperfezioni e ardimenti visivi, rende Whispers of Fate un esperimento tanto affascinante quanto discutibile.

    " 人之初,性本善。"
    [Quando l’uomo nasce, la sua natura è intrinsecamente buona.]

    Classico dei tre caratteri (三字经)
    di Wang Ying Lin

    Trama

    Dopo aver apparentemente causato la morte del suo mentore Fang Zhou, Tang Li Ci si ritrova braccato dal suo ex shixiong, Liu Yan, deciso a vendicare a ogni costo la scomparsa dell’amato maestro. Accecato dal dolore, Liu Yan decide di allearsi con la sinistra Setta Fengliudian per porre fine alla vita dell’ex amico, ma Tang Li Ci vanta una speciale costituzione grazie alla quale non può essere ucciso.

    Così Liu Yan decide di adottare una strategia più subdola: minarne la reputazione, farlo passare per un assassino, insinuare nel wulin il sospetto che sia coinvolto nella morte di figure illustri del mondo marziale e, soprattutto, rivelare al mondo il suo presunto legame con Yi Que Yin Yang, l’enigmatico ex Precettore Imperiale, responsabile della rovina della precedente dinastia e nemico giurato delle sette marziali, misteriosamente scomparso dal jianghu anni prima.

    Durante il percorso di riabilitazione del proprio nome, Tang Li Ci imparerà a misurarsi con la complessità dei sentimenti umani e troverà degli inaspettati alleati nell’eroico artista marziale Chi Yun, nel tormentato assassino Shen Lang Hun e nella giovane orfana A’Shei, per cui svilupperà una dolce simpatia. Sarà grazie al loro aiuto che riuscirà a superare la diffidenza del wulin e a sfuggire alle trappole ordite da Liu Yan.

    Ma mentre cerca di sopravvivere e di sventare i piani di conquista della Setta Fengliudian, Tang Li Ci scopre una cupa verità: dietro alla morte del suo maestro e alle prove a cui è stato sottoposto negli anni precedenti si nasconde l’oscura ombra di Yi Que Yin Yang e la mano del misterioso Gui Mudan, il leader di Fengliudian.

    È così che, alla fine, Tang Li Ci capirà di non poter sfuggire al proprio destino e per assolverlo sarà costretto ad affrontare il suo passato, la verità sulla sua identità e lo scopo della sua stessa esistenza.

    Recensione del Drama Whispers of Fate - Tang Li Ci
    Tang Li Ci - Courtesy of Hunan TV

    Recensione di Whispers of Fate (No Spoiler)

    Whispers of Fate è un drama che ha alimentato aspettative altissime ancor prima del debutto: solo su Mango TV e Weibo ha superato i due milioni di prenotazioni, e la sua distribuzione internazionale ha riguardato oltre 110 paesi e regioni tra Asia-Pacifico, Europa e Americhe. Dati che testimoniano un’attesa imponente, ma, come spesso accade, numeri impressionanti non equivalgono necessariamente a un successo effettivo sul piano narrativo e artistico.

    Il drama colpisce subito per la sua eleganza visiva e per l’atmosfera solenne, che però lascia la sensazione di nascondere più vuoti che misteri. Dietro alla patina di epicità e agli effetti scintillanti si cela infatti una storia che, pur ambiziosa, fatica a trovare un equilibrio tra estetica, ritmo e sostanza. È uno spettacolo bellissimo da guardare che a volte però sembra più interessato a impressionare che a raccontare.

    Ritmo Narrativo

    Man mano che la storia procede, infatti, quella stessa aura di mistero si trasforma in nebbia: la narrazione si fa flemmatica, i personaggi si muovono come pedine in un gioco di cui non comprendiamo le regole. Whispers of Fate affascina, ma lo fa a distanza — come un sogno che, al risveglio, si ricorda solo a metà. Tutto, dalle scenografie monumentali alla solennità dei dialoghi, sembra gridare “capolavoro”, eppure dietro l’eleganza formale si nasconde una storia che fatica a prendere vita.

    Il ritmo di questo drama è di una lentezza quasi cerimoniale: lo spettatore segue Tang Li Ci passo dopo passo, senza però capire davvero quale sia il suo obiettivo o quali saranno le mosse dei suoi avversari. La trama resta avvolta in un mistero costante, dando più l’impressione di un’infinita attesa che di un vero racconto.

    Spesso, poi, si ha la sensazione che la storia venga più descritta che veramente vissuta: le azioni dei personaggi non sono giustificate preventivamente e vengono chiarite solo dopo, con lunghi spiegoni che appesantiscono la narrazione e uccidono la tensione. L’ambiguità rischia qui di trasformarsi in stasi, e la pazienza dello spettatore viene messa alla prova più di quanto meriterebbe.

    Personaggi e Romanticismo

    Quanto ai personaggi, in Whispers of Fate tutto gravita intorno al protagonista Tang Li Ci. È lui il centro assoluto della storia: un soggetto dall’intelligenza impareggiabile, capace di replicare ogni tecnica marziale con cui venga in contatto e immune alla morte. Questa invincibilità, tuttavia, sembra svuotare di tensione la narrazione invece di renderla più epica: un protagonista perfetto non lascia spazio al dubbio né al rischio, e così la storia finisce per perdere profondità.

    I personaggi intorno a lui appaiono sbiaditi, figure di contorno definite più da ciò che gli sceneggiatori ci dicono di loro che da una reale personalità. Il risultato è un mondo che vive all’ombra del suo eroe, popolato da individui che esistono in funzione del protagonista e non riescono mai ad essere percepiti come persone vere e proprie.

    Come spesso accade nei wuxia, anche in Whispers of Fate il romanticismo latita: accennato, sussurrato, ma mai davvero presente. Questo di per sé non sarebbe un difetto — non tutti i racconti hanno bisogno di una storia d’amore per funzionare, soprattutto quelli ambientati nel mondo marziale — se non fosse che qui si ha la costante sensazione che proprio una relazione intensa, alla Till the End of the Moon, sarebbe stata l’unica cosa capace di dare alla trama un po’ di spessore emotivo. Invece, ciò che resta è un un gelo narrativo privo di quella scintilla di passione che nemmeno le fiamme spirituali del protagonista riescono ad accendere.

    Recensione del Drama Whispers of Fate - Shen Lang Hun, Chi Yun, Tang Li Ci, Xiao Shi e A’Shei
    Shen Lang Hun, Chi Yun, Tang Li Ci, Xiao Shi e A’Shei - Courtesy of Hunan TV

    Cast

    Il cast, pur essendo in media piuttosto giovane, offre una buona performance, tuttavia i grossi difetti strutturali di quest’opera vanificano ogni tentativo di risollevarne le sorti.

    Luo Yun Xi fornisce, come al solito, un’interpretazione di notevole intensità, capace di coniugare misura e naturalezza con un carisma scenico innato. Il suo Tang Li Ci non fa rimpiangere il Tantai Jin di Till the End of the Moon, pur mancando forse di quella passione e di quel tormento interiore che hanno reso indimenticabile il Signore dei Demoni.

    Ao Zi Yi si conferma un giovane interprete molto promettente (che quest’anno abbiamo già avuto modo di apprezzare in The Prisoner of Beauty): la sua recitazione è spontanea, vitale, e perfettamente in sintonia con la leggerezza scanzonata del personaggio di Chi Yun.

    Particolarmente magnetica è la presenza di Yang Shi Ze, che infonde al suo Pu Zhu un’aura di mistero e spiritualità quasi tangibile. La sua interpretazione, rigorosa e affascinante, lascia intravedere sfumature di delicatezza emotiva tali da farmi desiderare un’evoluzione romantica con Tang Li Ci.

    Anche Bao Shang En, Cheng Yao e Xiao Shun Yao offrono prove solide e coerenti, mentre il Xue Xian Zi di Bai Shu si distingue per vivacità e ironia, confermando l’attore come una presenza scenica di grande versatilità (apprezzabile anche in Youthful Glory).

    Meno convincente risulta invece Alen Fang, la cui recitazione, troppo affettata e manierata, non riesce a conferire spessore al suo antagonista. La sua prova risulta inevitabilmente offuscata dall’ottimo Xu Zheng Xi che, tornato sulle scene dopo il paventato abbandono annunciato nella primavera del 2024, restituisce al personaggio di Gui Mudan una complessità e un magnetismo tali da catturare l’attenzione pur in un ruolo marginale.

    Non posso invece esimermi dal bocciare Jelly Lin (già poco convincente in Les Belles) per la sua persistente carenza di espressività. Il suo personaggio, non particolarmente interessante neanche sulla carta, avrebbe forse trovato riscatto in una recitazione più sincera e appassionata, ma l’attrice si limita a restituirne un ritratto patetico e infantile.

    In chiusura, una nota di merito al responsabile del casting per la scelta di Li Fei nel ruolo dell’immortale Yi Mo: il suo volto etereo e armonioso e la sua presenza quasi sovrannaturale incarnano con coerenza l’ideale di una divinità pura e perfetta.

    Aspetti visivi e colonna sonora

    Purtroppo, in questa produzione disastrosa, neanche gli effetti visivi si salvano. Le ambientazioni fantastiche appaiono finte e piatte, più simili a fondali digitali che a luoghi reali e anche i combattimenti soffrono di questa resa artificiale: le tecniche magiche risultano poco credibili e prive di tridimensionalità. Si salvano solo le evoluzioni su cavi di Luo Yun Xi e degli altri attori, ma per il resto la CGI non aggiunge nulla alle scene, anzi le rende più irrealistiche, inficiando la qualità visiva di un drama che, essendo un wuxia fantastico, fa molto affidamento sulla computer grafica.

    Sotto il profilo estetico, alcuni spettatori hanno criticato il trucco, i costumi e gli accessori per capelli, giudicandoli eccessivi o addirittura troppo femminili in rapporto ai personaggi maschili. Al contrario, io trovo che questo sia l’aspetto più riuscito del drama: trattandosi di un wuxia dal tono fortemente fantastico, l’opulenza dei costumi e l’eccentricità di alcuni make-up risulta perfettamente coerente con l’atmosfera del racconto e dà alla confezione visiva un tocco di originalità e carattere in più.

    Come sempre, la costume designer Huang Wei ha dimostrato un occhio impeccabile, combinando tessuti ricercati, tagli eleganti e dettagli che rispecchiano con precisione la personalità e il ruolo di ciascun personaggio e il make-up artist Zeng Ming Hui ha seguito la stessa logica dando vita a un’estetica unica, ma pur sempre in linea con la storia.

    La colonna sonora della serie è, paradossalmente, uno degli elementi più apprezzabili e al tempo stesso più bistrattati del drama. È un lavoro ricco, ampio, sorprendentemente variegato: si passa da melodie epiche a temi più romantici, da atmosfere fiabesche a momenti di puro eroismo, il tutto impreziosito da una pluralità di voci che dona alle canzoni una notevole profondità emotiva e narrativa.

    Sarebbe un accompagnamento ideale — se solo fosse utilizzato con misura. Purtroppo, nei momenti drammatici la musica irrompe con tale prepotenza da coprire le battute, spezzare l’intensità e trasformare scene potenzialmente toccanti in uno sfiancante esercizio di sopravvivenza acustica. Una colonna sonora di pregio, insomma, ma sacrificata da un montaggio sonoro che non conosce il significato della parola “moderazione”.

    Recensione del Drama Whispers of Fate - Pu Zhu
    Pu Zhu - Courtesy of Hunan TV

    ATTENZIONE!
    DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.

    Recensione di Whispers of Fate (Spoiler)

    Cosa Funziona

    L'Atmosfera e il Worldbuilding

    Whispers of Fate si muove all’interno di un universo fantastico molto originale, in cui ogni evento sembra carico di un significato più grande e ogni scelta sembra inscritta in un disegno divino che va oltre la concezione dei singoli individui. È un drama ambizioso animato dal desiderio di raccontare una vicenda che intreccia predestinazione, forze ancestrali e conflitti che non sono solo fisici, ma anche simbolici e spirituali. È un wuxia che coniuga l’immaginario culturale cinese con una sensibilità visiva contemporanea, dando vita a un mondo che colpisce e affascina.

    Il suo vero punto di forza risiede proprio nella sua dimensione evocativa che rappresenta l'elemento più solido di tutto il drama: un worldbuilding curato e stratificato, l’estetica ricercata di costumi e accessori dall’impronta fiabesca e una colonna sonora avvolgente che accompagna il racconto con solennità e respiro epico.

    Sotto questo punto di vista Whispers of Fate è un’opera che osa, che punta in alto e che, almeno sul piano estetico ed evocativo, riesce a lasciare un’impronta riconoscibile e affascinante.

    Cosa Non Funziona

    Il Ritmo Narrativo

    Uno dei difetti principali di questo drama è il ritmo letargico della narrazione, che centellina i colpi di scena e diluisce la suspense. Lo spettatore si ritrova a seguire passo dopo passo le mosse di Tang Li Ci senza mai capire davvero quale sia il suo obiettivo e quali saranno le contromosse del suo avversario. La trama rimane avvolta in un mistero costante, per cui più che seguire gli eventi si ha la continua sensazione di aspettare che il racconto giunga — finalmente — ad una conclusione.

    A peggiorare la sensazione di immobilità contribuisce il fatto che la storia, più che essere recitata, sembra spiegata: i personaggi fanno cose il cui scopo non ci viene mai esplicitato né suggerito a priori dagli sceneggiatori e che devono essere chiarite in seguito attraverso lunghi spiegoni che appesantiscono il ritmo e azzerano il pathos.

    Questa serie si potrebbe paragonare ai film di Tarantino: la si guarda con fiducia, confidando nel fatto che alla fine tutto avrà un senso e che la destinazione ripagherà il viaggio. Ma mentre in Tarantino, alla fine, tutti i pezzi del puzzle vanno al proprio posto combaciando perfettamente e anche l’attesa risulta intrisa di fascino e tensione, in Whispers of Fate la sceneggiatura lascia un po’ più a desiderare.

    I Dialoghi

    I dialoghi principali risultano spesso solenni e verbosi. In particolare, quelli che coinvolgono Tang Li Ci tendono ad occupare parti sostanziose delle puntate ma, pur volendo apparire profondi, finiscono per limitarsi a lunghi botta e risposta retorici. I personaggi principali ripetono ciclicamente gli stessi concetti filosofici di rettitudine, altruismo e giustizia, tanto da far perdere via via ai discorsi qualsiasi forza emotiva o morale.

    Oltretutto, l’utilizzo sistematico di questo tono paternalistico risulta non solo ridondante, ma anche leggermente fastidioso, come se la sceneggiatura si sforzasse di convincere lo spettatore della nobiltà (o della grettezza) dei personaggi invece di lasciargliela percepire attraverso le loro azioni. Questa sensazione si ha, ad esempio, nei dialoghi tra Tang Li Ci e Pu Zhu degli episodi 8 e 12, in quello tra il protagonista e Cheng Yun Pao della puntata 21 o nei diversi scambi tra Tang Li Ci e Liu Yan.

    Recensione del Drama Whispers of Fate - Liu Yan
    Liu Yan - Courtesy of Hunan TV

    I Personaggi Secondari e, in Particolare, i Personaggi Femminili

    La caratterizzazione dei personaggi è un altro aspetto che mi ha lasciata un po’ perplessa. A differenza dei classici drama storici, qui il racconto è incentrato quasi esclusivamente sul protagonista Tang Li Ci. Tutto ruota intorno a lui, una figura estremamente intelligente, abile nel combattimento, capace di assorbire e replicare qualunque tecnica marziale venga usata contro di lui e, di fatto, sostanzialmente immortale. Un protagonista del genere è sicuramente interessante — soprattutto se interpretato da Luo Yun Xi — ma si rivela un’arma a doppio taglio ai fini della narrazione: come può evolvere davvero la storia di un personaggio invincibile? La sua perfezione disinnesca la tensione, toglie peso alle sfide e, di conseguenza, priva la vicenda di un vero senso di crescita.

    Peggio ancora, l’aura ingombrante di Tang Li Ci finisce per fagocitare tutto ciò che gli sta intorno. Gli altri personaggi, per quanto gli sceneggiatori provino a presentarceli e renderceli simpatici attraverso flashback che raccontano i loro drammi personali, rimangono sostanzialmente comparse: figure abbozzate, i cui ricordi, frammentari e incompleti, ci danno solo scorci della loro interiorità, senza mai restituirne la complessità.

    E il problema si acuisce con quei personaggi che inizialmente sembravano fondamentali per la trama ma che, dopo poche puntate, scompaiono nel nulla per poi riapparire saltuariamente, compiere un’azione utile alla storia — spesso dannosa per Tang Li Ci — e svanire di nuovo, senza che ci venga concesso di comprenderne davvero motivazioni, conflitti interiori o stato d’animo (mi riferisco ad esempio a Zhong Chun Ji, a Fang Ping Zhai e a Yu Fu Ren).

    Il risultato è un mosaico narrativo popolato da ombre, figure piatte definite più dal vissuto raccontato che dalla personalità dimostrata e presenze intermittenti che non riescono mai a imporsi come veri protagonisti del mondo che abitano.

    Sotto questo profilo trovo che il personaggio più debole dell’intero racconto sia A’Shei, la supposta protagonista femminile. Per gran parte del drama non riesce a distinguersi né a suscitare reale interesse, limitandosi a incarnare il più vecchio degli stereotipi: la damigella in pericolo. Ogni volta che appare, o si trova in una situazione rischiosa o attende che Tang Li Ci le dica cosa fare — e naturalmente lei obbedisce senza battere ciglio, seguendolo ovunque come un’ombra fedele, preoccupandosi ossessivamente per lui e curandolo con dedizione anche quando si procura un semplice graffio.

    Il problema è che dietro tanta abnegazione non c’è un briciolo di personalità: A’Shei è un personaggio inconsistente, la cui presenza è totalmente subordinata al protagonista (come lei stessa ammette) e la cui unica funzione narrativa è ricordarci, ancora e ancora, quanto lui sia straordinario.

    A peggiorare la costruzione del personaggio si aggiunge la rivelazione secondo cui A’Shei sarebbe la sorella perduta di Fang Zhou. Un twist che, in teoria, dovrebbe aggiungere tensione e dramma alla storia ma che, in pratica, non produce nulla. Lei infatti trascorre più di metà serie senza ricordi del fratello e, una volta recuperati, la rivelazione non ha alcun impatto sugli eventi: non genera conflitti rilevanti, non modifica in maniera sostanziale il suo carattere, non altera insomma il corso della trama.

    L’interpretazione di Jelly Lin, poi, non aiuta a risollevare il personaggio: quell’espressione eternamente corrucciata e quello sguardo perso nel vuoto finiscono per rendere A’Shei non solo patetica, ma addirittura inutile — l’ennesima eroina prigioniera del proprio destino, ben lontana dalla protagonista sfaccettata che una storia di questo tipo avrebbe meritato. Probabilmente il regista contava sul carisma e sull’estro dell’attrice per dare spessore al personaggio, ma la sua si è rivelata una scommessa persa in partenza.

    A giudicare da come sono caratterizzate, in realtà, viene quasi da pensare che l’autrice nutra una sottile antipatia verso i suoi personaggi femminili. Tra tutte le donne che popolano la storia, non ce n’è una che possa dirsi davvero carismatica o anche solo interessante (con l’unica eccezione forse di Xi Fang Tao). E non si tratta di complessità psicologica o ambiguità morali: è proprio che ciascuna sembra costruita per risultare sgradevole, inutile o sciocca.

    Tutte hanno qualcosa di profondamente irritante: le eroine sono remissive e fastidiose o testarde ed egoiste; le antagoniste sono desiderose di rivalsa, insensibili e irragionevoli fino all’assurdo. In un mondo in cui persino gli NPC (non-player characters) hanno più spessore emotivo dei personaggi femminili, è difficile non chiedersi se si tratti di una scelta consapevole o del riflesso di una scrittura poco attenta alla costruzione dei personaggi.

    Recensione del Drama Whispers of Fate - A'Shei
    A'Shei - Courtesy of Hunan TV

    Gli Effetti Visivi

    Gli effetti visivi sono un altro punto debole del drama. Le ambientazioni fantastiche (come, ad esempio, la Torre Shisan) appaiono fin troppo finte e soffrono di una elaborazione in computer grafica piatta e bidimensionale che toglie profondità alle scene invece di renderle più vivide.

    Anche i combattimenti risentono di questa esecuzione poco realistica: le tecniche marziali magiche rivelano la propria artificiosità anche a causa di una penosa mancanza di tridimensionalità. Un esempio lampante di questo discorso è la tecnica del “Nastro Cremisi Volteggiante” usata da Tang Li Ci, che vorrebbe essere spettacolare ma finisce per apparire posticcia se paragonata alla “Tecnica di Manica Nuvola Fluente” di Zhao Shi Rong in The Journey of Legend.

    Quindi, fatta eccezione per le evoluzioni su cavi degli attori — che guarderei per ore senza stancarmi, soprattutto quelle di Luo Yun Xi — per il resto ho faticato a godermi gli scontri tra opponenti che usano tecniche soprannaturali per combattere per via della loro scarsa resa grafica. Sfortunatamente questa è una grossa pecca per un wuxia fantasy che fa ampio affidamento sulla CGI.

    Oltretutto, questo drama sembra voler strizzare l’occhio alle grandi produzioni fantasy e sci-fi occidentali, ma lo fa con un entusiasmo un po’ ingenuo. Il risultato è un miscuglio visivo che più che originale appare disorientante: veicoli volanti che sembrano usciti da Star Wars, animali robotici degni di Transformers e perfino un occhio infuocato che pare un omaggio fin troppo esplicito a Il Signore degli Anelli.

    L’intento di modernizzare il wuxia è comprensibile, ma qui si sfiora la parodia involontaria: più che un tributo al fantasy, sembra una fiera del crossover. Tutti questi elementi, invece che ampliare l’immaginario della serie, finiscono per snaturarlo, calandolo in un ibrido estetico che mal si concilia con l’eleganza classica orientale. Anche in un contesto fantastico la coerenza conta, e qui la voglia di stupire sembra superare di gran lunga quella di raccontare.

    Finale

    Quanto al finale, è talmente ingarbugliato da sembrare creato mescolando a caso le ultime pagine della sceneggiatura. Improvvisamente scopriamo che tutte le sofferenze di Tang Li Ci erano parte di un elaboratissimo piano di Ye Mo per ottenere un “corpo celeste perfetto”: un’idea che vorrebbe evocare le classiche “tribolazioni” degli xianxia, ma che qui genera solo confusione, perché la serie non chiarisce nulla — né lo scopo del piano, né il passato di Ye Mo, né l’infanzia di Ajibaner Tang Jia, tutti elementi accennati in modo così vago e frammentario da risultare più opachi che illuminanti.

    A complicare ulteriormente il caos narrativo arriva poi la ribellione di Gui Mudan, che decide all’improvviso di non lavorare più per resuscitare Yi Que Yin Yang e di voler invece impossessarsi lui stesso del corpo di Tang Li Ci. Il piano, già di per sé nebuloso, sfocia in una trappola orchestrata durante il viaggio nel passato che lui stesso aiuta Tang Li Ci a intraprendere al Pilastro Celeste — un colpo di scena che più che sorprendere disorienta, aggiungendo un ulteriore strato di incoerenza a un finale che definire convoluto è sminuente.

    In sostanza, l’epilogo di Whispers of Fate aspira alla grandiosità, ma finisce per sembrare un puzzle montato con pezzi provenienti da scatole diverse.

    Recensione del Drama Whispers of Fate - Gui Mudan
    Gui Mudan - Courtesy of Hunan TV

    Personaggi e Cast

    Personaggi Principali

    Tang Li Ci/Ajibaner Tang Jia/A’Li (Luo Yun Xi) discepolo del maestro Fang Zhou della Torre Zhoudi di Jiangnan, cognato imperiale e Signore della Dimora degli Arcani. Dopo essere stato accusato di aver ucciso il suo maestro è inviso al wulin ed è braccato dal suo ex shixion Liu Yan. In realtà è Ajibaner Tang Jia il prescelto del Reame Celeste che però, come il suo predecessore Ye Mo, aveva deciso di lasciare il mondo immortale ritrovandosi nel Continente Divino dove era stato accolto da Fang Zhou. Questi pur riconoscendo la sua natura immortale aveva deciso di nasconderla al mondo sperando che sotto la sua guida il discepolo avrebbe intrapreso una strada virtuosa.

    A’Shei/Fang Ci (Jelly Lin) giovane artista di strada che viene sospettata di complicità nella morte del potente marito essendo l’unica superstite alla strage perpetrata da un misterioso suonatore di pipa durante la loro festa di matrimonio. In realtà e la sorella di Fang Zhou che accetta di collaborare con Gui Mudan per vendicare la morte del fratello e si presenta al cospetto di Tang Li Ci priva di ricordi, ma inaspettatamente si innamora di lui.

    Zhong Chun Ji/Lang Ya (Bao Shang En) capo della Sala Shanfeng dell’Alleanza della Spada e discepola del maestro Shao Yan Ping. Ha un forte desiderio di rivalsa per via del fatto che è sottovalutata da tutti nella setta, ma grazie a Liu Yan ottiene la sua rivincita essendo riconosciuta come la Principessa Lang Ya, perduta figlia dell’Imperatore. Si innamora di Tang Li Ci e per ricevere le sue attenzioni accetta di danneggiare i suoi meridiani con l’Ago dei Mille Gu predisposto da Liu Yan.

    Chi Yun (Ao Zi Yi) detto Cavaliere delle Nuvole è la guardia del corpo di Tang Li Ci. Accetta di lavorare per lui dopo che questi paga il suo debito con la Torre Shisan contratto per aver cercato informazioni sulla sua fidanzata scomparsa.

    Shen Lang Hun (Xiao Shun Yao) detto il Fendente Stermina Mortali, assassino della Torre Shisan che Tang Li Ci assolda per combattere contro Liu Yan. In passato quest’ultimo aveva distrutto la preziosa medicina che avrebbe potuto salvare l’amata fidanzata gravemente malata, facendola morire tra le sue braccia. Per questo lui aveva giurato di ucciderlo.

    Liu Yan/A’Yan (Alen Fang) discepolo del maestro Fang Zhou della Torre Zhoudi e shixiong di Tang Li Ci. È un ottimo medico e un abile suonatore di pipa. Dopo la morte di Fang Zhou per vendicarsi entra a far parte della Setta Fengliudian diventandone uno dei leader.

    Xi Fang Tao (Chen Yao) detta Pesca Tricolore è il Capo del Palazzo Occidentale di Fengliudian. È subdola e calcolatrice e con il suo atteggiamento compiacente riesce a conquistare la fiducia di Pu Zhu, ottenendo l’ammissione all’Alleanza della Spada.

    Personaggi Secondari

    Yi Que Yin Yang/Ye Mo (Li Fei) Precettore Imperiale della precedente dinastia e leader del Culto Jile. Dieci anni prima, al Picco Tiandu, aveva combattuto contro i sette maestri marziali più forti al mondo, per poi scoparire dopo la battaglia. In realtà era Ye Mo il Prescelto del Reame Celeste che però aveva deciso di fuggire ritrovandosi nel Continente Divino. Qui era stato accolto dal sovrano del Regno di Gumo che, in seguito ad una pestilenza, gli aveva chiesto di attivare la Ruota che Lacera il Cielo per assorbire il miasma. In realtà il re voleva impadronirsi del corpo dell’immortale, ma questi aveva reagito uccidendolo. Ciò aveva scatenato l’ira del popolo e per salvarsi Ye Mo aveva distrutto Gumo.

    Fang Zhou (Zhang Jun Ning) detto il Tono Sette Volte Giusto era il leader della Torre Zhoudi di Jiangnan, e la sua tecnica marziale era la Melodia della Morte. Durante la battaglia del Picco Tiandu era stato ferito gravemente da Yi Que Yin Yang e per guarirlo Tang Li Ci gli aveva proposto di usare la tecnica dello Scambio di Energia del Tomo del Samsara. Per colpa di Gui Mudan però il piano era fallito e Tang Li Ci aveva deciso di conservare il suo corpo nella bara di cristallo del Palazzo Biluo e il suo cuore all’interno del proprio corpo nella speranza di poterlo un giorno resuscitare.

    Fu Zhu Mei (Xia Zhi Guang) discepolo della Torre Zhoudi e shixiong di Tang Li Ci Era un ottimo cuoco ma è scomparso dopo la morte di Fang Zhou.

    Shao Yan Ping (Qiu Xin Zhi) leader dell’Alleanza della Spada delle Pianure Centrali con sede sul monte Haoyun e discepolo del famoso artista marziale Jiang Nan Feng. La sua arma è la spada Tai’e ed è il maestro di Zhong Chun Ji. Aiuterà Tang Li Ci nella sua battaglia contro Fangliudian.

    Xiao Shi (Zhu Jun Zheng) ragazzo salvato da Shao Yan Ping, unico superstite della strage perpetrata dai membri di Fengliudian presso il suo villaggio. È molto diffidente nei confronti di tutti e l’unico che riesce ad avvicinarlo è Tang Li Ci, per questo diventa suo discepolo.

    Cheng Yun Pao (Wang Zi Rui) membro della Triade Cielo-Terra-Mortali, discepolo del Maestro Wei Bei Yin e maestro dell’Alleanza della Spada. La sua arma è la Spada della Terra. È Alto Magistrato dell’Isola Chahua, luogo dove sono imprigionati i sopravvissuti del Culto Jile. È il shixion di Gu Xi Tan e amico di Fang Zhou.

    Gu Xi Tan (Li Jia Hao) discepolo dell’Isola Chahua e membro dell’Alleanza della Spada. È segretamente innamorato di Zhong Chun Ji e la aiuta nelle sue indagini sulla Setta Fengliudian.

    Xiao Qi Lan (Wang Yi Jun) leader del Pennello del Picco di Ferro maestro dell’Alleanza della Spada.

    Ji Wu You (Deng Jing Hong) detto Cuore Illuminato è il leader della Setta della Spada Qingming, discepolo del Taoista della Grande Guarigione e sesto maestro dell’Alleanza della Spada.

    Shang Guan Fei (Cheng Tao) leader delle Nove Frecce Divine e terzo maestro dell’Alleanza della Spada.

    Pu Xu Sheng, detto il Signore dei Serpenti è il secondo maestro dell’Alleanza della Spada.

    Jiang Wen Bo (Zhong Ming) detto maestro orientale delle nuvole è uno dei maestri dell’Alleanza della Spada.

    Shang Yun Qi (Mu Le En) leader della Setta della Spada Qinghong è una di maestri dell’Alleanza della Spada.

    Pu Zhu/Chai Zong Xun (Yang Shi Ze) discepolo laico e futuro leader della Setta del Tempio Tianjing. È amico del Maestro Shao Yan Ping e aiuterà l’Alleanza della Spada a combattere contro Fengliudian. In realtà è il Principe Ereditario della precedente dinastia e cugino dell’attuale imperatore che, per espiare le sue colpe, ha deciso di diventare oblato e di dedicare la sua vita a proteggere i deboli.

    Fang Ping Zhai/Fang Zhou/Chai Xi Jin (Wang Yi Lun) detto il Sublime Splendore Moltiplicato, padroneggia la Tecnica dell’Assenza d’Ombra ed è il leader della Torre Shisan, organizzazione che raccoglie e vende informazioni segrete nel jianghu. In realtà è il sesto principe della precedente dinastia che, per riconquistare il potere, cerca in tutti i modi di impadronirsi del Tomo del Samsara in possesso di Tang Li Ci.

    Shui Duo Po/Xi Ya (Ai Mi) medico divino della Montagna dello Specchio. In realtà è la Xi Ya, Principessa del Regno di Gumo, unica sopravvissuta al fuoco divino scagliato da Ye Mo sul suo Reame. Nonostante la sua diffidenza nei confronti degli immortali, accetterà di curare Tang Li Ci e lo seguirà all’Alleanza della Spada.

    Xue Xian Zi (Bai Shu) detto il Ritorno alla Polvere del Vento e della Neve è un potente artista marziale che Tang Li Ci assolda per aiutarlo nella lotta contro Fengliudian.

    Jiang Fei Yu (Zhong Lei) leader della Setta Yanmen, setta nota per la sua rettitudine e per le sue tecniche di addestramento delle oche messaggere.

    Jiang Cheng (Deng Xiao Ci) figlio del leader della Setta Yanmen. È amico fraterno di Feng Chaun Xiang tanto che i due sono conosciuti come gli Eroi Gemelli di Huaxi. A seguito di un’incomprensione con il padre va a vivere insieme all’amico alla Cabina sulla Montagna Huaxi, ma dopo aver scoperto che questi mischia al suo cibo la Pillola dei Nove Cuori della Scimmia Demoniaca ha una discussione con lui e questi sparisce.

    Feng Chuan Xiang (Xue Ba Yi) noto artista marziale e fratello giurato di Jiang Cheng. Scompare dalla Cabina della Montagna Huaxi dopo un alterco con Jiang Cheng. In seguito alla morte di Jiang Cheng, Tang Li Ci scopre che anche lui è rimasto vittima delle macchinazioni di Fengliudian.

    Jiang Qing Yu (Lu Xing Yu) fratello di Jiang Fei Yu e vicecapo della setta Yanmen. È in combutta con la Setta Fengliudian che gli promette il titolo di capo setta in cambio della sua complicità nella distribuzione della Pillola dei Nove Cuori della Scimmia Demoniaca.

    Yu Xuan Qing (Du Yu Chen) detta Spada della Fenice è la defunta matriarca del Clan Yu ed ex Governante della Città del Re di Spade. Era una dei sette maestri che avevano affrontato Yi Que Yin Yang al Picco Tiandu.

    Yu Qi Feng (Xiu Qing) discendente di Yu Xian Qing, attuale Re di Spade e Signore della Città del Re di Spade. La sua tecnica è il Fuoco Selvaggio del Vento dell’Ovest. Da dieci generazioni il suo clan regna sulla Città del Re di Spade e sulla Rupe della Fiamma Divina. È in combutta con la Setta Fengliudian per cui distribuisce la Pillola dei Nove Cuori della Scimmia Demoniaca grazie alla sua rete di trasporti navali.

    Yu Fu Ren (Xie Bin Bin) Comandante delle guardie della Città del Re di Spade e figlio segreto di Yu Qi Feng. Dopo la morte di quest’ultimo diventa facente funzione di Signore della Città del Re di Spade e affianca l’Alleanza della Spada nella lotta contro Fengliudian.

    Gui Mudan (Xu Zheng Xi) leader di Fengliudian detto Capo Troupe per via della sua ossessione per l’opera tradizionale cinese. In realtà è la marionetta di Yi Que Yin Yang il cui compito è quello di fare in modo che Tang Li Ci affronti le tribolazioni che gli consentiranno di sviluppare un corpo celeste perfetto in grado di ospitare l’anima dell’immortale.

    Hua Hu Yan/Cao Wu Fang (Liu Yu Han) discepolo di Fengliudian accolto da Liu Yan dopo che era stato cacciato dal suo villaggio. Nel suo corpo albergano due anime distinte, per questo era considerato un mostro.

    Xiao Hong (Jiang Zhen Yu) discepola di Fengliudian e attendente di Liu Yan.

    Mei Hua (Yu San) ex assassino di alto rango della Torre Shisan che dopo la sua morte viene trasformato in un burattino da Xiao Hong.

    Kuang Lan Wu Xing (Wang yi Jun) uno dei sette maestri che avevano affrontato Yi Que Yin Yang al Picco Tiandu. Dopo la battaglia il suo corpo viene trafugato viene trasformato in burattino da Xiao Hong.

    Fu Cui (Wang Bo Wen) Capo del Palazzo Orientale di Fengliudian. È un uomo rozzo e non molto sveglio il cui unico pregio è la prestanza fisica.

    Qing Chan (Wang Dan Wei) discepola di Fengliudian e sottoposta di Fu Cui.

    Bai Su Che (Li Mu Yan) impareggiabile bellezza di Jiangnan e figlia di Bai Yu Ming. Dopo che Chi Yun aveva salvato la sua famiglia, suo padre gliel’avevapromessa in sposa, ma, in seguito allo sterminio del suo clan, di lei si erano perse le tracce. In realtà era stata salvata da Tang Li Ci che le aveva chiesto di infiltrarsi nella Setta Fengliudian per fargli da informatore, permettendole di vendicare la sua famiglia.

    Bai Yu Ming, discendente del Saggio della Calligrafia e padre di Bai Su Che morto per mano della Setta Fengliudian. Dopo che Chi Yun aveva salvato la sua famiglia lui gli aveva promesso in sposa la figlia.

    Gui Fu Sheng, primo nella lista dei migliori costruttori di meccanismi nascosti che ha creato i meccanismi di difesa della Torre Shisan e del Palazzo Biluo

    Qiao Yi Qian Kun (Jin Long) quarto dei Sette Raminghi e secondo nella lista dei migliori costruttori di meccanismi nascosti. Per riuscire a offuscare la fama di Gui Fu Sheng e diventare il numero uno della lista decide di aiutare Fengliudian nella lotta contro l’Alleanza della Spada.

    Wan Yu Yue Dan (Chang Hua Sen) figlio di Wan Yu Mo Ru, leader del clan Wan Yu e capo del Palazzo Biluo. Durante la precedente dinastia il suo clan era secondo solo al casato imperiale e, date le eccellenti doti di astronomi dei suoi membri, per 200 anni ha fornito consiglieri imperiali alla corte. Su esempio di suo padre era sempre rimasto recluso nel Palazzo Biluo, mostrandosi neutrale nei contronti dei conflitti del wulin. Tang Li Ci sfrutta il suo desiderio di tornare a corte per assicurarsi il suo aiuto nella lotta contro Fengliudian. Quando Zhong Chun Ji diventa Principessa viene nominato Divinatore presso il Dipartimento di Sorveglianza Celeste

    Wan Yu Mo Ru, defunto leader del clan Wan Yu e fondatore del Palazzo Biluo sul Fiume Luo. Fu lui a suggerire all’Imperatore di nominare Yi Que Yin Yang consigliere imperiale facendolo salire al potere per poi venire accusato di alto tradimento. Per questo si era ritirato nell’impenetrabile Palazzo Biluo disinteressandosi completamente dei conflitti del wulin e restando neutrale in ogni occasione. Dopo la sua morte gli era stata preparata una bara di cristallo immortale che Tang Li Ci aveva rubato per ospitare il corpo di Fang Zhou mentre cercava un modo per resuscitarlo.

    Bi Lian Yi (Qin Xiao Xuan) sovrintendente del Palazzo Biluo.

    Yu Chi Hu (Kudousi Jiang Ainiwaer) Generale della Guardia Imperiale e guardia del corpo assegnata a Zhong Chun Ji quando è riconosciuta come la principessa perduta.

    Nobile Tang (Zhang Lei) Suocero Imperiale e padre adottivo di Tang Li Ci. È grazie a lui che Tang Li Ci ottiene il titolo di Maestro della Dimora degli Arcani.

    Tang Sen (Xie Chun Yi) sovrintendente della Dimora degli Arcani.

    Tang Bing (Zhang Zi Han) giovane servitore della Dimora degli Arcani.

    Hao Wen Hou (Bai Hai Tao) personalità della Città di Yan ucciso insieme ai suoi ospiti durante i festeggiamenti del suo matrimonio con A’Shei da un misterioso suonatore di pipa che somigliava a Tang Li Ci. In realtà è stato avvelenato da Yang Shang Qing con il Veleno dei Cento Passi e la sua morte viene sfruttata da Liu Yan per far accusare Tang Li Ci di omicidio.

    Yang Shang Qing (Cui Peng) Signore della Città di Yan e amico di Hao Wen Hou. Per indagare sulla morte dell’amico fa arrestare e torturare A’Shei, unica superstite della strage. In realtà è lui il vero assassino di Hao Wen Hou, ma accetta di assecondare Liu Yan creando una messinscena per far accusare Tang Li Ci.

    Recensione del Drama Whispers of Fate - Zhong Chun Ji
    Zhong Chun Ji - Courtesy of Hunan TV

    Personaggio Preferito: Chi Yun

    Solare fino all’irriverenza, ingenuo quasi fino a risultare sciocco, incarna una vitalità che non si spegne mai nemmeno di fronte alle difficoltà più scoraggianti.

    È diretto al punto da sembrare a volte imprudente, eppure proprio questa sincerità disarmante lo rende uno dei personaggi più genuinamente umani dell’intera storia.

    La sua fiducia in Tang Li Ci è assoluta, quasi commovente, e nasce non da cieca ammirazione, ma da un’intima convinzione nella bontà d’animo e nell’integrità del protagonista.

    È ostinatamente leale nei confronti della fidanzata Bai Su Che ed è disposto a tutto pur di trovarla e sottrarla al controllo di Fengliudian.

    La sua determinazione, per quanto talvolta testarda e irruenta, rivela un coraggio puro, incrollabile e senza secondi fini.

    È un ottimo combattente, un compagno prezioso e il cuore pulsante del gruppo.

    È una ventata d’aria fresca in un racconto dominato da ombre e complotti, un raggio di luce che, pur barcollando, non si spegne mai, quella rara presenza capace di rischiarare l’intera storia anche nei suoi momenti più cupi.

    Personaggio S-Preferito: Zhong Chun Ji

    È uno personaggio che, pur essendo stato umiliato e ingannato dalla sua famiglia, fatica a trasformare il dolore in maturità.

    Insicura fino all’autosabotaggio, testarda in modo quasi ottuso e animata da un rancore che non la abbandona mai davvero, trascorre la maggior parte del suo tempo a combattere contro l’ombra di una bambina tradita e abbandonata, senza tuttavia riuscire a superarla.

    La sua ossessione per l’affermazione personale, quell’urgenza disperata di emergere tra le fila dell’Alleanza della Spada e dimostrare di non essere la ragazzina fragile che tutti pensano, la porta a scegliere sempre la via più rapida e inevitabilmente più discutibile.

    Per paura di essere ignorata o sminuita, si lascia manipolare con sorprendente facilità: prima da Liu Yan, poi da Xi Fang Tao, incapace di vedere le vere minacce mentre diffida ostinatamente di chi, al contrario, vorrebbe solo aiutarla.

    Pur rispettando il suo maestro e provando per lui un affetto sincero, lo ricambia con preoccupazioni costanti, disattendendo i suoi saggi insegnamenti e lasciandosi guidare più dall’ego ferito che dalla ragione.

    La sua ostinazione, unita a un sottile egoismo e a una logica spesso fallace, la spinge perfino a nuocere a chi ama pur di racimolare un briciolo di considerazione, di affetto, forse di quell’approvazione che, a suo dire, nessuno le ha mai davvero concesso.

    Il risultato è un personaggio confuso, imprigionato in un conflitto interiore che dovrebbe suscitare vicinanza, ma che raramente riesce ad attirare autentica simpatia.

    Ogni volta che potrebbe redimersi sceglie la strada sbagliata, nonostante tutti, attorno a lei, continuino a dimostrare di crederla responsabile e capace.

    Insomma, una figura umanamente complessa che però finisce per risultare più sciocca che struggente.


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