— Retro Drama Talk — Recensione del Drama Cinese Till the End of the Moon (2023)
Locandina di Till the End of the Moon - Courtesy of Youku
|
DettagliVALUTAZIONE: (8/10)
TITLOLO ORIGINALE: 长月烬明 – Zhǎng yuè jìn míng ANNO: 2023 EPISODI: 40 DURATA: 50’ REGIA: Kok Leung Kuk SCENEGGIATURA: He Fang, Luo Xuan AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Teng Luo Wei Zhi (黑月光拿稳BE剧本 - Black Moonlight Holds the BE Script) |
IN BREVE
- Cosa aspettarsi: Till the End of the Moon è uno xianxia particolare che segue le vicende di Tantai Jin, un antieroe destinato a scegliere la via dell’eroismo grazie all’amore puro e totalizzante che sviluppa per la sua controparte, la candida Li Su Su, la quale a sua volta finisce per innamorarsi dell’innocenza di colui che dovrebbe essere il suo nemico. Il drama si sviluppa attraverso un susseguirsi di archi narrativi e viaggi nel tempo che tengono lo spettatore costantemente con il fiato sospeso, conducendolo fino a un epilogo sorprendente e inaspettato, mentre la storia d’amore tra Tantai Jin e Li Su Su evolve tra momenti dolci e altri più amari.
- Punti di forza: la trama coinvolgente, la storia d'amore tra Pian Ran e Ye Qing Yu, l'estetica fiabesca.
- Punti deboli: la relazione tossica tra i protagonisti, le piccole incoerenze narrative causate dai salti temporali, la qualità altalenante della CGI.
- Consigliato se ti piacciono: Luo Yun Xi e Bai Lu, i drama enemy to lovers, gli xianxia con una forte connotazione romantica, le serie con svariati archi narrativi.
- Lo rivedrei? Sì, anche se ogni volta è straziante.
Continua a leggere per scoprire se questo drama è davvero il capolavoro imperdibile che tutti elogiano.
Oscuro, romantico e fiabesco: Till the End of the Moon è uno dei drama fantasy più discussi e amati del 2023. Con una trama che intreccia fato, amore e sacrificio, questa serie ha conquistato milioni di spettatori grazie a un’estetica ricercata e a una narrazione ricca di pathos. Ma dietro l’apparenza di un classico xianxia si nasconde molto di più: ambiguità, conflitti interiori e dubbi morali che portano a mettere costantemente in discussione le azioni di tutti.
In questa recensione del drama Till the End of the Moon analizzerò trama, cast e sceneggiatura di questa serie evidenziandone i punti di forza e le criticità per scoprire se merita davvero il clamore che lo circonda.
"日月不照, 天地不明 "
[Se il sole e la luna non brillano, cielo e terra non sono illuminati]
Trama
In una Terra immaginaria, i Tre Regni e i Quattro Continenti sono minacciati dall’avanzata dell’oscuro Signore dei Demoni, suprema Divinità Infernale che mira a eliminare l’energia pura dal mondo per gettarlo nel caos e permettere così agli spiriti infernali di prosperare.
Nel disperato tentativo di fermarlo, le Sette Immortali mandano indietro nel tempo Li Su Su, figlia del Capo della Setta Hengyang, allo scopo di trovare Tantai Jin, il mortale destinato a diventare il futuro Signore dei Demoni, ed estrarre dal suo cuore l’Osso Malvagio, ovvero l’essenza demoniaca che lo trasformerà nella Divinità Infernale.
Li Su Su si ritrova quindi trasportata nel corpo dell’arrogante Ye Xi Wu, seconda figlia del Gran Generale Ye del Regno dello Sheng e novella sposa di Tantai Jin, Terzo Principe del Regno del Jing da anni ostaggio del nemico.
Da quel momento inizierà per lei una lotta contro il tempo per distruggere l’Osso Malvagio e impedire la venuta del Signore dei Demoni, ma la sua costante vicinanza con Tantai Jin la porterà a sviluppare dei sentimenti per lui.
Mentre affrontano insieme ricordi di una vita passata, lotte di potere, guerre e tradimenti anche Tantai Jin si innamorerà di Li Su Su, arrivando a vagare per secoli nel Fiume dell’Oltretomba in cerca della sua anima, dopo il suo supremo sacrificio per strappargli l’Osso Malvagio e donargli un’essenza divina.
Cinquecento anni più tardi Li Su Su torna ad essere la Fanciulla della Spiritualità della Setta Hengyang e Tantai Jin, riemerso dal Fiume dell’Oltretomba, assume l’identità di Cang Jiumin, il discepolo più dotato della Setta Xiaoyao.
I due infine si ritrovano, ma la rinascita del Signore dei Demoni è imminente e loro sono posti davanti a un bivio: decidere se perseguire il loro amore o la salvezza dell’intera umanità.
Recensione del Drama Till the End of the Moon (No Spoiler)
Quello che colpisce subito di Till the End of the Moon è la sua originalità nel capovolgere il punto di osservazione della storia: al centro del racconto non c’è l’eroe luminoso e impeccabile, ma il malvagio, con le sue debolezze e le sue ombre. È affascinante seguire gli avvenimenti attraverso i suoi occhi, seguire i suoi ragionamenti, partecipare alle sue scelte e assistere all’evoluzione della sua coscienza, che sfida le aspettative e dona nuova profondità al genere.
Trama e Ritmo Narrativo
La trama, per la maggior parte del tempo, scorre con naturalezza: gli eventi si susseguono in modo logico e i quattro archi narrativi si intrecciano con coerenza, senza mai dare la sensazione di forzatura. Eppure, verso la metà del drama, il ritmo rallenta: le vicende amorose dei protagonisti, pur interessanti, finiscono per occupare troppo spazio e rendere alcuni episodi meno coinvolgenti, come se la storia respirasse un po’ troppo tra un colpo di scena e l’altro. Anche l’uso dei flashback contribuisce a questo effetto: dopo un inizio molto ben congegnato, in cui servono davvero ad arricchire la narrazione, diventano progressivamente più frequenti e ridondanti, fino a dare l’impressione di appesantire inutilmente il racconto e di renderlo più prolisso del necessario. Quanto ai colpi di scena, invece, sono ben presenti e piazzati con una certa abilità: ogni nuovo sviluppo appare inevitabile e allo stesso tempo sorprendente, integrandosi con naturalezza nella trama principale senza mai interromperla bruscamente.
Non posso inoltre non menzionare un tipico difetto dei drama fantastici, di cui soffre anche questa serie: la moltiplicazione di luoghi, incantesimi, artefatti e tecniche magiche, che può diventare, a tratti, difficile da seguire. Mi sono sorpresa più volte a prendere appunti per non perdere il filo di dove dovesse recarsi un personaggio per compiere un certo incantesimo o di quale oggetto magico avesse bisogno per ottenere una determinata cosa. È un piccolo prezzo da pagare per la ricchezza del mondo che Till the End of the Moon è riuscito a costruire, ma è sicuramente un dettaglio da tenere a mente se si cerca una visione scorrevole e immediata.
Personaggi e Storia d’Amore Principale
Se c'è una cosa davvero riuscita in Till the End of the Moon è la caratterizzazione dei personaggi: anche quelli secondari hanno uno spessore che li rende verosimili, e seguire la loro evoluzione nel corso delle puntate è stato appagante. In particolare, mi ha colpita la credibilità con cui è reso il tormento interiore di Li Su Su: il suo dilemma su cosa fare con Tantai Jin è toccante, perché da un lato sa che lui diventerà il futuro Signore dei Demoni, dall’altro non può fare a meno di compatirlo, conoscendo il peso del suo triste passato. Anche lo spettatore si ritrova a oscillare insieme a lei senza riuscire a capire se le azioni del protagonista maschile siano giustificabili o meno, se la sua figura sia da considerarsi positiva o negativa: un’alternanza costante di odio e vicinanza, di empatia e repulsione che rende il rapporto tra i protagonisti complesso e sofferto.
Al tempo stesso, però, il drama non riesce a sottrarsi ai cliché tipici del genere romantico: i comportamenti dei personaggi appaiono spesso melodrammatici e i dialoghi interiori dei protagonisti risultano a volte ripetitivi e forzati e, più che svelare la loro psicologia, rischiano di appesantire la visione. Il rapporto di amore e odio tra ML e FL rende il loro legame, a tratti, ambiguo: i protagonisti oscillano continuamente tra devozione e tossicità, lasciando lo spettatore dubbioso sui reali sentimenti della coppia e sconvolgendo talvolta l’emotività della narrazione. Questa alternanza contribuisce sicuramente a rendere la storia avvincente, ma i sentimenti della coppia principale risultano, a volte, meno naturali e giustificati di quanto la trama suggerirebbe.
Cast
L’elemento centrale di Till the End of the Moon resta senza dubbio l’interpretazione degli attori, anche se non tutti riescono a reggere la complessità della trama con la stessa efficacia.
Luo Yun Xi emerge con forza: la sua recitazione è così ispirata ed espressiva che le emozioni sembrano trasparire senza bisogno di parole, attraverso gesti, sguardi e micro-espressioni. I suoi comportamenti ambigui e malvagi, così come quelli più appassionati e drammatici, risultano talmente realistici da farci domandare se stia davvero solo recitando o se ci stia lasciando intravedere qualcosa di autentico.
Bai Lu mantiene la sua cifra di spontaneità e naturalezza, convincente sia nelle scene leggere sia in quelle più intense, rendendo la visione piacevole e coinvolgente. Le sue scene d’amore con Luo Yun Xi sono dolci e sofferte allo stesso tempo, e il loro affiatamento riesce quasi a compensare i pessimi scambi di battute tra Deng Wei e Chen Du Ling.
Deng Wei se la cava, anche se il suo volto “da buono” lo penalizza nel ruolo del risoluto Principe Xiao Lin; migliora un po’ sul finale nei panni di Gongye Ji Wu. Purtroppo, la chimica con la sua co-protagonista Chen Du Ling non decolla: a differenza di Lost You Forever, dove il legame con Yang Zi era palpabile, qui le loro interazioni risultano fredde e distaccate.
Chen Du Ling ha davanti a sé il compito complesso di interpretare tre donne ambigue e contraddittorie, ma il risultato è piuttosto monocorde. Le sue espressioni rimangono sempre simili, con un’apporto emotivo minimo: sembra imbronciata anche nelle scene più importanti, e le sue interazioni con Deng Wei non trasmettono il legame di coppia che la trama vorrebbe suggerire.
Tra i veterani, invece, non deludono mai: Zheng Guo Lin e Huang Hai Bing brillano nei ruoli positivi, regalando interpretazioni solide e credibili — come dimostrato anche, rispettivamente, in Lost You Forever e The Glory.
Infine, menzione speciale per la giovane Sun Zhen Ni, che interpreta la piccola volpe seduttrice con tale bravura da farci affezionare subito al personaggio e alle sue vicissitudini amorose, rubando scene e sorrisi anche ai protagonisti principali.
Aspetti Visivi e Colonna Sonora
Esteticamente, Till the End of the Moon è senza dubbio uno dei drama più suggestivi del 2023. La regia appare solida e professionale, sostenuta da una CGI di buon livello soprattutto nella ricostruzione delle ambientazioni magiche e degli incantesimi, contribuendo a dare vita a un mondo fantastico ricco e credibile. Alcuni set sono davvero spettacolari: la Residenza Ye, il magnifico Palazzo Yuqing nel Regno Divino di Shangqing, ma anche il Palazzo Infernale e il monte della Setta Hengyang colpiscono immediatamente per ampiezza e cura dei dettagli.
Curiosità: la scalinata che porta alla Sala Mingwu avrebbe dovuto essere smantellata dopo il drama, ma la location è piaciuta talmente tanto che è stata utilizzata anche per altre produzioni e adesso è visitabile (trovi tutte le informazioni qui).
Non tutto però condivide lo stesso livello di realismo. Gli effetti visivi risultano decisamente meno convincenti quando si tratta di animali, reali e mitologici: gli uccelli, che pure hanno un ruolo centrale nella narrazione, presentano evidenti problemi di animazione e movimenti di volo poco naturali. Ancora più difficile da ignorare è il fastidioso “effetto propulsione” con cui i protagonisti emergono dall’acqua quando utilizzano la magia, una soluzione visiva che risulta più comica che spettacolare.
Se la CGI ha alti e bassi, il reparto costumi produce soluzioni valide e appaganti. Gli abiti creati da Huang Wei – già responsabile dei costumi di drama come One and Only, A Dream of Splendor, Back From the Brink, The Last Immortal e Love of Nirvana – sono fiabeschi e raffinati, contribuendo in modo decisivo all’atmosfera del drama. Anche trucco e acconciature risultano impeccabili e dimostrano un’attenzione notevole per i dettagli estetici.
Particolarmente interessanti sono le scelte cromatiche degli abiti, utilizzate quasi come un linguaggio narrativo. Tantai Jin, ad esempio, indossa colori chiari quando è ancora un principe ostaggio dello Shang, ma man mano che il suo potere cresce i suoi abiti si fanno sempre più scuri, fino al nero assoluto del Signore dei Demoni. Xiao Lin, Ye Bing Chang e Ye Xi Wu appaiono quasi sempre vestiti di chiaro, anche se le ultime due adottano colori più scuri nei momenti in cui la loro natura demoniaca emerge. Curiosa anche la contrapposizione tra gli eserciti: quello dello Shang, teoricamente il regno dei “buoni”, veste di bianco sotto un’armatura argentata, mentre l’esercito del Jing, associato ai “cattivi”, indossa abiti neri sotto un’armatura brunita. Pian Ran, infine, passa dai delicati colori pastello di quando è una spensierata demone volpe alle vesti rosse che indossa quando diventa la consigliera demoniaca di Tantai Jin.
A completare questo spettacolo visivo ci sono le immancabili scene di combattimento aereo e le evoluzioni su cavi, che in questa serie raggiungono momenti davvero epici. Luo Yun Xi denota una straordinaria eleganza nei movimenti, dimostrando ancora una volta il suo passato da ballerino e rendendo queste sequenze non solo spettacolari ma anche incredibilmente belle da guardare.
Anche la colonna sonora contribuisce in modo significativo all’atmosfera del drama, con risultati però un po’ altalenanti. La sigla iniziale, 我爱的这个世界 (The World I Love), interpretata dal sempre affidabile Liu Yun Ning, ha quelle sonorità vagamente epiche, quasi wagneriane, che riescono subito a dare alla storia un respiro ampio e tragico, come se preparassero lo spettatore alla dimensione grandiosa e drammatica del racconto. Molto bella anche 玄鸟 (Misterious Bird) di Sa Ji, una canzone delicata, sognante e quasi eterea, che sembra sospesa tra malinconia e incanto e accompagna perfettamente i momenti più emotivi della serie. Gradevole ma decisamente meno memorabile rispetto ad altri brani della colonna sonora la sigla di chiusura 黑月光 (Black Moonlight): pur apprezzando molto l’interpretazione della coppia formata da Zhang Bichen e Mao Buyi, la canzone mi è parsa piuttosto banale, con quel tono un po’ da ninna nanna romantica che si sente fin troppo spesso nei drama sentimentali.
ATTENZIONE!
DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.
Recensione del Drama Till the End of the Moon (Spoiler)
Cosa Funziona
La Caratterizzazione dei Personaggi
Uno degli aspetti che ho apprezzato di più in Till the End of the Moon è la forte identità dei suoi personaggi: ognuno di loro possiede una personalità ben definita e riconoscibile, anche se a volte scivolano nei comportamenti stereotipati tipici del genere romantico.
Li Su Su, ad esempio, emerge subito come una protagonista determinata e coraggiosa: pur trovandosi investita di una missione enorme – cambiare il destino del mondo eliminando il futuro Signore dei Demoni – non si tira mai indietro, anche quando questo significa andare contro i propri sentimenti e spezzare il fragile legame costruito con tanta fatica e sofferenza con Tantai Jin.
Tantai Jin, dal canto suo, è probabilmente uno dei personaggi più tragici che si possano incontrare in uno xianxia. La sua vita è segnata fin dalla nascita da un destino imposto da altri: non è che un corpo destinato a ospitare lo spirito del Signore dei Demoni, e tutto ciò che gli accade è pensato per contribuire a spingerlo verso quel ruolo. Tradito, abbandonato e costantemente privato di qualsiasi forma di affetto, Tantai Jin sembra condannato a un’esistenza di dolore. Proprio per questo i rari momenti di serenità che riesce a conquistare – come quando diventa discepolo della Setta Xiaoyao o quando ottiene finalmente il permesso di sposare Li Susu – assumono un valore ancora più struggente. In questo senso ho trovato particolarmente efficace l’espediente narrativo con cui il drama racconta la sua infanzia attraverso il sogno della sua balia: un modo elegante per evitare il classico spiegone e allo stesso tempo permettere allo spettatore di empatizzare con un protagonista che, almeno sulla carta, dovrebbe essere il “cattivo” della storia.
Anche i personaggi secondari risultano molto ben tratteggiati e non vengono risparmiati dalla crudeltà del destino (e dell’autore). Il Principe Xiao Lin, per esempio, è costretto a soffocare la sua natura nobile e generosa per via dei doveri nei confronti di un padre guerrafondaio e sospettoso, fino a subire il tradimento più doloroso proprio da parte della donna che ama, Ye Bing Chang. Quest’ultima poi è il personaggio più contraddittorio del drama, la cui esistenza è segnata da sofferenze in ogni incarnazione. Da demone vede il proprio spirito primordiale danneggiato dal Dio della Guerra e viene trasformata in un oggetto (un ombrello) per conservare un briciolo di coscienza e poter rinascere nel mondo mortale per affrontare le sue tribolazioni; da umana è destinata a tradire la persona che ama per poter tornare alla sua forma demoniaca; e quando finalmente riacquista il suo potere si trova a confrontarsi con una perdita ancora più devastante, quella dell’amata sorella minore.
E poi c’è Pian Ran, il personaggio che più incarna l’ironia tragica del drama. Dopo aver rinunciato a secoli di coltivazione per lasciare l’Abisso della Desolazione, crede di aver finalmente trovato la felicità accanto al mortale Jiang Rao, ma la sua speranza viene spezzata dalla morte di lui e dal furto del suo Filo d’Amore. Persino quando la vita sembra offrirle una nuova possibilità accanto a Ye Qing Yu, il destino torna a chiederle un prezzo altissimo, costringendola a sacrificare se stessa per salvare la persona che ama.
Nel complesso, Till the End of the Moon costruisce un mosaico di personaggi tormentati e imperfetti, in cui quasi nessuno riesce davvero a sfuggire al peso del proprio destino – ed è proprio questa continua tensione tra volontà personale e fatalità a rendere la loro storia così coinvolgente.
La Storia d’Amore tra Pian Ran e Ye Qing Yu
Paradossalmente, la parte che mi ha emozionata di più in questo drama non riguarda i protagonisti principali, ma la storia d’amore secondaria tra il demone volpe Pian Ran e il mortale Ye Qing Yu.
Il loro incontro avviene quasi per caso sul campo di battaglia al Passo Jia: lui è un generale inflessibile, un uomo che sembra vivere solo per il dovere e per la difesa del proprio paese; lei è un demone volpe curioso e malizioso, uscito dall’Abisso della Desolazione più per gioco e curiosità che per reale interesse nei confronti dei mortali. Eppure è proprio Pian Ran a salvarlo dalla morte, e da quel momento il ricordo del suo volto diventa per Ye Qing Yu impossibile da cancellare. Quando finalmente la ritrova e scopre la sua vera natura, non si tira indietro: pur sapendo che è un demone, le giura comunque amore eterno con una determinazione che colpisce proprio perché è così semplice e disarmante.
Ciò che rende questa storia particolarmente toccante è il modo in cui Ye Qing Yu rifiuta di arrendersi all’idea che Pian Ran, avendo perso il suo Filo d’Amore, non sia più capace di provare sentimenti. Invece di pretendere qualcosa da lei, sceglie di dimostrarle cosa significhi amare davvero, arrivando persino a cercare e a dare degna sepoltura ai resti del suo precedente marito, Jiang Rao, morto anni prima in battaglia. È un gesto che rivela tutta la nobiltà del suo carattere e che lentamente scalfisce la leggerezza con cui Pian Ran ha sempre trattato i sentimenti umani.
Quando finalmente il demone riesce a recuperare il suo Filo d’Amore da Ye Bing Chang, sembra che il destino conceda loro almeno un breve momento di felicità. Ma come spesso accade in questo drama, la serenità dura pochissimo: Ye Qing Yu viene ferito mortalmente dalla Balestra Caccia Demoni di Tantai Ming Lang e Pian Ran si ritrova di nuovo davanti alla prospettiva di perdere l’uomo che ama. La scelta che compie allora è forse una delle più dolorose dell’intera serie: pur di salvarlo decide di sacrificare se stessa, donandogli la propria essenza demoniaca perché possa vivere e ricordarla nei secoli. È una scena devastante, una di quelle che rimangono addosso a lungo dopo la fine dell’episodio, e che da sola vale quasi la visione dell’intero drama.
Il personaggio stesso di Pian Ran contribuisce molto alla forza della storyline. All’inizio appare come il classico demone seducente e un po’ opportunista, più interessato a divertirsi che a creare legami. Col passare del tempo, però, emerge una figura molto più complessa: sotto la sua leggerezza si nasconde una creatura capace di un affetto profondo per i mortali a cui si lega e di un amore sincero per gli uomini che entrano nella sua vita. È proprio questa evoluzione a rendere la sua storia con Ye Qing Yu così memorabile.
Cosa Non Funziona
Il Rapporto Tossico tra i Protagonisti
Il difetto che, più di ogni altro, finisce per rendere la visione di Till the End of the Moon a tratti frustrante, è la continua oscillazione sentimentale dei protagonisti. Le loro emozioni cambiano direzione con una frequenza tale da far sembrare ogni progresso nella relazione temporaneo, quando non completamente annullato nel giro di poche scene.
Li Su Su ne è forse l’esempio più evidente: da una parte ripete di considerare Tantai Jin un mostro senza cuore e sostiene di restargli accanto solo per portare a termine la sua missione – far produrre alla Lacrima Annienta Anima i nove Aghi Massacra Anima – dall’altra non riesce a nascondere la propria gelosia o tristezza quando lui la ignora e decide di farsi servire da Ye Bing Chang.
Il problema è che la strategia stessa su cui dovrebbe basarsi il suo piano richiederebbe un certo distacco emotivo: se deve convincere Tantai Jin ad innamorarsi di lei per poterlo colpire, forse non è il massimo continuare a cadere nelle sue provocazioni e riempirlo di parole di disprezzo, alimentando proprio quella sfiducia che dovrebbe invece dissipare. Non sorprende quindi che, ogni volta che i due litigano o che Tantai Jin sospetta delle sue intenzioni, gli Aghi Massacra Anima si riassorbano e tutto il lavoro di persuasione debba ricominciare da capo. A questo punto viene quasi da chiedersi se Su Su non farebbe meglio a prendere qualche lezione di ipocrisia proprio da Ye Bing Chang, che – pur avendo accanto un marito irreprensibile – non esita a tradirlo pur di garantirsi la protezione del potente Tantai Jin.
Nemmeno il futuro Signore dei Demoni, però, brilla per coerenza emotiva. Dopo la fuga dallo Sheng, il suo comportamento nei confronti di Ye Xi Wu assume tratti quasi infantili: invece di affrontare il passato con la freddezza strategica che ci si aspetterebbe da lui, preferisce umiliarla e provocarla per vendicarsi delle vessazioni subite nei primi mesi di matrimonio. E quando finalmente, nell’episodio 22, le confessa apertamente il suo amore e lei sembra ricambiare promettendo di restargli accanto per sempre, la situazione precipita di nuovo nel giro di poche puntate: Li Susu droga Tantai Jin, libera Xiao Lin dalla prigione e fugge con lui. Da quel momento la storia prende una piega quasi surreale: lui si convince che lei ami ancora il Principe e arriva persino a ipnotizzarla per costringerla a ucciderlo; lei, dopo la presunta morte di Xiao Lin, ritorna nel Jing come se nulla fosse e gli chiede addirittura di risposarla – richiesta che Tantai Jin accetta con una facilità che lascia perplessi perfino i personaggi della serie, tra cui Ye Qing Yu. Se persino loro sembrano confusi, non è difficile capire perché lo spettatore resti altrettanto interdetto.
Questa tendenza al melodramma e alle incomprensioni costruite ad arte emerge anche nella Vita Bo’re del Drago delle Alluvioni del Mare Orientale, dove Ming Ye e Sang Jiu (gli alter-ego di Tantai Jin e Ye Xi Wu) passano intere scene immersi in flussi di coscienza in cui ciascuno è convinto che l’altro lo odi. Lui è persuaso che Sang Jiu non potrà mai perdonarlo per aver divorziato da lei, mentre lei continua a credere di essergli solo di peso.
Tutte queste incomprensioni sono alimentate dalla volontà di Ming Ye di allontanare Sang Jiu per imbarcarsi in una missione suicida. Questo è uno di quei casi in cui mi viene spontaneo domandarmi perché i protagonisti, quando stanno per intraprendere una missione in cui potrebbero potenzialmente perdere la vita, sentano il bisogno di mentire alla persona che amano dicendole di non provare nulla per lei: non sarebbe più sensato dire la verità? Così facendo non solo lasciano dietro di sé un ricordo doloroso, ma condannano anche chi resta a vivere con un rimorso inutile nel momento in cui la verità emerge. È un espediente melodrammatico molto amato dagli xianxia, ma in questa serie viene utilizzato con una tale nonchalance da diventare uno degli aspetti più irritanti del drama.
Le Incoerenze Temporali
Un altro aspetto che, a mio avviso, crea qualche incoerenza nella storia è la gestione dei viaggi nel tempo e dei conseguenti salti temporali, un elemento narrativo che contribuisce ad aumentare il fascino degli xianxia ma risulta estremamente delicato da maneggiare. Till the End of the Moon non sfugge a questa regola e, nel tentativo di intrecciare passato, presente e reincarnazioni, finisce per introdurre alcune incongruenze difficili da ignorare.
Prendiamo il caso di Li Su Su: sappiamo che nasce dall’Uovo Spirituale generato diecimila anni prima degli eventi legati a Tantai Jin e Ye Xi Wu, dall’unione della Dea del Cosmo con il Signore dei Mostri Infernali. Quando Qu Xuan Zi riesce a uscire dall’Abisso della Desolazione grazie all’aiuto di Di Mian, gli promette di ritrovare quell’uovo e di farlo schiudere; lo colloca quindi nel Pozzo Spirituale del Lago Celeste e manda lo spirito primordiale della futura Su Su nel mondo mortale affinché affronti varie tribolazioni e aumenti la propria coltivazione.
Fin qui la logica narrativa regge, ma diventa più difficile seguirla quando la stessa Su Su suggerisce che tra queste tribolazioni rientrerebbe anche la vita di Ye Xi Wu – il cui posto era stato preso da lei in occasione del suo ritorno al passato. In questa versione degli eventi, la mortale Ye Xi Wu avrebbe inconsciamente invocato la punizione del fulmine – pur non avendone il potere e ignorando il pericolo rappresentato da Tantai Jin –, provocando cinque secoli dopo l’autocombustione del corpo immortale di Su Su e costringendola a coltivarsi per altri dieci anni nel Pozzo Spirituale, consentendole così di effettuare il suo viaggio indietro nel tempo. È un intreccio affascinante sulla carta, ma non sempre perfettamente chiaro nei suoi meccanismi temporali.
Una simile sensazione di “scivolamento cronologico” emerge anche nell’incontro tra Li Su Su e Yue Ya – o Yue Fuya com’era chiamata prima che Li Su Su/Ye Xi Wu le attribuisse un nuovo nome. La ragazza è una mortale di circa cinque anni quando viene salvata da Ye Xi Wu, evento che avviene cinquecento anni prima del suo incontro con Li Su Su. Dieci anni dopo, quando si ammala, i genitori adottivi la affidano alla setta Hengyang; lei stessa racconta di non aver mai avuto occasione di incontrare Li Su Su perché quest’ultima si trovava in ritiro meditativo sul fondo del Lago Celeste. Il problema è che Su Su vi rimane, almeno secondo quanto ci viene detto, soltanto dieci anni. Come è possibile allora che le loro vite non si siano mai incrociate prima, se entrambe gravitavano nello stesso luogo? L’unica spiegazione plausibile sarebbe che il tempo trascorso nel Pozzo Spirituale non corrisponda affatto al tempo del mondo mortale – forse dieci anni per Su Su equivalgono a cinque secoli per gli esseri umani – ma il drama non lo chiarisce mai apertamente.
Sono dettagli che non compromettono la godibilità della storia, ma che lasciano nello spettatore quella sensazione un po’ fastidiosa di un puzzle temporale che non combacia perfettamente.
Altre Piccole Incongruenze
Qualche altra considerazione sparsa, di quelle che vengono in mente a visione finita quando ci si rende conto che forse qualcosa non torna del tutto.
Per esempio, continuo a chiedermi come l’impotente principe ostaggio Tantai Jin sia riuscito a far mangiare a Ye Xi Wu i dolcetti drogati che in realtà erano destinati a Ye Bing Chang. Non ha potuto partecipare al banchetto reale, nessun servo a palazzo sembra minimamente disposto ad aiutarlo… eppure l’operazione riesce alla perfezione. Evidentemente il futuro Signore dei Demoni possedeva già allora qualche talento magico che la sceneggiatura preferisce lasciare alla nostra immaginazione.
A proposito di talenti magici, credo sia la prima volta che mi capita di vedere in un drama una moglie drogare il marito per costringerlo a fare l’amore con lei (mi riferisco a Sang Jiu e Ming Ye), nonostante i due, tra l’altro, provino già dei sentimenti reciproci. Un momento decisamente curioso, che probabilmente non si riproporrà mai più.
Ho trovato piuttosto divertenti gli episodi in cui Ye Xi Wu/Li Su Su cerca di conquistare Tantai Jin chiedendo consigli sentimentali a Pian Ran – e, quasi in parallelo, lo stesso fa Tantai Jin. Vedere due personaggi così tragici e tormentati arrancare goffamente nel campo delle strategie amorose aggiunge un tocco di leggerezza al drama dimostrando che, ogni tanto, gli sceneggiatori sanno anche lavorare bene.
Un po’ più perplessa mi ha lasciata invece il piano elaborato da Si Ying e Mo Nv per trascinare Tantai Jin dalla parte del male. Presentarlo apertamente come Ricettacolo Malvagio davanti alle Sette Immortali mi sembra una strategia leggermente… rischiosa. Se gli Immortali avessero deciso di eliminarlo seduta stante – ipotesi tutt’altro che improbabile – come avrebbero fatto le due a far rinascere il Signore dei Demoni? Tanto più che l’Osso Malvagio, a quel punto della storia, non era nemmeno più nel suo corpo. È uno di quei momenti in cui lo spettatore non può fare a meno di alzare un sopracciglio e decidere, con un certo spirito di collaborazione, di non fare troppe domande.
Personaggi
Personaggi Principali
Signore dei Demoni/Tantai Jin/Ming Ye/Cang Jiumin (Luo Yun Xi) il Signore dei Demoni è la Divinità Infernale suprema il cui potere risiede nell’Osso Malvagio e nei tre Artefatti Infernali (il Sigillo Raffina Ossa, l’Arco Massacra Anima e la Spada Squarcio Celeste). Nell’arco narrativo dei Regni dello Sheng e del Jing è Tantai Jin, Terzo Principe del Regno del Jing figlio del Re Tantai Wu Ji e della Consorte Rou. È nato con l’Osso Malvagio, il nucleo in cui è custodita l’essenza infernale del Signore dei Demoni. In seguto alla morte della madre, il padre lo relega nel Palazzo Freddo affidandolo alle cure di due balie della Tribù Yiyue. All’età di sei anni viene mandato nello Sheng come ostaggio e da allora inizia a sentire la voce del Signore dei Demoni che gli parla. A causa dell’alessitemia provocata dell’Osso Malvagio, viene costantemente maltrattato da tutti. L’unico a mostrargli un po’ di compassione è il Principe Xiao Lin e questo spinge il piccolo Tantai Jin a emularlo in tutto nel tentativo di essere accettato. 500 anni più tardi, nell'arco narrativo delle sette immortali, quando esce dal Fiume dell’Oltretomba e viene salvato da Zhao Yu, diventa Cang Jiumin, il discepolo più dotato della Setta Xiaoyao. Nell’arco narrativo della Vita Bo’re del Drago delle Alluvioni del Mare Orientale è Ming Ye, il Dio della Guerra del Regno Divino di Shangqing e marito di Sang Jiu.
Li Su Su/Ye Xi Wu/Sang Jiu/Mo Zhu (Bai Lu) nell'arco narrativo delle sette immortali, Li Su Su è la Fanciulla della Spiritualità con il Corpo Spirituale Puro della Setta Hengyang ed è la figlia adottiva del Capo Setta Qu Xuan Zi. In realtà è la figlia del Signore dei Mostri Infernali Di Mian e della Dea del Cosmo Chu Huang. Nell’arco narrativo dei Regni dello Sheng e del Jing è Ye Xi Wu la seconda figlia legittima del Generale Ye e della Principessa della Commenda Rong’en. Nell’arco narrativo della Vita Bo’re del Drago delle Alluvioni del Mare Orientale è Sang Jiu la Principessa della Tribù degli Unionidi, una delle Tribù dell’Acqua che abitano il Fiume Mo, sorella di Sang You e moglie di Ming Ye. Durante la convalescenza di quest’ultimo nel Boschetto di Bambù si spaccia per lo Spirito del Bambù Mo Zhu.
Mo Nv/Ye Bing Chang/Tian Huan (Chen Du Ling) nell'arco narrativo delle sette immortali, Mo Nv è uno Spirito Infernale della Siccità e sorella maggiore di Si Yin. Dopo che il suo spirito primordiale viene danneggiato dal Dio della Guerra Tian Hao, il Signore dei Demoni la manda nel Mondo Mortale per sperimentare le tribolazioni che l’aiuteranno a ripristinarlo. Nell’arco narrativo dei Regni dello Sheng e del Jing è Ye Bing Chang la sorella maggiore di Ye Xi Wu che quest’ultima odia perché è l’amata del Principe Xiao Lin. Pur essendo la figlia di una concubina, infatti, la ragazza riesce a far innamorare di sé il Principe e a sposarlo anche se poi lo tradisce in favore di Tantai Jin. Nell’arco narrativo della Vita Bo’re del Drago delle Alluvioni del Mare Orientale è Tian Huan, la Dea della Tribù delle Serpi Alate, figlia di Tian Hao, da sempre innamorata di Ming Ye.
Gongye Ji Wu/Xiao Lin/Sang You (Deng Wei) nell'arco narrativo delle sette immortali, Gongye Ji Wu è il Capo Discepolo della Setta Hengyang e il da shixiong di Li Su Su. È da sempre innamorato di Su Su e vorrebbe sposarla. Nell’arco narrativo dei Regni dello Sheng e del Jing è Xiao Lin il Principe Xuancheng, Sesto Principe del Regno dello Sheng, Comandante delle Guardie Segrete del Drago e Principe Ereditario. Muore dopo essere stato pugnalato con il Cuneo Corrodi Anima da Ye Xi Wu sotto il controllo di Tantai Jin e viene fatto rinascere come Gongye Ji Wu da Pang Yi Zhi grazie alla Formazione Infernale Aggrega Anima. Nell’arco narrativo nella Vita Bo’re del Drago delle Alluvioni del Mare Orientale è Sang You il Principe della Tribù degli Unionidi, una delle Tribù dell’Acqua che abitano il Fiume Mo, e fratello di Sang Jiu.
Pian Ran (Sun Zhen Ni) demone Volpe dalle Nove Code di cui si innamora Ye Qing Yu nell’arco narrativo dei Regni dello Sheng e del Jing. Quando la barriera dall’Abisso della Desolazione si indebolisce rinuncia a due delle sue code per uscirne e sposa il mortale Jiang Rao a cui affida il suo Filo d’Amore. Quando questi muore il Filo d’Amore viene rubato da Ye Bing Chang e lei non riesce più ad innamorarsi.
Ye Qing Yu (Geng Ye Ting) secondo figlio maschio del Generale Ye Xiao e fratello minore di Ye Xi Wu nell’arco narrativo dei Regni dello Sheng e del Jing. È il generale incaricato di presidiare il Passo Jia, luogo di confine tra lo Stato dello Sheng e lo Stato del Jing ed è l’inflessibile supervisore della Famgilia Ye. Si innamora di Pian Ran dopo che questa lo salva sul campo di battaglia.
Personaggi Secondari
Arco delle Sette Immortali
Qu Xuan Zi (Zheng Guo Lin) Capo della Setta Hengyang del Monte Changze e padre adottivo di Li Su Su. Viene protetto da Di Mian dopo essere caduto nell’Abisso della Desolazione così, per sdebitarsi, accetta di trovare e far schiudere l’Uovo Spirituale da cui nasce Li Su Su.
Yue Fuya/Yue Ya (Cheng Zi Xia | Huang Xin Yao) figlia di Jing Lan’An che Ye Xi Wu salva dall’Abisso della Desolazione e affida ai coniugi Yue. A seguito di una malattia, a quindici anni entra nella Setta Hengyang come discepola della maestra Yao Wei. Quando scopre che la sua salvatrice è la Fanciulla della Spiritualità si lega molto a lei.
Zhao Yu (Huang Hai Bing) Capo della Setta Xiaoyao del Monte Buzhao. Diventa il Maestro di Tantai Jin e lo aiuta a preservare la sua bontà.
Cen Hao Ran (Lu Yong) Capo della Setta Chixiao e padre di Cen Mi. Viene ucciso da Mo Nv per permettere al Signore dei Demoni di rientrare in possesso dell’Arco Massacra Anima.
Cen Mi (Zong Mu Yi) indolente e presuntuoso figlio del Capo della Setta Chixiao. Viene ucciso da Si Ying per far cacciare Tantai Jin dalla Setta Xiaoyao e spingerlo a diventare il Signore dei Demoni.
Si Ying (Wang Yi Fei) Spirito Infernale della Siccità sorella minore di Mo Nv e sottoposta del Signore dei Demoni.
Jing Mie (Roy Wang) Spirito Infernale sottoposto del Signore dei Demoni. È segretamente innamorato di Si Ying ma non riuscirà mai a coronare il suo sogno d'amore con lei.
Arco dei Regni Sheng e Jing
Xiao Yi (He Zhong Hua) Re dello Sheng e padre di Xiao Lin. È talmente paranoico da non volere che Xiao Lin sposi la primogenita della famgilia Ye perché teme che, sfruttando il potere militare del suocero, il figlio possa usurpare il trono. Successivamente, su istigazione di Tantai Ming Lang, trafuga la salma della Consorte Ruo dalla sala funeraria dei Reali del Jing e la usa per allestire un rituale che dovrebbe uccidere Tantai Jin, ma in raltà scatena solo le sue ire.
Xiao Liang (Wang Cha Cha) Principe Wuning, Quinto Principe del Regno dello Sheng e principale aguzzino di Tantai Jin.
Pang Yi Zhi/Immortale Bu Xi (Li Pei En) adepto della Setta Xiaoyao e xiao shishu del Principe Xiao Lin. Viene nominato dal Re dello Sheng Erudito del Ministero dei Riti con il compito di eliminare i demoni fuggiti dall’Abisso della Desolazione. Segue Xiao Lin nella guerra contro il Jing e, in seguito alla sua uccidione da parte di Ye Xi Wu, lo fa rinascere raccogliendo nella Coppa di Cristallo creata da Ming Ye, il sangue del cuore di Tantai Jin e una lacrima d’amore di Ye Bing Chang. Non riuscendo a raggiungere l’immortalità, crea l’Incantesimo Nuvola per lasciare la sua coscienza in un fiore di loto dorato custodito presso la Setta Xiaoyao che gli permette di comunicare con i suoi compagni di setta.
Zhong Tai (Zhang Chen Xi) Vicecapitano delle Guardie Segrete del Drago e sottoposto di Xiao Lin.
Tantai Wu Ji (Wang Jia Lin) Re del Regno del Jing e padre di Tantai Jin e Tantai Ming Lang. È talmente affezionato alla Consorte Ruo che quando quest’ultima muore per complicanze dovute al parto relega Tantai Jin nel Palazzo Freddo e poi lo manda nello Sheng come ostaggio. Prima di morire esprime il desiderio di vedere un’ultima volta il figlio, per poter rivedere gli occhi della donna che amava, ma viene strangolato a morte da Tantai Ming Lang mentre giace morente nel suo letto.
Tantai Ming Lang (Xiao Shun Yao) primogenito del Re Tantai Wu Ji e della Regina del Jing. Sua madre muore per salvare il marito dall’attacco di alcune bestie che, secondo le voci di palazzo, sarebbero state attirate dalla Consorte Rou. Una volta rimasto orfano, a causa dell’indifferenza del padre nei suo confronti, i servi lo trascurano e lui si brucia il volto e una mano cadendo su un bracere scoperto. Per questo odia profondamente Tantai Jin e vuole ucciderlo.
Yue Ruan Ruan (Choenyi Tsering) Principessa della Tribù Yiyue e madre di Tantai Jin. Come erede della Tribù Yiyue ha la capacità innata di comunicare con gli animali. Sposa il Re del Regno del Jing con il titolo di Consorte Rou, ma muore durante il parto scatenando l’odio del marito verso il figlio.
Yue Ying Xin (Huang Yun Yun) cameriera della Principessa Yue Ruan Ruan e balia di Tantai Jin. Quando lui diventa ostaggio del Re Xiao Yi lo accompagna nello Sheng e patisce con lui tutti i soprusi e le angherie che gli riservano nel Palazzo Reale. Per salvarsi accetta di uccidere il Principe per ordine di Tantai Ming Lang, ma Tantai Jin lo scopre e sventa il suo piano facendola impazzire.
Jing Lan’An (Liu Min) cameriera della Principessa Yue Ruan Ruan e balia di Tantai Jin. Dopo qualche tempo nel Palazzo Freddo del Jing decide di fuggire per chiedere aiuto alla sua Tribù e salvare il Principino, ma di lei non si hanno più notizie. Si ripresenta nello Sheng anni dopo con il titolo di Somma Sacerdotessa della Tribù Yiyue e si offre di riportare Tantai Jin nel Jing. In realtà collabora con lo spietato Tantai Ming Lang per uccidere Tantai Jin e ottenere la liberazione della figlia Fuya, ostaggio del Principe. Morirà uccisa dal morso di un ragno controllato da Tantai Jin.
Nian Baiyu (Li Jia Hao) Capo delle Guardie Ombra della Luna salvato dal defunto Capo della Tribù Yiyue insieme alla sorella e alla madre. Giura fedeltà a Tantai Jin in quanto figlio della Principessa Yue Ruan Ruan e accetta di lavorare per Jing Mie per ritrovarlo dopo che è scomparso nel Fiume dell’Oltretomba.
Fu Yu (Zhao Shi Yi) mezzo demone, sovrintendente demoniaca di Tantai Ming Lang.
Ye Xiao (Chang Cheng) Gran Generale del Regno dello Sheng e padre di Ye Xi Wu. Stravede talmente tanto per la figlia da accontentarla in tutto, arrivando a trascurare gli altri figli per assecondare i suoi desideri.
Nobile Signora Ye (Xu Mei Ling) Gran Principessa Reale e nonna di Ye Xi Wu. È grazie al suo prestigio che la famiglia Ye è diventato uno dei clan più influenti dello Sheng. La sua predilezione per Xi Wu è così smaccata da giustificare le angherie che la ragazza infligge ai fratelli (soprattutto a Bing Chang) e al marito.
Ye Ze Yu (Deng Jing Hong) primogenito del Generale Ye Xiao e fratello maggiore di Ye Xi Wu. È pigro, inutile e arrogante e, quando Tantai Jin diventa suo cognato, non perde occasione per bullizzarlo.
Chun Tao (Tian Jing Fan) cameriera di Ye Xi Wu.
Jia Hui (Zhao Mu Yan) cameriera di Ye Bing Chang.
Jiang Rao (Zhang Jia Shuo) defunto marito di Pian Ran. Era uno dei soldati dell’Armata dello Sheng che presidiava il Passo Jia. Dopo essere stato ferito a morte durante un combattimento aveva tentato di tornare a casa per vedere un’ultima volta la moglie, ma era morto poco fuori la Capitale nel bosco dove lo aveva trovato Ye Bing Chang. A quest’ultima aveva chiesto di riportare il Filo d’Amore a Pian Ran, ma lei aveva tenuto il filo per sé. Dopo aver aspettato sue notizie per 1.000 giorni, Pian Ran si era recata al Passo Jia a cercarlo e aveva salvato la vita a Ye Qing Yu.
Arco della Vita Bo’re del Drago delle Alluvioni del Mare Orientale
Tian Hao (Feng Wu Sheng) Capo della Tribù delle Serpi Alate del Monte Nebbioso e Dio della Guerra del Regno Divino di Shangqing. È il predecessore di Ming Ye di cui è stato precettore e compagno d’armi.
Ji Ze (Chen Bo Hao) Dio del Tempo, è in grado di vedere nel passato e nel futuro. Ha creato lo Specchio del Passato e la Formazione Infrangi Luce con cui è possibile viaggiare indietro nel tempo. Dopo la battaglia con il Signore dei Demoni di 10.000 anni prima, il suo spirito mantiene la Barriera dell’Abisso della Desolazione.
Chu Huang (Zhang Zhi Xi) Dea del Cosmo della Tribù della Fenice. È in grado di creare portali dimensionali che può usare per spostarsi nello spazio a suo piacimento. È sposata con Di Mian ed è la vera madre di Li Su Su.
Di Mian (Yu Bo) Signore dei Mostri Infernali è il comandante dell’Armata degli Inferi e ha sotto il suo controllo oltre 100.000 coltivatori infernali. È il più potente sottoposto del Signore dei Demoni ma il suo obiettivo è quello di impadronirsi dell’Osso Malvagio per potersi sostituire a lui. È sposato con la Dea del Cosmo Chu Huang ed è il vero padre di Li Su Su.
Personaggio Preferito: Zhao Yu
Tra i personaggi più luminosi del drama riesce a unire leggerezza e profonda saggezza. Il suo carattere allegro e spensierato emerge spesso nel quotidiano: ama scherzare con i suoi discepoli e non perde occasione per punzecchiare bonariamente anche l’amico Qu Xuan Zi.
Questa vena giocosa, però, non deve trarre in inganno, perché quando si tratta di difendere l’equilibrio del mondo e garantire la pace tra le Sette Immortali dimostra una serietà e una lucidità invidiabili.
Uno dei suoi tratti più ammirevoli è la capacità di guardare oltre i pregiudizi. Non giudica gli altri per la loro origine o per il destino che sembra essere stato imposto loro, e proprio per questo accoglie nella comunità immortale figure che molti avrebbero rifiutato senza esitazione, come Di Mian, Tantai Jin o Nian Baiyu.
Nel caso di Tantai Jin il suo gesto assume un significato ancora più profondo: pur conoscendo la sua vera identità e il destino che grava su di lui, Zhao Yu lo salva quando emerge dal Fiume dell’Oltretomba, lo prende come discepolo nella Setta Xiaoyao e gli attribuisce perfino il proprio cognome. È una scelta di fiducia totale, che dimostra quanto creda nella possibilità per ogni individuo di scegliere la propria strada.
Nel tentativo di aiutarlo a coltivare il suo lato buono, gli affida compiti di grande responsabilità, come risvegliare la spada mistica Ramo Meridionale e riparare la Squama Proteggi Cuore. E quando Tantai Jin esprime il desiderio di sposare Li Su Su, Zhao Yu non solo lo sostiene, ma si entusiasma all’idea al punto da preparare personalmente la proposta di matrimonio da presentare a Qu Xuan Zi.
Ciò che rende davvero memorabile questo personaggio, però, è la sua incrollabile fiducia. Zhao Yu non smette mai di credere in Tantai Jin, nemmeno quando tutti lo accusano di aver ucciso Cen Mi o di aver assassinato Qu Xuan Zi per impossessarsi dell’Osso Malvagio. Per lui il destino non è una condanna irrevocabile: nessuno dovrebbe essere giudicato per un fato avverso imposto alla nascita. Le sue ultime parole a Tantai Jin riflettono proprio questa filosofia, quando lo esorta a scegliere con le proprie azioni il significato della propria esistenza, trasformando un destino oscuro in una possibile benedizione per il mondo.
La sua grandezza morale emerge anche nel momento più tragico: contaminato dall’energia demoniaca della Via d’Afflizione Assoluta e consapevole di rischiare di trasformarsi in un infernale, Zhao Yu non esita a chiedere a Cang Jiumin di ucciderlo. È un sacrificio doloroso ma coerente con tutto ciò che ha sempre rappresentato: un uomo disposto a pagare il prezzo più alto pur di proteggere gli altri.
Personaggio S-Preferito: Di Mian
È il personaggio che più di tutti riesce a incarnare le peggiori qualità umane. Ambizioso fino alla cecità, infido e costantemente assetato di potere, sembra muoversi nel mondo guidato da un unico principio: il proprio tornaconto.
Il fatto di essere sposato con la Dea del Cosmo non lo trattiene minimamente dal tradire la sua stessa famiglia e schierarsi dalla parte del Signore dei Demoni durante la battaglia tra quest’ultimo e le Divinità Antiche, dimostrando fin da subito quanto siano labili, per lui, concetti come lealtà o gratitudine.
La sua perfidia emerge con ancora maggiore chiarezza quando utilizza senza scrupoli la piuma di fenice donatagli da Chu Huang per aggirare la formazione della Gabbia del Tempo Sospeso creata da Ji Ze e raggiungerla al Pilastro Celeste, dove tenta di impossessarsi dell’Osso Malvagio. Non solo: quando il Signore dei Demoni cerca di uccidere Chu Huang, Di Mian non muove un dito per aiutarla. Al contrario, continua addirittura ad infierire su di lei anche dopo che Ming Ye è intervenuto per salvarla.
Le cose peggiorano quando, secoli dopo, scopre che l’Osso Malvagio si trova nel corpo di sua figlia Su Su. L’istinto paterno, posto che ne abbia mai avuto uno, non sembra entrare in gioco nemmeno per un istante e non esita a ingannarla pur di mettere le mani su quel potere. Per riuscirci arriva perfino a uccidere con la Spada Squarcio Celeste Qu Xuan Zi – l’uomo che lo aveva accolto come un amico – facendo ricadere la colpa sull’ignaro Tantai Jin. Un tradimento che riassume perfettamente il suo infido modo di agire: sfruttare chiunque e scaricare le conseguenze su qualcun altro.
Una volta assorbito l’Osso Malvagio, la sua discesa nella follia diventa ancora più evidente. Permette allo spirito del Signore dei Demoni di controllarlo, uccide senza esitazione i suoi stessi subordinati, Si Ying e Jing Mie, per assorbirne il loro potere demoniaco e attiva la terribile Formazione della Via d’Afflizione Assoluta. Quando Zhao Yu tenta di fermarlo, Di Mian non esita a contaminarlo con energia infernale, condannandolo a diventare malvagio: un gesto che dimostra quanto poco valore attribuisca alla vita altrui.
Nemmeno la figlia è al sicuro dalla sua ferocia. Dopo essere stato rinnegato da Li Su Su, prova a ucciderla senza alcuna esitazione e, nel caos che lui stesso ha scatenato, costringe Tantai Jin ad assorbire l’Osso Malvagio e a trasformarsi nel Signore dei Demoni per porre fine alla sua follia e fermare la Formazione della Via d’Afflizione Assoluta.
Insomma, se si cerca un esempio di marito devoto, padre amorevole e alleato affidabile… probabilmente Di Mian è l’ultima figura a cui fare riferimento. Un vero modello, sì — ma di tutto ciò che una persona non dovrebbe mai essere.
POTREBBERO PIACERTI ANCHE:
- TWISTED FATE OF LOVE
- ETERNAL LOVE OF DREAM
- LOVE BETWEEN FAIRY AND DEVIL
- BACK FROM THE BRINK
- LOST YOU FOREVER
Grazie per essere arrivato/a fino a qui!
Spero che il mio articolo ti sia piaciuto. Se apprezzi i miei contenuti e vuoi supportarmi, offrimi un caffé☕