The Immortal Ascension (2025): un Viaggio Verso l'Immortalità Davvero Senza Fine | Recensione e Cast
Locandina di The Immortal Ascension - Courtesy of Youku
|
DettagliVALUTAZIONE: (6/10)
TITLOLO ORIGINALE: 凡人修仙传 – Fánrén xiūxiān chuán ANNO: 2025 EPISODI: 30 DURATA: 60’ REGIA: Yang Yang SCENEGGIATURA: Wang Yu Ren, Jia Dong Yan AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Wang Yu (凡人修仙传 – A Record of A Mortal’s Journey to Immortality) |
IN BREVE
- Cosa aspettarsi: The Immortal Ascension riporta al centro della scena il tema del viaggio verso l’immortalità… ma non aspettatevi amori impossibili e dilemmi morali che mettono alla prova il cuore e lo spirito. Al centro della storia c’è Han Li, un antieroe freddo, pragmatico e ossessionato dalla sopravvivenza, disposto a dedicare ogni istante della propria esistenza alla ricerca della vita eterna. La storia accompagna lo spettatore nel suo lungo percorso di coltivazione dove ambizione personale, diffidenza e desiderio di potere finiscono spesso per prevalere sui legami umani e sugli ideali eroici più tradizionali. Tra spettacolari battaglie in CGI, atmosfere da fantasy videoludico e una costante sensazione di malinconica estraneità, la serie costruisce un mondo affascinante sul piano estetico, ma volutamente freddo su quello emotivo, quasi a suggerire che, nella ricerca dell’immortalità, le persone sacrifichino poco a poco la propria umanità.
- Punti di forza: le straordinarie scene di lotta in CGI, la coordinazione perfetta di Yang Yang e degli altri attori nelle evoluzioni su cavi, il soggetto interessante.
- Punti deboli: la caratterizzazione del protagonista, l’inutile “quadrato” amoroso, il ritmo videoludico della storia.
- Consigliato se ti piacciono: Yang Yang, gli xianxia puri con scarso romanticismo, le battaglie ricostruite in CGI con effetti magici spettacolari e animali mostruosi, gli antieroi.
- Lo rivedrei? No, infatti non credo che vedrò la seconda stagione.
Continua a leggere per scoprire se vale comunque la pena guardare questo drama.
The Immortal Ascension è un racconto che trasporta lo spettatore in un mondo rarefatto e silenzioso, dominato dall’ambizione, dalla solitudine e da un’inquieta ricerca di elevazione spirituale. Tra paesaggi sospesi nella nebbia, battaglie dai bagliori irreali e atmosfere quasi oniriche, la serie alterna meraviglia visiva e distacco emotivo, lasciando nello spettatore un senso di fredda malinconia. È una storia che affascina più per ciò che evoca che per ciò che fa provare davvero: un viaggio austero e contemplativo in cui il desiderio di trascendere la mortalità sembra consumare lentamente ogni slancio umano.
In questa recensione, a serie finita, del drama The Immortal Ascension analizzerò personaggi, sceneggiatura ed effetti speciali cercando di capire perché questa serie dovrebbe essere annoverata tra i titoli più memorabili del 2025.
Trama
Han Li è un ragazzo qualunque, figlio di due poveri contadini del villaggio di Wuliguo, nel Regno dello Yue. Per guadagnare un po’ di denaro e aumentare il prestigio della sua famiglia, decide di seguire le orme dello zio e tentare di entrare nella Setta marziale dei Sette Arcani insieme al suo amico d’infanzia Zhang Tie.
Alla prova di selezione, però, entrambi vengono scartati. Inaspettatamente, vengono comunque accolti come discepoli dal medico Mo Ju Ren, amico del caposetta Wang, noto come “Mani Meravigliose” per le sue straordinarie abilità mediche.
È così che Han Li e Zhang Tie iniziano il loro addestramento, ma solo Han Li dimostra di avere le qualità necessarie per la coltivazione, essendo l’unico dei due a possedere una Radice Spirituale.
Quando Zhang Tie scompare improvvisamente, Han Li comincia a sospettare che il suo maestro stia nascondendo qualcosa. Da quel momento, decide di prepararsi in segreto, affinando le sue tecniche di combattimento e assumendo delle pillole potenzianti ricavate dalle ricette del medico.
Dopo essere sopravvissuto a stento alla sua prima battaglia, Han Li si reca a casa del medico per trovare la cura alla maledizione che questi gli ha imposto. È lì che incontra Mo Cai Huan, la terzogenita di Mo Ju Ren, che, dopo averlo guarito, si innamora di lui.
Nonostante ciò, Han Li rimane fermo nel suo proposito di perseguire l’immortalità e parte per la Valle Tainan, dove, grazie a un colpo di fortuna, riesce a entrare nella Setta della Valle dell’Acero Giallo.
Pur possedendo una “falsa” Radice Spirituale, avanza sorprendentemente in fretta nella coltivazione e, dopo numerose prove, si distingue come uno dei discepoli più promettenti della setta.
Nel corso di una di queste sfide ha un incontro ravvicinato con Nan Gong Wan, Gran Maestra della Setta Ombra di Luna: tra i due nasce un’attrazione reciproca, ma i loro destini sembrano non essere destinati a legarsi.
Con il tempo anche la compagna di setta Chen Qiao Qian sviluppa dei sentimenti per lui, ma Han Li resta concentrato sul proprio percorso, senza permettere alle emozioni di distrarlo.
Dopo aver affrontato numerosi nemici, sventato il complotto del Culto del Demone Nero e partecipato alla guerra contro le Sei Sette Demoniache, Han Li comprende infine una verità fondamentale: l’immortalità non è un traguardo da raggiungere, ma un cammino continuo di trasformazione e rinascita.
Approfondimento: I Livelli di Coltivazione nell’Universo Xianxia
Recensione del Drama The Immortal Ascension (No Spoiler)
Trama e Sceneggiatura
Non posso nascondere di non essere una grande fan degli xianxia puri: il classico percorso verso l’immortalità e le dinamiche interne delle sette raramente riescono a coinvolgermi davvero. Eppure devo ammettere che questo The Immortal Ascension è riuscito persino a superare le mie peggiori aspettative, tanto che sono arrivata a fatica fino alla fine e, quando ci sono arrivata, avrei preferito non farlo.
Al netto di alcuni cliché che personalmente trovo ormai abusati — come la solita entità maligna sotto forma di nube oscura che manipola gli eventi senza mai mostrarsi davvero un po’ come il Mago Oscuro di Guardians of the Dafeng o il Maestro dell’Energia Oscura di Back From the Brink — e di una quantità spropositata di nomi e terminologie astrusi, il problema principale di questo drama è che la sua trama mi è parsa eccezionalmente piatta e monotona.
L’apertura in CGI, in cui Han Li appare impegnato in uno spettacolare scontro contro una creatura fantastica, crea grandi aspettative. Tuttavia il drama abbandona quasi subito quell’energia per rifugiarsi in un lungo flashback che rallenta drasticamente il ritmo narrativo, raffreddando gli animi un po’ troppo entusiasti degli spettatori (e i polpastrelli evidentemente fumanti degli addetti alla CGI) e dando la sensazione che tutta la spettacolarità mostrata nei primi minuti serva più ad attirare l’attenzione che a rappresentare davvero il tono della serie.
Anche la struttura della trama contribuisce a questa sensazione di lentezza. La storia si concentra quasi esclusivamente sulle traversie del protagonista e segue uno schema “a livelli”, che ricorda quasi quella di un videogioco: Han Li migliora la sua coltivazione, affronta un ostacolo, lo supera e ricomincia da capo fino alla prova successiva, che diventa progressivamente più difficile in base al suo livello di avanzamento. Un meccanismo che forse può funzionare sottoforma di romanzo, dove il lettore segue pedissequamente il percorso di crescita del personaggio, ma che in formato drama finisce per apparire statico e privo di vera progressione narrativa.
I temi più profondi toccati dal racconto — dalla discriminazione delle minoranze al sacrificio delle masse per il benessere di pochi, passando per il valore dell’impegno personale nel raggiungimento dei propri obiettivi — sembrano destinati a rimanere appena abbozzati. Il drama li introduce, ma raramente li sviluppa davvero attraverso i personaggi o gli eventi, dando spesso l’impressione che siano stati inseriti soprattutto per conferire maggiore profondità a una storia altrimenti troppo banale.
Leggendo qua e là sul web ho scoperto inoltre di non essere stata l’unica a notare come, a un certo punto, il drama sembri trasformarsi in una sorta di Harry Potter ambientato nel mondo dei coltivatori immortali. Ci sono scene che ricordano la visita di Harry a Diagon Alley con Hagrid, l’apprendimento del volo (qui su una foglia anziché su una scopa), le lezioni di incantesimi, di pozioni e persino la cura delle piante magiche. Più che semplici ispirazioni, alcune sequenze danno davvero la sensazione di assistere a una reinterpretazione xianxia dell’immaginario della saga britannica.
Nemmeno i momenti più leggeri sembrano funzionare davvero. Le scene comiche e gli intermezzi di spensieratezza vengono spesso inseriti in modo brusco, senza una costruzione narrativa che li renda naturali, e finiscono quindi per spezzare l’atmosfera apparendo più forzati che divertenti. Lo stesso problema riguarda molti dei dialoghi, che cercano di dare peso filosofico alla storia ma spesso suonano vuoti, retorici e poco sentiti.
Personaggi e Romanticismo
La caratterizzazione dei personaggi è un altro aspetto che mi ha lasciata perplessa. Da un lato, il loro atteggiamento spesso cinico e pragmatico li rende indubbiamente più umani: molti agiscono spinti dall’interesse personale, dalla sopravvivenza o dall’ambizione, e questo contribuisce a creare un mondo in cui la coltivazione non viene idealizzata come un percorso eroico, ma come una lotta continua per il potere e l’elevazione personale. Dall’altro, però, questa impostazione finisce per rendere gran parte delle figure emotivamente distanti e fredde, al punto che persino Wang Chan, il principale antagonista della serie, non sembra poi così tanto più crudele rispetto agli altri personaggi.
Lo stesso Han Li incarna perfettamente questo approccio: è ossessivamente concentrato sul raggiungimento dell’immortalità e affronta ogni situazione con una lucidità quasi meccanica, come se tutto ciò che non riguarda la sua coltivazione fosse secondario. Il problema è che questa caratterizzazione, pur coerente con il personaggio, finisce spesso per renderlo emotivamente apatico: persino davanti a eventi tragici o alla morte di persone a lui vicine, Han Li sembra raramente davvero scosso.
La sua costante diffidenza poi contribuisce a creare una forte barriera emotiva tra lui e gli altri. Han Li evita legami profondi, si fida difficilmente di chi lo circonda e tende a trattare quasi ogni relazione come qualcosa di temporaneo o utilitaristico. Se da una parte questo atteggiamento ha senso all’interno di un mondo spietato come quello della serie, dall’altra rende però la sua parabola narrativa molto monotona: è difficile creare un forte coinvolgimento emotivo attorno a un protagonista le cui interazioni restano quasi sempre superficiali e prive di autentico trasporto.
Anche la componente romantica soffre parecchio di questa dinamica. Han Li appare costantemente scostante nei confronti delle donne che mostrano interesse per lui, salvo poi sentirsi attratto proprio dall’unica che sembra mantenerlo a distanza. Una scelta abbastanza classica, che qui risulta più giustificata solo perché gran parte dei personaggi femminili viene scritta in modo estremamente passivo. A eccezione di Nan Gong Wan, infatti, molte delle figure femminili della serie hanno un atteggiamento dimesso, remissivo e quasi esclusivamente definito dai sentimenti che provano per il protagonista. Invece di risultare affascinanti o memorabili, finiscono spesso per apparire patetiche o irritanti, prive di reale iniziativa narrativa. Per questo, sinceramente, non mi sorprende che Han Li finisca per essere attratto proprio dall’unica donna che dimostra carattere, indipendenza e una presenza scenica capace di imporsi davvero.
Cast
La performance del cast è complessivamente buona, anche se da sola non basta a compensare una trama piuttosto piatta e una sceneggiatura che raramente riesce a valorizzare davvero i personaggi.
Yang Yang si conferma un attore molto talentuoso e convincente sul piano della presenza scenica: recita con naturalezza e disinvoltura, senza mai apparire forzato. Tuttavia il suo fascino estremamente “pulito”, per quanto indubbiamente notevole, finisce qui per renderlo quasi troppo neutro, soprattutto in un ruolo già scritto in maniera molto trattenuta sul piano emotivo.
Molto convincente anche Jin Chen, che trovo particolarmente adatta ai personaggi fieri e distaccati come Nan Gong Wan (un po’ come è accaduto con Xu Feng Qiao in Song of Youth): riesce infatti a trasmettere autorevolezza ed eleganza senza appesantire il personaggio con un’eccessiva severità.
Zhao Qing, invece, riesce ad essere adorabile praticamente in ogni ruolo e anche qui mi ha fatto affezionare molto alla sua Mo Cai Huan, proprio come mi era successo con Zhou Yang Ling in Les Belles. La sua interpretazione aggiunge un minimo di calore emotivo a una serie che, per il resto, tende spesso a mantenere i personaggi a distanza.
Affascinante e magnetico come sempre Wang Duo nel ruolo dell’antagonista: il suo personaggio mantiene un’aura inquietante, ma risulta anche molto più umano e ambiguo di quanto ci si potrebbe aspettare, un po’ come l’enigmatico Gu Qing Zhang di A League of Nobleman.
Menzione speciale infine per Xu Hai Qiao che, alla soglia dei quarantadue anni, riesce ancora ad avere un’eleganza eterea nei panni dell’immortale, con una presenza scenica raffinata che lo rende estremamente credibile nel ruolo.
Aspetti Visivi e Colonna Sonora
Il vero punto di forza di The Immortal Ascension sono senza dubbio i combattimenti in CGI, che da soli valgono la visione dell’intera serie. Le sequenze d’azione su cavi risultano spettacolari, dinamiche e sorprendentemente immersive, con un livello di cura tecnica che merita davvero un plauso. Gran parte del merito va agli attori ma anche al lavoro dell’artista marziale Mu Ning, già responsabile delle coreografie di The Legend of Shen Li, il cui contributo si percepisce chiaramente nella fluidità e nella costruzione degli scontri.
A colpire sono anche alcuni degli scenari naturali scelti per la serie. Le scene ambientate tra montagne e vallate, soprattutto quelle in cui i membri delle sette passeggiano o praticano la coltivazione all’aperto, riescono spesso a creare un’atmosfera suggestiva e contemplativa. Peccato però che questo fascino venga penalizzato da una resa piuttosto mediocre degli sfondi in green screen, soprattutto nelle scene prive di combattimenti o effetti magici, dove l’artificialità degli ambienti risulta molto più evidente.
Interessanti e curati i diversi set che costituiscono le location principali della storia, come la sede della Setta dei Sette Arcani — rappresentata dalla suggestiva scalinata della Jiuxietan Scenic Area — il Padiglione dei Tesori e l’abitazione del Medico Mo nella Valle Shenshou, tutti luoghi che contribuiscono a dare maggiore identità visiva al mondo del drama.
Sorprendono invece in negativo i costumi firmati da Huang Wei, solitamente molto più estrosa e creativa nelle sue produzioni: qui gli abiti appaiono piuttosto banali e privi di elementi davvero memorabili.
A peggiorare ulteriormente la percezione estetica del drama è la resa degli animali reali in CGI, che in diverse scene risultano poco convincenti e finiscono per spezzare l’immersione creata dagli effetti visivi più riusciti.
Al contrario, la colonna sonora è probabilmente uno degli aspetti che ho apprezzato di più del drama e, a mio parere, una delle OST più interessanti della stagione. A differenza di molti altri sottofondi musicali che finiscono per appiattirsi su poche sonorità ripetitive e intercambiabili, qui i brani riescono a distinguersi l’uno dall’altro per ritmo, atmosfera e identità musicale, mantenendo però una forte coerenza d’insieme. Il risultato è una OST estremamente orecchiabile che accompagna la visione senza mai risultare monotona.
La colonna sonora alterna pezzi dal gusto molto diverso tra loro. Da una parte ci sono brani moderni e quasi hip hop come 咒 (Spell), che sembra voler dialogare direttamente con 夜遊神 (Night Wanderer) di A Dream Within a Dream, oppure come 上计 (Best Plan), dove il ritmo più incalzante e contemporaneo dona energia alle sequenze più movimentate del drama.
Dall’altra troviamo pezzi più leggeri e contemplativi come 不问 (Don’t Ask), forse uno dei brani che meglio rappresenta l’equilibrio musicale dell’OST: qui gli strumenti tradizionali cinesi e quelli occidentali si alternano in un dialogo misurato e armonioso, creando una melodia lenta, delicata e quasi spensierata che accompagna con grande naturalezza i momenti più quieti della storia.
Molto riusciti sono i brani più malinconici, come 瞬间 (A Moment), in cui la melodia morbida e dilatata sostiene con eleganza la voce intensa e vellutata di Tan Weiwei, oppure 蜉蝣志 (Mayfly Will), dove il ritmo leggermente più sostenuto accompagna l’interpretazione sentita di Shi Yan, trasmettendo una malinconia più inquieta.
Tra i pezzi più memorabili spicca infine 千帆 (A Thousand Sails), probabilmente il brano più epico e tragico, in cui il pianoforte e gli archi costruiscono un arrangiamento drammatico e solenne che valorizza particolarmente la performance canora di Clare Duan.
Paradossalmente, ho trovato la colonna sonora molto più ricca e coinvolgente della narrazione stessa: mentre il drama tende spesso a diventare ripetitivo e statico, la OST riesce continuamente a reinventare l’atmosfera delle scene, aggiungendo sfumature emotive che la sceneggiatura da sola raramente riesce a trasmettere.
ATTENZIONE!
DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.
Recensione del Drama The Immortal Ascension (Spoiler)
Cosa funziona
Le Scene di Combattimento in CGI
Il vero punto di forza di The Immortal Ascension — e, personalmente, anche il principale motivo per cui ritengo possa valere la pena vedere la serie — sono le scene di combattimento in CGI, che riescono ad aggiungere quel senso di avventura, spettacolarità e dinamismo che spesso manca al resto della narrazione: a essere del tutto sincera, sono state proprio queste sequenze a convincermi ad andare avanti con la serie nonostante le difficoltà che ho avuto con la trama e con i personaggi.
Si percepisce chiaramente che dietro gli scontri c’è stato un grande lavoro sia dal punto di vista tecnico sia da quello coreografico. Le battaglie risultano molto fluide, leggibili e ben costruite nello spazio, con movimenti che combinano arti marziali tradizionali, effetti magici e creature fantasy senza dare la sensazione di caos visivo che spesso caratterizza gli xianxia più ricchi di CGI. Anche gli attori sembrano essersi preparati con attenzione, riuscendo a rendere credibili combattimenti che, per natura, richiedono una forte componente immaginativa e una notevole coordinazione fisica che sicuramente non manca agli ex ballerini Yang Yang e Jin Chen.
Naturalmente bisogna essere un minimo predisposti verso questo tipo di estetica per apprezzarla davvero, perché molte sequenze ricordano apertamente le cinematiche di un videogioco fantasy: attacchi energetici, armi spirituali, creature gigantesche e combattimenti sospesi tra cielo e terra dominano gran parte dell’azione. Per chi ama il genere, però, questo approccio può risultare estremamente coinvolgente.
Tra le scene che ho apprezzato di più ci sono sicuramente la battaglia di Han Li contro i coltivatori solitari della Società della Vena Azzurra nell’episodio 6, particolarmente efficace nel mostrare la rapidità e l’astuzia del protagonista; lo scontro contro il Drago della Marea Oscura dell’episodio 11, probabilmente uno dei momenti visivamente più spettacolari della serie; la lotta contro il Ragno di Giada Cremisi dell’episodio 19, che riesce a creare una buona tensione grazie all’atmosfera quasi horror della sequenza; e infine gli scontri contro gli adepti del Culto del Demone Nero negli episodi 23 e 24, dove la regia riesce a dare una percezione più ampia della pericolosità del conflitto e della scala del mondo narrativo.
Cosa non funziona
La Caratterizzazione dei Personaggi
Come già accennato, uno degli aspetti, a mio parere, più stranianti di The Immortal Ascension è proprio la caratterizzazione dei personaggi, costruiti in modo estremamente freddo e distante sul piano emotivo.
L’esempio più evidente è lo stesso Han Li: l’unica cosa su cui il protagonista concentra davvero la propria attenzione è il continuo avanzamento nella coltivazione e l’accumulo di potere. Il problema è che il drama fatica a rendere interessante questo percorso, soprattutto perché la sua evoluzione segue una progressione quasi meccanica, come quella di un personaggio videoludico o di un Pokémon che continua semplicemente a salire di livello.
A rendere il tutto ancora meno coinvolgente è il fatto che Han Li sembri riuscire a cavarsela praticamente in ogni situazione con conseguenze minime. Se ci si fa caso, durante gli scontri viene ferito raramente e, quando accade, si riprende quasi immediatamente grazie alle sue pillole miracolose. Questa continua sensazione di invulnerabilità riduce notevolmente la tensione narrativa, perché il protagonista appare spesso troppo protetto dalla sceneggiatura per suscitare una reale preoccupazione nello spettatore.
A mio avviso, però, ci sono almeno altre due lacune relative ai personaggi che rendono la sceneggiatura poco realistica e poco accattivante: l’assenza di vere backstory e la mancanza di ideali capaci di sostenere la grande impresa del protagonista.
La scarsissima attenzione dedicata al passato dei personaggi impedisce infatti allo spettatore di creare un autentico legame emotivo con loro. Delle figure di supporto sappiamo pochissimo: raramente vengono approfonditi i loro trascorsi, le motivazioni personali o i rapporti che li legano agli altri. Di conseguenza, gran parte delle figure presenti nel drama finisce per sembrare poco più che semplice supporto narrativo per Han Li, comparse che entrano ed escono dalla storia senza lasciare davvero il segno. E devo ammettere che, pur non essendo una grande amante dei flashback, in questo caso ne ho sentito tragicamente la mancanza.
Questa sensazione di estraneità viene ulteriormente accentuata dal comportamento dello stesso Han Li, che non solo non ha amici, ma sembra non voler nemmeno creare legami. Il protagonista tende infatti ad allontanare chiunque mostri affetto o apprezzamento nei suoi confronti, interagendo con gli altri quasi esclusivamente quando possono essergli utili per progredire nella coltivazione. Una scelta coerente con il carattere del personaggio, ma che finisce inevitabilmente per impoverire la componente umana della storia.
A questo si aggiunge poi l’assenza di veri ideali a sostegno del suo obiettivo. Han Li vuole diventare immortale principalmente per una forma di realizzazione personale, senza che questa ambizione abbia ricadute positive sugli altri o venga associata a una causa più grande. Di per sé non c’è nulla di sbagliato in un protagonista egoista — anzi, è interessante vedere un personaggio meno idealizzato del solito — tuttavia il drama non riesce mai a compensare questo egoismo con una sufficiente profondità emotiva o filosofica. Il risultato è un protagonista che, più che complesso, appare spesso arido e superficiale.
Un altro aspetto che mi ha lasciata piuttosto perplessa è l’impressione che la serie tenda quasi a considerare il romanticismo come qualcosa di indesiderabile o persino deleterio. Non mi pesa tanto l’assenza di una vera storia d’amore — non credo affatto che un drama debba necessariamente averne una — quanto il modo in cui vengono costruite le relazioni tra Han Li e i personaggi femminili.
Han Li sembra infatti respingere sistematicamente tutte le ragazze che dimostrano interesse nei suoi confronti, salvo poi sentirsi attratto proprio dall’unica donna che lo tratta con freddezza e distacco. Anche in questo caso, però, il rapporto con Nan Gong Wan non evolve mai davvero in maniera organica sul piano sentimentale. Il loro primo incontro nel Campo di Prova Cruento sfocia immediatamente in una situazione di intimità forzata causata dalla nebbia afrodisiaca rilasciata dalla sacca odorifera del Drago della Marea Oscura, e da quel momento il drama sembra dare per scontata un’attrazione che però viene sviluppata molto poco emotivamente.
Persino le infatuazioni degli altri personaggi rimangono quasi sempre sospese, senza una reale evoluzione narrativa, più simili ad amori platonici lasciati sullo sfondo che a relazioni capaci di incidere davvero sulla storia o sui personaggi stessi.
Gli Altri Difetti della Sceneggiatura
Un altro aspetto della sceneggiatura di The Immortal Ascension che ho trovato particolarmente fastidioso è la gestione della comicità, spesso inserita nei momenti meno adatti e con un tono talmente sopra le righe da spezzare completamente l’atmosfera della storia.
Il problema non è tanto la presenza di scene leggere in sé — anzi, in un drama così cupo e monotematico avrebbero potuto persino aiutare a rendere la visione più dinamica — quanto il modo in cui vengono integrate nella narrazione. Molte gag sembrano infatti scollegate dal contesto emotivo delle scene e finiscono per trasformare momenti potenzialmente tesi o drammatici in siparietti involontariamente ridicoli.
Un esempio evidente è l’arco narrativo della Residenza Mo. Inizialmente il drama lascia intendere che le mogli del Medico Mo stiano tramando contro Han Li per vendicare la morte del marito, creando una certa tensione attorno alla situazione. Tuttavia la sottotrama si risolve in maniera quasi farsesca quando si scopre che il loro unico obiettivo è trattenere Han Li presso la residenza per usarlo come guardia del corpo contro i nemici accumulati dal medico negli anni. Per convincerlo, le donne ricorrono a espedienti piuttosto assurdi — come mandarlo a uccidere persone a caso o promettergli in sposa le proprie figlie — facendo crollare completamente la credibilità e il tono della vicenda.
Lo stesso problema si presenta durante lo scontro contro Tie Luo. Mentre Han Li combatte contro gli adepti del Culto del Demone Nero in una situazione teoricamente molto pericolosa, il drama interrompe continuamente la tensione con il siparietto dei fratelli Meng alle prese con Meng Wu posseduta. La scena culmina addirittura con Meng Si che la colpisce in testa, dando vita a un teatrino tra fratelli che stona completamente con la gravità dello scontro in corso. Invece di alleggerire la scena, questi momenti finiscono per banalizzarla e renderla involontariamente comica.
Forse il caso più emblematico resta però la discussione tra Li Hua Yuan, Fu Yun Zi e Wang Yu durante la guerra tra le Sette Immortali e le Sette Demoniache. Nonostante il conflitto sia presentato come estremamente grave e i discepoli inviati al fronte abbiano scarsissime possibilità di sopravvivenza, i tre si mettono improvvisamente a litigare sul prezzo delle forniture magiche e decidono addirittura di risolvere la questione con una partita a mahjong. La scena vorrebbe probabilmente mostrare il pragmatismo e il cinismo degli immortali, ma il risultato finale è talmente sopra le righe da sfiorare la parodia involontaria.
Anche diverse sottotrame soffrono di problemi simili sul piano strutturale. Pur essendo spesso tra le parti più coinvolgenti e movimentate del drama, risultano inserite in maniera poco fluida e sembrano comparire quasi dal nulla per spezzare la monotonia della narrazione principale.
È il caso, ad esempio, della scoperta “casuale” del Culto del Demone Nero da parte di Han Li e del successivo sterminio dei suoi adepti, oppure della vicenda legata alla possessione di Qu Hun. Entrambe sono storyline decisamente più coinvolgenti rispetto al lungo e ripetitivo percorso di coltivazione del protagonista, perché introducono finalmente conflitti più concreti, misteri e una maggiore tensione narrativa. Tuttavia il drama non riesce mai davvero a integrarle organicamente nella trama principale: invece di apparire come sviluppi naturali della storia, sembrano quasi episodi separati o filler particolarmente elaborati che irrompono all’improvviso nel racconto per ravvivarlo temporaneamente, salvo poi scomparire senza lasciare conseguenze davvero profonde sulla struttura narrativa generale.
Personaggi e Cast
Personaggi Principali
Han Li (Yang Yang) figlio di una coppia di agricoltori poveri del Villaggio Wuliguo, a casa era chiamato Er Leng Zi (Tontolone). Spinto dal desiderio di rivalsa decide di entrare in una setta marziale, ma viene respinto e finisce in balia del medico Mo, il quale forza la sua coltivazione e tenta di sfruttare il suo potere per curarsi dal veleno che lo sta facendo invecchiare precocemente. Una volta liberatosi dal giogo del medico diventa un coltivatore solitario perché la sua “falsa” Radice Spirituale gli impedisce di entrare in una delle Sette Sette Immortali, ma la sua fortuna lo aiuterà anche stavolta permettendogli di entrare nella Setta della Valle dell’Acero Giallo.
Nan Gong Wan (Jin Chen) shizu della Setta Ombra di Luna. Ha completato la Fase di Formazione del Nucleo e pratica la Tecnica del Ciclo della Rinascita della Fanciulla Pura. Si infatuerà di Han Li nel Campo di Prova Cruento.
Mo Cai Huan (Zhao Qing) terzogenita di Mo Ju Ren è l’unica tra le sue figlie che ha deciso di seguire le sue orme e diventare medico. Cura Han Li con la Giada del Tepore Solare dopo che questi è stato colpito dalla Mano d’Argento Demoniaca del medico. Dopo lo sterminio della sua famiglia ad opera della Setta dei Cinque Colori si trasferisce alla Roccaforte Yan dove apre una clinica medica. Qui reincontra Han Li e lo aiuta a sfuggire a Wang Chan. Poi incrocia di nuovo Han Li nella capitale del Regno dello Yue dove lo aiuta a liberare i coltivatori solitari rapiti dal Culto del Demone Nero.
Chen Qiao Qian (Zhao Xiao Tang) discepola della Setta della Valle dell’Acero Giallo, unica erede del Clan Chen e fidanzata di Lu Ming Yuan. Si innamora di Han Li perché lui la difende dalle prepotenze del fidanzato e la salva nel Campo di Prova Cruento.
Wang Chan (Wang Duo) erede della Setta dello Spirito Spettrale. Possiede la rara Radice Spirituale Oscura e pratica la tecnica di coltivazione Magia dello Spirito di Sangue. È al livello intermedio della fase di Costituzione delle Fondazioni. Per ottenere l’appoggio del Clan Yan, promette di curare Yan Ru Yan a patto che Yan Yun Shan gli conceda la sua mano. Inoltre rapisce Dong Xuan Er e la riconsegna al padre per ingraziarselo.
Personaggi Secondari
Setta dei Sette Arcani
Wang Jue Chu (Hou Xiao) capo della setta dei Sette Arcani da sempre in lotta con la banda dei Lupi Selvaggi.
Li Fei Yu (Edward Zhang) attendente e poi vicecapo della Sala della Spada Esterna della Setta dei Sette Arcani. Per aumentare il suo potere spirituale assume la Pillola dell’Agonia Ossea e Han Li lo aiuta a controllarne gli effetti collaterali con le erbe, così i due diventano amici.
Jia Tian Long (Cao Cheng) capo della banda dei Lupi Selvaggi.
Jin Guang, coltivatore di basso livello assoldato dalla banda dei Lupi Selvaggi per sconfiggere la Setta dei Sette Arcani. Proviene dal Clan Ye di Qinling e la sua arma è il Talismano Spada Volante. Possiede il Lasciapassare per l’Ascensione che permette al suo possessore di entrare nella Setta della Valle dell’Acero Giallo senza dover sostenere la Prova per l’Ascensione e di ottenere una Pillola delle Fondazioni. Han Li se ne impossessa dopo averlo ucciso e lo usa per farsi ammettere nella Setta della Valle dell’Acero Giallo.
Residenza Mo
Mo Ju Ren (Chin Shih Chieh) medico di Lanzhou detto “Mani meravigliose” per via del suo talento nell’arte medica. Dopo aver salvato il Caposetta Wang questi gli ha fatto dono della Valle Shenshou. Per via del veleno che corrompe il suo corpo sta invecchiando più velocemente del normale, quindi stringe un patto con Yu Zi Tong che gli promette l’immortalità in cambio del corpo di un coltivatore. La sua tecnica segreta è la Mano d’Argento Demoniaca che produce danni che possono essere curati solo con la Giada del Tepore Solare, eredità ancestrale della Famiglia Mo e dote di Mo Cai Huan.
Yu Zi Tong (Liu Di) entità che parla al Medico Mo. È un ex-coltivatore che sta cercando un corpo da possedere e ha promesso al medico Mo di farlo diventare un immortale se gli avesse procurato il corpo di un coltivatore.
Signora Li (Li Jia Wei) Prima Signora della Residenza Mo.
Signora Liu (Yang Qing Qian) Terza Signora della Residenza Mo.
Signora Yan (Yan Dan Chen) Quarta Signora della Residenza Mo.
Signora Wang (Dai Yu) Quinta Signora della Residenza Mo.
Mo Yu Zhu (Zhang Yue) primogenita di Mo Ju Ren.
Mo Feng Wu (Wang Ruo Xi) secondogenita di Mo Ju Ren.
Balia Wu (Zhang Li Qiu) domestica della Residenza Mo.
Zhang Tie/Qu Hun (Hu Yu Xuan | Han Jian Yi) miglior amico di Han Li al Villaggio Wulinguo. Dopo aver scoperto che Mo Ju Ren vuole usare Han Li per spezzare la maledizione che lo sta facendo invecchiare prematuramente, il medico lo trasforma in un Burattino di Ferro senza coscienza. Han Li lo affida alle cure della Famiglia Mo, ma questi un giorno fugge improvvisamente perché posseduto dallo spirito di un coltivatore della Setta della Doma delle Bestie.
Setta della Valle dell'Acero Giallo
Zhong Ling Dao (Wang Ting Hui) capo della Setta della Valle dell’Acero Giallo.
Hong Fu (Liu Yan) shizu della Setta della Valle dell’Acero Giallo e vera madre di Dong Xuan Er.
Dong Xuan Er (Jin Jia Yue) discepola della Gran Maestra Hong Fu. Ha raggiunto la fase di Costruzione delle Fondazioni e possiede il dono dell’incanto che le permette di affascinare le persone e far fare loro tutto quel che vuole. Va spesso a dipingere nel Giardino delle Erbe dove conosce Han Li con cui poi si reca alla festa di fidanzamento di Yan Ru Yan. Quando Wang Chan la vede capisce che è la figlia di Yun Lu e decide di rapirla per riportarla dal padre.
Li Hua Yuan (Li Nai Wen) shizu della Setta della Valle dell’Acero Giallo e shifu di Han Li.
Song Meng (Cao Jun) discepolo del Maestro Li Hua Yuan e shixiong di Han Li. È l’erede del Clan Song e ha completato la Fase di Costituzione delle Fondazioni.
Liu Jing (Zhang Xiang) discepolo del Maestro Li Hua Yuan e shixiong di Han Li. È un orfano amico d’infanzia di Song Meng.
Zhong Wei Niang (Na Yi) discepola del Maestro Li Hua Yuan e shijie di Han Li. È innamorata di Liu Jing.
Wu Xuan (Li Sheng Jia) discepolo del Maestro Li Hua Yuan e shixiong di Han Li. È innamorato di Dong Xuan Er e prende in antipatia Han Li perché la ragazza sembra prediligere la sua compagnia.
Lu Ming Yuan (Li Yue) discepolo della Setta della Valle dell’Acero Giallo che Han Li si è inimicato al Bazar della Valle Tainan quando ha salvato Han Yun Zhi dalle sue prepotenze. È il vincitore dell’Arena Tianwu e per questo dovrebbe ricevere una Pillola delle Fondazioni, ma il Caposetta Zhong decide di darla ad Han Li esacerbando il suo odio per il compagno. Quando Han Li interviene per difendere Chen Qiao Qian dalle sue prepotenze lui ne approfitta per sfidarlo, ma rimane ucciso.
Chen Rong (Li Xi Zi) e Chen Mu (Liu Tian Bao) appartenenti al Clan Chen e discepoli della Setta della Valle dell’Acero Giallo. Restano uccisi nello scontro con il Capo del Culto del Demone Nero.
Wu Mian (Wang Guan) shishu di Han Li nella Setta della Valle dell’Acero Giallo. Lavora nella Biblioteca Qianji dove si trovano i volumi sulle basi della coltivazione e dell’alchimia. Viene ucciso da Ye Fei quando scopre che questi è in contatto con le Sette Demoniache.
Ye Fei (Qu Gao Wei) shishu di Han Li nella Setta della Valle dell’Acero Giallo e sovrintendente della Sala Baiji ovvero della sala dove vengono assegnati ai discepoli i compiti che consentono loro di guadagnare i cristalli che fungono da valuta nel mondo immortale. In realtà è l’erede dell’oscura Setta del Bambù e padroneggia l’Arte del Gran Dispiegamento ovvero la tecnica di coltivazione che permette di controllare un esercito di burattini.
Maestro Xu (Yin Zhu Sheng) sovrintendente della Sala Lushan dove si trovano i testi di alchimia avanzata e dove si può utilizzare la fornace alchemica.
Maestro Mu (Che Bao Luo) shibo di Han Li nella Setta della Valle dell’Acero Giallo e custode del Giardino delle Erbe dove Han Li chiede di poter lavorare per guadagnare i cristalli che fungono da valuta nel mondo immortale.
Wang Yu (Jia Bing) gestore dell’emporio Wan Bao Lou (Padiglione dei Tesori). Qui Han Li si procura gli artefatti magici che usa nel Campo di Prova Cruento e acquista la sua bestia spirituale che lo aiuta a trovare la sua caverna dopo aver raggiunto la Fase di Costituzione delle Fondazioni.
Setta Ombra di Luna
Ni Chang (Ying Er) capo della Setta Ombra di Luna e shijie di Nan Gong Wan.
Qing’er (Xu Jin Xi) e Yu’er (Liao Yu Chen) discepole di Nan Gong Wan.
Xuan Le (Chen Bai Rong) discepolo della Setta Ombra di Luna che si offre volontario per guidare un gruppo di scout e riferire sull’invasione delle Sette Demoniache. In realtà progetta di impadronirsi della miniera di gemme della Roccaforte Yan per depredarne il caveau.
Yan Ru Yan (Liu Ke Jun) figlia del capo del clan della Roccaforte Yan. Suo padre è un coltivatore che ha completato la Fase di Formazione del Nucleo e la spinge a unirsi alla Setta Ombra di Luna. Possiede la rara Radice Spirituale Divina ma ha una malattia congenita al cuore che può essere curata solo bilanciando il suo potere con quello di un coltivatore con una Radice Spirituale Oscura oppure con il Fiore Spirito di Sangue che però ha l’effetto collaterale di bloccare il processo di raffinazione del Qi alla fase di Formazione del Nucleo
Setta della Montagna della Bestia Spirituale
Anziano Han (Sun Bo Yang) anziano della Setta della Montagna della Bestia Spirituale e amico di Li Hua Yuan e Hong Fu.
Zhong Wu (Zhang Hai Yu) discepolo anziano della Setta della Montagna della Bestia Spirituale. È in combutta con Wang Chan e lo aiuta a distruggere il Fiore Spirito di Sangue per ricattare Yan Yun Shan.
Zhong Shu (Liu Yuan Fan) discepolo anziano della Setta della Montagna della Bestia Spirituale complice di Zhong Wu.
Lv Tian Meng (Chang Di) discepolo della Setta della Montagna della Bestia Spirituale che ha raggiunto la Fase di Costituzione delle Fondazioni. Aiuta Xuan Le a depredare il caveau della miniera di gemme della Roccaforte Yan.
Han Yun Zhi (Liang Yong Ni) coltivatrice solitaria che Han Li salva dalle prepotenze di Lu Ming Yuan. Riesce a superare la Prova della Radice Spirituale della Valle Tainan ed entra nella Setta della Montagna della Bestia Spirituale. Reincontra Han Li in occasione del Campo di Prova Cruento dove lui la aiuta a trovare il Fiore della Fiamma Solare che le serve per curare il fratello malato.
Setta della Spirito Spettrale
Wang Tian Gu, capo della Setta dello Spirito Spettrale e padre di Wang Chan.
Hong Fen (Shi Yu Fei) membro della Setta dello Spirito Spettrale e zia di Wang Chan.
Ku Lou/Teschio (Han Xiao Yu) membro della Setta dello Spirito Spettrale e marito di Hong Fen.
Anziano Tong (Deng De En) e Anziano Gui (Zhang Da Bao) anziani della Setta dello Spirito Spettrale al livello iniziale della Fase di Formazione del Nucleo. Assistono Wang Chan e lo difendono dai coltivatori di livello superiore.
Culto del Demone Nero
Imperatore dello Yue (Wu Yue) sovrano del Regno dello Yue. Per aggirare il divieto imposto dalle Sette Sette alle famiglie reali di non perseguire l’immortalità inizia a praticare le arti oscure insieme al fratello gemello e diventa un coltivatore demoniaco. È il capo del Culto del Demone Nero e pratica l’Arte Mistica Yin che gli permette di aumentare la sua coltivazione assorbendo il sangue di altri coltivatori e utilizzando le Pillole per la Condensazione nel Sangue dei Cinque Elementi.
Tie Luo/Testa Taurina (Yu Kang) generale della Cavalleria di Lanzhou diventato il guardiano elementale del metallo, uno dei Guardiani di Sangue che difendono il capo del Culto del Demone Nero. Ha completato la Fase di Costituzione delle Fondazioni.
Bing Yao/Demone di Ghiaccio (Zu Ka Er) guardiano elementale dell’acqua, uno dei Guardiani di Sangue che difendono il capo del Culto del Demone Nero. Ha completato la Fase di Costituzione delle Fondazioni.
Taoista Qing Wen (Chen Zhen) coltivatore solitario e membro della Società della Vena Azzurra. Spera di entrare in una delle Sette Sette e convince gli altri coltivatori solitari a condividere con lui i propri artefatti magici per poi appropriarsene. Quando scopre che Han Li possiede il Lasciapassare per l’Ascensione tenta di rubarglielo, ma il ragazzo riesce ad avere la meglio su di lui. Viene salvato da Bing Yao e diventa il guardiano elementale del legno, uno dei Guardiani di Sangue che difendono il capo del Culto del Demone Nero. In questa nuova forma raggiunge l’ultimo livello della Fase di Costituzione delle Fondazioni.
Wu Jiu Zhi/Ye She (Wang Hai Xiang) coltivatore solitario e membro della Società della Vena Azzurra. Aiuta Qing Wen quando questi tenta di sottrarre a Han Li il Lasciapassare per l’Ascensione, ma il ragazzo ha la meglio su di lui. Viene salvato da Bing Yao e diventa il guardiano elementale della terra, uno dei Guardiani di Sangue che difendono il capo del Culto del Demone Nero. In questa nuova forma raggiunge l’ultimo livello della Fase di Costituzione delle Fondazioni.
Giovane Principe Xin (Ding Qiao) figlio del Principe Xin (Liu Xiu), nobile della capitale del Regno dello Yue. Fa segretamente parte del Culto del Demone Nero e aiuta il loro capo a rapire coltivatori solitari per i suoi loschi propositi. Si suiciderà dopo essere stato catturato da Han Li.
Maggiordomo Wang (Cao Ming Hua) maggiordomo della Residenza del Principe Xin. In realtà è il capo della Setta dei Cinque colori che ha assassinato la famiglia del Medico Mo e adesso si è unito al Culto del Demone Nero. Viene ucciso da Han Li.
Xiao Zhen (Shao Xiao Jiang) anziano coltivatore che ha raggiunto la Fase di Raffinazione del Qi e che conosce la tecnica di Occultamento dell’Aura. Viene rapito dal Culto del Demone Nero e viene salvato da Han Li.
Xiao Cui Er (Zhang Wan Er) nipote di Xiao Zhen. Ha raggiunto il quinto livello della Fase di Raffinazione del Qi e aiuta Han Li a ritrovare i coltivatori solitari rapiti dal Culto del Demone Nero.
Li Ying Ning (Dong Qian Rui) figlia di una delle coltivatrici solitarie rapite dal Culto del Demone Nero rimasta orfana a seguito della morte della madre. Viene adottata da Mo Cai Huan.
Altri Personaggi
Fu Yun Zi (Yan Feng) shizu della Setta del Vuoto Limpido e amico di Li Hua Yuan e Hong Fu.
Yun Lu (Xu Hai Qiao) shizu della Setta della Gioia Condivisa. Ha raggiunto la Fase della Nascita dello Spirito e possiede il dono dell’incanto. È il vero padre di Dong Xuan Er e zio di Wang Chan.
Yan Yun Shan (Zong Feng Yan) capo del Clan della Roccaforte Yan. Trecento anni prima il suo clan faceva parte della Setta dello Spirito Spettrale, poi ha deciso di passare dalla parte delle Sette Sette e di difendere i confini del Regno dello Yue dalla minaccia delle Sette Demoniache. Per salvare la vita della sua unica figlia e assicurare la continuazione della sua stirpe accetta di stringere un’alleanza matrimoniale con Wang Chan.
Anziano Liu (Miao Liang) anziano del Clan della Roccaforte Yan e consigliere di Yan Yun Shan.
Wan Xiao Shan (Guan Yun Peng) giovane coltivatore solitario che Han Li incontra mentre di reca alla Valle Tainan e che decide di unirsi a lui. Viene ucciso dal Taoista Qing Wen quando questi cerca di sottrarre a Han Li il Lasciapassare per l’Ascensione.
Hu Ping Gu (Zhou Xiao Fei) coltivatrice solitaria e membro della Società della Vena Azzurra. Aiuta Qing Wen quando questi tenta di sottrarre a Han Li il Lasciapassare per l’Ascensione, ma rimane uccisa nello scontro con il ragazzo.
Meng Wu (Li Mei Yi Bing | Guo Xin Yu) piccola coltivatrice solitaria che Han Li conosce nella Valle Tainan e che gli vende il secondo volume dell’Arte della Longevità. I due si reincontreranno nella capitale del Regno dello Yue dove Han Li si reca per proteggere la Famiglia Qin e dove lei lo aiuterà a liberare i coltivatori solitari rapiti dal Culto del Demone Nero.
Meng Da (Su Yu Jie), Meng Er (Cao Zan), Meng San (Sun Yi Meng) e Meng Si (Liu Wen Huan) fratelli di Meng Wu che aiuteranno Han Li nella sua lotta contro il Culto del Demone Nero.
Qin Yan (Luo Guang Xu) patriarca della Famiglia Qin. È il discendente del shixiong di Li Hua Yuan che ha sacrificato la sua vita per proteggerlo, quindi gode della protezione del maestro della Setta della Valle dell’Acero Giallo.
Qin Gui (Zhu Hui) maggiordomo della Residenza Qin. Inizialmente ostile a Han Li quando alla fine capisce che è un immortale cambia completamente atteggiamento con lui.
Qi Yun Xiao (Zhang Yao) giovane creatore di formazioni e artefatti magici del Regno dello Yuanwu. È il proprietario del Padiglione Yun Xiao e l’inventore della Formazione di Inversione a Cinque Fasi che Han Li acquista per proteggere la sua caverna e utilizza più volte per combatteere contro i nemici. Successivamente Han Li gli chiederà di creare degli artefatti con i materiali ricavati dal Drago della Marea Oscura e aiuto per ripristinare la Formazione di Teletrasporto trovata nella miniera della Roccaforte Yan.
Xin Ru Yin (Rong Zi Xi) amata di Qi Yun Xiao ed esperta di formazioni. È nata con il difetto di costituzione Ruggito del Dragone che le causa un deterioramento dei meridiani a mano a mano che il suo livello di coltivazione aumenta. Sarà lei ad aiutare Han Li a ripristinare la Formazione di Teletrasporto trovata nella miniera della Roccaforte Yan.
Personaggio Preferito: Mo Cai Huan
È probabilmente uno dei personaggi più gentili e umanamente sinceri di The Immortal Ascension. Fin dal suo primo ingresso in scena appare infatti come una ragazza assennata, giudiziosa e profondamente altruista, molto diversa dal resto della famiglia Mo. A differenza delle sue sorelle, ossessionate dal denaro e dalla sicurezza economica, sceglie infatti di dedicarsi allo studio dell’arte medica con il desiderio genuino di aiutare e curare le persone.
Quando Han Li si presenta alla Residenza Mo portando la notizia della morte del padre, è l’unica a non assillarlo né a pretendere qualcosa da lui. Al contrario, decide di aiutarlo, curandolo dall’avvelenamento provocato dallo scontro con Mo Ju Ren grazie alla Giada del Tepore Solare lasciatale in eredità dal genitore. È proprio attraverso questa gentilezza silenziosa che nasce il suo legame con Han Li.
Dopo averlo salvato, gli chiede di poter viaggiare al suo fianco, ma Han Li rifiuta perché ormai completamente assorbito dalla ricerca dell’immortalità. Nonostante il dolore, lei comprende la sua scelta e non gli serba rancore, dimostrando ancora una volta una maturità emotiva rara all’interno della serie.
Anche dopo il massacro della famiglia Mo per mano della Setta dei Cinque Colori, non si lascia sopraffare dalla disperazione. Sopravvive, si ricostruisce una vita nella Roccaforte Yan e apre una clinica medica, continuando a dedicarsi con determinazione al proprio lavoro di guaritrice.
Dieci anni più tardi reincontra Han Li e, pur essendo stata abbandonata una seconda volta, lo aiuta nuovamente con grande coraggio durante la fuga da Wang Chan. Trasferitasi poi nella Capitale dello Stato dello Yue, si dimostra ancora una volta forte, capace e piena di risorse, supportando Han Li ancora una volta senza mai pretendere nulla in cambio.
La sua bontà emerge anche nella scelta di adottare la figlia di una coltivatrice solitaria uccisa dal Culto del Demone Nero, gesto che conferma quanto sia guidata più dalla compassione che dall’interesse personale.
Ciò che rende però il personaggio particolarmente toccante è il modo discreto e silenzioso in cui vive il proprio amore per Han Li. Durante i loro incontri gli ripete spesso di essere forte e di sapersela cavare da sola per non diventare un peso per lui, anche se in realtà vorrebbe soltanto chiedergli di restare. Eppure non lo fa mai: non si lamenta della sua freddezza, non gli impone i propri sentimenti e continua a lasciarlo libero di inseguire il suo sogno di immortalità, dispiaciuta soltanto di sapere che lei, in quanto semplice mortale, non potrà mai condividere davvero l’eternità al suo fianco.
Personaggio S-Preferito: Han Li
È un protagonista decisamente insolito per uno xianxia e, pur non essendo un personaggio negativo, appare spesso come una figura ambigua, fredda e poco luminosa. Intelligente, scaltro e capace di adattarsi rapidamente alle situazioni più pericolose, si lascia però guidare quasi esclusivamente dall’egoismo e dall’istinto di autoconservazione.
La sua ossessione per il raggiungimento dell’immortalità finisce infatti per dominare completamente la sua esistenza. Appare disposto a utilizzare qualsiasi mezzo pur di avanzare nella coltivazione e raramente si interroga davvero sulle implicazioni morali delle proprie azioni, purché queste gli permettano di sopravvivere o di ottenere un vantaggio.
Proprio questa costante focalizzazione sul proprio obiettivo lo rende emotivamente distante da tutto ciò che lo circonda. Nel corso della serie sembra interessarsi appena agli eventi che coinvolgono gli altri personaggi e persino la morte di persone a lui vicine raramente suscita in lui una reazione autenticamente intensa. Più che vivere i rapporti umani, sembra considerarli elementi secondari lungo il proprio percorso.
Ogni situazione viene da lui analizzata in termini di convenienza personale: valuta costantemente rischi e benefici, cerca di sfruttare ogni circostanza a proprio vantaggio e difficilmente agisce senza avere qualcosa da guadagnare. Anche quando decide di aiutare qualcuno, spesso dà l’impressione di farlo più per necessità strategica o per preservare la propria immagine agli occhi delle persone influenti che per sincera empatia.
La sua natura estremamente sospettosa contribuisce ulteriormente a renderlo un personaggio difficile da avvicinare: diffida di chiunque, evita di aprirsi davvero con gli altri e mantiene sempre una distanza emotiva sia all’interno sia all’esterno della sua setta. Questa continua chiusura lo trasforma in un protagonista profondamente solitario, ma anche piuttosto monotono.
Anche dal punto di vista morale il suo personaggio appare volutamente sfumato. Pur conoscendo perfettamente la differenza tra bene e male, raramente sembra interessato a fare la cosa giusta se questa non comporta un vantaggio concreto per lui. Più che mosso da ideali o valori profondi, sembra guidato soprattutto da un desiderio di rivalsa personale e dalla volontà di elevarsi sopra gli altri.
Persino i suoi rapporti con i personaggi femminili riflettono questa freddezza emotiva. Sembra costantemente prevenuto e infastidito dalle donne che dimostrano interesse nei suoi confronti, mentre l’unica figura da cui sembra realmente attratto — probabilmente più sul piano pratico che su quello sentimentale — è proprio la donna che lo tratta con maggiore distacco.
È evidente che la sua figura voglia incarnare il modello dell’antieroe, lontano dagli archetipi più nobili e altruisti del genere. Tuttavia, per quanto questa scelta possa risultare interessante sulla carta, il risultato finale è spesso quello di un protagonista gretto, egoista e scostante più che realmente affascinante.
Approfondimento:
I Livelli di Coltivazione nell’Universo Xianxia
| Livello Basso | Livello Intermedio | Livello Alto |
|---|---|---|
Fase di Raffinazione del Qi |
Fase di Raffinazione del Vuoto |
Fase della Trascendenza Attraverso la Tribolazione |
Fase di Costituzione delle Fondazioni |
Fase dell’Unità Corporea |
|
Fase di Formazione del Nucleo |
Fase della Grande Ascensione |
|
Fase di Nascita dello Spirito |
||
Fase della Trasformazione dello Spirito |
| Livello Basso | Fase di Raffinazione del Qi |
|---|---|
| Livello Basso | Fase di Costituzione delle Fondazioni |
| Livello Basso | ase di Formazione del Nucleo |
| Livello Basso | Fase di Nascita dello Spirito |
| Livello Basso | Fase della Trasformazione dello Spirito |
| Livello Intermedio | Fase di Raffinazione del Vuoto |
| Livello Intermedio | Fase dell’Unità Corporea |
| Livello Intermedio | Fase della Grande Ascensione |
| Livello Alto | Fase della Trascendenza Attraverso la Tribolazione |
POTREBBERO PIACERTI ANCHE:
- THE TAOISM GRANDMASTER
- ONCE UPON A TIME IN LINGJIAN MOUNTAIN
- THE UNTAMED
- DOULUO CONTINENT
- BEAUTY OF RESILIENCE
Grazie per essere arrivato/a fino a qui!
Spero che il mio articolo ti sia piaciuto. Se apprezzi i miei contenuti e vuoi supportarmi, offrimi un caffé☕