Recensione Completa di The Company (2025) | Trama e Spiegazione del Finale
Locandina di The Company - Courtesy of Tencent Video
|
DettagliVALUTAZIONE: (7/10)
TITLOLO ORIGINALE: 哑舍 – Yǎ shě ANNO: 2025 EPISODI: 30 DURATA: 45’ REGIA: Zhao Qi Chen SCENEGGIATURA: Wu Zhimo AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Xuan Se (哑舍 – Ya She) |
IN BREVE
- Cosa aspettarsi: The Company è un drama che mescola viaggi nel tempo, misteri e avventure storiche, mentre segue i protagonisti nelle loro indagini alla ricerca di reliquie perdute. Tra atmosfere malinconiche, indizi ambigui e intrecci temporali ingarbugliati, la serie costruisce un mondo ricco, con storie che cercano di bilanciare tensione, emozione e leggerezza.
- Punti di forza: accuratezza storica, estetica ricercata, personaggi ben caratterizzati.
- Punti deboli: atmosfera costantemente malinconica, narrazione lenta, dialoghi retorici.
- Consigliato se ti piacciono: Gao Wei Guang e Liang Jing Kang, i viaggi nel tempo, le atmosfere cupe e i personaggi malinconici.
- Lo rivedrei? Sì.
Continua a leggere se vuoi conoscere la mia interpretazione del finale.
Quello di The Company è un racconto che scorre come un tempo sospeso, fatto di epoche che si sfiorano, oggetti carichi di memoria e incontri predestinati. Tra malinconia e meraviglia, la serie costruisce un viaggio che non è solo temporale, ma profondamente emotivo, interrogando il senso della vita, del ricordo e dei legami che resistono nel tempo.
In questa recensione del drama The Company vi farò attraversare le sue storie con sguardo critico e attento, soffermandomi tanto sugli aspetti che funzionano quanto sulle fragilità che ne limitano l’impatto. L’obiettivo è quello di capire se questa serie riesca davvero a dare forma al tempo e ai sentimenti lasciando un segno positivo e duraturo nello spettatore.
" 岂曰无衣?与子同袍。"
[Come potrei dire di non avere vesti? Le condivido con te, indossiamo lo stesso mantello.]
Trama
Bi Zhi è un architetto urbanista del 3078 che, per caso, scopre un “Ascensore Temporale” abbandonato, uno strumento in grado di trasportare le persone in qualunque epoca, e decide di utilizzarlo per sfuggire alla solitudine che lo opprime.
Grazie all’Ascensore incontra Qin Zi Yi, giovane di epoca Qin, con cui stringe una profonda amicizia ma che, poco dopo, muore in un rogo causato dalle lotte di potere interne alla sua famiglia. Devastato dalla perdita, Bi Zhi tenta di usare l’Ascensore per salvarlo, ma finisce per creare delle falle spazio-temporali che disperdono i tesori collezionati da Qin Zi Yi in epoche diverse.
Per rimediare, Bi Zhi decide di recuperare le reliquie fingendosi un antiquario e di usare l’Ascensore per neutralizzare le anomalie energetiche che hanno sviluppato. Durante le sue ricerche conosce Su Bei Lu, giovane veterinario del 21° secolo, che possiede una sorprendente somiglianza con il defunto Qin Zi Yi.
Inizialmente turbato, Bi Zhi cerca di capire se esista un legame tra i due, e nel frattempo si affeziona al ragazzo, accettando che lo accompagni nella ricerca degli oggetti perduti.
Dopo aver affrontato con lui numerosi viaggi nel tempo e altrettanti pericoli, per Bi Zhi sembra arrivato il momento di fare ritorno alla propria epoca, tuttavia, la ricomparsa di uno dei cimeli appartenuti a Qin Zi Yi nel 3078, presso la Casa d’Aste Fusheng Hall, riapre improvvisamente i giochi, spingendo l’uomo a rimettere tutto in discussione e a riprendere le indagini.
Recensione del Drama The Company (No Spoiler)
The Company è un drama che intreccia mistero, avventura e viaggi nel tempo, offrendo allo spettatore un interessante sguardo su epoche e personaggi molto diversi tra loro. La serie mescola toni malinconici e momenti più leggeri, costruendo un racconto ricco di storie emozionanti e atmosfere immersive che catturano e intrattengono pur risultando a volte fin troppo cupe.
Trama e Ritmo Narrativo
La trama è permeata da un vago senso di tristezza che definisce l’identità emotiva della serie fin dalle prime scene. La narrazione, soprattutto nella prima metà del drama, si muove su registri cupi e trattenuti, costruendo un’atmosfera di perdita che attraversa ogni episodio e lascia poco spazio a variazioni di tono. La frequente rievocazione del passato, attraverso ricordi carichi di emotività, rafforza ulteriormente questa sensazione di malinconia persistente, trasformandola da semplice sfondo a elemento dominante della serie. Ne risulta una serie che sceglie consapevolmente la malinconia come cifra narrativa, ma che, nel farlo, avvolge il racconto in un tono uniforme e costantemente dimesso.
In questo contesto, i rari momenti di spensieratezza e ilarità finiscono per cozzare in modo evidente con l’atmosfera generale, apparendo più come pause artificiali inserite per concedere una tregua alla malinconia opprimente che come sviluppi organici della narrazione.
Questa cifra stilistica si riflette direttamente anche sul ritmo della narrazione, che avanza con passo lento e quasi contemplativo, rendendo il drama a tratti noioso.
I protagonisti attraversano epoche, incontrano figure ricche di storie, ferite ed emotività, ma tutto sembra scorrere senza lasciare un segno profondo. Le avventure si susseguono, i personaggi raccontano i propri trascorsi con confessioni cariche di rimpianti, desideri e speranze eppure la narrazione rimane sorprendentemente piatta, soffocata da una lentezza che non diventa mai coinvolgimento e da una scrittura che fatica a dare peso reale agli eventi e ai sentimenti messi in scena, offrendo raramente autentici spunti di riflessione.
Anche quando la narrazione affronta temi universali come l’amore disinteressato, la resilienza, la speranza nel futuro o l’autodeterminazione, i dialoghi risultano retorici e pieni di frasi fatte che rivestono il racconto con un tono didascalico. Ogni storia approda così a una conclusione moralizzante, priva di quella complessità capace di interrogare davvero lo spettatore. Ne deriva una serie che sembra osservare i sentimenti e i desideri umani da lontano, senza mai approfondirli realmente, lasciando chi guarda con la sensazione di aver ascoltato molte storie, ma di non essere rimasto davvero toccato da nessuna.
La struttura narrativa episodica del drama, che tradisce la natura originale dell’opera ricalcando la costruzione a archi autoconclusivi tipica dei manhua e accentuando talvolta la sensazione di frammentarietà tipica dell’albo illustrato, si rivela però anche uno dei punti di forza della serie.
I racconti ambientati nelle diverse epoche, infatti, si distinguono per sorprendente varietà, realismo narrativo e per una cura storica che conferisce loro una certa solidità. Le vicende personali, pur sviluppate in spazi narrativi limitati, risultano coerenti con il periodo di riferimento e ancorate a dinamiche sociali e culturali riconoscibili, restituendo frammenti di vita sorprendentemente realistici. In questo senso, The Company riesce a tradurre sullo schermo la logica del manhua offrendo storie che, pur nella loro brevità, mantengono un forte senso di autenticità e verosimiglianza.
Relazione Tra i Protagonisti e Scrittura
Nel corso della serie vengono introdotti alcuni indizi sul collegamento tra i protagonisti che suggeriscono un legame più profondo tra di loro, ma che restano privi di un reale peso narrativo e contribuiscono a mantenere ambigua la relazione tra i due quasi fino all’epilogo del racconto.
Questo sommato all’assenza di un effettivo sviluppo sentimentale tra Bi Zhi e Su Bei Lu impediscono al loro rapporto di assumere un ruolo realmente portante, con il risultato di una narrazione che procede senza sfruttare appieno il potenziale emotivo della coppia.
L’irresolutezza della scrittura si riflette anche nell’andamento generale della storia, che fatica a trovare un equilibrio coerente tra le sue diverse fasi. Ad un inizio lineare e piuttosto banale fa infatti seguito un finale eccessivamente denso e caotico, che tenta di concentrare numerosi eventi senza riuscire a svilupparli con coerenza. Pur mantenendo un ritmo lento, il racconto diventa progressivamente più confuso, con intrecci temporali e narrativi che si sovrappongono e finiscono per vanificare l’ordine costruito in precedenza. La conclusione, pur felice, lascia una sensazione di risoluzione affrettata e fuorviante rispetto alla direzione iniziale del drama.
Cast
Nel complesso il cast ha offerto una performance piuttosto solida e equilibrata.
Particolarmente apprezzabile la recitazione ingenua e spontanea di Liang Jing Kang, Zhang Chen Xiao, Dai Ya Qi e Zhang Miao Yi, capaci di infondere un po’ di leggerezza e freschezza in una storia spesso troppo malinconica.
Al contrario l’interpretazione di Gao Wei Guang è risultata fin troppo trattenuta (quasi più di quella in Eternal Love of Dream) e questo ha limitato leggermente la forza emotiva del suo personaggio.
I veterani Wei Zi Xin (straordinario in The Prisoner of Beauty) e Yue Yang (memorabile in Guardians of the Da Feng) hanno offerto, come sempre, performance impeccabili, ironiche e realistiche, in grado di regalare al pubblico scene davvero divertenti e confortanti.
Un plauso speciale va a Dai Xiang Yu, attore in grado di passare con naturalezza dai ruoli da antagonista come in Eternal Love of Dream a quelli più positivi come in When Destiny Brings the Demon, che ha reso il proprio personaggio avvincente e credibile in ogni sfumatura.
Infine, menzione speciale per il giovane Gu Zi Cheng, la cui interpretazione naturale e carica di pathos conferma il talento già dimostrato quest’anno in Flourished Peony, rendendolo uno degli elementi più promettenti del cast.
Aspetti visivi e colonna sonora
Sotto il profilo visivo, in The Company l’attenzione all’estetica è evidente e costante. La fotografia sceglie una palette di colori desaturati e tonalità fredde che avvolgono la narrazione in un’atmosfera cupa e dimessa. Le ambientazioni del passato, spesso segnate da un senso di decadenza e desolazione, non fanno che rafforzare questa percezione di malinconia diffusa, trasformando lo spazio scenico in un riflesso visivo dello stato emotivo del racconto.
A questo si aggiunge una notevole ricercatezza nella costruzione dei set e nella selezione degli oggetti di scena, caratterizzati da una credibile coerenza storica. Questa congruenza estetica, se da un lato arricchisce l’esperienza visiva, dall’altro contribuisce a cristallizzare il tono rievocativo della serie, rendendo la tristezza non solo un tema narrativo, ma una presenza costante in ogni inquadratura.
La colonna sonora accompagna la narrazione con un ritmo variegato e coinvolgente, alternando brani melodici e romantici a pezzi più infantili, dal sapore da anime, capaci di allietare e catturare l’attenzione. Le voci di Yuning Song e Curley Gao aggiungono una nota di originalità e personalità, conferendo a ogni tema musicale un carattere distintivo che riesce a far vibrare le emozioni dello spettatore. Il risultato è un accompagnamento sonoro che riesce a risultare fresco e interessate e ad assecondare il genere dell’opera originale.
ATTENZIONE!
DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.
Recensione del Drama The Company (Spoiler)
Cosa Funziona: le Sottotrame
Tra gli aspetti più apprezzabili di The Company spicca la qualità dei racconti ambientati nel passato, capaci di distinguersi per un sorprendente realismo e per una cura storica che dona loro spessore e consistenza narrativa. Pur muovendosi all’interno di archi narrativi brevi, le vicende personali risultano profondamente coerenti con il periodo di riferimento e rispecchiano le dinamiche sociali e culturali del tempo, restituendo allo spettatore frammenti di vita autentici, credibili e immersivi.
A rendere questo mosaico ancora più efficace è la raffinata interconnessione tra le varie storie, che non rimangono episodi isolati ma dialogano tra loro nel tempo: la ricerca delle lame Wu e Kun intreccia le esistenze di Lu Feng e Xia Ze Lan, presentati prima nella giovinezza e poi nella maturità, ed è un esempio emblematico di come il drama sappia costruire una logica narrativa condivisa.
Questo senso di continuità trova ulteriore forza nel filo conduttore legato alla Guardiana del Mercato Tianguang, un arco portante sviluppato con coerenza e attenzione, che riesce a tenere insieme i racconti autonomi trasformandoli in un universo narrativo stratificato e sorprendentemente armonico.
Cosa Non Funziona: la Sceneggiatura e il Ritmo Narrativo
Come spesso accade nei racconti fantascientifici, la debolezza principale del drama è rappresentata dalla contestualizzazione vaga e talvolta incoerente degli elementi fantascientifici. Anzitutto non viene mai chiarito il funzionamento dell’Ascensore Temporale: la serie non offre alcuna spiegazione plausibile su come un intero edificio possa viaggiare tra epoche diverse, né su come possa avere sedi fisiche in periodi storici in cui la tecnologia su cui si basa non esisteva (e dunque rimane un mistero chi possa aver sviluppato i punti d’arrivo ad esso dedicati).
Allo stesso modo, la facilità con cui Bi Zhi se ne impossessa solleva più di un interrogativo: possibile che il Dipartimento Temporale non disponga di sistemi di rilevamento dei viaggi temporali o di controlli sufficienti a impedire la costruzione o l’utilizzo di ascensori “abusivi”?
Anche la funzione dell’Ascensore nel neutralizzare le anomalie energetiche degli oggetti recuperati da Bi Zhi rimane ambigua perché non viene mai chiarito se si tratti di una tecnologia preesistente o sviluppata in seguito per rimediare ai danni causati da Bi Zhi. A questa incertezza si aggiunge quella legata alla natura stessa delle anomalie: se è comprensibile immaginare che il tentativo di cambiare il passato abbia generato fratture spazio-temporali capaci di disperdere gli oggetti di Qin Zi Yi in epoche diverse, risulta invece più difficile giustificare il motivo per cui questi oggetti abbiano sviluppato poteri, di fatto, “magici”.
Infine, la narrazione soffre anche di una certa vaghezza temporale: spesso non è chiaro quanto tempo i personaggi trascorrano nelle epoche visitate, né come facciano a soggiornarvi senza documenti e senza valuta locale. Tutti questi elementi, lasciati sospesi, finiscono per indebolire la coerenza interna del worldbuilding, dando l’impressione di un universo narrativo costruito in modo approssimativo, che chiede allo spettatore di accettare regole prestabilite senza mai offrirne una vera giustificazione.
Nel corso della narrazione gli sceneggiatori disseminano numerosi indizi sulla possibile correlazione tra Bi Zhi e Su Bei Lu e su un loro precedente incontro, suggerendo più volte l’esistenza di un legame destinato a rivelarsi centrale. Questi elementi, apparentemente pensati per guidare lo spettatore verso una verità nascosta, vengono ripresi nel finale, quando la storia viene finalmente ricostruita nella sua interezza, e assumono un significato del tutto diverso da quello inizialmente suggerito. Proprio per questo, nel corso della narrazione, tali segnali finiscono per rivelarsi più fuorvianti che funzionali: invece di avvicinare progressivamente i protagonisti – e lo spettatore – alla verità, li allontanano, creando aspettative che vengono poi completamente sovvertite.
Il risultato è che il racconto avrebbe probabilmente funzionato meglio in assenza di questi accenni, dal momento che la rivelazione finale non solo li rende superflui, ma ne ridimensiona retroattivamente il valore, trasformandoli in deviazioni narrative piuttosto che in reali strumenti di costruzione del mistero.
A questa ambiguità si aggiunge l’assenza di una decisiva evoluzione del rapporto tra i due protagonisti: nonostante l’aspettativa costante della nascita di un sentimento forte nel corso delle puntate, Bi Zhi e Su Bei Lu rimangono legati da interazioni sempre piuttosto tiepide e statiche. Al di là di un’affezione spesso ribadita a parole, la serie non riesce a trasformare le scene di coinvolgimenti emotivo tra di loro in un vero e proprio punto centrale del racconto, lasciando ancora una volta la sensazione di un potenziale narrativo solo parzialmente sfruttato.
Un altro aspetto discutibile della serie è la scelta di costruire fin dall’inizio un’identità emotiva fortemente improntata alla tristezza e al rimpianto. Il personaggio di Bi Zhi è caratterizzato da un costante senso di afflizione che lo definisce profondamente e segna il passo del drama.
La sua esistenza segnata dall’isolamento e dalla desolazione, prima della scoperta dell’Ascensore Temporale, imprime al racconto un certo peso emotivo, ulteriormente aggravato dall’atteggiamento perennemente malinconico e dolente che lo accompagna dopo la morte dell’amico Qin Zi Yi. Nelle puntate iniziali questo dolore irrisolto permea ogni scena, abbattendo il mood generale della narrazione e lasciando poco spazio a un reale cambio di tono. Nemmeno l’energia positiva e sognatrice di Su Bei Lu riesce a scalfire questa atmosfera opaca: il suo ottimismo rimane un elemento isolato, incapace di riequilibrare una storia che rimane per lungo tempo sottotono muovendosi costantemente su registri cupi e dimessi.
A rendere la sensazione di perdita ancora più insistente contribuiscono i frequenti flashback, in cui Bi Zhi rivive frammenti emotivamente intensi della sua amicizia con Qin Zi Yi; momenti pensati per approfondire il legame tra i due che finiscono però per ribadire, scena dopo scena, un lutto mai elaborato. Allo stesso modo il costante rimpianto di Su Bei Lu per la perdita dei genitori e per non essere stato più comprensivo con la defunta nonna contribuiscono ad alimentare il tono triste della storia, rendendo la mestizia la cifra dominante del racconto.
In questa atmosfera ormai consolidata, alla puntata 16 la serie introduce un improvviso e bizzarro cambio di tono, spostando inaspettatamente il focus su Chun Ge, amico d’infanzia di Su Bei Lu. Attraverso i suoi ricordi scopriamo un personaggio segnato da un profondo senso di inferiorità nel confronti dell’amico, nato dalla convinzione di essere più debole e meno libero rispetto a lui. Grazie a Bi Zhi questa prospettiva muta perché Chun Ge vive un’avventura onirica di ispirazione wuxia, in cui diventa l’eroe capace di salvare il jianghu, ma se da un lato questo arco narrativo contribuisce ad approfondire la figura di Chun Ge, dall’altro si inserisce con difficoltà nel tessuto complessivo della serie, risultando poco allineato con il filo narrativo principale della ricerca delle reliquie di Qin Zi Yi.
Questo episodio, insieme ad altri analoghi come quello della puntata 25 in cui Bi Zhi trascorre del tempo con il piccolo Su Bei Lu per creargli ricordi d’infanzia felici, trasmette una marcata sensazione di frammentarietà: storie che, pur funzionando come unità autonome, faticano a dialogare con la trama centrale e finiscono per apparire come episodi-filler, inseriti più per allungare il minutaggio che per arricchire in modo significativo lo sviluppo complessivo della storia centrale.
Oltretutto, alla linearità quasi prevedibile delle puntate iniziali si contrappone bruscamente la caoticità delle ultime cinque, che sembrano voler condensare una quantità di eventi superiore a quella che la narrazione riesce effettivamente a sostenere. Pur mantenendo invariata la flemmaticità del ritmo, il racconto si fa improvvisamente più confuso che coinvolgente: accadimenti e linee temporali si intrecciano in un susseguirsi vorticoso di salti tra passato, presente e futuro, in cui le indagini di Bi Zhi finiscono per sovrapporsi ai ricordi dell’antagonista Ye Liang Yin, mentre la ricostruzione dei numerosi crimini temporali della Casa d’Aste Fusheng Hall si perde nei racconti presentati nelle puntate precedenti.
Il risultato è un finale che fatica a tenere insieme i propri fili narrativi, affidandosi a una risoluzione rapida e quasi sbrigativa che sembra non tenere conto del fattore “viaggio nel tempo”. Le linee temporali vengono infine ristabilite e le vite spezzate dalle azioni della Fusheng Hall restituite (incluse quelle dei genitori di Su Bei Lu) ma l’esito per Bi Zhi rimane immutato: la rivelazione che Qin Zi Yi non sia morto a causa della Fusheng Hall ma si sia avvelenato per proteggere le persone a lui care e che non esistesse alcuna reale connessione tra lui e Su Bei Lu svuota retroattivamente di significato gran parte delle vicende narrate, lasciando la sensazione di una chiusura dissonante e poco coerente con le premesse della storia.
Spiegazione del Finale
Il finale di The Company si chiude su una nota felice, mostrando un presente finalmente luminoso: Su Bei Lu è sereno, realizzato, circondato dagli amici di sempre, con una vita che sembra aver trovato il proprio equilibrio. In questa quotidianità rassicurante, fa irruzione una scena carica di emotività: l’incontro casuale con Bi Zhi, che gli chiede indicazioni stradali proprio fuori dal locale in cui si erano incontrati la prima volta. I due non si riconoscono, non conservano memoria di ciò che hanno condiviso, ma tra loro aleggia una connessione invisibile, come se qualcosa di più profondo continuasse a spingerli l’uno verso l’altro.
Il significato di questo epilogo rimane aperto a diverse interpretazioni a cui ho tentato di dare forma, in maniera più o meno coerente. La scena conclusiva dell’episodio 30 potrebbe suggerire che, come ricompensa per il suo contributo nello smantellare la Fusheng Hall, il Dipartimento Temporale abbia concesso a Bi Zhi di continuare a utilizzare l’Ascensore Temporale, o addirittura di entrare a far parte dell’organizzazione come agente; oppure, al contrario, che il legame tra Bi Zhi e Su Bei Lu sia così forte e predestinato da aver resistito persino al ripristino dell’ordine temporale, spingendo Bi Zhi a impossessarsi nuovamente dell’Ascensore e a ritrovarsi, eludendo ogni controllo, proprio nell’epoca e nella città di Su Bei Lu.
Resta però una sensazione di incompiutezza legata all’evento che ha dato origine a tutta la vicenda: la morte di Qin Zi Yi è stata liquidata con sorprendente rapidità, senza offrire allo spettatore spiegazioni o indizi chiari su una possibile connessione reale tra lui e Su Bei Lu. Un silenzio narrativo che lascia perplessi, soprattutto considerando che, se Bi Zhi avesse davvero usato l’Ascensore dopo la cancellazione della memoria, nulla gli avrebbe impedito di conoscere di nuovo Qin Zi Yi e di tentare nuovamente di salvarlo, ignaro delle conseguenze che tale gesto avrebbe potuto avere sulla continuità spazio-temporale.
Questo mi fa concludere che in realtà a Bi Zhi non sia stata cancellata completamente la memoria e che, molto probabilmente, sia diventato un agente del Dipartimento Temporale.
Personaggi e Cast
Personaggi Principali
Bi Zhi/Bai Qiong Yu (Gao Wei Guang) antiquario proprietario del negozio Ya She (Dimora Silente). In realtà è un urbanista del 3078 che, per caso, scopre un “Ascensore Temporale” abbandonato, strumento in grado di trasportare le persone in qualunque epoca, e decide di utilizzarlo per sfuggire alla solitudine delle sue giornate. In seguito alla morte dell’amico Qin Zi Yi usa l’Ascensore per cercare di salvarlo, ma finisce per creare delle falle spazio-temporali che disperdono i tesori dell’amico in epoche diverse. Il Dipartimento Temporale lo incarica quindi di viaggiare nel tempo per ritrovare i cimeli perduti e così fa la conoscenza di Su Bei Lu. Nell’arco di Magic Sword Sky è l’Immortale della Spada.
Su Bei Lu/Qin Zi Yi/Eremita Liujian (Liang Jing Kang) medico del 21° secolo che lavora alla Clinica Veterinaria Chongle di Ninghai. Assomiglia in maniera impressionante a Qin Zi Yi giovane erudito di epoca Qin, morto tragicamente in un rogo causato dalle lotte di potere interne al suo clan. Nell’arco di Magic Sword Sky è il da shixiong della Setta Cangqiong.
Miao Tong (Zhang Miao Yi) Guardiana del Mercato Tianguang luogo situato in una frattura temporale in cui il concetto di tempo non esiste. In origine era un’abitante del Villaggio Miao di epoca Wanqi. Dopo essere accidentalmente entrata nel Mercato Tianguang era riuscita ad uscirne grazie alla sua abilità di vedere i portali temporali dovuta al suo raro talento di calcolo temporale, per questo era stata assoldata dal Dipartimento Temporale e convinta a diventare la Guardiana del Mercato Tianguang.
Chun Ge (Zhang Chen Xiao) amico d’infanzia di Su Bei Lu che lavora con lui alla clinica veterinaria Chongle. Nell’arco di Magic Sword Sky è lo shidi di Su Bei Lu e Min.
Ren Xiao Min/Min (Dai Ya Qi) amica di Su Bei Lu e Chun Ge che lavora con loro alla clinica veterinaria Chongle. Nell’arco Magic Sword Sky è la figlia di Tang Yan Sheng e la da shijie della Setta Cangqiong.
Personaggi Secondari
Dottor Su Hua Bin (Li Jin Rong) chirurgo di fama e padre di Su Bei Lu morto in un incidente stradale nel 2005.
Fang Lin Lin (Sun Shuang) infermiera madre di Su Bei Lu morta in un incidente stradale nel 2005.
Chen Feng Ying (Xu Mei Ling) nonna di Su Bei Lu e titolare del piccolo negozio di alimentari Fengyin. Si è presa cura di lui dopo che i suoi genitori sono morti nell’incidente stradale del 2005.
Manager Bao/Bao Wu Ji (Yao Yi Qi) direttore della clinica veterinaria Changle. Nell’arco di Magic Sword Sky è il guardiano della Setta Tianlong e la sua tecnica segreta è l’Abilità del Rospo Purpureo.
Dottor Tang/Tang Yan Sheng (Wei Zi Xin) mentore di Su Bei Lu alla clinica veterinaria Chongle. Nell’arco Magic Sword Sky è il leader della Setta Cangqiong, una delle 5 sette maggiori del gioco.
Chu Qiu (Wang You Jun) Capo delle Guardie della Villa Luoxia del Mercato Tianguang. In realtà è un supervisore del Dipartimento Temporale incaricato di fornire supporto alla Guardiana.
Cai Wei (Tan Xiao Fan) cameriera personale di Qin Zi Yi.
Huo Shu (Fu Lei) servitore della famiglia Qin.
Signor Dong (Yue Yang) rigattiere di Ninghai che vende a Bi Zhi la Spada Senza Nome forgiata da Ou Ye Zi per il Re dello Yue, Gou Jian.
Li Yan Sheng (Gu Zi Cheng) detto il Generale del Vento è il generale della cavalleria scelta che comanda il Battaglione del Vento e protegge la città di Mo. Lo specchio proteggi cuore che fa parte della sua armatura è lo specchio Yuwen, oggetto in grado di metterlo in comunicazione con il 21° secolo.
He Yi Yao/Yao Yao (Tang Meng Jia) ragazza paraplegica del 21° secolo che attraverso lo specchio Yuwen entra in comunicazione con Li Yan Sheng e, grazie al suo aiuto, riesce a superare la depressione.
Signora He (Chen Yi Sha) madre di Yao Yao.
Xia Ze Lan/A’Lan (He Yu Hong) giovane donna di epoca Qinglong che lavorava come cuoca nella Residenza Guangling di Lin’an prima di venire trasportata nel Mercato Tianguang. Durante la sua permanenza conosce Lu Feng e i due si innamorano. Prima di tornare nella sua era gli regala come pegno d’amore la lama Wu tenendo invece per sé la lama Kun. Le cose nella sua epoca però non vanno bene e lei finisce povera e dimenticata in mezzo alle montagne finché Bi Zhi, Su Bei Lu e Lu Feng non compaiono per reclamare la lama Kun.
Lu Feng/A’Feng (Dai Xiang Yu) studente d’arte del 21° secolo che, nel 2009, si ritrova inspiegabilmente nel Mercato Tianguang. Durante la sua permanenza conosce Xia Ze Lan e se ne innamora così decide di tornare indietro insieme a lei. Per questo sequestra una chiatta su cui c’è Su Bei Lu e cerca di attraversare la nebbia del fiume Wangchuan che si dice abbia il potere di collegare il Mercato Tianguang con il mondo esterno ma il suo piano fallisce e Xia Ze Lan scompare. Quando fa ritorno nella sua epoca non ricorda nulla del Mercato Tianguang ma, grazie alla lama Wu regalatagli da A’Lan, diventa uno scultore di successo. Quando la sua carriera crolla ricorda il periodo trascorso al Mercato Tianguang con A’Lan, così decide di ritirarsi dove tutto aveva avuto inizio sperando di poter rivivere quei momenti.
Na Na (Zhang Ying Bing) influencer del 21° secolo fidanzata di Lu Feng che dopo essere stata snobbata da lui decide di vendicarsi rovinandogli la carriera.
Chan Er (Peng Si Qi | Li Jia Qi) bambina orfana vissuta nella cittadina di Dongting durante l’Era Tiancheng che trova la Candela Renyu e, accendendola, libera A’Nuan. Grazie all’aiuto della donna la piccola riesce a raggiungere l’età adulta e viene assunta come lavandaia al Padiglione Zuichun dove conosce Jiang Ling.
A’Nuan (Zhu Da Dan Er)spirito di una sirena millenaria del Lago Dongting imprigionata nella Candela Renyu che Chan Er libera accendendo la candela. In realtà è la personificazione della speranza e della resilienza della ragazzina che la aiuta a superare le avversità e a raggiungere l’età adulta.
Jiang Ling (Zhu Zhi Ling) giovane nobile che salva Chang Er da un’aggressione e la invita al Raduno Poetico Liuyun presso il Lago Dongting. In realtà è il proprietario di diverse case di piacere, tra cui il Padiglione Zuichun, che Chang Er scopre essere particolarmente crudele con le ragazze e i servi che lavorano per lui.
Yan Yan (Han Jia Hui) cortigiana del Padiglione Zuichun che cerca di sfuggire al controllo di Jiang Ling scappando con il suo innamorato. Dopo qualche giorno però viene rintracciata e le vengono mozzate le mani.
Gu Huai Jin (Ding Xiao Ying) figlia del titolare dell’Agenzia di Scorta Gu di Qinghe morta assassinata da un gruppo di banditi durante un servizio di scorta. In realtà è suo fratello maggiore a rimanere ucciso nell’agguato e lei ne assume l’identità grazie al pettine Liuqing.
Gu Bing Yu (Peng Chu Yue) fratello maggiore di Gu Huai Jin subentrato nella gestione dell’agenzia di scorta dopo la morte del padre, Gu Xuan Tong. In realtà muore durante un servizio di scorta e, prima di trapassare, affida alla sorella il pettine Liuqing in grado di invertire yin e yang, permettendo alla ragazza di impersonarlo e di assumere la direzione dell’attività di famiglia.
Pu Jing Tang (Ji Xiao Fei) erudito ospite della famiglia Gu e maestro di Gu Huai Jin, segretamente innamorato di lei.
Du Wen Hua (Wang Jian Guo) ex prefetto di Changzhou. Quando era prefetto si era appropriato indebitamente di alcuni fondi per la ricostruzione ma le autorità imperiali, insospettite, gli avevano chiesto di presentare i libri contabili della prefettura. Lui aveva affidato i registri all’agenzia di scorta Gu e durante il tragitto li aveva fatti attaccare da un gruppo di assassini causando la morte di Gu Bing Yu.
Du Xun Fu (Li Bo) figlio adottivo di Du Wen Hua. Gu Huai Jin si infiltra nella Residenza Du in occasione del matrimonio di suo figlio Lian e, vestendo i panni della sposa, riesce ad uccidere Du Wen Hua.
Sun Zhi Yun prima moglie del Principe Guangling uccisa dalla sorella per prendere il suo posto.
Sun Zhi Xuan (Liang Ai Qi) sorella minore di Sun Zhi Yun e seconda moglie del Principe di Guangling.
Xiao Zhao (Liu Ya Peng) Principe Guangling.
Yan Rong (Lv Xiao Yu) nipote di Sun Zhi Xuan nominata dall’Imperatore Principessa di Contea per sposare il sovrano del Da Wu al posto di una delle sue figlie. In realtà è la nipote di Xia Ze Lan, figlia del defunto figlio di quest’ultima adottato dal Principe Guangling dopo la morte del vero erede.
Long Zhen Tian (Liang Liang) leader della malvagia Setta Tianlong nell’arco di Magic Sword Sky
Maestro Shi (Natas Asoka) leader della Setta Linglong una delle 5 sette maggiori del gioco Magic Sword Sky
Maestro Qiao (Cui Li Ming) leader della SettaYouyou una delle 5 sette maggiori del gioco Magic Sword Sky
Maestro Lu (Guo Ye) leader della Setta Langya una delle 5 sette maggiori del gioco Magic Sword Sky
Maestra Ye leader della Setta Qinghe una delle 5 sette maggiori del gioco Magic Sword Sky
Yu Benxiao/Yu Lao (Zhang Qi) anziano proprietario della galleria d’arte Yuzhuang con cui Bi Zhi aveva avuto contatti in passato e che aveva finanziato.
Wu Yu Nong (Wang Yi Yao) cantante di varietà della Yuzhou degli anni ’20 e figlioccia di Yu Benxiao
Wei Zhuo Ran (Song Han Yu) medico e marito di Wu Yu Nong.
Pan Jing Ting (Luo Er Yang) magnate tessile di Yuzhou e amico di lunga data di Yu Benxiao
Pan Yun Zhe (Shen Hao) inetto figlio di Pan Jing Ting.
Hong Chi (Zhang Jia Hang) e Hong Lie (Du Yi Heng) figli del defunto cugino di Yu Benxiao che gestiscono la Palestra Hong, la più grande scuola di arti marziali della zona di Yuzhou
Yu Xiu Yun (He Tian Tian) figlia di Yu Benxiao morta in un naufragio mentre stava fuggendo in occidente insieme all’amante Zhou Ming Xuan. Benché fosse a conoscenza del fatto che Ming Xuan era sposato con un figlio aveva deciso di accettare la sua corte e di partire con lui alla volta dell’occidente.
Zhou Ming Xuan (Zhang Xiang) socio in affari di Pan Jing Ting innamoratosi a prima vista di Yu Xiu Yun. Nonostante fosse sposato e avesse un figlio si era perdutamente innamorato di Yu Xiu Yun e aveva deciso di lasciare la Cina e fuggire con lei in occidente. Sfortunatamente la nave su cui viaggiavano lui e l’amante era naufragata e lui aveva lasciato il figlio orfano e la moglie in difficoltà economiche.
Chong Yang/Xiao Ta Pi figlio di Zhou Ming Xuan adottato da Yu Benxiao dopo la morte del padre per via delle difficoltà economiche affrontate dalla sua famiglia.
Cao A’Ning (Wen Xi) nuova governante della Residenza Yu. In realtà la sua identità è stata assunta da Ye Liang Yin in missione negli anni ’20 per recuperare un oggetto da vendere alla casa d’aste.
Gu Zhi Qian (Fei Qi Ming) autore del dipinto “Radura Autunnale” realizzato su un pezzo di seta grezza di Liangzhu appartenuto a Qin Zi Yi. Era l’erede della facoltosa famiglia Gu di Gusu trovatosi improvvisamente in difficoltà economiche dopo il crollo della sua famiglia e morto di depressione non essendo mai riuscito a superare l’esame imperiale. I suoi dipinti erano molto raffinati ma, per via della sua triste storia, erano considerati sfortunati quindi nessuno della sua epoca li voleva comprare.
Wei Wei (Li Shu Man) cortigiana che Gu Zhi Qian incontra per caso mentre tenta di sfuggire al padre e che si innamora a prima vista di lui.
Zhao Wan Li (Yu Jin Wei) erudito vissuto 100 anni dopo Gu Zhi Qian che entra in possesso di un incompleto “Radura Autunnale” ed, attraverso il dipinto, inizia a comunicare con il pittore originale stingendo con lui una profonda amicizia.
Ran Zhou Er (Liu Meng Meng) proprietaria della Taverna Sanqianzui da sempre innamorata di Zhao Wan Li che si prende cura di lui.
Lin Zhong (Ma Xiao Qian) artista che Bi Zhi, Su Bei Lu, Chun Ge, Ren Xiao Min e il Signor Dong conoscono durante la loro vacanza sull’isola Xiasha e che li ospita nella sua guesthouse in riva al mare.
Ye Liang Yin (Mao Xiao Hui) Capo banditore della Casa d’Aste Fusheng Hall.
Li Yun (Xu Ling Ruo) specialista della Casa d’Aste Fusheng Hall. È l’assistente di Ye Liang Yin.
Li specialista del team operativo della Fusheng Hall. Assiste Ye Liang Yin durante le operazioni di recupero delle opere d’arte nelle varie epoche storiche.
Shi Yi (Roy Wang) capo del team operativo della Fusheng Hall all’epoca dell’assunzione di Ye Liang Yin (10 anni prima). Aveva sedotto Ye Liang Yin per spingerla a rivelargli l’ubicazione del magazzino del 2005 e poter rubare la giada Dushan di Qin Zi Yi che ha poi cercato di rivendere in diverse epoche.
Tuan Zi cucciolo di labrador che Su Bei Lu adotta alla clinica veterinaria perché maltrattato dal padrone.
Personaggio Preferito: Su Bei Lu
È un giovane dal carattere profondamente ottimista, solare e resiliente.
Nonostante un’infanzia segnata dalla morte prematura dei genitori e da difficoltà che avrebbero potuto indurlo alla chiusura o al risentimento, riesce a conservare una spontaneità contagiosa e una fiducia sincera nella vita. Di fronte agli ostacoli non si abbatte né si rifugia nell’autocommiserazione, preferendo cercare soluzioni concrete e guardare avanti con determinazione.
Il suo lato più vulnerabile emerge nei ricordi legati alla nonna che lo ha cresciuto: si rimprovera spesso di non essere stato abbastanza affettuoso e comprensivo con lei, rendendosi conto solo adesso che le sue assenze erano il prezzo da pagare per gestire il piccolo negozio di alimentari che ha garantito loro la sopravvivenza e a lui la possibilità di laurearsi. Questo senso di rimpianto contribuisce a far percepire il suo personaggio come estremamente umano e profondamente empatico.
Generoso e sensibile, dimostra il proprio valore tanto nei gesti quanto nelle relazioni: salva il cucciolo di labrador Tuan Zi da un padrone violento e si rivela un amico leale, offrendo la propria amicizia al timido e impacciato Chun Ge quando nessun altro lo faceva, cosa che ha aiutato l’amico a crescere e a credere in se stesso.
Anche per Bi Zhi rappresenta una presenza preziosa, capace di ampliare i suoi orizzonti emotivi, alleviarne la disillusione e guidarlo fuori dalla profonda condizione di perdita in cui era sprofondato dopo la morte di Qin Zi Yi.
Personaggio S-Preferito: Manager Bao
È una figura autoritaria e sgradevole, caratterizzata da una marcata mania di controllo e da un atteggiamento puntiglioso e gretto che lo rende incapace di empatia. Ossessionato dalle regole e dalla disciplina, punisce sistematicamente i protagonisti anche per infrazioni minime come lievi ritardi, dimostrando una gestione rigida e punitiva della clinica veterinaria.
La sua meschinità emerge in modo evidente quando licenzia Su Bei Lu, colpevole unicamente di aver mostrato un’eccessiva schiettezza nel denunciare i maltrattamenti inflitti a Tuan Zi dal suo ex padrone, preferendo tutelare un’apparente correttezza formale piuttosto che la giustizia o il benessere animale.
Anche di fronte a una mole di lavoro insostenibile, che mette in difficoltà l’intero staff medico, si dimostra incapace di assumersi responsabilità reali: invece di offrire soluzioni concrete, scarica il peso su veterinari e collaboratori e, quando si trova costretto a riassumere Su Bei Lu, tenta di contrattare al ribasso il suo stipendio nell’interesse esclusivo della clinica.
La sua natura opportunistica e servile emerge con ancora maggiore chiarezza nell’arco narrativo di Magic Sword Sky, dove appare come un membro della malvagia Setta Tianlong: qui, dopo aver tentato di eliminare i protagonisti, si piega immediatamente alla superiorità di Chun Ge, abbandonando ogni arroganza e agendo con deferenza, rivelandosi un personaggio privo di vera forza morale e guidato unicamente dalla convenienza.
POTREBBERO PIACERTI ANCHE:
- CROSS FIRE
- AN ANCIENT LOVE SONG
- MOBIUS
- THE SEVEN RELIC OF ILL OMEN
- TWELVE LETTERS
Grazie per essere arrivato/a fino a qui!
Spero che il mio articolo ti sia piaciuto. Se apprezzi i miei contenuti e vuoi supportarmi, offrimi un caffé☕