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Recensione del Drama Cinese My Page in the 90s (2026) | Trama e Finale

Alessandra
Recensione del Drama Cinese My Page in the 90s (2026) | Trama e Finale

Locandina di My Page in the 90s - Courtesy of Tencent Video

    di My Page in the 90s - Locandina

    Dettagli

    VALUTAZIONE: (6.5/10)

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    TITLOLO ORIGINALE: 突然的喜欢 – Túrán de xǐhuān

    ANNO: 2026

    EPISODI: 24

    DURATA: 39’

    REGIA: Lin Zi Ping

    SCENEGGIATURA: Huang Lei

    AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Zhang Xiao Xian (再见野鼬鼠 - Goodbye Wild Weasel)

    IN BREVE

    1. Cosa aspettarsi: My Page in the 90s è un drama romantico con l'espediente della trasmigrazione, in cui una protagonista disillusa e apparentemente immune alle logiche sentimentali classiche, per un capriccio del destino, si trova a dover vincere i favori del protagonista di un romanzo d’amore del 1999, nei cui confronti finisce per sviluppare un attaccamento inatteso.
    2. Punti di forza: la storia d’amore principale (ma anche quella secondaria) coinvolgente, i divertenti momenti comici, il finale consolatorio.
    3. Punti deboli: la trama imprenditoriale debole, l'abuso dei soliti cliché romantici, il finale trascinato.
    4. Consigliato se ti piacciono: Chen Xian Xu e Wang Yu Wen, i drama con il gioco degli equivoci e i classici cliché delle serie romantiche, le storie leggere con l’elemento della trasmigrazione.
    5. Lo rivedrei? Sì, come visione leggera tra un drama serio e l’altro.
      Continua a leggere per capire se vale la pena vedere questo drama.

    My Page in the 90s si presenta come un racconto sospeso tra finzione e realtà, in cui prende forma la storia d’amore dei protagonisti: una relazione nata per necessità, tra ironia e diffidenza, che si trasforma gradualmente in un sentimento più profondo, attraversato alternativamente da momenti di dolcezza e di malinconia. Il drama riesce a lasciare un’impronta emotiva sincera e autentica costruendo un legame sentimentale che riesce a coinvolgere nonostante la fragile cornice narrativa in cui è inserito.

    In questa recensione di My Page in the 90s esplorerò proprio questa dualità: da un lato i limiti strutturali, dall’altro la capacità di evocare emozioni intense che toccano e commuovono.

    "Non aspettare sempre il momento perfetto. Io credo... che il tempismo sia più importante della riuscita. Apprezza il presente. In realtà, ogni momento è il momento perfetto."

    Lin Huan Er

    Trama

    Lin Huan Er è una consulente sentimentale che lavora come streamer per un’emittente televisiva.

    Durante una diretta in cui demolisce le dinamiche amorose ormai datate del romanzo del 1999 Goodbye Wild Weasel, si ritrova improvvisamente catapultata all’interno del racconto. Per poter tornare alla propria realtà, dovrà far innamorare di sé il protagonista maschile, l’impassibile Gao Hai Ming, fino ad ottenere da lui una dichiarazione ufficiale.

    Ha così inizio una complicata sfida: Lin Huan Er deve mettere in atto tutte le strategie romantiche di cui è a conoscenza per conquistare il freddo e scostante CEO, senza però alterare la trama del libro o rivelarne dettagli agli altri personaggi, pena un immediato ritorno indietro nel tempo al momento precedente l’alterazione.

    Lavorando fianco a fianco con Gao Hai Ming e aiutandolo a raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi professionali per guadagnarne la stima, Lin Huan Er comincia lentamente ad affezionarsi a lui.

    Quella che inizialmente era una missione diventa un sentimento autentico: la vicinanza quotidiana incrina le sue certezze e l’idea di tornare al 2025 perde progressivamente attrattiva, spingendola a cercare di rimandare il momento della dichiarazione, consapevole che quella confessione segnerebbe la fine della sua permanenza.

    La realizzazione della conclusione è però inevitabile: Lin Huan Er è costretta, suo malgrado, a tornare nella sua epoca, lasciando Gao Hai Ming solo nel 1999, sospeso in una realtà che per lei è soltanto la pagina di un racconto.

    Curiosità: Cos'è il Wild Weasel che dà il titolo al romanzo?

    Recensione di My Page in the 90s - Gao Hai Ming e Lin Huan Er
    Gao Hai Ming e Lin Huan Er - Courtesy of Tencent Video

    Recensione del Drama My Page in the 90s (No Spoiler)

    My Page in the 90s è un drama moderno che si presenta come un racconto sospeso tra due mondi, dove il confine tra ciò che è scritto e ciò che viene vissuto si fa progressivamente più labile e dove la realtà si incrina e lascia filtrare una finzione perfetta, popolata da sentimenti più solidi del mondo che li ospita.

    È in questo spazio sospeso che prende forma un legame che nasce tra ironia e resistenza, si sviluppa attraverso attrazioni inattese e piccoli stratagemmi, e si approfondisce fino a trasformarsi in qualcosa di doloroso. Tra momenti di leggerezza, improvvisi slanci romantici e scene cariche di malinconia, il drama costruisce un percorso sentimentale che riesce a coinvolgere anche quando la cornice narrativa mostra i suoi limiti.

    Più che raccontare una storia, My Page in the 90s invita lo spettatore ad attraversare una serie di emozioni, lasciando addosso la sensazione di un’esperienza coinvolgente e intensa, che trova nell’amore — e nella sua inevitabile impermanenza — il suo centro più autentico.

    Trama

    La trama si presenta piuttosto semplice e in linea con la tipica struttura delle storie di trasmigrazione, ma pecca di una scarsa contestualizzazione: la protagonista viene catapultata all’interno di un romanzo che, in teoria, dovrebbe conoscere nei dettagli, ma che né lei né la messa in scena si premurano davvero di far conoscere allo spettatore. Ne deriva una sensazione di vaghezza generalizzata, come se i personaggi emergessero dal nulla, privi di un passato chiaramente delineato e di coordinate caratteriali solide.

    Questa mancanza di radicamento si riflette anche nella dimensione narrativa vera e propria, in cui emerge la figura di una protagonista che sembra adattarsi con sorprendente rapidità alla realtà fittizia di Goodbye Wild Weasel: dopo un'iniziale incapacità di ricordare nomi e informazioni fondamentali del romanzo, Lin Huan Er sembra, in seguito, muoversi con naturalezza in un mondo che fino a poco prima le era estraneo, intraprendendo un percorso lavorativo segnato da un’ascesa professionale fin troppo semplice, in cui il suo talento assume contorni quasi mistici, capaci di scavalcare gerarchie e buon senso.

    A fare da sfondo a questa strabiliante evoluzione personale c’è una trama imprenditoriale debole e fortemente semplificata, costruita più sulla retorica che su dinamiche realistiche, e che esiste soprattutto per sostenere l’immagine positiva dei protagonisti e favorire lo sviluppo della loro relazione attraverso ostacoli funzionali al loro avvicinamento.

    Storie d’Amore

    È solo sul piano sentimentale che il drama riesce a riscattarsi: la trama amorosa si distacca con decisione dal piattume del contesto imprenditoriale e si afferma come uno degli elementi più riusciti della serie. Lo sviluppo del rapporto tra i due protagonisti principali è punteggiato da astuzie sottili, colpi di scena efficaci e numerosi momenti di dolce romanticismo, capaci di restituire movimento e calore alla narrazione.

    Anche la storia d’amore secondaria, più discreta ma non meno sentita, contribuisce a questo equilibrio emotivo: pur priva del carisma della coppia centrale, la coppia secondaria attraversa alti e bassi che sanno affascinare e generare un sincero attaccamento emotivo.

    Recensione di My Page in the 90s - Hu Tie Han e Zhu Meng Meng
    Hu Tie Han e Zhu Meng Meng - Courtesy of Tencent Video

    Cast

    Il cast si è rivelato sorprendentemente capace di sostenere con convinzione una trama non sempre impeccabile e di dare corpo agli stereotipi del genere senza ridurli a semplici caricature. Insieme, gli interpreti sono riusciti a restituire spessore emotivo a un racconto che trova nei legami e nelle relazioni la sua verità più sincera.

    Pur essendo al mio terzo drama consecutivo con Chen Xing Xu, devo dire che la sua presenza non è ancora riuscita a stancarmi: è vero, il suo ruolo sembra sempre gravitare attorno alla medesima figura — quella del CEO distante e imperscrutabile — ma è un archetipo che gli appartiene con naturalezza, tanto da potergli idealmente valere il titolo di “CEO Azzurro” dei drama cinesi. La sua recitazione alterna con misura momenti di composta austerità a improvvisi cedimenti di dolcezza, e proprio in questo equilibrio tra controllo e abbandono trova la sua cifra più autentica.

    Wang Yu Wen, dal canto suo, continua a confermarsi una presenza magnetica: infonde nei suoi personaggi carisma, spontaneità e una sottile vena anticonformista che avevo già amato ai tempi di The Chan’An Youth, dove recitava al fianco di Wu Xi Ze.

    Anche Zeng Meng Xue e Ma Si Chao — quest’ultimo nuovamente accanto a Chen Xing Xu dopo Love Between Lines — pur senza interpretare ruoli dirompenti riescono a conquistare lo spettatore con una dolcezza disarmante, fatta di timidezza e semplicità.

    Notevoli anche le prove di Wang Ce, intenso nel ruolo del padre rigido e inflessibile, e di Yu Xiang, che tratteggia un fidanzato calcolatore e ambiguo, particolarmente credibile nelle scene di inganno e follia.

    Infine, Zhao Qian dona al personaggio della madre del protagonista una vulnerabilità disillusa e profonda, capace di lasciare un segno silenzioso nella narrazione.

    Aspetti visivi e colonna sonora

    Le ambientazioni di My Page in the 90s, con i loro colori vivaci e gli edifici attuali ma non eccessivamente avveniristici, cercano di evocare un inizio millennio sospeso tra nostalgia e modernità imminente. Alcuni oggetti di scena, collocati ad arte, riescono davvero a suggerire quell’epoca di transizione, fatta di sogni ancora analogici e promesse digitali appena accolte. Eppure, per chi quegli anni li ha attraversati — seppur da una prospettiva geografica diversa — permane una sottile sensazione di incoerenza, un dettaglio fuori posto che incrina l’illusione: forse l’uso fin troppo disinvolto dei dispositivi mobili e della rete, forse la presenza diffusa di automobili eccessivamente lussuose, elementi che restituiscono un’immagine leggermente patinata e anacronistica di quel tempo.

    Anche i costumi contribuiscono a questa percezione: gli abiti femminili appaiono talvolta troppo ricercati per una commedia la cui protagonista, pur frequentando ambienti privilegiati, non viene delineata come una vera e propria fashionista. Ancora una volta, risultano più coerenti e convincenti i costumi maschili, meno ambiziosi ma più credibili nella loro semplicità.

    Dal punto di vista registico, invece, emerge una certa ricercatezza: le inquadrature sono studiate con attenzione e la scelta delle location conferisce al racconto una certa solidità interna, capace di valorizzare anche i momenti più ordinari.

    La colonna sonora, come consuetudine per questo genere di serie, si muove sulle note del romanticismo, con melodie lente e appassionate; spiccano tuttavia le sonorità meno convenzionali del tema principale 梦的边界 (The Boundaries of Dreams), che aggiungono una sfumatura più allegra e scanzonata al racconto. L’uso della musica appare nel complesso misurato e coerente, accompagnando le scene senza sovrastarle, come un’eco emotiva che amplifica — senza forzare — ciò che accade sullo schermo.

    Recensione di My Page in the 90s - Gao Hai Ming e Lin Huan Er
    Gao Hai Ming e Lin Huan Er - Courtesy of Tencent Video

    ATTENZIONE!
    DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.

    Recensione del Drama My Page in the 90s (Spoiler)

    Cosa Funziona: le Storie d’Amore

    La trama amorosa si impone come uno degli aspetti più riusciti di My Page in the 90s, rivelandosi più viva, coinvolgente e narrativamente generosa della trama imprenditoriale. Ciò al netto delle inutili “challenge” imposte dal sistema a Lin Huan Er — espedienti forzati e poco ispirati, come l’essere soccorsa dal ML o strappargli un bacio o persino i vestiti entro limiti di tempo prestabiliti — e dell’uso insistito di numerosi cliché romantici che, dato l’atteggiamento ironico e irriverente della FL nei confronti delle trame sentimentali, ci si aspetterebbe di vedere smontati o dileggiati, ma che invece vengono presentati e rispettati in modo pedissequo dagli sceneggiatori, come se la loro presenza fosse indispensabile a dimostrare che il disprezzo della protagonista (e di parte del pubblico) nei loro confronti sia infondato.

    Nonostante queste piccole sbavature, lo sviluppo del legame tra Lin Huan Er e Gao Hai Ming riesce comunque a trovare una sua dimensione autentica, costruendosi attraverso le piccole astuzie messe in atto dalla FL, un progressivo aumento della complicità tra i due e colpi di scena ben calibrati. Ne emerge un intreccio sentimentale punteggiato di momenti di comicità involontaria, di sincera preoccupazione e di dolce romanticismo, capace di restituire movimento a una narrazione che altrove fatica a trovare profondità e slancio.

    A differenza di Love Between Lines, questa volta anche la storia d'amore secondaria riesce a ritagliarsi uno spazio di autentica tenerezza, rivelandosi sorprendentemente coinvolgente.

    Pur privi del carisma magnetico della coppia principale, i protagonisti secondari costruiscono un legame fatto di esitazioni, slanci e fragilità che, episodio dopo episodio, riesce ad affascinare e a trascinare lo spettatore in un delicato turbinio di emozioni.

    I loro alti e bassi, più sommessi ma non meno intensi, conducono a un epilogo tragico con la morte di Hu Tie Han, un evento che irrompe nella narrazione con la forza di una ferita improvvisa. Il drama, tuttavia, non concede allo spettatore il tempo necessario per vivere davvero questo dolore e metabolizzarlo fino in fondo: il ritorno di Lin Huan Er alla sua realtà spezza bruscamente il filo emotivo, lasciando quella perdita sospesa, come l’eco lontano di una realtà che sembra non avere più alcun legame con la vicenda narrata.

    Recensione di My Page in the 90s - Gao Hai Ming
    Gao Hai Ming - Courtesy of Tencent Video

    Cosa non Funziona: la Contestualizzazione e la Trama Imprenditoriale

    Uno degli aspetti più problematici di My Page in the 90s è la scarsa contestualizzazione del racconto. È vero che la protagonista viene catapultata all’interno di un romanzo di cui, almeno in teoria, lei conosce tutti i particolari, tuttavia né lei né gli sceneggiatori si preoccupano davvero di trasmettere queste informazioni allo spettatore. Il risultato è una narrazione che dà spesso l’impressione di muoversi come su un palco, popolato da personaggi che emergono dal dietro le quinte, ma sono privi di un passato chiaramente delineato e di una complessità interiore ben definita. Questa mancanza di coordinate rende difficile orientarsi nella storia e indebolisce il coinvolgimento emotivo, lasciando chi guarda con la costante sensazione di osservare personaggi di cui vengono mostrate le reazioni, ma non i pensieri da cui scaturiscono.

    Un altro difetto cruciale del drama è la presenza di una trama imprenditoriale di una noia mortale, in cui accordi e rivalità commerciali vengono ridotti a un teatrino prevedibile e privo di reale tensione. Le dinamiche economiche sono semplificate fino all’osso, così che i loro sviluppi finiscono per seguire esclusivamente le esigenze della narrazione, creando ostacoli funzionali ad avvicinare il protagonista maschile alla protagonista femminile e ad accrescere la stima di lui nei confronti di lei, anche sul piano professionale.

    A questo impianto già debole si aggiungono anche alcune sequenze connotate da una forte retorica femminista e populista che sembrano voler travisare le finalità naturalmente lucrative della società del ML in chiave di sviluppo sociale e tecnologico. Un intento certamente mirato a elevare il carattere del protagonista, ma che finisce per appesantire ulteriormente la narrazione e, a tratti, per renderla persino irritante.

    Il risultato complessivo è un mondo economico idealizzato, senza attrito e privo di credibilità, che esiste unicamente per mettere in buona luce le capacità lavorative dei protagonisti e servire la romantica inevitabilità del copione.

    A peggiorare il tutto interviene la parabola professionale della protagonista, che nel giro di pochi episodi passa dall’anonimato grigio di un’impiegata qualunque al ruolo improbabile di unica referente PR per due delle principali società di import della città, sfiorando il ridicolo con una serietà quasi commovente.

    All’inizio, va riconosciuto, gli sceneggiatori mostrano almeno la decenza di giustificare questa ascesa miracolosa con l’attribuzione di un “boost” fornito dal sistema, un intervento esterno che giustifica l’eccezione. Con il procedere della trama, però, ogni necessità di spiegazione appare superflua e i successi professionali della FL vengono ricondotti esclusivamente al suo talento impareggiabile, trasformato in una forza mistica capace di decifrare il mercato, scavalcare le gerarchie aziendali e travalicare il buon senso.

    Verso il finale, inoltre, la storia sembra insistere un po’ troppo sulla mutata prospettiva della FL, ricorrendo a espedienti che dilatano il racconto oltre il necessario. L’atteggiamento elusivo della protagonista, teso a rimandare la dichiarazione del protagonista maschile, e l’amnesia improvvisa di lui, imposta dal sistema come ulteriore ostacolo, introducono una sospensione artificiale che finisce per incrinare la naturalezza della narrazione.

    Se da un lato questi stratagemmi appaiono coerenti con il desiderio profondo di Lin Huan Er di non separarsi dall’uomo che ha imparato ad amare, dall’altro tradiscono una certa forzatura narrativa, come se la storia temesse di giungere al proprio compimento e scegliesse di trattenersi un istante di troppo. Il risultato è una tensione che non nasce più spontaneamente dai personaggi, ma dalla necessità di prolungare l’attesa, lasciando nello spettatore una lieve sensazione di artificio laddove prima pulsava autenticità.

    Finale

    Il finale si inscrive nella prassi ormai consolidata delle storie di trasmigrazione, richiamando da vicino l’esito già visto in Returning Pearl, ma volendo anche in A Dream Within a Dream: la minaccia in base alla quale se la protagonista non completerà la missione tornando nella sua realtà entro un tempo prestabilito, il mondo di Goodbye Wild Weasel collasserà su se stesso trascinando nell’oblio tutti i personaggi che lo abitano.

    In My Page in the 90s questa conclusione sembra non lasciare spazio a deviazioni o finali alternativi: Lin Huan Er fa ritorno al 2025, mentre Gao Hai Ming resta confinato nella solitudine silenziosa del romanzo.

    È un addio che sembra definitivo, carico di malinconia e di rimpianti, ma solo per il tempo di un respiro narrativo. L’ultimo colpo di scena — in realtà anticipato fin dal primo episodio — ribalta infatti l’epilogo: Gao Hai Ming riesce, in modo tanto inatteso quanto inspiegato, a varcare il confine tra le dimensioni e a riunirsi con Lin Huan Er.

    Come da tradizione gli sceneggiatori si sottraggono a ogni chiarimento (liquidando il prodigio come “un’altra storia”) e lasciano che sia il sentimento (e l’indulgenza dello spettatore), più che la logica, a suggellare il ricongiungimento finale dei protagonisti.

    Questo epilogo risulta comunque un po’ più originale rispetto a quello di drama omologhi, lasciando una vaga sensazione di novità che rende il pubblico meno critico nei confronti dell’ennesima trama di trasmigrazione somministratagli negli ultimi anni.

    Recensione di My Page in the 90s - Gao Hai Ming
    Gao Hai Ming - Courtesy of Tencent Video

    Personaggi e Cast

    Personaggi Principali

    Lin Huan Er (Wang Yu Wen) streamer dei giorni nostri che, durante una live sul romanzo degli anni ’90 Goodbye Wild Weasel, si ritrova improvvisamente risucchiata nella storia e scopre di poterne uscire solo facendo innamorare di sè il protagonista maschile. Nonostante la sua avversione per i clichè romantici, utilizzerà tutte i mezzi a sua disposizione per affascinare Gao Hai Ming, per poi scoprire di essersi innamorata a sua volta del freddo CEO e di non voler rinunciare a lui.

    Gao Hai Ming (Chen Xing Xu) General Manager del Gruppo Letao, società di importazione di prodotti destinati al pubblico femminile, ironicamente ribattezzato dai concorrenti il “Re degli Assorbenti” per via del suo atteggiamento moderno nei confronti di questi prodotti. Si innamorerà della franchezza e della determinazione di Lin Huan Er, tanto da non rassegnarsi a rinunciare a lei neanche dopo il ritorno della ragazza nel 2025.

    Zhu Meng Meng (Zeng Meng Xue) amica d’infanzia di Lin Huan Er. È una ricca figlia di papà ed è la fumettista autrice dell’albo di successo Star and Firefly. In seguito grazie al supporto dell’amica e del suo amore di lunga data Hu Tie Han riuscirà a sfondare nel mondo della musica vincendo un concorso canoro.

    Hu Tie Han (Ma Si Chao) compagno di scuola di Lin Huan Er, Zhu Meng Meng e Ou Xiao Jue e amico di Gao Hai Ming. È un poliziotto della Stradale di Bozhou che ha rinunciato al suo sogno di diventare detective per non impensierire la madre dopo la morte in servizio del padre poliziotto. È da sempre innamorato di Zhu Meng Meng, ma non si è mai voluto dichiarare per via delle sue umili origini non sospettando che anche lei lo amasse dai tempi della scuola.

    Personaggi Secondari

    Lin Le Er, sorella minore di Lin Huan Er. È una ragazzina sveglia e in gamba molto legata alla sorella che la aiuterà a vincere definitivamante l’affetto di Gao Hai Ming.

    Ou Xiao Jue (Yu Xiang) fidanzato storico di Lin Huan Er e amico di vecchia data di Zhu Meng Meng e di Hu Tie Han. È da anni in Inghilterra a spese dalla fidanzata e, oltre ad aver abbandonato gli studi, la tradisce con l’erede di una ricca famiglia cinese di cui spera di ottenere i favori. Alla fine Lin Huan Er lo smaschererà, allontanandosi definitivamente da lui.

    Cheng Die En (Ding Ran) amica di Gao Hai Ming e fidanzata di Ou Xiao Jue da 3 anni. È una designer che ha conosciuto Ou Xiao Jue durante i suoi studi in Inghilterra e che progetta di sposarlo non appena tornati in patria. Grazie a Lin Huan Er scopre il vero carattere del fidanzato e lo lascia prima che sia troppo tardi.

    Qiu Zi, Zi Qiang e Zhou Yuan compagni di classe di Lin Huan Er, Ou Xiao Jue, Zhu Meng Meng e Hu Tie Han.

    Gao Ming Shan (Wang Ce) Presidente della Letao e severo padre di Gao Hai Ming. Ha sempre nutrito grosse aspettative nei confronti del figlio pensando che avrebbe guidato la società di famiglia nella direzione da lui tracciata, ma rimane molto contrariato quando il figlio cerca di implementare il proprio marchio di prodotti femminili e rinuncia a un’unione di convenienza con Xie Wan Jun. Nonostante inizialmene renda la vita difficile a Lin Huan Er, alla fine, anche per il bene della moglie, decide di assecondare i desideri del figlio.

    Mei Yun Zhi (Zhao Qian) madre di Gao Hai Ming. È una donna molto fragile e disillusa che ha sempre cercato di accontentare il marito nonostante la scarsa considerazione dell’uomo. Si sente terribilmente in colpa nei confronti del figlio per il tentativo di suicidio che è quasi costato la vita a entrambi ed è estremamente contenta di vedere Hai Ming sinceramente innamorato di Lin Huan Er.

    Signora Fang e Signor Lu domestici di casa Gao.

    Luo Zhou/Xiao Luo (Wang Han Wen) assistente personale di Gao Hai Ming.

    Signor Li (Zhao Yan Song) membro senior del Consiglio di Amministrazione della Letao e amico di famiglia di Gao Hai Ming. Nonostante l’apparente sostengo che dimostra al ragazzo in realtà cerca in tutti i modo di boicottare la nuova linea produttiva da lui implementata.

    Dottoressa Wei Da Zhuang, chimica esperta in polimeri ed ex ricercatrice del Chuantu Institute che Gao Hai Ming assolda per lo sviluppo della nuova linea di prodotti femminili che vuole lanciare.

    Wei Da Qiang (Yang Kai Cheng) fratello maggiore di Wei Da Zhuang, appassionato di motociclette e proprietario del B&B We Strong.

    Zhao Jia, Qian Bing e Sun Yi colleghi di Lin Huan Er alla Letao.

    Signor Xie (He Yong Sheng) Presidente della Fuchuang Company, principale società nazionale di distrubuzione di prodotti esteri e futuro partner commerciale della Letao.

    Xie Wan Jun (Mi Zhuo Qing) figlia del Signor Xie, da tempo segretamente innamorata di Gao Hai Ming. Per evitare di sposarla Hai Ming si servirà in più occasioni della collaborazione volontaria e involontaria di Lin Huan Er.

    Fang Yuan (Leng Hai Ming) direttore dell’agenzia di pubbliche relazioni Yunsheng in cui viene assunta Lin Huan Er e che si occupa della comunicazione della Letao e della Fuchuang.

    Xiang Ling Ling (Yu Xin He) responsabile dell’ufficio Pubbliche Relazioni della Yunsheng e irascibile capo di Lin Huan Er.

    Wang Zhen, collega di Lin Huan Er alla Yunsheng.

    Ceng Qi Feng (Wang Ya Chao) Direttore Generale della società per cui lavora la Lin Huan Er nel 2025.

    Ai Qing (Du Yu Chen) streamer dei giorni nostri, collega e rivale di Lin Huan Er.

    Recensione di My Page in the 90s - Ou Xiao Jue
    Ou Xiao Jue - Courtesy of Tencent Video

    Personaggio Preferito: Gao Hai Ming

    Si presenta come un uomo imperscutabile e riservato, avvolto da un’aura di distacco che sembra tenerlo al riparo da ogni coinvolgimento emotivo. Eppure, sotto quella superficie controllata, si cela un’anima profondamente umana, segnata da un’infanzia tutt’altro che spensierata.

    Unico erede della fortuna paterna, è cresciuto sotto una pressione costante, modellato fin da bambino per diventare un leader carismatico e un imprenditore impeccabile, costretto a reprimere fragilità e incertezze.

    Il trauma del tentato suicidio della madre — gettatasi in mare con lui ancora piccolo tra le braccia — ha inciso in modo indelebile sulla sua sensibilità, lasciandogli una paura dell’acqua che riaffiora con violenza nei momenti di crisi. Eppure, quando crede che Lin Huan Er sia in pericolo, non esita a lanciarsi in mare pur non sapendo nuotare: un gesto istintivo che rivela la genuinità e la profondità dei suoi sentimenti per lei.

    La costruzione di aeromodelli è la sua unica, segreta valvola di sfogo: un’attività paziente e meticolosa che gli permette di ritrovare l’equilibrio e di alleggerire il peso delle aspettative che quotidianamente gravano sulle sue spalle.

    È un imprenditore moderno e visionario, disposto a esplorare nuovi mercati e a trattare senza imbarazzo temi considerati tabù, come i prodotti per l’igiene femminile — una scelta che lo pone spesso in contrasto con il padre e con un consiglio d’amministrazione ancorato a logiche conservative. Ma è proprio questa capacità di guardare oltre che ne definisce l’elvata statura morale e professionale.

    In amore, dietro la riservatezza iniziale, si rivela un uomo tenero e appassionato, disposto a gesti che sfiorano la poesia pur di rendere felice la persona amata: come il viaggio a Como, durante una trasferta in Italia, per acquistare uno scatolone di “Aria del Destino”, l’aria della romantica località lacustre da regalare a Lin Huan Er come promessa di condividere con lei lo stesso respiro in ogni momento della loro vita.

    E il fatto che riesca, con forza di volontà incrollabile, a trovare il modo di raggiungere l’amata nel 2025 è forse la prova più luminosa della sua costanza: dimostra che è un uomo in grado di amare con determinazione e che, quando sceglie qualcuno, lo fa senza esitazioni e senza ritorno.

    Personaggio S-Preferito: Ou Xiao Jue

    È senza dubbio uno dei personaggi più detestabili del drama, incarnazione di un’ambizione priva di scrupoli e di un egoismo che si spinge fino alla crudeltà.

    Subdolo e calcolatore, è disposto a sacrificare chiunque pur di inseguire la fama e la ricchezza a cui aspira.

    Durante il suo viaggio-studio in Inghilterra si fa impunemente mantenere da Lin Huan Er, costringendola a fare più lavori per guadagnare a sufficienza e a discutere spesso con il padre per via di questa scelta, salvo poi farsi espellere dal college per gli scarsi risultati accademici. Nello stesso periodo, avvicina strategicamente Cheng Die En, erede di una ricca famiglia cinese, nella speranza di assicurarsi un futuro più conveniente.

    Tornato in patria, arriva a chiedere a Lin Huan Er di simulare una rottura per poter ufficializzare il fidanzamento con Cheng Die En e sfruttarne le conoscenze per ottenere una posizione lavorativa prestigiosa.

    Non pago, accusa pubblicamente Lin Huan Er di infedeltà e opportunismo per ripulire la propria immagine, mentre manipola Cheng Die En facendosi concedere un prestito con il pretesto di dover pagare le cure mediche del padre — denaro che utilizza in realtà per liberarsi di ogni debito materiale e morale verso l’ex fidanzata.

    Dopo essere stato smascherato, mostra il culmine della sua bassezza rapendo Lin Le Er e reagendo violentemente contro Lin Huan Er, giunta sul posto per salvare la sorella, finendo per mandare in ospedale Gao Hai Ming, intervenuto per proteggere le ragazze.

    Se inizialmente poteva contendersi il titolo di personaggio peggiore con Gao Ming Shan, il ravvedimento di quest’ultimo non trova alcun equivalente in Ou Xiao Jue, che rimane fino all’ultimo impermeabile a ogni forma di pentimento e, apparentemente, di umanità.


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