Recensione del Drama Cinese Mobius (2025) | Trama e Cast
Locandina di Mobius - Courtesy of iQIYI
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DettagliVALUTAZIONE: (8/10)
TITLOLO ORIGINALE: 不眠日 – Bùmián rì ANNO: 2025 EPISODI: 16 DURATA: 45’ REGIA: Liu Zhang Mu SCENEGGIATURA: Bi Qiang, Jiang Wu Ji AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Zhang Xiao Mao (逆时侦查组 – Reverse Time Investigation Team) |
IN BREVE
- Cosa aspettarsi: grazie alla sua trama a cavallo tra il thriller psicologico e il film d'azione fantascentifico, Mobius si presenta come un esperimento ambizioso e intrigante, capace di mescolare analisi introspettiva, mistero e una narrazione circolare che sembra riscrivere ogni volta le regole del gioco. Il mix tra un assassino inafferrabile, un poliziotto in possesso di un'abilità particolare e un'ambigua sperimentazione farmacologica rendono la storia appassionante e l'epilogo tutt'altro che scontato.
- Punti di forza: la confezione visiva di altissima qualità, la coinvolgente trama d’azione, l'antagonista scaltro e sfuggente.
- Punti deboli: la trama romantica debole, le scene d'azione a volte fin troppo sopra le righe, la cattiva gestione del loop temorale nella parte centrale del drama.
- Consigliato se ti piacciono: la prestanza fisica di Bai Jing Ting, le storie che privilegiano l’azione al romanticismo, i thriller e le detective stories con elementi fantascientifici, le panoramiche mozzafiato delle grandi metropoli cinesi.
- Lo rivedrei? Sì, se volessi un drama breve e d'azione.
Continua a leggere per scoprire quali aspetti rendono questa serie davvero imperdibile!
Con il suo stile visivo elegante e il suo ritmo volutamente ipnotico, Mobius si muove con disinvoltura fra thriller psicologico e fantascienza, creando aspettative e tensione. L’ottimo Bai Jing Ting riesce a trasmettere la vulnerabilità controllata di un protagonista intrappolato in un loop temporale in cui ogni scelta sembra quella sbagliata e in cui ogni reset diventa il tassello di un puzzle che pare non ricomporsi mai.
In questa recensione di Mobius mi soffermerò non solo sulla trama, ma anche sull’interpretazione degli attori e sull’estetica complessiva per capire perché questa serie è riuscita ad incuriosire e affascinare gli spettatori.
“Il tempo perduto è impossibile da ritrovare.”
Trama
Ding Qi è un universitario che, dopo un’esperienza di pre-morte, ottiene improvvisamente il potere di percepire i loop temporali.
Scopre così che nel corso dell’anno alcuni giorni si ripetono per cinque volte, ricominciando da capo allo scoccare della mezzanotte, e lui è l’unico a ricordare cos’è accaduto durante tutte e cinque le ripetizioni del ciclo.
Per mettere a frutto questa sua abilità decide di diventare poliziotto e grazie ad essa riesce a risolvere i crimini più efferati raccogliendo gli indizi nel corso delle prime quattro giornate e utilizzandoli l’ultimo giorno per catturare i colpevoli.
Quando però viene incaricato di proteggere Mo Yuan Zhi, fondatore e Amministratore Delegato della società biomedica MOMA Group, dalle minacce di morte dell’assassino denominato Squid, inizia a sospettare di non essere il solo in grado di percepire i loop temporali.
A mano a mano che il ciclo si ripete, infatti, Deng Qi apprende particolari sempre più inquietanti sulla morte dei soci di maggioranza della società e sul passato di Mo Yuan Zhi, mentre cresce in lui la convinzione che qualcuno dotato dei suoi stessi poteri stia manipolando gli eventi.
Grazie all’aiuto della sua squadra e alla collaborazione di An Lan, ricercatrice del MOMA Group, il poliziotto riuscirà infine a svelare la vera identità di Squid, ma la sua carriera si troverà davanti a un bivio quando scoprirà di dover scegliere tra la sua vita e la sua abilità.
Recensione di Mobius (No Spoiler)
Fin dai primissimi teaser, Mobius ha catturato l’attenzione del pubblico con la promessa di qualcosa di diverso e particolare: un racconto enigmatico e intrigante, pronto a scardinare i ritmi rassicuranti e prevedibili dei drama tradizionali.
Le discussioni online si sono concentrate non solo attorno alla complessità dell’intreccio, ma anche all’interpretazione intensa e misurata di Bai Jing Ting, che torna a cimentarsi in un drama con loop temporale dopo il grande successo di Reset. Un ritorno che sa di sfida e di consacrazione, e che rende Mobius uno dei titoli più attesi e discussi dell'anno.
Trama e Sceneggiatura
Il soggetto, pur non originale, è sicuramente accattivamente per via del fatto che la ripetizione temporale è inserita in un contesto thriller e il protagonista è un poliziotto costantemente costretto ad interrogarsi sull’efficacia e sulla convenienza delle sue azioni e sull’accuratezza dei suoi ricordi al fine di elaborare la strategia giusta per catturare l’assassino.
La sceneggiatura, però, non sembra riuscire a sfruttare appieno il potenziale del time loop concentrando troppo la narrazione su un unico caso e rendendo la visione a tratti noiosa. C’è da sottolineare che le storie con cicli temporali sono già intrinsecamente ripetitive, quindi il fatto che gli autori non abbiano previsto di inserire altri casi casi criminali su cui spostare temporaneamente l’attenzione degli investigatori (e dello spettatore) mentre sono in corso le indagini sul caso principale è una pecca che ha diminuito un po’ lo slancio della serie, diluendo la tensione di alcuni episodi e facendo perdere incisività ad alcune rivelazioni e ad alcuni colpi di scena.
Al contrario, sotto il profilo poliziesco, il racconto si rivela piuttosto interessante e i personaggi piuttosto complessi, tanto che all’inizio risulta abbastanza difficile riuscire ad individuare chi è l’assassino e quali sono i suoi motivi. Questi ci vengono rivelati a poco a poco che la trama si dipana attraverso alcuni falshback che vengono mostrati molto spesso a inizio puntata, cosa che, a parer mio, rompe un po’ il ritmo della narrazione e interrompe la continuità tra gli episodi, ma che pare essere uno dei tratti stilistici distintivi della serie.
Un altro tratto stilistico distintivo di Mobius sono le spettacolari inquadrature panoramiche della città e le scene di spostamento in auto nei vari luoghi in cui avvengono i fatti principali del racconto. Nonostante le pecche della sceneggiatura, infatti, queste scene riescono a vivacizzare la narrazione donandole dinamicità e una parvenza di urgenza che distrae lo spettatore dal piattume della trama.
Ho apprezzato molto i tempi comici del drama che ho trovato perfettamente coerenti e inseriti in maniera oculata all’interno della narrazione. Infatti, pur trovandoci di fronte ad una serie poliziesca con una esposizione tensiva e, a tratti, drammatica, i momenti divertenti non sono mancati e hanno contribuito a risollevare l’attenzione dello spettatore spezzando un po’ la monotonia di una trama a volte fin troppo ripetitiva.
Storia d'Amore
Il romanticismo in Mobius è il grande assente, o meglio, è quella parte di sceneggiatura che è stata più trascurata e peggio concepita. La pseudo-storia d’amore tra Ding Qi e An Lan infatti emerge solo vagamente nel corso della narrazione, con accenni da parte dell’uno o dell’altro dei protagonisti, senza che però nessuno dei due prenda mai, seriamente, l’iniziativa e che la loro frequentazione esuli dalle indagini su Squid.
L’attrazione tra di loro è praticamente inesistente e il loro trasporto è pari a quello tra il ML qualunque altra sua collega tanto da sembrare che la loro relazione sia stata inserita per aggiungere un tocco di vivacità all’interno di una trama a tratti fin troppo lineare.
Oltretutto le scene romantiche tra i protagonisti appaiono sempre piatte e disposte casualmente all’interno della narrazione.
Cast
Quanto al cast, tranne rarissime eccezioni, l’ho trovato piuttosto convincente e ho apprezzato molto la sua interpretazione corale.
Bai Jing Ting è stato molto incisivo nei panni di Ding Qi e l’ho apprezzato sia nelle scene di azione che in quelle di investigazione pura (adoro anche la sua vena umoristica che ho amato molto anche in New Life Begins).
L’interpretazione di Janice Man mi ha lasciato, invece, qualche dubbio. Sebbene, infatti, si sia trovata a interpretare il ruolo della scienziata disillusa e piegata dalle tragedie occorse alla madre e all’amica, non mi è parsa molto espressiva tanto che non mi ha emozionato nemmeno nelle scene più toccanti. Inoltre il suo atteggiamento nei confronti del coprotagonista mi è parso piuttosto distaccato.
Sono rimasta favorevolmente impressionata dalla recitazione di Song Yang che ha dimostrato di saper interpretare alla perfezione una figura ambigua e con una vasta gamma di personalità come quella di Mo Yuan Zhi.
Parimenti mi è piaciuta molto la rappresentazione delicata e commovente di Feng Wan Qing offertaci da Fion Qian.
Menzione speciale per Chen Bao Yuan che ha reso il suo Duan Zheng una figura divertente ma allo stesso tempo emotivamente coinvolgente, rappresentando la spalla perfetta per Bai Jing Ting.
Aspetti visivi e colonna sonora
Sotto il profilo estetico, Mobius colpisce per la sua atmosfera elegante (tipica delle produzioni iQIYI) e straniante al tempo stesso. I colori e i materiali freddi — con una dominanza di blu e di grigio, di vetro e di cemento — creano un senso costante di solitudine e inquietudine, come se ogni scena fosse sospesa in un tempo idefinito. La regia gioca spesso con le simmetrie e con inquadrature volutamente sbilanciate, per trasmettere la confusione e l’instabilità di un protagonista intrappolato in una realtà che si ripete costantemente pur cambiando ogni volta.
Tra le riprese più riuscite ci sono le panoramiche cittadine, che alternano grattacieli illuminati, quartieri popolari labirintici, strade che sembrano infinite e silenzi sospesi nella notte. Questi scorci urbani non servono solo a collocare l’azione ma l’accompagnano, diventando un testimone silenzioso di ogni ciclo che si rinnova e si consuma. L’uso delle luci — a volte fredde e artificiali, altre più calde — accompagna con sensibilità i sentimenti dei personaggi, sottolineandone la manifestazione a volte calma e riflessiva, e altre volte impetuosa e devastante.
Anche la colonna sonora mi è piaciuta molto: è moderna, tesa e con richiami evidenti alle sonorità hip hop dei thriller americani e riesce a dare ritmo e spessore alle scene più concitate. Peccato che la stessa cura non sia stata riservata ai momenti romantici, dove all’improvviso — e in maniera del tutto forzata — parte una melodia romantica che spezza i dialoghi, azzerando in un colpo solo la tensione costruita fino a quel momento.
ATTENZIONE!
DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.
Recensione di Mobius (Spoiler)
Cosa Funziona
La Storia e il Tema della Sperimentazione Scientifica
Il drama dimostra di avere una rimarchevole solidità nella costruzione narrativa.
Anche se il loop temporale, a lungo andare, tende a generare una certa monotonia ad appesantire il ritmo, la struttura complessiva della storia resta coerente e ben organizzata. Nonostante la complessità del soggetto, la serie riesce a mantenere una buona chiarezza tra le diverse linee temporali, evitando di confondere lo spettatore.
L’unico vero elemento di disturbo sono i numerosi flashback: utilissimi per chiarire i risvolti più intricati della trama e dare profondità emotiva ai personaggi, sono talvolta inseriti in modo un po’ brusco, tanto da interrompere la tensione narrativa.
Un altro degli elementi che ho apprezzato di Mobius è stato il coraggio con cui la serie ha scelto di affrontare un tema complesso e controverso come la sperimentazione di farmaci genetici per la cura dei tumori.
È raro vedere un drama cinese mainstream concedere così tanto spazio a riflessioni etiche e scientifiche di questa portata, e Mobius lo fa con una sorprendente lucidità.
La narrazione non si limita a presentare la ricerca come un semplice espediente narrativo, ma ne esplora le implicazioni morali, le conseguenze sulla vita dei pazienti e il sottile confine tra progresso medico e ambizione personale. Pur senza trasformarsi in un dramma “a tema medico”, la serie riesce a suggerire interrogativi autentici sul valore della sperimentazione umana e sulla responsabilità di chi la conduce, aggiungendo profondità e spessore a una trama che, altrimenti, rischierebbe di ridursi al solo intreccio poliziesco.
Il Rapporto tra Ding Qi e i suoi Colleghi
Al contrario della inconsistenza che caratterizza la storia d’amore principale, ho trovato il cameratismo all’interno del team di Ding Qi sorprendentemente coinvolgente.
Sebbene il drama sia molto incentrato sul protagonista e sulle sue particolari capacità investigative, lui è sempre seguito e supportato dal suo gruppo di lavoro, primo tra tutti Duan Zheng. Insieme i due formano una coppia molto affiatata con un mix bilanciato di impulsività e saggezza che dà spessore alla narrazione.
Duan Zheng è una figura quasi paterna per Ding Qi: incarna quel tipo di autorità gentile che non impone, ma guida, alternando battute e rimproveri, con uno sguardo sempre attento alla salute mentale e fisica del suo allievo. Anche nei momenti in cui appare più sotto pressione, Ding Qi trova conforto nei consigli pratici e nella calma del suo collega e ha con lui delle interazioni credibili che aiutano a dare spessore alla relazione tra i due, fatta di fiducia e rispetto reciproco.
Questa intesa dà un ampio respiro emotivo alla serie, bilanciando l’aspetto più cerebrale del racconto con qualcosa di profondamente umano. Tra loop temporali e indagini intricate, le loro scene restano un punto fermo in mezzo al disordine e forse uno dei veri punti di forza di Mobius.
Cosa non Funziona
Il Ritmo Narrativo e le Scene d'Azione
Il maggior difetto di Mobius è il suo ritmo altalenante dovuto al fatto che la sceneggiatura ha sviluppato male il concetto di ripetizione ciclica degli avvenimenti.
L’idea del loop temporale, infatti, pur interessante sulla carta, ha finito per rallentare il ritmo e indebolire la tensione narrativa. Ogni reset cancella ciò che è successo in precedenza, svuotando di peso emotivo e drammatico molti eventi. Sapere che tutto si ripeterà rende difficile provare reale coinvolgimento: le decisioni dei personaggi perdono di urgenza e le loro conseguenze risultano transitorie (come la morte dell’intero team di Ding Qi alla fine dell’episodio 3).
Inoltre, il fatto che il “giorno decisivo”, quello in cui si gioca tutto e da cui non si torna indietro, sia il quinto, ha fatto sì che i quattro precedenti apparissero quasi superflui. Lo spettatore finisce per assistere a variazioni sullo stesso tema, consapevole che nulla di ciò che accade avrà un vero impatto. Così, invece di alimentare la suspense, la struttura a loop l’ha smorzata: l’attesa si è trasformata in una routine, e la tensione — che avrebbe dovuto crescere a ogni ciclo — si è diluita progressivamente, lasciando spazio a una sensazione di stasi.
Nel concreto, i primi tre episodi sono avvincenti e catturano l’attenzione dello spettatore con il loro ritmo serrato e la loro atmosfera tensiva. Tuttavia, dopo la scoperta che il 12 dicembre è un loop day, la pressione si allenta molto e iniziano a susseguirsi una serie di puntate in cui le rivelazioni e i nuovi personaggi aggiungono solo qualche tassello in più al puzzle, ma non contribuiscono ad aumentare l’interesse nei confronti dell’indagine (anche perché Squid non entra mai in azione). Solo verso le ultime puntate la trama ricomincia a scorrere per via del fatto che, essendo il quinto giorno, tutto ciò che doveva essere svelato è stato svelato e la storia deve giungere alla sua naturale conclusione.
Un altro aspetto di Mobius che mi ha lasciata un po’ perplessa è il fatto che alcune scene sembrano voler strizzare l’occhio alle produzioni americane, ma lo fanno in maniera talmente enfatica da risultare quasi eccessive. Tra sparatorie, dimostrazioni di forza e combattimenti corpo a corpo, la serie a tratti scivola in un’estetica volutamente spettacolare che rischia di apparire un po’ farsesca, quasi a voler ridicolizzare il genere o a voler catturare coercitivamente l’attenzione dello spettatore.
Alcuni esempi di quello che intendo sono i (ben due) conflitti a fuoco tra Ding Qi e i rapinatori della Fortune Bank, lo sparo in aria per allontanare i manifestanti nella puntata 3, la sparatoria tra il ML e Ye Kun dell’episodio 11 e la lotta tra il protagonista e Squid nella puntata finale.
Capisco il desiderio di rendere il racconto più moderno e dinamico, ma forse un pizzico di sobrietà in più — e una minore ostentazione della prestanza fisica del protagonista — avrebbe giovato al tono generale. La serie infatti dà il meglio di sé nei momenti più investigativi e introspettivi, quando riesce a far parlare l’atmosfera e la storia invece del rumore.
Questo punto è stato evidenziato anche da alcuni spettatori che hanno visto anche il drama Reset e hanno fatto un paragone tra questo e Mobius, sottolineando la superiorità narrativa del primo rispetto a quest’ultimo. A loro parere infatti, mentre in Reset l’intero castello narrativo era retto da una trama complessa e stratificata, in Mobius la storia è sviluppata intorno ad un concept poliziesco d’azione che non rende giustizia all’idea fantascientifica del loop temporale che, da sola, avrebbe potuto benissimo sostenere l’intero arco narrativo.
La Sottotrama Romantica
La sottotrama romantica, come già detto, risulta poco convincente e, a tratti, inutile. Nonostante l’impegno degli attori, il legame tra i due protagonisti appare forzato e poco organico rispetto allo sviluppo generale della storia. Manca quella scintilla di autentica passione che possa far credere davvero che tra loro ci sia qualcosa e a nulla vale il bacio che i due si scambiano nella puntata 12: la chimica tra i due personaggi è minima e, soprattutto, non emergono interessi o valori condivisi che giustifichino la loro attrazione.
La relazione sembra esistere più per necessità narrativa che per reale coerenza emotiva, apparentemente fondata sull’evento tragico che li lega — l’incidente che ha lasciato la madre di lei in coma. Pur essendo un punto di contatto drammatico, risulta troppo fragile per sostenere un’intera storyline romantica, che finisce così per scivolare ai margini, senza lasciare un vero impatto, ma anzi rendendo le interazioni tra i due quasi fastidiose.
La Coerenza Linguistica
Un ultimo appunto riguarda l’aspetto linguistico della serie. In alcuni momenti Mobius alterna improvvisamente il cantonese al mandarino, una scelta che può risultare interessante per il pubblico locale ma un po’ disorientante per gli spettatori internazionali, che si ritrovano spiazzati da questi passaggi non sempre giustificati dalla narrazione.
A ciò si aggiunge un dettaglio curioso: la protagonista mostra un’ottima pronuncia inglese, decisamente più naturale di quella di Maggie, la rappresentante della società americana Volly, che pure dovrebbe essere nata e cresciuta negli Stati Uniti. È un’inversione ironica che toglie un po’ di credibilità alle interazioni in lingua inglese, lasciando la sensazione di una preparazione linguistica degli attori non sempre ottimale.
Personaggi e Cast
Personaggi Principali
Ding Qi (Bai Jing Ting) poliziotto del Criminal Investigation Bureau di Hua Ao. Nel 2017, dopo la caduta accidentale nel lago dell’università dove studia, scopre di riuscire a percepire i loop temporali e di poter rivivere la stessa giornata per cinque volte dopo lo scoccare della mezzanotte.
An Lan (Janice Man) ricercatrice del MOMA Group e amica di Ding Qi. I due si sono conosciuti in occasione dell’investimento di sua madre perché l’investitore era un criminale in fuga a cui Ding Qi stava dando la caccia. È in cerca della sua amica Feng Wan Qing scomparsa anni prima dall’ospedale dove era in cura per un tumore spinale al quarto stadio.
Mo Yuan Zhi (Song Yang) Amministratore Delegato del MOMA Group, una delle maggiori compagnie biofarmaceutiche di Hua Ao impegnata nella sperimentazione dei nuovi farmaci biogenetici denominati RAN. È uno dei fondatori e degli azionisti di maggioranza della società e dopo la morte dei soci Han Song e Tang Shao Rong viene minacciato di morte dall’assassino chiamato Squid. Il suo lavoro di ricerca deriva dal desiderio di trovare una cura per il tumore spinale che gli ha portato via l’amata fidanzata Feng Wan Qing.
Personaggi Secondari
Huang Yuan, capo della prima divisione del Criminal Investigation Bureau di Hua Ao. Si è occupato delle morti di Han Song e Tang Shao Rong derubricandole a incidenti.
Yu Pei Shan (Luo Yan) sottoposta di Huang Yuan assegnata al caso di Squid.
Gu Song, sottoposto di Huang Yuan assegnato al caso di Squid.
Duang Zheng (Chen Bao Yuan) capo della quarta divisione del Criminal Investigation Bureau e superiore di Ding Qi
Fang Lu (Gladys Li) collega di Ding Qi e sottoposta di Duang Zheng assegnata al caso di Squid.
Da Kai (Xia Ming Hao) collega di Ding Qi e sottoposto di Duang Zheng assegnato al caso di Squid.
Wang Hao Xin, collega di Ding Qi e sottoposto di Duang Zheng assegnato al caso di Squid.
Han Song (Tai Bo) dirigente del MOMA Group, amico e collega di Tang Shao Rong. Muore fulminato il 25 ottobre 2024 (loop day) mentre fa esercizio in un parco vicino a casa.
Han Yu Fei (Song Jia Teng) figlio di Han Song. È un donnaiolo, dissoluto e festaiolo, ma dopo la morte del padre entra nel MOMA Group perchè vuole scoprire le ragioni della morte del genitore. È uno dei tre azionisti di maggioranza della società e vuole convincere Tang Xin e Yu Shi Ya a estromettere Mo Yuan Zhi dal consiglio d’amministrazione del MOMA Group.
Tang Shao Rong (Tang Xu) capo ricercatore del MOMA Group. Muore schiacciato da un’insegna luminosa mentre cammina per strada il 26 novembre 2024, giorno della rapina alla Fortune Bank e loop day.
Tang Xin (Cao Yang Mign Zhu) figlia di Tang Shao Rong. Lavora al MOMA Group come stagista e, dopo aver ereditato il pacchetto azionario del padre, diventa una dei tre azionisti di maggioranza della società. In realtà è la figlia che Jiang Yu Wen ha dato in adozione dopo la morte della moglie perché non riusciva ad occuparsene.
Yu Shi Ya (Baby Zhang) moglie di Mo Yuan Zhi. È la figlia del ricco investitore Yu Ying Hua ed è un’azionista del MOMA Group.
Feng Wan Qing (Fion Qian) amica di An Lan e referente di Mo Yuan Zhi durante il suo tirocinio in ospedale nel 2016. I due si innamoreranno ma lei dovrà trasferirsi all’hospice Mourn Vale Medical Center a causa del peggioramento del tumore spinale al quarto stadio che le è stato diagnosticato. Per via delle sue condizioni critiche accetta di sottoporsi ad una sperimentazione non autorizzata del farmaco RAN, ma la cura non funziona e lei muore lasciando Mo Yuan Zhi devastato.
Ye Kun/Feng Qi Ming (Han Li) fratello maggiore di Wan Qing. Nel 2008 è finito in carcere per aver partecipato ad una rissa in cui è rimasto gravemente ferito un suo compagno di scuola. Dopo essere uscito dal carcere, quindici anni dopo, ha preso in affitto un appartamento nel Mei’an building di Hua Ao e ha iniziato a lavorare come comparsa negli studi cinematografici della città. È il braccio armato di Squid.
Jiang Yu Wen (Li Yi Jun) supervisore e mentore di Mo Yuan Zhi durante il suo dottorato alla Ivy Bay University. È lui che inizia la sperimentazione non autorizzata sui pazienti dell’hospice Mourn Vale Medical Center e che somministra a Wan Qing il RAN. È anche un percettore di loop temporali ed è così che riesce a sfuggire alla vendetta di Mo Yuan Zhi per aver ucciso Feng Wan Qing testando su di lei il RAN.
Maggie (Aokbab Chutimon Chuengcharoensukying) rappresentante della società di capitale di rischio statunitense Volly. In realtà è la figlia che Jiang Yu Wen ha avuto da una connazionale negli Stati Uniti che lui ha aiutato a diventare ricca suggerendole investimenti proficui in borsa.
You Yu Xiang (Qian Yi) biologo, ricercatore di laboratorio ed ex professore associato della Ivy Bay University È stato demansionato per molestie online per aver accusato Mo Yuan Zhi di essere l’assassino del professor Jiang Yu Wen. Nel primo loop del 12 dicembre 2024 aggredisce Mo Yuan Zhi all’uscita della Ivy Bay University
Fu Jun (Tian Lei) tecnico del MOMA Group che tre mesi prima ha firmato una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro ma non ha ancora ricevuto l’incentivo all’esodo. Nel primo loop del 12 dicembre 2024 aggredisce Mo Yuan Zhi all’uscita della Ivy Bay University.
Zhao Shi Jie, cliente del MOMA Group. Il 12 dicembre 2024 (loop day) Mo Yuan Zhi deve partecipare al matrimonio di sua figlia Zhao Zi Xin con il ricco rampollo Liu Hao Tian.
Signora Cai (Xu Nan Nan) responsabile dell’ufficio risorse umane del MOMA Group.
Personaggio Preferito: Feng Wan Qing
È una ragazza solare, ottimista e sognatrice.
Ama molto il fratello e quando quest’ultimo viene incarcerato promette di aspettarlo e di prendersi cura della madre mentre lui è in prigione.
È un’ottima amica e farebbe di tutto per An Lan, tanto che si offre di finanziare con i suoi sudati risparmi il soggiorno-studio della ragazza negli Stati Uniti, quando scopre che l’amica non potrà beneficiare della borsa di studio promessale per questioni burocratiche.
Ama dipingere e lo fa anche nel corso della sua degenza in ospedale, per svagarsi nei brevi momenti di tregua dal dolore che le concede la sua malattia.
Conosce Mo Yuan Zhi quasi per caso, perché lei è una delle sue referenti durante il suo tirocinio in ospedale, e lui è l’unico a mostrarle un po’ di compassione e di vicinanza quando la vede distesa sul letto del nosocomio in preda all’agonia.
Sempre per caso, i due si innamorano e, mentre lui cerca in tutti i modi di velocizzare il perfezionamento dei farmaci genetici che sta sperimentando per poterla curare, lei lo rassicura, lo distrae e cerca di tirargli su il morale anche quando il suo lavoro sembra non progredire.
Fino all’ultimo cerca sempre di confortare tutti e di mostrarsi fiduciosa, assicurando loro di stare bene e tacendo il dolore sempre più insopportabile che prova a causa della sua malattia.
Quando alla fine decide di accettare di sottoporsi alla sperimentazione non autorizzata del farmaco RAN, lo fa semplicemente nella speranza di poter stare un po’ più a lungo con il suo amato e perché non sopporta di vederlo stare tutto il giorno a studiare dati in cerca di una cura per lei.
Personaggio S-Preferito: Jiang Yu Wen
È un uomo egoista e avido di successo che farebbe di tutto pur di ottenere i prestigiosi riconoscimenti scientifici cui ambisce, incluso sperimentare illegalmente il farmaco genetico che sta sviluppando sui pazienti terminali di un hospice solo per raccogliere dati che lo aiutino a progredire nella sua ricerca.
È talmente ossessionato dal suo lavoro da abbandonare una figlia avuta negli Stati Uniti e da dare in adozione la figlia legittima di pochi mesi, dopo la morte della moglie, per non doversene occupare.
Il suo unico obiettivo è quello di raggiungere il successo nella creazione di farmaci genetici, per questo ignora i suoi doveri accademici e rifiuta di fare da relatore ai suoi studenti a meno che questi non si dimostrino estremamente brillanti nella ricerca genetica.
È insensibile alla sofferenza dei malati alla cui guarigione dovrebbe dedicare i suoi sforzi, tanto da considerarli alla stregua di cavie da laboratorio e da rimproverare duramente Mo Yuan Zhi per essersi affezionato al soggetto di studio Feng Wan Qing.
Dimostra un’ultima volta la sua grettezza quando, dopo essersi reso conto degli effetti collaterali causati su di lui dal RAN, cerca di impadronirsi del MOMA Group eliminando Mo Yuan Zhi, e lo fa mandando avanti le sue figlie, tanto che quasi ci sentiamo di assolvere Squid per aver tentato di ucciderlo.
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