Recensione del Drama Cinese Love Beyond the Grave (2026) | Trama e Interpretazione del Finale
Locandina di Love Beyond the Grave - Courtesy of Tencent Video
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DettagliVALUTAZIONE: (6.5/10)
TITLOLO ORIGINALE: 白日提灯 - Bái rì tídēng ANNO: 2026 EPISODI: 40 DURATA: 40’ REGIA: Zoe Qin SCENEGGIATURA: Tang Qicen, Song Tang, Yu Zhancheng, Tang Song e Yang Ting AUTORE DELL'OPERA ORIGINALE: Li Qing Ran (白日提灯 - Carrying a Lantern in Broad Daylight) LUOGHI COMUNI RISPETTATI: 1 - 4 - 6 - 7 - 8 - 9 - 11 - 13 - 18 |
IN BREVE
- Cosa aspettarsi: Love Beyond the Grave è un drama fantastico dalle grandi ambizioni visive che, però, si regge su una trama piuttosto semplice e su una slow burn romance lenta e poco coinvolgente. Il cast si impegna nel tentativo di dare spessore al racconto e rendere più incisive le dinamiche tra i personaggi, ma questo sforzo non basta a colmare le lacune della sceneggiatura. La linearità dell'intreccio, unita alla lentezza e alle continue oscillazioni della relazione principale, finisce per smorzare il coinvolgimento, mentre gli effetti visivi non riescono a sostenere l’estetica a cui il drama sembra aspirare. Il risultato è una serie che intrattiene, ma che raramente riesce davvero a stupire.
- Punti forti: il soggetto interessante, l'ottimo cast, le situazioni create dal triangolo amoroso.
- Punti deboli: la lentezza della trama, la scarsa caratterizzazione dei personaggi secondari, la mancanza di contestualizzazione.
- Consigliato se ti piacciono: Dilraba Dilmurat, Chen Feiyu e Miles Wei, i drama fantasy con protagoniste forti e indipendenti, le slow burn romance, le trame politiche non troppo complesse.
- Lo rivedrei? Sì, ma solo perchè sono una fan assidua di Dilraba Dilmurat.
Continua a leggere per capire se questo drama fa per te.
Love Beyond the Grave è un drama che si muove sul fragile confine tra suggestione e melodramma: il suo mondo fatto di spiriti, ossessioni e legami impossibili, evoca un senso di malinconia, sospensione e costante anelito di qualcosa di irraggiungibile. È una storia che promette intensità emotiva e un immaginario visivamente potente, ma che spesso lascia addosso un’impressione più ambigua, fatta più di attesa che di appagamento.
In questa recensione, a serie finita, del drama Love Beyond the Grave cercherò proprio di analizzare questo doppio volto: da un lato le sue ambizioni estetiche e narrative, dall’altro i suoi limiti, per capire quanto questa serie riesca davvero a mantenere ciò che promette.
Trama
He Si Mu è la potentissima Sovrana del Reame degli Spiriti Guixu, il luogo in cui si raccolgono le anime di coloro che muoiono con una forte ossessione.
Nata parzialmente priva dei cinque sensi, da quattrocento anni è alla ricerca del portatore della Spada Distruggi Illusioni che, secondo una profezia, sarebbe il Custode dell’Incantesimo, l’unico in grado di donarle temporaneamente i propri sensi e permetterle di percepire il mondo esterno.
Durante una delle sue visite nel mondo mortale, He Si Mu incontra per caso il giovane generale dell’Armata Tabai, Duan Xu, e riconosce in lui il possibile possessore della spada. Decisa a verificarne l’identità, lo avvicina e, mentre indaga sul suo passato, gli offre il proprio aiuto per fermare l'incombente avanzata dell'esercito del Bei Chong.
Duan Xu intuisce fin da subito che He Si Mu non è una persona comune, ma quando scopre la sua vera identità accetta comunque di stringere con lei il patto che le consentirà di ottenere i suoi sensi.
Con il passare del tempo, Duan Xu si affeziona sempre più a lei, e anche la fredda e distante sovrana sembra iniziare a provare qualcosa nei suoi confronti, sentimenti che si intensificano quando lui decide di seguirla nel Reame degli Spiriti. Qui Duan Xu si trova alle prese con Jiang Ai, astuta ma leale braccio sinistro di Si Mu, e con Yan Ke, il suo braccio destro, ambizioso e profondamente ossessionato da lei.
Nonostante i tentativi di He Si Mu di mantenere le distanze — per timore di rivivere il destino dei suoi genitori, separati dalla morte della madre mortale — le circostanze continuano a riavvicinarla a Duan Xu, anche quando lui torna nel mondo umano.
Alla fine, decide di cedere ai propri sentimenti e di aprirsi all’amore, scatenando però la gelosia e l’ira di Yan Ke, che farà di tutto per separarli: tenterà di uccidere Duan Xu, confinare Si Mu e persino di appropriarsi del trono.
Sarà solo grazie all’aiuto dei suoi alleati più fidati che He Si Mu riuscirà a sopraffarlo, ma le sfide per lei e Duan Xu sembrano non finire qui.
"Se qualcuno viene imprigionato, cercherà sempre di liberarsi. Ma se è il suo cuore ad essere prigioniero, accetterà volontariamente la reclusione."
Recensione del Drama Love Beyond the Grave (No Spoiler)
Trama e Ritmo Narrativo
La trama di Love Beyond the Grave ha, sulla carta, un potenziale interessante che però fatica a svilupparsi nel corso della narrazione. Nelle prime puntate, infatti, il drama riesce a costruire una certa tensione: ci sono ambiguità, segreti, dinamiche ancora da decifrare che tengono viva la curiosità e fanno pensare a un’evoluzione più stratificata della storia. Tuttavia, andando avanti, il ritmo rallenta progressivamente fino a diventare, a tratti, quasi soporifero. Il racconto perde progressivamente slancio e si appiattisce su una linea narrativa molto più semplice e prevedibile, con pochi veri colpi di scena e una gestione della tensione che perde mordente episodio dopo episodio.
Quello che finisce per dominare è soprattutto una dinamica ripetitiva: continui tira e molla amorosi tra i protagonisti, scaramucce tra il ML e il SML che sembrano non portare mai a nulla e situazioni che si ripresentano con poche variazioni. Anche le sottotrame di intrigo politico, che inizialmente sembravano promettenti, vengono portate avanti in modo piuttosto blando, senza incidere davvero sul ritmo o sulla tensione complessiva. Il risultato è una storia che avrebbe potuto tenere molto più alta l’attenzione, ma che a un certo punto sceglie di rallentare troppo, finendo per disperdere gran parte del suo potenziale.
Personaggi e Sceneggiatura
Sul piano della caratterizzazione, Love Beyond the Grave lascia una sensazione altrettanto frustrante: i personaggi sono spesso interessanti, ma molti di loro non vengono sviluppati a sufficienza e finiscono per essere accantonati rapidamente senza poter esprimere davvero il loro potenziale narrativo.
Anche gli antagonisti risentono di questo approccio: vengono introdotti come figure potenzialmente minacciose, ma risultano di fatto poco incisivi. Le loro identità e intenzioni sono spesso chiare fin da subito, e i piani che mettono in atto si rivelano piuttosto ingenui, raramente in grado di mettere davvero in difficoltà i protagonisti. Questo contribuisce ad abbassare la tensione complessiva, perché manca quella sensazione di pericolo reale che dovrebbe accompagnare il vero antagonismo.
La sceneggiatura contribuisce in modo evidente all'impressione di superficialità: i dialoghi risultano spesso piatti e poco incisivi, mentre i ragionamenti appaiono elementari e raramente sviluppati con la profondità che ci si aspetterebbe. Lo stesso tema della solitudine di un essere immortale, messo in contrasto con la pienezza — per quanto breve — della vita mortale, resta più accennato che realmente esplorato, e questo si riflette soprattutto nel percorso di He Si Mu. Nella prima metà del drama, infatti, prevale in lei un senso di disillusione che però non viene mai davvero motivato o approfondito, finendo per rimanere un sentimento vago che appesantisce la sua figura senza offrire allo spettatore gli strumenti per comprenderla e per empatizzare con lei. Questo indebolisce sensibilmente anche il suo arco evolutivo, ovvero il passaggio da spirito distante e disincantato a figura capace di riscoprire il valore della vita grazie a Duan Xu e alla condivisione dei sensi con lui.
Storia d'Amore
La storia d’amore, pur avendo tutte le premesse per risultare intensa, finisce per svilupparsi con una lentezza che, più che costruire tensione emotiva, tende a smorzarla. Gran parte di questa staticità deriva dall’indecisione costante di He Si Mu, intrappolata tra il desiderio di legarsi a Duan Xu e la paura di perderlo per via della sua natura mortale. Il risultato è un rapporto che procede a strappi, in un continuo avvicinarsi e allontanarsi che, invece di alimentare il coinvolgimento, diventa col tempo piuttosto sfiancante da seguire.
Chen Feiyu, dal canto suo, prova a dare al personaggio calore, passione e una certa spontaneità nelle manifestazioni d’affetto, riuscendo spesso a rendere credibile l’attaccamento di Duan Xu. Tuttavia, questa energia non trova un reale contrappeso: il personaggio di He Si Mu appare per gran parte del tempo eccessivamente trattenuto, quasi incapace di lasciarsi andare ai sentimenti, e questa distanza emotiva finisce per indebolire la dinamica di coppia. Così, quella che dovrebbe essere una relazione carica di tensione e sentimento resta invece sospesa, incapace di trasformarsi davvero in una storia d’amore appassionante e coinvolgente.
A tratti, inoltre, il racconto scivola in un melodramma così marcato da risultare quasi respingente: alcune scene insistono talmente tanto sull’emotività da ottenere l’effetto opposto, generando più distacco che coinvolgimento. In questi momenti emerge chiaramente il limite della regia, che invece di sostenere gli attori attraverso atmosfera, luci e costruzione visiva, finisce per scaricare su di loro l’intero peso emotivo della scena. Il risultato è una recitazione spesso forzata e sopra le righe, in cui l’intensità non nasce in modo organico, ma appare riprodotta artificialmente.
Insomma Love Beyond the Grave è un drama che funziona soprattutto per chi cerca una slow burn romance fantasy dai toni pacati, accompagnata da una trama politica presente ma mai troppo complessa.
Cast
Quanto al cast, Love Beyond the Grave può contare su nomi di primo piano, che però, a mio parere, non riescono davvero a sollevare il drama dalla monotonia della sceneggiatura.
Dilraba Dilmurat si conferma, come sempre, un'attrice molto solida: la sua bellezza algida e a tratti austera si adatta perfettamente al ruolo di He Si Mu, e la sua espressività le permette di passare in modo credibile da figura distante e regale a momenti più leggeri e quasi infantili, senza risultare mai fuori tono. Anche la chimica con Chen Feiyu funziona nel complesso, anche se l'assenza di slancio emotivo del suo personaggio a volte penalizza le interazioni tra i due.
Proprio la performance di Chen Feiyu mi ha lasciata più perplessa: non sono riuscita a capire se il suo personaggio risulti così disorientante per via della sua recitazione o per via della scrittura. La sua interpretazione, infatti, oscilla continuamente tra un registro più spensierato e uno improvvisamente più freddo e spietato, creando un contrasto che, invece di arricchire il personaggio, finisce per renderlo poco credibile. Ho letto che questa ambivalenza potrebbe derivare dalla caratterizzazione originale, ma sullo schermo mi è apparso un protagonista più incostante che sfaccettato (l'ho trovato molto più convincente in Love Story in the 1970s)
A sorprendere in positivo è invece il giovanissimo Fu Bo Han, che riesce a reggere bene sia le scene più leggere sia quelle emotivamente più intense, risultando una presenza naturale e convincente accanto alla composta Regina degli Spiriti He Si Mu.
Sempre affidabili Wei Zhe Ming e Zhang Li (notevoli rispettivamente in Flourished Peony e in Love on the Turquoise Land) capaci di restituire le sfumature dei loro personaggi con una recitazione misurata e autentica. Ho apprezzato anche la presenza di Ding Jia Wen e Gu Zi Cheng, due volti che continuo a trovare interessanti e con un buon potenziale.
Mi rimane invece un po’ di rammarico per Gao Han e Zhao Yi Qin, che ancora una volta si trovano penalizzati da una caratterizzazione poco curata, che li priva nuovamente della possibilità di lasciare il segno.
Aspetti Visivi e Colonna Sonora
Visivamente Love Beyond the Grave parte con ambizione, grazie a un’apertura in CGI suggestiva e d’impatto, ma fatica a sostenere fino in fondo questa promessa. Dopo un inizio così evocativo, la regia sembra, infatti, sempre più incerta, attirata verso soluzioni audaci e poco controllate, soprattutto nell’uso delle luci. Queste, in particolare, raramente sembrano essere “al posto giusto”: in alcune scene risultano troppo uniformi, appiattendo completamente l’atmosfera, mentre in altre si concentrano in modo eccessivo su determinati punti, finendo per offrire una lettura disorientante delle immagini invece di accompagnare e valorizzare la scena. Sotto questo profilo, sono emblematiche le sequenze di guerra: campi di battaglia stilizzati, caratterizzati da un’illuminazione simbolica e teatrale che finisce per smorzare l’impatto emotivo dello scontro invece che amplificarlo.
La CGI, anziché aiutare l’immersione dello spettatore nella storia, contribuisce spesso a confonderlo: la resa di alcuni incantesimi appare poco credibile e i paesaggi digitali richiamano più l’estetica dell’animazione che quella di un live action, creando un effetto straniante. Anche i set esterni costruiti dalle maestranze soffrono di una generale mancanza di rifinitura, risultando troppo puliti e finti, quasi privi di vita, mentre fondali e oggetti di scena tradiscono la propria artificialità. A rendere questo divario ancora più evidente il contrasto con le ambientazioni interne, decisamente più curate, e con i costumi firmati da Huang Wei, la “regina del fantasy”, che si confermano come sempre raffinati e ricchi di dettagli: questi due particolari contribuiscono a restituire al drama quel gusto immaginifico e fiabesco che, almeno sul piano estetico, riesce in parte a risollevarne l’impatto visivo.
A completare il quadro, il montaggio non sempre appare coerente: in particolare, nelle prime puntate risulta poco efficace la scelta di inserire alla fine degli episodi brevi sequenze “anticipatorie”, che si rivelano poi essere semplici estratti dell’inizio della puntata successiva. Più che vere anticipazioni, sembrano sneak peek decontestualizzati che, una volta ripresi e approfonditi nell’episodio seguente, danno la sensazione di una ripetizione superflua. Questa discontinuità diventa ancora più evidente nella parte finale del drama, dove emergono vere e proprie falle nel montaggio: gli episodi non appaiono più ben connessi tra loro e si ha spesso l’impressione che intere scene siano state tagliate, compromettendo la fluidità del racconto e rendendo alcuni passaggi narrativi poco comprensibili.
Detto questo, devo anche ammettere che, se non si è particolarmente esigenti dal punto di vista estetico, il drama riesce comunque a funzionare: il livello di realismo resta nel complesso accettabile e non impedisce davvero di lasciarsi coinvolgere dalla storia. Rimane però la sensazione di un comparto visivo che avrebbe potuto fare molto di più, ma che si accontenta spesso di soluzioni poco rifinite.
La colonna sonora di Love Beyond the Grave si muove lungo coordinate piuttosto classiche, costruendosi su melodie lente, malinconiche e con un tocco fiabesco e accompagna la narrazione in modo coerente, contribuendo a darle quella sfumatura emotiva dolceamara che ben si adatta al tono del racconto. Nel complesso, pur senza risultare particolarmente innovativa, riesce comunque a creare un’atmosfera avvolgente, grazie anche a sonorità che, pur familiari, mantengono una certa identità. Tra i brani spicca inevitabilmente il tema romantico interpretato da Liu Yuning che, per quanto impeccabile, finisce però per suonare fin troppo simile ad altre sue interpretazioni per produzioni simili, dando una sensazione di déjà-vu difficile da ignorare. A distinguersi in modo netto è invece 初醒 (Sudden Awakening), che rompe con questa impostazione più tradizionale e propone sonorità più moderne e leggermente misteriose, riuscendo a inserirsi con maggiore personalità all’interno del tessuto musicale del drama.
ATTENZIONE!
DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.
Recensione del Drama Love Beyond the Grave (Spoiler)
Cosa Funziona
Il Soggetto
L’aspetto più convincente di Love Beyond the Grave è sicuramente il suo soggetto, che — al netto di un richiamo piuttosto evidente alle dinamiche del drama Moonlit Reunion — appare nel complesso ben concepito e ricco di potenziale. L’idea di un mondo degli spiriti collocato sotto la superficie del mare, in cui le ossessioni dei morti prendono forma e vengono tenute a bada da un sovrano che risulta l’unico dotato del potere di controllarle, è di per sé estremamente suggestiva.
Ancora più interessante è la scelta di immaginare questa figura come una sovrana donna, parzialmente priva dei cinque sensi, che può riappropriarsene solo temporaneamente attraverso un patto con un “Custode dell’Incantesimo”: un legame narrativo che introduce una dinamica affascinante e carica di implicazioni, soprattutto dal momento che questo custode è un ragazzo mortale destinato inevitabilmente a innamorarsi di lei. Da qui nasce uno dei nuclei tematici più promettenti del drama, ovvero il dubbio morale su quanto sia possibile per un essere mortale e uno immortale costruire un legame duraturo, sapendo che le loro esistenze sono destinate a seguire traiettorie incompatibili.
A questo si aggiungono ulteriori elementi potenzialmente molto prolifici, come le trame che intrecciano il regno dei mortali e quello degli spiriti, la guerra per la riconquista dei territori perduti del Da Liang e il passato del protagonista, segnato da dinamiche brutali e da un contesto oscuro che avrebbe potuto offrire spunti narrativi di grande intensità.
Peccato che tutto questo rimanga, nella pratica, più un insieme di buone idee che una struttura davvero sviluppata: il soggetto, pur così promettente, viene tradotto in una sceneggiatura piuttosto piatta, che non riesce a restituirne la complessità né a valorizzarne le implicazioni. La sensazione è quella di un’occasione mancata, in cui un materiale narrativo ricco e stratificato viene trattato in modo fin troppo superficiale, perdendo gran parte della sua forza nel passaggio alla messa in scena.
Cosa Non Funziona
Il worldbuilding
Uno dei punti deboli più evidenti di Love Beyond the Grave è senza dubbio il worldbuilding, che risulta piuttosto fragile sia per quanto riguarda il mondo mortale sia — e soprattutto — per quello degli spiriti.
Quanto a quest'ultimo, l’idea di base del drama è affascinante: spiriti che nascono dalle ossessioni dei mortali e che possono ascendere solo liberandosi delle loro ossessioni ed entrando volontariamente nella Pozza dell’Ascensione. Il problema è che il drama si ferma qui, senza mai davvero costruire un sistema coerente attorno a questo concetto. Guardando la storia, mi sono ritrovata più volte a chiedermi come funzioni concretamente questo Reame degli Spiriti: come si sostentano gli spiriti se non mangiano? Assorbono energia dagli esseri umani? E se sì, non dovrebbe essere proibito dalle Leggi delle Trentadue Mura d’Oro? E ancora, da dove arrivano le pietre spirituali che usano come moneta e per tenere sotto controllo le loro ossessioni? Anche dinamiche fondamentali, come la scelta del sovrano, restano completamente nell’ombra, lasciando tutto in una sorta di indefinitezza che rende il mondo poco credibile.
Questa mancanza di struttura si riflette anche sulla protagonista: da dove deriva il suo potere spopositato? E da cosa dipende la mancanza dei cinque sensi? Deriva dal fatto che lei non è nata da un’ossessione ma dall’amore del precedente Signore degli Spiriti per una mortale? Tutte questi particolari sembrano più dettati da esigenze narrative che da una logica interna alla storia.
Allo stesso modo, anche le implicazioni più “emotive” del sistema restano poco esplorate: se gli spiriti nascono dalle ossessioni dei mortali, allora se Duan Xu morisse la sua ossessione per He Si Mu lo potrebbe portare, a sua volta, a diventare uno spirito? Possibile che una premessa così potente non venga mai davvero esplorata?
Altrettanto indefinito e nebuloso appare il mondo mortale. Mi sarei aspettata un maggiore sviluppo, ad esempio, della storia degli Onniscenti, del loro legame con la famiglia reale del Bei Chong e un accenno più chiaro alla lotta per la successione, che invece rimane sullo sfondo senza mai prendere davvero forma. I rapporti tra i personaggi coinvolti risultano poco definiti e alcune figure come Da Lu e Han Ling Qiu finiscono per apparire come semplici comparse funzionali a brevi sottotrame, senza un reale peso narrativo. Lo stesso quadro politico del Da Liang appare solo accennato: le motivazioni delle diverse fazioni di corte non vengono mai esplorate tanto che le loro trame sembrano procedere in modo slegato, senza dare l’impressione di far parte di una strategia organica.
Il risultato è un worldbuilding che resta sulla superficie, pieno di spunti affascinanti ma mai davvero approfonditi e che finisce per lasciare più domande che risposte.
La Regia e gli Effetti Visivi
Il drama si apre con una scena in CGI capace di catturare subito l’attenzione grazie a un immersivo piano sequenza e a una scelta estetica tanto inusuale quanto suggestiva: rappresentare gli spiriti come meduse fluttuanti, che conferiscono all’insieme un’aura eterea e quasi ipnotica. Questa buona intuizione iniziale, però, non sembra riflettersi nella regia che, pur dimostrandosi in grado di supportare le composizioni sceniche di base, risulta spesso approssimativa e incline a scelte audaci ma disorientanti, soprattutto nell’uso delle luci. Le sequenze di battaglia, ad esempio, appaiono eccessivamente stilizzate, con un’illuminazione e una resa cromatica che richiamano più una dimensione simbolica e teatrale — quasi evocativa di atmosfere alla Dracula di Francis Ford Coppola — che un conflitto reale. Questa cifra stilistica, pur interessante, non risulta in grado di sostenere la narrazione, finendo per appiattire l’impatto emotivo degli scontri invece di amplificarlo.
Anche alcune scelte legate alla CGI risultano piuttosto disorientanti: emblematica è la portantina magica di He Si Mu che, pur essendo trasportata da dodici spiriti in forma umana, si muove a una velocità innaturale, quasi fosse spinta da una forza sovrumana più che da entità tangibili. Allo stesso modo il volo della sua lanterna/cavalcatura appare poco fluido e irrealistico tanto da ricordare gli interventi di computer grafica di una decina d’anni fa.
Gli ambienti esterni contribuiscono ulteriormente a questa sensazione di artificiosità: sia le ricostruzioni digitali sia le location reali appaiono spesso poco rifinite. In particolare, i paesaggi in CGI sembrano usciti più da un donghua che da un drama live action, con una resa visiva che li avvicina a un immaginario animato piuttosto che a vere ambientazioni fantasy inserite in un contesto realistico. Quanto ai set fisici, nel cimitero della seconda puntata le rocce tradiscono una fattura evidentemente fittizia, mentre città e accampamenti militari risultano eccessivamente ordinati e puliti, privi di quei dettagli di usura che restituiscono credibilità e vissuto.
Anche i fondali in green screen appaiono poco particolareggiati, così come alcuni oggetti di scena — come le armi magiche dell’episodio 12 — che rivelano una natura fin troppo moderna nei materiali e nella fattura.
Nel complesso, il comparto visivo di Love Beyond the Grave dà l’impressione di rincorrere costantemente un’ambizione che non riesce mai davvero a raggiungere: tra intuizioni interessanti mal sviluppate e scelte infelici, il risultato è un’estetica discontinua che, invece di sostenere l’immersione, finisce spesso per incrinarla. Rimane la sensazione di un progetto che avrebbe potuto distinguersi per identità visiva, ma che si perde in un equilibrio instabile tra suggestione e artificio, senza riuscire a trovare una forma davvero convincente.
Interpretazione del Finale
Il finale di Love Beyond the Grave si muove, come prevedibile, su coordinate tragiche: Duan Xu si sacrifica fino a consumare il proprio corpo pur di continuare a prestare a He Si Mu i suoi sensi, offrendole la possibilità di percepire il mondo e, in un certo senso, di sentirsi mortale. È un epilogo coerente con il tono malinconico della storia, ma ciò mi ha lasciata davvero perplessa sono le implicazioni che ne derivano, che risultano piuttosto confuse e, a tratti, forzate.
La sequenza in cui Duan Xu, dopo la sua morte, appare avvolto da una tempesta di neve e promette di trovare un modo per tornare da Si Mu introduce una dimensione sospesa che non viene mai chiarita fino in fondo. Le scene successive mostrano infatti la protagonista affiancata da uno spirito — sotto forma di medusa — che lei tratta come se fosse proprio Duan Xu: un elemento che sembra suggerire come la sua ossessione per lei lo abbia trasformato in uno spirito destinato, prima o poi, a riacquistare forma umana e a restarle accanto per sempre. Un’idea potenzialmente plausibile, ma lasciata in uno stato troppo implicito per risultare davvero soddisfacente.
Ancora più discutibile è la breve clip “fan-service” che tenta di alleggerire il tono del drama fornendo un finale alternativo: l’intervento dell'immortale Zi Ji, che concede ai due protagonisti una nuova vita come mortali in una realtà simile all’illusione vissuta dai due nel Labirinto dei Nove Palazzi, appare più come una concessione artificiale che come una naturale conclusione narrativa. Più che offrire sollievo, dà quasi l’impressione di sminuire il peso emotivo dei sacrifici compiuti dai protagonisti lungo l’intero arco della storia.
A questo si aggiunge una chiusura piuttosto frettolosa di alcune questioni chiave, come quella legata al ritorno di Chen Ying: il modo in cui il ragazzo, diventato uno spirito, si ritrova nel posto giuto al momento giusto per assorbire il potere della Lanterna delle Diecimila Anime e diventare così il nuovo Sovrano del Reame degli Spiriti, appare fin troppo comodo e poco giustificato. Ne deriva la sensazione di una soluzione costruita più per riportare in gioco un personaggio eliminato in modo brusco e per permettere finalmente a Si Mu di abdicare, che per una reale coerenza interna del racconto.
Personaggi e Cast
Personaggi Principali
He Si Mu/He Xiao Xiao (Dilraba Dilmurat) Sovrana del Reame degli Spiriti Guixu. È la figlia del precedente sovrano e di una maga mortale del Palazzo Xingqing. Trecento anni prima è riuscita a sedare la guerra scoppiata dopo la morte del padre e ad ottenere il potere della Lanterna delle Diecimila Anime e da allora governa con equità su tutti gli spiriti. È nata parzialmente priva dei cinque sensi e secondo una profezia sarebbe riuscita a riacquistarli solo trovando il portatore della Spada Distruggi Illusioni che è il Custode dell’Incantesimo in grado di donarle temporaneamente i propri sensi. Ormai rassegnata all’idea di rimanere priva dei sensi, incontra per caso Duan Xu e, dopo aver scoperto che è il Custode dell’Incantesimo, inizia con lui un viaggio che la porterà a ritrovare la gioia di vivere.
Duan Xu/Shun Xi/Diciassettesimo Maestro (Chen Feiyu) Comandante dell’Armata Tabai dell’Esercito del Da Liang. Provenendo da una famiglia di eruditi riesce a classificarsi secondo all’Esame Imperiale, ma a causa della sua rivalità con il primo classificato finisce nell’esercito a difendere i confini a nord dell’impero. Il suo desiderio è quello di riconquistare le diciassette prefetture a nord del Fiume Guan sottratte al Da Liang dal Bai Chong sessanta anni prima. Questo perchè quando era piccolo era stato rapito dai nemici che volevano ricattare il padre, ma questi l’aveva disconosciuto. Quindi si era unito alla Setta degli Onniscenti, una spietata organizzazione di sicari agli ordini della famiglia reale del Bei Chong, ma non era soddisfatto di quella vita. Era quindi fuggito e tornato in patria dove aveva giurato di combattere per liberare il paese dalla minaccia del Bei Chong. Dopo anni di battaglie ottiene infine il titolo di Comandante Supremo delle Tre Armate del Da Liang, ma la sua vita è ormai segnata dal suo incontro con He Si Mu.
Yan Ke (Miles Wei) braccio destro di He Si Mu e Signore del Tempio Qiling. La sua ossessione è il potere. È segretamente innamorato di Si Mu, ma visti i suoi continui rifiuti decide di appropriarsi del Regno degli Spiriti per avere finalmente il controllo su di lei e su tutti gli spiriti.
Jiang Ai (Zhang Li) braccio sinistro di He Si Mu e Signora del Tempio Xuling. La sua ossessione è la bramosia infatti è incaricata di amministrare le finanze del Regno ed è un’alleata fedele di Si Mu. Gestisce la Taverna Qifeng il più grande luogo di intrattenimento del Regno degli Spiriti di Guixu.
Personaggi Secondari
Mondo Mortale
Hejia Feng Yi (Ding Jia Wen) attuale leader del Palazzo Xingqing e pronipote di He Si Mu (è il discendente di ventesima generazione della zia di Si Mu). È un ragazzo molto fragile di salute, ma fa sempre del suo meglio per assistere la “Matriarca Suprema”. Per poter stare a Nandu e proteggere la famiglia reale si fa nominare Precettore Imperiale. Aiuterà He Si Mu in varie occasioni e proteggerà Duan Xu mentre Si Mu è occupata a sventare la ribellione di Yan Ke.
Zi Ji (Hu Yi Yao) cameriera personale di Hejia Feng Yi che in realtà è un'immortale mandata nel mondo mortale per prendersi cura di lui.
Qiao Yan (Jiang Lai) ragazza malata che He Si Mu accetta di curare come ultimo desiderio della madre morente. Per poterlo fare possiede il suo corpo ed è per questo che quando Duan Xu la conosce lei è così cagionevole di salute. In seguito viene posseduta da Fang Chang che tenta di svelare ai mortali la vera identità di He Si Mu, ma alla fine Si Mu la salverà e la rimanderà nel suo villaggio natale.
Xue Chen Ying (Fu Bo Han | Xu Wai Luo) bambino che He Si Mu salva a Liangzhou dopo aver fatto un patto con il padre morente, Xue Mu Tou (Yan Jie), e aver assorbito la sua ossessione. Quando He Si Mu torna nel Reame degli Spriti lo affida alle cure di Duan Xu che lo addestra a diventare un soldato capace e un uomo in grado di difendere la propria nazione e i propri affetti.
Meng Wang (Yan Bi Guo) Capitano dell’Armata Tabai, amica e sottoposta di Duan Xu. È la sua xiao mei in quanto hanno studiato insieme presso l'Accademia di Nandu.
Xia Qing Sheng (Xu Bin) Capitano dell’Armata Tabai, amico e sottoposto di Duan Xu. Ha studiato insieme a Duan Xu e Meng Wang all'Accademia di Nandu ed è da tempo innamorato di Meng Wang.
Wu Sheng Liu (You Xian Chao) Comandante dell’esercito del Da Liang che ha un’accesa rivalità con Duan Xu. Dopo averlo sfidato a duello, capisce il suo valore ne diventa il più fedele sostenitore.
Han Ling Qiu/Diciottesimo Maestro (Zhao Yi Qin) Tenente della Divisione Difensiva dell’Esercito Tabai. In realtà è un membro degli Onniscenti che Duan Xu ha salvato dalla morte durante il rito di passaggio del Duello al Buio.
Lin Jun (Liang Da Wei) più ricco mercante di Shuozhou che ospita Duan Xu dopo la riconquista della città da parte dell’esercito del Da Liang. Viene rapito e impersonato dal Quindicesimo Maestro della Setta degli Onniscenti, ma Duan Xu e He Si Mu lo scoprono e lo liberano.
Lin Huai De (Yang Zi Hua) zio di Lin Jun che gli ha fatto da padre dopo la morte dei genitori. Viene catturato e ucciso da Awo Erqi per mandare un avvertimento gli abitanti di Shouzhou.
Ming Feng (Song Qing) prete Taoista che accusa He Si Mu di essere uno spirito maligno dietro istigazione di Fang Chang.
Duan Cheng Zhang (Xiu Qing) Ministro dei Riti del Da Liang e padre di Duan Xu. Per ottenere l’ubicazione di una miniera strategica i nemici del Bei Chong rapiscono suo figlio e lo ricattano ma lui sostituisce il figlio e fa credere loro di aver rapito il bambino sbagliato. Per questo Duan Xu non gli è molto affezionato.
Duan Jing Yuan (Yang Xi Zi) sorella minore di Duan Xu. È cresciuta in compagnia di Fang Ji credendo che fosse suo fratello e quando lo reincontra dopo anni di separazione non lo riconosce ma si innamora di lui.
Bi Qing (Zhou Jing) cameriera personale di Duan Jing Yuan.
Du Yan Ting (He Qiang) Cancelliere del Da Liang e mentore di Duan Xu. È l’opponente politico del Duca Pei. Viene condannato a morte per aver appoggiato la ribellione dei Principi Ji e Su.
Yao Jian He (He Zhong Hua) Duca Pei e mentore di Fang Ji. È l’opponente politico del Cancelliere Du. Viene condannato a morte per aver appoggiato la ribellione dei Principi Ji e Su.
Fang Ji/Xian Ye (Gao Han) primo classificato all’esame imperiale nell’anno in cui lo ha sostenuto Duan Xu e Consigliere del Censorato. A causa delle sue accuse Duan Xu è costretto ad entrare nell’esercito e viene mandato al fronte a combattere contro i nemici del Bei Chong. In realtà è il bambino con cui Duan Cheng Zhang ha sostituito il figlio quando questi è stato rapito dai nemici e che è diventato amico di Duan Xu dopo che questi gli ha salvato la vita. I due hanno concordato di fingersi rivali per smascherare gli intrighi di corte e riuscire a eliminare i funzionari corrotti. In seguito alla riconquista delle prefetture di Shouzhou, Yunzhou e Luozhou da parte di Duan Xu viene nominato Vice Commissario per il Controllo delle Frontiere e inviato a Luozhou. Per aver portato in salvo l’Imperatore durante la ribellione dei Principi Ji e Su gli vengono concessi il titolo di Marchese di Zhonghe, e le cariche di Vicecommissario Militare e di Vice Cancelliere ma per far valere il decreto deve far condannare a morte Duan Xu per ribellione e lui si rifiuta.
Luo Xian (Xu Mu Chan) cortigiana della casa di piacere Yuzao che in realtà è un agente dell’Agenzia di spionaggio Wensheng fondata da Duan Cheng Zhang. In seguito alla riconquista delle prefetture di Shouzhou, Yunzhou e Luozhou da parte di Duan Xu viene nominata Principessa di Comanderia e mandata a Luozhou per insegnare nell’accademia locale.
Wang Jin/Principe Jin (Huang Zhen Yu) Principe del Da Liang. Si è classificato terzo all’esame imperiale nell’anno in cui lo ha sostenuto Duan Xu ed è stato nominato Vice Ministro della Corte di Revisione Giudiziaria. È alleato con Duan Xu e Fang Ji nella lotta ai funzionari corrotti del Da Liang e, dopo la morte dell'Imperatore, sale al trono.
Qin Huan Da/Maresciallo Qin (Cheng Cheng) Comandante Supremo delle Tre Armate del Da Liang e superiore gerarchico di Duan Xu. È in combutta con il Duca Pei e viene destituito in seguito al caso di peculato riguardante l’amministrazione dei cavalli di Shunzhou.
Sun Chang De Funzionario responsabile dei registri delle stalle imperiali coinvolto nel caso di peculato riguardante l’amministrazione dei cavalli di Shunzhou. Avrebbe dovuto testimoniare contro il Ministre delle Stalle Imperiali, ma improvvisamente ritratta lasciando Duan Xu in una posizione scomoda.
Li Li Ministro delle stalle imperiali. È coinvolto nel caso di peculato riguardante l’amministrazione dei cavalli di Shunzhou e viene destituito.
Sun Zi An Ministro della Guerra. È coinvolto nel caso di peculato riguardante l’amministrazione dei cavalli di Shunzhou e viene destituito.
Han Ming Xuan (Jiao Hao) quinto principe. È imparentato con il ministro della Guerra Sun Zi An e rimane coinvolto nel caso di peculato riguardante l’amministrazione dei cavalli di Shunzhou. In realtà è morto da tempo e il suo corpo è controllato da Song Xing Yu.
Consorte Yu (Xu Rong Zhen) madre di Hang Ming Xuan. Dopo la morte improvvisa del figlio fa un patto con Song Xing Yu per poter far continuare il Principe a competere per il trono.
Wang Su Yi (Gong Wan Yi) terza figlia del Ministro delle Entrate Wang e potenziale moglie di Duan Xu. È segretmaente innamorata del maestro profumiere del negozio di fragranze Yueran così Duan Xu le propone un patto: fingere di sposarsi e mentre lei fugge con il suo innamorato lui accusa del suo rapimento i nemici del Bei Chong e giura di non sposare nessun’altra donna.
Xuan shifu (Qi Pen Xin) maestro profumiere del negozio di fragranze Yueran di Nandu da cui si rifornisce abitualmente Duan Jing Yuan. È segretmaente innamorato di Wang Su Yi e, grazie a Duan Xu, i due riescono a fuggire insieme.
Wang Qi (Wu Yi Jia) figlio legittimo del Ministro delle Entrate Wang e fratello di Wang Su Yi. È un ragazzo vile e lussurioso e tenta di usare violenza su Duan Jing Yuan, ma viene punito da Si Mu.
Lu Chang Ling (Li Yuan Jing) quinta figlia del Tutore Imperiale, l’Accademico Lu, e potenziale moglie di Duan Xu. Per evitare che Duan Cheng Zhang benefici di questa unione il Duca Pei spinge Han Ming Xuan a chiederla in sposa.
Xie Qiu Yan (Xu Ling Ruo) Quarta figlia del Principe Xie e potenziale moglie di Duan Xu. Per evitare che Duan Cheng Zhang benefici di questa unione il Duca Pei spinge Han Ming Xuan a chiederla in sposa.
Awo Erqi (He Gang) generale che comanda l’Unità Hulan del Bei Chong responsabile di gravi atrocità nei confronti del popolo del Da Liang. Viene decapitato da Duan Xu durante un raid notturno nel suo campo militare.
Quindicesimo Maestro (Wang Rong) assassino appartenente alla Setta degli Onniscenti ed ex compagno di Duan Xu. Assume l’identità di Lin Jun per potersi infiltrare a Shouzhou e fornire al suo esercito informazioni segrete sui piani dell’esercito del Da Liang.
Yili Er (Maio Hao Jun) mercante imparentato con la famiglia reale del Bei Chong che ha fatto fortuna scoprendo una minera d’oro nei dintorni di Youzhou. In realtà la sua fortuna è dovuta al patto stretto con Song Xing Yu che, in cambio della vita dei suoi figli, lo aiuta ad arricchirsi e a far diventare il suo primogenito Giovane Sacerdote e futuro Supremo Sacerdote del culto di Cangshen.
Lu Da (Gu Zi Cheng) figlio primogenito di Yili Er, l’unico tra tutti i figli del mercante ad aver raggiunto la maggiore età. È il Giovane Sacerdote del Bai Chong, il discepolo prediletto del Supremo Sacerdote del culto di Cangshen, ma quando il padre, in preda alla follia, uccide il suo maestro lui viene arrestato. Per evitare la morte accetta l’aiuto di Yan Ke e diventa Supremo Sacerdote in cambio della sua cooperazione nell’uccidere Duan Xu.
Liu Ru Yu (Zhu Jin Tong) maestra profumiera del negozio di fragranze di Fujian (Youzhou) e informatrice di Duan Xu nel Bai Chong.
Mu Er Tu (Lu Xin) capo degli Onniscenti ed ex maestro di Duan Xu. Viene eliminato da He Si Mu dopo che ha teso una trappola a Duan Xu e lo ha quasi ucciso.
He Yan (Cao Sai Ya) cortigiana di Shouzhou. Quando la città era controllata dal Bei Chong, intratteneva i nemici così, dopo la loro disfatta, viene ostracizzata dai suoi concittadini. Per vendetta brucia il granaio della città distruggendo le poche provviste di cibo ancora disponibili in vista dell’assedio nemico.
Reame degli Spiriti
Si Wei (Deng Sha) madre di He Si Mu. Era una mortale e una maga del Palazzo Xingqing.
He Yi Cheng (Edward Zhang) padre di He Si Mu e precedente Sovrano del Regno degli Spiriti di Guixu.
Hejia Jixi zia di He Si Mu e miglior maga del Palazzo Xingqing. È la creatrice della Spada Distruggi Illusioni, l’arma che contraddistingue il Custode dell’Incantesimo ovvero l’unica persona in grado di scambiare i suoi sensi con Si Mu.
Xu Sheng spirito della montagna che dà il nome al regno degli Spiriti. Il suo corpo costituisce la montagna di Guixu e nel suo cranio Si Mu ha creato la prigione denominata Labirinto dei Nove Palazzi dove vengono detenuti gli spiriti più impenitenti. Per avventurarsi al suo interno è necessaria una candela spirituale che impedisce alle anime di perdersi tra le sue illusioni.
Yan Zhang (An Yue Xi) Vice della Signora del Tempio Xuling. Collabora con Yan Ke per aiutarlo a ottenere il trono del Regno degli Spiriti di Guixu, ma viene uccisa da quest’ultimo dopo aver tentato di eliminare Si Mu.
Bai San Xing (Baron Chen) detto “il Terrore Bianco”, ex Signore del Tempio Qiling ed ex amante di Jiang Ai. Dopo che il padre di Si Mu muore viene accusato di ribellione e viene rinchiuso nel Labirinto dei Nove Palazzi, ma il suo spirito persiste dopo trecento anni. La sua Tecnica Segreta Chiling, che consente a chi la usa di assorbire i poteri di un altro spirito, viene rubata da Yan Zhang per privare He Si Mu dei suoi poteri, ma fortunatamente il piano fallisce. Una volta scoperta la verità sugli avvenimenti di trecento anni prima Si Mu lo libera e gli permette di tornare al fianco di Jiang Ai.
Shao Yin Yin (Lu Yan Qi) spirito ramingo del Tempio Shanling che salva Fang Chang e si innamora di lui. È ossessionata dalla maternità e ruba le anime dei bambini mortali, ma questo va contro le regole e Si Mu decide di punirla. Per farlo Yan Ke spinge Fang Chang a ucciderla scatenando il suo odio nei confronti della Sovrana.
Fang Chang (Shao Wei Tong) vice del Venerabile Maestro del Tempio Shanling. Riconoscente a Shao Yin Yin per averlo salvato in passato, cerca in tutti i modi di evitare che venga punita. Alla fine però, per salvarsi la vita, la uccide ma questo fa nascere in lui un profondo rancore nei confronti di Si Mu. Per questo cerca di uccidere la sovrana mentre è priva di poteri, ma fallisce e viene annientato.
Guan Huai (Chen Chuang) Venerabile Maestro del Tempio Shanling. È il superiore di Fang Chang, ma è un uomo pavido e vanesio che non si interessa molto degli affari del suo Tempio, affidando tutte le incombenze al suo vice.
Song Xing Yu (Xiaoli Zhen Zhen) ex signore del Tempio Jiling nascostosi nel regno mortale in seguito alla tentata ribellione contro He Si Mu. È ricercato da anni in quanto riesce a celare la sua aura grazie alla Pagoda Smaltata, un manufatto che incorpora il potere del Palazzo Xingqing. Padroneggia la Tecnica delle Marionette che insegna a Fang Chang per aiutarlo a uccidere Si Mu, ma alla fine viene catturato ed annientato.
Mai Zi (Tu Zhi Ying) spirito appartenente al Tempio Jiling che Duan Xu e He Si Mu incontrano a Youzhou mentre tenta di catturare uno spirito fuggitivo. Come tutti gli spiriti del Tempio Jiling è infantile e bramosa di possesso, ma è anche ligia al dovere. Durante il soggiorno di Duan Xu nel Regno degli Spiriti di Guixu gli viene affiancata come guida.
Yun Zheng (Liu Yu Han) Signore del Tempio Shaoling. La sua ossessione è l’aspetto, infatti è molto vanesio, ma si rivela un valido alleato di Si Mi durante il tentativo di usurpazione di Yan Ke.
Lei Qi (Cheng Tao) signore del Tempio Zhuangling. È ossessionato dal primeggiare come suo fratello Wu Kui (Zhu Hong) che ha combattuto più volte contro Si Mu durante il Torneo del Regno degli Spiriti ovvero la competizione in cui chiunque può sfidarla per ottenere il trono.
A’Si (Zhang Hong Ming) abitante del Villaggio di Luofeng che ha perso tutti i suoi concittadini durante l’assedio costato la vita al Generale Zhui Si. Ossessionato dal desiderio di difendere il suo villaggio, il suo spirito è rimasto per un millennio a guardia della Pozza dell’Ascensione del Regno degli Spiriti non lasciando avvicinare nessuno. È il primo spirito che riesce a liberarsi della sua ossessione ed ascendere.
Personaggio Preferito: Duan Xu
È un giovane che incarna resilienza, ottimismo e un profondo senso di altruismo.
Nonostante un’infanzia segnata dalla durezza — trascorsa all’interno di un’organizzazione di assassini in terra straniera, dove ha dovuto assimilare valori come la freddezza, la sopraffazione e la legge del più forte — non ha mai smarrito la propria umanità. Al contrario, proprio da quel passato sembra aver tratto una determinazione ancora più forte nel voler combattere per il suo popolo e contribuire alla liberazione della sua terra.
Uno degli aspetti più toccanti del suo carattere è il rapporto con il padre: pur essendo stato disconosciuto e abbandonato nelle mani dei nemici, una ferita che continua a perseguitarlo, lui non cede al rancore. Riesce invece a comprendere le scelte del genitore, arrivando a riconoscere nella sua apparente durezza un atto di estrema devozione alla patria, per non aver ceduto al ricatto del Bei Chong e rivelato informazioni cruciali per la sopravvivenza dello Stato. Questa capacità di guardare oltre il dolore personale rivela una maturità e una profondità emotiva rare.
Attribuisce un valore enorme alla vita degli altri, spesso anteponendola alla propria. Lo dimostra più volte nel rapporto con Han Ling Qiu, che salva sia durante il Duello al Buio della setta degli Onniscenti, risparmiandolo e aiutandolo a rifarsi una vita sotto un’altra identità, sia quando torna a rischiare tutto per liberarlo dai nemici, da cui viene usato come esca.
Allo stesso tempo, però, mostra una certa incuranza verso la propria vita: le sue scelte sono spesso audaci, se non temerarie, e non esita a mettere a repentaglio la propria esistenza pur di perseguire ciò che ritiene giusto. Anche il patto con He Si Mu ne è una prova evidente: accetta senza esitazioni le conseguenze dello scambio dei sensi, pur sapendo che questo ne comporterà un indebolimento progressivo e un accorciamento della sua vita, solo per permetterle di conoscere il mondo e le sue emozioni.
Il suo amore per He Si Mu è altrettanto emblematico: pur sapendo chi sia davvero e nonostante la distanza che lei cerca di mantenere, non si lascia intimorire. Al contrario, si innamora profondamente di lei e sceglie di restarle accanto, anche a costo di sfidare il destino stesso.
Questa stessa determinazione si riflette anche nel suo senso di lealtà verso la nazione e, soprattutto, verso i propri principi: una volta tornato in patria, non esita a salvare Feng Ji, il suo “sostituto”, e a offrirgli la possibilità di entrare a corte, lavorando insieme per smascherare la corruzione dall’interno.
Nonostante la sua dedizione, deve affrontare la diffidenza e la disapprovazione dell’Imperatore, conseguenza delle sue scelte indipendenti. Eppure, è proprio la sua integrità, unita al suo coraggio e alla sua capacità di agire secondo coscienza, a portarlo a ottenere la fiducia dei suoi compagni d'arme e dei suoi alleati a corte.
In un mondo segnato da lotte e intrighi, lui resta una figura profondamente umana: imperfetta, sì, ma guidata da una bussola morale incrollabile e da un’empatia impareggiabile.
Personaggio S-Preferito: Lu Da
È uno di quei personaggi che incarnano perfettamente l’ipocrisia mascherata da rettitudine.
Superbo, irriconoscente e profondamente assetato di potere, durante l’infanzia si presenta come il perfetto discepolo del culto di Cangshen: ligio, rigoroso, apparentemente immune ai desideri terreni. Agli occhi degli altri, e in particolare dei giovani membri della Setta degli Onniscenti che guardano a lui come a un modello appare come un esempio di disciplina e devozione assoluta, completamente assorbito dai dettami del culto.
Questa immagine crolla nel momento in cui scopre che la sua posizione di Giovane Sacerdote non è frutto di merito, ma del patto stretto dal padre con uno spirito. Inizialmente, reagisce con sdegno, arrivando a biasimare il genitore e a mostrarsi disposto a rinunciare a tutto pur di liberarsi da quella macchia. Ma è proprio qui che emerge la sua vera natura: quando si trova di fronte alla prospettiva di una punizione severa, abbandona ogni principio senza esitazione, lasciandosi facilmente corrompere dalle promesse di potere di Yan Ke.
Da quel momento, si rivela per ciò che è realmente: un opportunista pronto a tutto pur di salvarsi e avanzare. Non esita a ingannare e a sfruttare i propri concittadini, arrivando ad avvelenare i soldati del suo stesso esercito pur di ottenere un vantaggio in battaglia.
Il culmine della sua perfidia si raggiunge quando avvelena mortalmente Duan Xu, utilizzandolo come leva per ricattare He Si Mu e costringerla a consegnargli la Lanterna delle Diecimila Anime in cambio dell’antidoto. Una volta ottenuta, però, la sua sete di potere lo spinge ancora oltre: invece di limitarsi a consegnarla a Yan Ke, arriva addirittura a inghiottirla nel tentativo di appropriarsi della sua forza e piegarla al proprio dominio. Quando poi scopre che il nucleo vitale di He Si Mu è stato fuso con la lanterna, non esita a tentare di distruggerlo pur di eliminarla, confermando fino all’ultimo la sua totale mancanza di scrupoli e la sua ossessione per il potere.
Un gesto che sintetizza perfettamente la sua deriva morale: da devoto modello di virtù a figura cinica e corrotta, disposta a sacrificare chiunque pur di ottenere ciò che desidera.
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