Recensione Completa di Glory (2025) | Trama e Personaggi
Locandina di Glory - Courtesy of Hunan TV
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DettagliVALUTAZIONE: (7/10)
TITOLO ORIGINALE: 玉茗茶骨 – Yù míng chá gǔ ANNO: 2025 EPISODI: 36 DURATA: 45’ REGIA: Zhang Zhi Wei, Guo Hao SCENEGGIATURA: Zhou Mo LUOGHI COMUNI RISPETTATI: 1 - 2 - 3 – 4 – 8 – 9 – 10 - 11 – 13 |
IN BREVE
- Cosa aspettarsi: una serie storica ambientata in epoca Ming che intreccia casi criminali e le consuete lotte di potere, con le insolite dinamiche di una famiglia matriarcale e un interessante approfondimento sulla produzione del tè.
- Punti di forza: originalità della storia, complessità dell’universo narrativo e tridimensionalità dei personaggi, eccellente qualità visiva, focus sulla produzione del tè.
- Punti deboli: eccessiva conflittualità delle dinamiche familiari e sentimentali, inserimento di espedienti narrativi forzati, incongruenze narrative.
- Consigliato se ti piacciono: Hou Ming Hao e Gu Li Na Zha, le saghe familiari, i protagonisti astuti e sempre un passo avanti rispetto agli antagonisti, le estetiche curate e storicamente dettagliate.
- Lo rivedrei? Sì.
Continua a leggere per sapere perché alcune cose di questo drama non mi hanno convinta.
Glory si presenta come un drama raffinato e non convenzionale, capace di fondere intrigo, bellezza visiva e profondità narrativa. Tra atmosfere cupe, rituali antichi e paesaggi fiabeschi, la serie racconta una storia originale e insolita, abitata da personaggi complessi e dove nulla è mai come appare. Al centro, una famiglia matriarcale dalle dinamiche articolate e una ricca erede contesa da pretendenti pronti a tutto pur di ottenere i suoi favori.
In questa recensione del drama Glory, vi guiderò attraverso la sua raffinata dimensione visiva e la sua complessità narrativa, soffermandomi sull’estetica, sulla costruzione dei personaggi e sulle scelte tematiche che la rendono una serie in grado di distinguersi e a lasciare il segno.
Trama
Rong Shan Bao è l’erede designata del potente clan di coltivatori di tè Rong di Linji e la nipote prediletta della Venerabile Signora Rong, attuale capofamiglia.
Una sera, mentre rientra alla Residenza Rong, salva un uomo gravemente ferito trovato nel bosco e, scoprendo che ha perso la memoria, decide di tenerlo con sé come stalliere. In realtà, la donna riconosce in lui Lu Jiang Lai, il magistrato della contea di Chunning che da tempo tentava di interrogarla in merito a un vecchio caso giudiziario rimasto irrisolto, e sceglie quindi di approfittare della sua amnesia per impedirne la riapertura.
La presenza di Lu Jiang Lai si rivela presto preziosa: durante la selezione del futuro marito di Rong Shan Bao, il suo aiuto si dimostra fondamentale per smascherare le trame dei vari pretendenti, determinati a diventare i futuri eredi della fortuna della Famiglia Rong, e delle sorelle della ragazza, decise a spodestarla per ottenere la guida del clan.
Nel tempo, la collaborazione tra i due si trasforma in un legame sempre più profondo, fino a sfociare in un sentimento autentico.
Una volta recuperata la memoria, Lu Jiang Lai riassume la propria identità e combatte al fianco di Rong Shan Bao contro i nemici comuni, sia all’interno che all’esterno della Residenza Rong.
Il loro rapporto sembra destinato a culminare in un lieto fine, finché Lu Jiang Lai scompare improvvisamente dopo il suo ritorno nella capitale e Rong Shan Bao scopre che è trattenuto presso la residenza del potente e autoritario Duca di Yong, intenzionato a nominarlo suo erede.
Recensione del Drama Glory (No Spoiler)
La storia di Glory appare fin da subito coinvolgente: due protagonisti intelligenti, capaci e decisi si muovono tra nemici subdoli e insidiosi, così vicini da far percepire a ogni passo il pericolo dell’inganno. Fra insidie nascoste e tentativi di sopraffazione, la serie intreccia casi criminali e le consuete lotte di potere con un insolito approfondimento su una delle più classiche produzioni tradizionali cinesi: il tè. L’attenzione quasi reverenziale nei confronti di questa bevanda e della coltivazione della pianta da cui trae origine, diventa il filo conduttore, la lente simbolica attraverso cui osservare le relazioni, i contrasti e la disciplina morale dei personaggi.
La narrazione è complessa e stratificata, un intreccio di inganni e piani orditi su più livelli che si mescola a piccoli particolari storici — come l’usanza del “matrimonio di prova” — conferendo alla vicenda mordente e uno stile caratteristico in grado di fondere mistero e fascino culturale.
Trama
La trama è originale soprattutto per la scelta di concentrarsi su una famiglia matriarcale, elemento ancora raro nei drama storici. Tuttavia, proprio questa peculiarità finisce per rappresentarne anche il limite: troppo spesso la dinamica matriarcale genera azioni e conseguenze bizzarre, talvolta irrealistiche, che faticano a conciliarsi con la cornice storica altrimenti costruita con attenzione e verosimiglianza. verosimiglianza.
Inoltre, il drama sembra, a tratti, scivolare in una narrazione “uomini contro donne”, in cui gli spasimanti delle giovani della famiglia Rong finiscono per diventare uno dopo l’altro gli antagonisti occasionali del racconto, mentre cercano a turno di rovinare il clan lamentando l’eccessiva chiusura della struttura familiare e l’alterigia delle donne Rong. Questa impostazione, invece di vivacizzare il conflitto, rischia di genderizzarlo, rendendo alcune dinamiche più sessiste che realmente interessanti.
Con il procedere degli episodi, inoltre, emergono nella narrazione incongruenze logiche che rendono la trama a tratti disorientante, soprattutto quando le scelte dei personaggi risultano incoerenti con il loro carattere o con le abilità che erano state loro attribuite.
A questo si aggiunge la gestione negligente delle sottotrame relative agli altri personaggi, alcune delle quali potenzialmente ricche di spessore — relazioni proibite, segreti familiari e alleanze — ma che non vengono mai realmente sviluppate: restano raccontate per accenni, inserite solo nella misura in cui alimentano incomprensioni e tensioni tra i protagonisti. Il risultato è una narrazione che alterna momenti di brillante originalità a svolte forzate e rivelazioni ambigue, dando spesso l’impressione che alcuni sviluppi rispondano più all’esigenza di sorprendere e di alimentare il rapporto di amore e odio tra i protagonisti che a una reale coerenza interna del racconto.
Personaggi e storia d'amore
I personaggi dimostrano un apprezzabile grado di complessità: non solo i due protagonisti, ma anche molte figure secondarie si presentano come sfaccettate e non convenzionali, con motivazioni e logiche che spesso sembrano trascendere le aspettative.
Tuttavia, nonostante l’evidente sforzo degli sceneggiatori nel costruire un universo ampio, variegato e ben definito, non tutti i personaggi che lo popolano risultano realmente sfruttati: la narrazione finisce sempre per ruotare attorno alla relazione dei protagonisti, relegando gli altri a ruoli funzionali di antagonisti o sostenitori. Figure potenzialmente ricche e interessanti restano così ai margini o vengono svuotate di incisività lungo il percorso. Ne risulta un mosaico narrativo affascinante ma irregolare, in cui la complessità promessa non sempre trova piena realizzazione, lasciando l’impressione di un potenziale solo in parte espresso.
Anche la storia d’amore principale risulta a tratti incerta perché costruita su ambiguità prolungate e dinamiche di convenienza che rendono difficile distinguere il sentimento autentico dalla strategia. Questa scelta narrativa, invece di rafforzare il coinvolgimento romantico, finisce per indebolirlo, lasciando lo spettatore più infastidito che emotivamente partecipe.
Cast
Il cast riesce complessivamente a sostenere il peso di un universo narrativo denso di legami ambigui e relazioni stratificate, dimostrando una buona tenuta anche negli scenari più complesse.
Gu Li Na Zha mantiene con disciplina il ruolo della donna forte e risoluta, tuttavia la costante durezza dell’espressione e i sorrisi rari, quasi forzati, rendono il suo personaggio difficile da avvicinare sul piano emotivo (paradossalmente, l’avevo trovata più coinvolgente in The Journey of Legend, nonostante lì il suo ruolo fosse molto più marginale).
Hou Ming Hao continua a convincermi solo a metà: se da un lato i suoi tratti delicati e gli occhi grandi funzionano bene nelle espressioni più ingenue e tenere — come nella scena della rinascita del suo personaggio in Back From the Brink — dall’altro la scarsa espressività del suo volto lo rende poco credibile quando è chiamato a incarnare autorità, potere o spietatezza.
Più solida è l’interpretazione di Chen Ruo Xuan, efficace nel restituire con naturalezza l’erudito mite e di buon cuore, mentre spiccano in modo netto Yu Yin, intensa nel delicato ruolo della sorella con difficoltà cognitive, e Zhao Jia Min, perfettamente a suo agio nei panni della sorella viziata e rosa dall’invidia.
Solida e funzionale ma senza guizzi l’interpretazione di Liu Xue Hua, odiosa il giusto nei panni della Venerabile Signora Rong.
Non delude Zhao Yi Qin che, in linea con le buone prove offerte in Hard To Find, Butterflied Lover e Provoke, contribuisce alla costruzione della tensione complessiva del racconto, sebbene il suo ruolo emerga in maniera sostanziale solo nelle ultime puntate.
Altrettanto lodevole Cao Jun (quest’anno già visto in The Immortal Ascension e Fight for Love) la cui recitazione risulta sempre emotivamente e umanamente coinvolgente.
Aspetti Visivi e Colonna Sonora
Visivamente Glory si distingue per una notevole cura estetica: set, costumi e accessori in stile Ming sono storicamente coerenti e accuratamente selezionati per trasmette il gusto di un’epoca raffinata e rigorosa. La fotografia contribuisce in modo significativo all’atmosfera nostalgica, grazie a una palette di colori freddi e desaturati che conferisce alle scene un tono cupo e rievocativo. Particolarmente riusciti sono i paesaggi, soprattutto le piantagioni di tè, valorizzate da inquadrature che ne esaltano l’ordine e la vivacità cromatica.
In tutto questo virtuosismo solo il make-up tradisce la finzione: talmente perfezionante e correttivo da appiattire i volti degli attori fino quasi a trasfigurarli, riducendo così la naturalezza delle interpretazioni.
La colonna sonora punta dichiaratamente su toni emotivi molto marcati, privilegiando melodie dolci e fortemente sentimentali che accompagnano con costanza i momenti chiave della narrazione. Si tratta di una scelta coerente con l’impostazione romantica del drama, anche se a livello personale l’ho trovata talvolta un po’ troppo insistita. Resta però innegabile la qualità delle interpretazioni vocali: Wang Youran conferma ancora una volta una sensibilità musicale notevole, capace di trasmettere emozioni con eleganza e controllo, mentre Hou Ming Hao offre una prova sentita e convincente, che contribuisce a dare ulteriore profondità emotiva ai temi musicali principali.
ATTENZIONE!
DA QUESTO PUNTO IN POI INIZIA LA SEZIONE SPOILER. NON PROSEGUIRE SE NON VUOI CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL DRAMA.
Recensione del Drama Glory (Spoiler)
Cosa Funziona: i Dialoghi, i Personaggi e la Confezione Visiva
Uno dei pregi principali di Glory è senza dubbio la scrittura dei dialoghi, capaci di trovare un equilibrio non scontato tra efficacia e raffinatezza. Le battute sono sofisticate senza risultare artificiose, aderenti al formalismo dell’epoca, ma mai davvero retoriche o ridondanti. Al contrario, riescono a chiarire con precisione i pensieri e le intenzioni dei personaggi, rendendo comprensibili anche le dinamiche più ambigue senza ricorrere a spiegazioni forzate. È proprio attraverso i dialoghi che la serie riesce a dare voce alla complessità dei suoi personaggi, trasformando il confronto verbale in uno strumento narrativo solido e funzionale.
Ed è proprio la complessità dei personaggi a rappresentare un altro punto di forza del drama: non solo i due protagonisti, ma anche molte figure secondarie si presentano inizialmente come scaltre, maliziose e guidate da ragioni nascoste e ambigue. Questa ricchezza si inserisce in una storia già di per sé particolare: una famiglia matriarcale in cui sono i pretendenti uomini a contendersi i favori della ricca erede, tessendo intrighi e strategie per conquistarne la mano. Le osservazioni interessate di questi sulla Residenza Rong — la magnificenza, la raffinatezza, le proporzioni della dimora — evocano ironicamente Elisabeth Bennet durante la visita a Pemberley, mentre le loro figure si muovono tra formalità, ambizione e calcolo personale.
Tuttavia, non sempre i personaggi che popolano un universo narrativo costruito con tanta cura vengono sfruttati in modo coerente con le premesse. La storia tende infatti a gravitare quasi esclusivamente attorno alla relazione dei protagonisti, relegando molte figure secondarie a funzioni di supporto o di antagonismo momentaneo.
Personaggi come Yan Bao Luo, astuto e calcolatore, restano in secondo piano per gran parte del racconto; Wen Can, potenzialmente interessante, viene ridotto a una figura quasi patetica per buona parte del drama e, proprio quando inizia a mostrare una certa malizia, viene rapidamente accantonato. Anche Yun Xi, introdotta come possibile antagonista principale di Shan Bao, perde improvvisamente incisività nel momento in cui si ricongiunge alla figlia, rivelandosi una minaccia solo apparente. Yun Yin, al contrario, mantiene costante la sua funzione disturbante: sempre pronta a infangare Shan Bao, viene puntualmente punita, ma senza apportare un reale contributo alla progressione della trama, se non un fastidio reiterato.
Nel complesso, insomma, Glory offre un affresco umano ricco di spunti e promesse, ma spesso irrisolto, in cui la complessità annunciata dei personaggi secondari viene sacrificata sull’altare della centralità dei protagonisti, lasciando la sensazione di un potenziale narrativo solo parzialmente espresso.
Nonostante le polemiche che ha suscitato, un altro aspetto molto riuscito del drama è la sua confezione visiva. Esteticamente Glory si presenta quasi come un dipinto in movimento: ogni set, ogni abito, ogni accessorio in stile Ming risulta ricercato e selezionato con attenzione per trasmette il gusto di un’epoca raffinata e rigorosa. Anche la fotografia avvolge tutto in un’atmosfera nostalgica: i colori freddi e desaturati ammantano le scene con un velo di cupezza, rendendo ogni inquadratura come la pagina ingiallita di un diario, un ricordo sbiadito di tempi lontani sospesi tra realtà e memoria.
Il drama regala inoltre paesaggi di rara suggestione, in cui le piantagioni di tè emergono come veri e propri protagonisti silenziosi: filari folti e ordinati si stendono a perdita d’occhio, mentre le foglie di un verde brillante sembrano vibrare alla luce, respirando con i personaggi. C’è qualcosa di poetico, quasi fiabesco, in queste distese, che sembrano custodire segreti antichi e offrire rifugio e quiete anche nel cuore delle trame più oscure.
Cosa Non Funziona: la Storia d'Amore Principale e le Incongruenze Narrative
Uno degli elementi più problematici di Glory sta nella gestione del rapporto tra i protagonisti, costruito su una lunga catena di menzogne e sfruttamento reciproco che finisce per intaccarne la credibilità emotiva (come già accaduto in The Glory). Quando i personaggi si muovono per così tanto tempo in una zona grigia fatta di inganni e astuzie, risulta difficile capire se ciò che li lega sia un sentimento autentico o semplicemente una strategia di sopravvivenza.
Inoltre l’amnesia del protagonista maschile, anziché semplificare, amplifica questa ambiguità: se prima della perdita di memoria lui e la FL erano nemici dichiarati, ciò che nasce dopo — quando lei lo salva e lo accoglie nella Residenza Rong — appare fragile e incerto. Il suo atteggiamento devoto è frutto di un sentimento che sboccia in modo spontaneo o è solo una forma di adattamento, un modo per garantirsi protezione e restare al sicuro? E le continue provocazioni di lei sono la dimostrazione di un interesse sincero o un modo velato per cercare di conquistarsi la sua fiducia? Più che alimentare la tensione romantica, questa scelta narrativa rischia di svuotare la relazione di autenticità.
A questo si aggiunge uno dei tipici stratagemmi narrativi dei drama storici: il giuramento fatto dalla FL davanti agli antenati di non lasciarsi guidare dal sentimentalismo, ma di mettere al primo posto gli interessi della famiglia, con l’ulteriore monito rappresentato dal tragico tradimento subito dalla nonna della protagonista ad opera dello spietato marito.
Questo elemento, inserito tanto maliziosamente quanto prevedibilmente dagli sceneggiatori, serve a far credere allo spettatore che la relazione tra i protagonisti sia destinata a naufragare (perché chi guarda conosce fin dall’inizio i fini nascosti di Lu Jiang Lai). Più che aumentare la tensione emotiva, questo espediente finisce per infastidire lo spettatore soprattutto perché, a causa di ciò, Rong Shan Bao rifiuta fino all’ultimo di abbandonarsi ai propri sentimenti per Lu Jiang Lai.
Al di là delle ambiguità emotive, Glory inciampa anche in alcune incongruenze logiche che rendono la trama a tratti disorientante. Colpisce soprattutto la svolta che vede la protagonista femminile, fino a quel momento ritratta come lucida, scaltra e lungimirante, costretta ad accettare Yang Ding Chen come marito solo perché incapace di anticiparne i piani. La sensazione di forzatura si accentua quando, per evitare di condividere il letto con lui, sceglie di dormire con il protagonista maschile proprio mentre il futuro marito viene assassinato: una concatenazione di eventi che appare più funzionale allo shock narrativo che a una reale coerenza interna.
Altrettanto spiazzante è la rivelazione del vero motivo della caduta dal dirupo del protagonista maschile: ciò che inizialmente sembrava il risultato di un oscuro complotto orchestrato ai suoi danni si rivela, in seguito, un piano maldestro concepito dallo stesso ML per infiltrarsi nella Residenza Rong e indagare sull’omicidio di Yang Yun. Questa svolta ridimensiona drasticamente la tensione costruita in precedenza deludendo, in parte, le aspettative narrative dello spettatore.
A questo si aggiunge la decisione della Venerabile Signora Rong di accogliere in casa He Xing Ming, pur avendone ormai riconosciuto la natura abietta, accettando il suo fidanzamento con Rong Yun Shu. Comprensibile sul piano strategico — Yun Shu è pur sempre la figlia di una cameriera e l’unione può apparire conveniente — ma poco convincente sul piano logico, soprattutto considerando che lo stesso era stato categoricamente escluso come pretendente per la nipote prediletta. Una scelta che, più che rafforzare il ruolo di He Xing Ming come antagonista, contribuisce ad alimentare un senso di incoerenza e illogicità difficile da ignorare.
Finale
Il colpo di scena finale, che rivela come Lu Jiang Lai sia in realtà il figlio del Duca di Yong e che lui e l’erede apparente condividano la stessa madre, insieme alla morte improvvisa di quest’ultimo e ai reiterati tentativi del Duca di costringerlo ad accettare il titolo, appaiono più come artifici superflui che come svolte narrative realmente incisive. Si ha l’impressione che questi eventi siano stati inseriti per prolungare il racconto e alimentare, ancora una volta, l’idea che la relazione tra Lu Jiang Lai e Rong Shan Bao sia destinata a infrangersi contro ostacoli insormontabili. Infatti, alla luce del giuramento che vincola Shan Bao a mettere gli interessi della famiglia al di sopra di qualsiasi legame sentimentale, l’esito della loro storia d’amore sembra scontato: la donna non potrebbe mai accettare di diventare la moglie del futuro Duca di Yong. La tensione drammatica che ne deriva risulta così più forzata che realmente coinvolgente, finendo per infastidire lo spettatore più che appassionarlo.
A rendere il finale ancora più ambiguo contribuisce la rivelazione conclusiva secondo cui Shan Bao ha scoperto che la vera assassina del giovane Duca è sua moglie, Xie Hui Qing, e sceglie deliberatamente di non smascherarla. La decisione, nata dal desiderio di aiutare una donna vessata e umiliata a riappropriarsi del potere dopo anni di angherie subite dal marito, da un lato, può apparire comprensibile e persino coerente con il carattere della FL, ma dall’altro solleva interrogativi sul suo legame con il ML. Il fatto che Shan Bao non condivida questa verità neppure con Lu Jiang Lai incrina ulteriormente la percezione di sincerità all’interno del loro rapporto, lasciando il dubbio che, anche nel momento della riconciliazione, i due continuino a restare distanti.
Personaggi e Cast
Personaggi Principali
Lu Jiang Lai/Lu Fu Sheng (Hou Ming Hao) magistrato di Contea di Chunning. In realtà è un ispettore nominato dall’Imperatore per controllare l’operato dei funzionari locali e investigare sui loro crimini. Durante l’infanzia era stato compagno di studi del nipote del Governatore Provinciale di Yingtian, Luo Zhan, che, per via del suo incredibile talento, ne aveva sovvenzionato gli studi, suscitando la gelosia del nipote e causando la morte del padre. Per risolvere il caso Wen si infiltra nella Residenza Rong dove si innamora di Ron Shan Bao e, in seguito alla soluzione del caso, ottiene la nomina a Prefetto di Linji.
Rong Shan Bao/Bao’er (Gu Li Na Zha) primogenita femmina del ramo principale della Famiglia Rongdi Linji. È l’erede designata del Clan Rong e nipote prediletta della Venerabile Signora Rong, attuale capofamiglia. Secondo la leggenda il Clan Rong discenderebbe direttamente dal Regno delle Donne e la sua struttura matriarcale sarebbe stata autorizzata direttamente dall’Imperatore Gaozu che aveva concesso loro un sigillo di giada attestante il decreto.
Rong Yun Shu (Zhang Nan) quinta figlia femmina della Famiglia Rong. E’ la figlia del secondogenito della famiglia Rong e della cameriera Lin Ping Xiang. Fin da piccola è stata trascurata dalla nonna per via dei suoi natali e ha manifestato problemi alla vista che l’hanno portata alla semi-cecità. Apparentemente mite e fragile, ha un desiderio di rivalsa mai sopito che la porta a tramare nell’ombra per privare Rong Shan Bao del suo titolo e sostutuirsi a lei.
Bai Ying Sheng (Chen Ruo Xuan) pretendente di Rong Shan Bao proveniente dall’Accademia Wanfeng. È onesto e brillante e pur essendo un erudito povero è il miglior studente dell’Accademia. Durante il suo soggiorno alla Residenza Rong si innamora di Rong Yun Shu e piano, piano riesce a conquistare un posto nel suo cuore. Dopo essersi classificato settimo all’esame imperiale viene nominato Vice Prefetto di Linji.
Yan Bao Lou/Wei Yao (Zhao Yi Qin) pretendente di Rong Shan Bao proveniente dalla rinomata famiglia di coltivatori di tè Yan, un tempo molto vicina alla famiglia Rong. Una decina di anni prima gli Yan si sono trasferiti nello Shu e lui è entrato in un monastero buddista deciso a diventare monaco, ma su pressioni del padre ha accettato di partecipare alla selezione per diventare marito di Rong Shan Bao. In realtà è Wei Yao il figlio che Wei Ke Jian aveva avuto con la sua prima moglie e che era scampato all’arresto del clan Wei perché era a studiare a Yizhou.
Personaggi Secondari
Venerabile Signora Rong (Liu Xue Hua) capofamiglia della Famiglia Rong. È stata insignita dall’Imperatore del titolo Signora di Anguo perché ogni anno fornisce al Palazzo Imperiale un tributo di tè proveniente dall’Albero del Re del Tè, antica pianta di tè che si ritenga assicurare la longevità a chiunque ne beva l’infuso.
Rong Yun Xi (Cheng Xiao) secondogenita femmina della Famiglia Rong. È la primogenita del ramo secondario della famiglia. Tre anni prima ha avuto una relazione clandestina con An Cha da cui è nata Li’er, ma ha abbandonato figlia e innamorato per competere con Rong Shan Bao nell’ottenimento della guida della Famiglia Rong.
Cui Wei (Dong Lin Yi) cameriera personale di Rong Yun Xi
An Cha (Meng En) amante di Rong Yun Xi. È un uomo gentile e onesto e gestisce una piccola bancarella di té con cui mantiene se stesso e la figlia Li’er.
An Li/Li’er figlia di An Cha e Rong Yun Xi.
Rong Shan Chang (Pan You Cheng) primogenito maschio della Famiglia Rong e fratello maggiore di Rong Yun E. È il figlio di una concubina del padre di Rong Shan Bao.
Rong Yun E (Zhang Wan Ying) terzogenita femmina della Famiglia Rong e sorella minore di Rong Shan Chang.
Rong Yun Yin (Zhao Jia Min) quartogenita femmina della Famiglia Rong e sorella minore di Rong Shan Bao. È viziata e arrogante e non sopporta che la sorella maggiore sia l’erede designata del clan quindi si allea con Rong Yun Xi per tentare in tutti i modi di spodestarla.
Ye Ju (Bai Yi Ru) cameriera personale di Rong Yun Shu
Rong Yun Wan (Yu Yin) sesta figlia femmina della Famiglia Rong e sorella minore di Rong Shan Bao e Rong Yun Yin. È l’ultimogenita della Signora Su ed essendo nata dopo un parto difficile ha mostrato fin da subito gravi problemi cognitivi. Per questo è stata tenuta nascosta dalla Famiglia Rong e affidata alle cure della Balia Liang, l’unica a dimostrarle un po’ di affetto al di là di Rong Shan Bao. Possiede “l’essenza del tè” il dono innato di riconoscere a prima vista il grado di qualità delle foglie di tè che contraddistingue tutte le matriarche della famiglia Rong.
Shen Xiang Ling/Rong Yun Ling (Zhao Zhao Yi) cugina di Rong Shan Bao e sua sostenitrice nelle lotte tra sorelle.
Xiu Qiong (Teng Ze Wen) cameriera personale di Rong Shan Bao.
Man Zhu (Li Jia Jie) cameriera personale di Rong Shan Bao. Viene cacciata dopo la morte di Rong Yun Wan per non averla sorvegliata a dovere, ma in realtà è stata lei a condurre la ragazza alla morte su pressione di Rong Yun Yin e Rong Yun Xi.
Jun Dai (Huang Xing Yuan) servitore che Rong Shan Bao assegna a Lu Jiang Lai. Quando questi diventa prefetto di Linji lui viene nominato suo assistente alla prefettura e poi lo segue nella capitale.
Yan Jing Yi (Li Qian Yi) governante della Famiglia Rong
Cheng Guan Yu (Shu Tong) maggiordomo della famiglia Rong. È un orfano adottato da Yan Jing Yi per scortare Rong Shan Bao durante i suoi viaggi commerciali e, per questo, si è segretamente innamorato della padrona.
Signora Su prima moglie di Rong He Ting e madre di Rong Shan Bao, Rong Yun Yin e Rong Yun Wan.
Rong He Ting (Wan Si Wei) primogenito della Venerabile Signora Rong e padre di Rong Shan Bao. Ricopre il ruolo di Viceministro del Personale e, dopo la morte della Signora Su, si è risposato con Liu Yi Shu.
Liu Yi Shu (Yu Ming Jia) seconda moglie di Rong He Ting e madre di Rong Shan Hui e Rong Yun Zhen.
Rong Shan Hui secondo figlio maschio del clan Rong che vive insieme ai genitori e alla sorella nella capitale.
Rong Yun Zhen (Rao Jia Di) settima figlia femmina del clan Rong che vive insieme ai genitori e al fratello nella capitale.
A’Yi (Yao Yao) coltivatrice di te che Rong Shan Bao fa arrivare appositamente dallo Yunnan per prendersi cura delle sue coltivazioni.
Wen Can (Ma Wen Yuan) cugino acquisito di Rong Shan Bao e suo pretendente. È il figlio del fratello giurato della Signora Su.
Yuan Xiao (Wu Zhong Yuan) servitore di Wen Can.
Shi Xin orfano diventato il servitore personale di Yan Bao Lou.
Song Yi Fan (Gao Ming Chen) pretendente di Rong Shan Bao proveniente da Luxiang. Dato che la sua famiglia è in rovina accetta di diventare l’amante della governante Yan pur di restare nella Residenza Rong ma più tardi aiuta He Xing Ming nel suo tentativo di avvelenare il pozzo che irriga il Re delle Piante di Tè e viene cacciato.
He Xing Ming (Li Fei) pretendente di Rong Shan Bao proveniente dalla rinomata famiglia di coltivatori di tè He di Huqiu. In realtà è da anni che aspetta di vendicarsi di lei per il torto subito anni prima dalla ragazza durante una spedizione commerciale e cercherà in tutti i modi di distruggere la Famiglia Rong servendosi dei conflitti tra sorelle.
He Si (Cheng Yi) servitore di He Xing Ming.
Yang Ding Chen (Liu Qing) pretendente di Rong Shan Bao proveniente dalla rinomata famiglia di coltivatori di tè Yang di Linji. Yang Yun, defunta moglie di Wei Ke Jian, era sua zia e quando lui scoprirà che è ospitata dalla Famiglia Rong cercherà di ricattare Rong Shen Bao e convincerla a sposarlo.
Ji Fa (Cui Xu Yu) servitore personale di Yang Ding Chen
Yang Ji Sheng (Liu Ming Ming) zio di YangDing Chen
Yang Yi Tang (Liu Qing) fratello gemello di Yang Ding Chen e figlio adottivo di Yang Ji Sheng. Si infiltra nella Famiglia Rong per cercare di scoprire il nascondiglio di Yang Yun e liberarsi di lei.
Jie You (Wang Shu Yi) servitore di Yang Yi Tang.
Wei Ke Jian (Gong Zheng Nan) erede della rinomata famiglia di coltivatori di tè Wei di Linji. E’ impazzito in carcere dopo essere stato accusato dell’omicidio della moglie, ma lui si è sempre professato innocente tanto che l’Imperatore ha ordinato la riapertura del suo caso.
Yang Yun/Balia Liang (Wen Yu) moglie di Wei Ke Jian, appartenente alla Famiglia Yang. È scomparsa una decina di anni prima dopo l’ennesimo pestaggio da parte della suocera e del marito. I suoi presunti resti sono stato trovato ai piedi del Monte Qingfeng un anno dopo la sua scomparsa e per il suo omicidio è stato condannato il marito, ma la soluzione del caso è sempre stata dubbia perchè i resti ritrovati erano irriconoscibili. In realtà dopo essere fuggita dalla Residenza Wei è stata nascosta dalla Signora Su ed è diventata la balia di Rong Yun Wan.
Wei Ming uomo che avrebbe aiutato Wei Ke Jian a liberarsi del corpo della moglie per poi morire in circostanze misteriose. Ha lasciato una madre anziana e una figlia piccola entrambe affette dalla rara malattia ereditaria agli occhi che affliggeva anche lui.
Wei Miao Er figlia di Wei Ming.
Signora Chang (Shi Yan) anziana madre di Wei Ming. Aiuterà Lu Jiang Lai a provare l’identità di Yang Yun e a incastrare Jiang Yi Qian per le false accuse a di Wei Ke Jian e l’ingiusta detenzione dei membri del Clan Wei.
Fan Wen De ex magistrato di contea di Tonglu e Presidente della Corte nel caso Wei, arrestato per aver posticipato l’esame del cadavere e ritardato la soluzione del caso per via del suo intervento nella riparazione delle case danneggiate da una forte tempesta che aveva colpito la zona.
Jiang Yi Qian (Tang Zhen Ye) governatore provinciale della Contea di Chunning. È un uomo corrotto e abietto e, per evitare si essere smascherato, tenta in tutti i modi di liberarsi di Lu Jiang Lai.
Zhang Zhong (Zhou Yao) comandante aggiunto delle guardie provinciali.
Xu Song (Zhang Bai Qiao) Prefetto di Linji. Dopo che suo cognato viene ucciso da Lu Jiang Lai, lui cerca in tutti i modi di contrastarlo.
Liu Ben (Jiang Chao) conestabile della Contea di Chunning implicato nella tratta di donne condotta dalla Signora Zhang. Nonostante sia il cognato dal Prefetto Xu Lu Jiang Lai decide di giustiziarlo sommariamente per evitare che le sue conoscenze gli evitino il carcere.
Lang Zhu Sheng (Bai Chuan) consigliere di Lu Jiang Lai che dopo la sua scomparsa prende il suo posto e viene incaricato di indagare sulla morte di Yang Ding Chen
Qing Yun (Li Bai Xu) assistente di Lu Jiang Lai. In realtà è un ufficiale minore della prefettura che il Prefetto Xu ha incaricato di spiare Jiang Lai.
Gran Segretario Xu (Li Guang Fu) mentore di Lu Jiang Lai
Xu Mei Ying (Sun Qiu Hui) figlia del Gran Segretario Xu e amica di Lu Jiang Lai. Suo padre progetta di farla sposare con quest’ultimo, ma muore prima di ufficializzare il fidanzamento e lui declina la sua proposta.
Li Xiu Niang (Dong Xuan) madre di Lu Jiang Lai e Xue Shu Yu. Era la cameriera personale della prima duchessa di Yong, la Signora Han, promossa a concubina del duca a causa dell’infertilità della padrona. Dopo aver dato alla luce il suo primo figlio la duchessa, ingelosita, glielo aveva sottratto e l’aveva vessata tanto da spingerla a fuggire dalla residenza. Incinta, esausta e senza soldi era stata accolta da Lu Zheng Yuan il quale l’aveva poi sposata e aveva riconosciuto Lu Jiang Lai come suo figlio.
Lu Zheng Yuan (Zeng Ke Lang) dipendente della Residenza Luo che ha salvato e sposato Li Xiu Niang dopo la sua fuga dalla Residenza del Duca di Yong e ha riconosciuto Lu Jiang Lai come suo figlio.
Luo Chuan Ce (Liu Ze Yu) inetto nipote del Governatore Provinciale di Yingtian, Luo Zhan, e compagno di studi di Lu Jiang Lai. Geloso nei confronti di quest’ultimo per via dei riguardi che il nonno gli dimostrava, lo umiliava e bullizzava in continuazione, fino ad arrivare a causare la morte di Lu Zheng Yuan. Dopo aver sperperato al gioco tutto il patrimonio di famiglia, era sopravvissuto solo grazie all’aiuto di Lu Jiang Lai che aveva supportato il suo clan.
Xue Mao Tang (Zhang Lei) Duca di Yong. È il vero padre di Lu Jiang Lai che, dopo l’incidente che ha menomato il figlio maggiore, decide di ritrovare il figlio minore e nominarlo suo erede.
Signora Chang (Hu Jing) seconda Duchessa di Yong.
Xue Ying Chuan (Sun Jing Jing) altezzosa figlia del Duca di Yong insignita dall’Imperatrice Vedova del titolo di Signora della Contea di Jinxiang.
Xue Shu Yu/Heng Sheng (Cao Jun) erede apparente del Duca di Yong. In realtà è il figlio che la Signora Han ha sottratto a Li Xiu Niang che, dopo una caduta da cavallo, è rimasto claudicante e, per questo, ha perso il favore del padre.
Xie Hui Qing/Wan Niang (Zhang Hui Wen) Giovane Duchessa di Yong è la moglie dell’erede apparente del Duca di Yong.
Lian Xin cameriera personale di Xie Hui Qing.
Xue Xuan Yu figlia di Xue Shu Yu. In realtà è la figlia di Xue Ying Chuan sottratta a quest'ultima quando era appena nata per via del fatto che la morte del marito aveva reso la donna psicologicamente instabile.
Xue Pei Xun (Liao Fu Heng) figlio di Xue Shu Yu.
Ji Ping (Liao Hui Jia) concubina prediletta del Giovane Duca
Balia Zheng (Han Shu Mei) e Balia Lian (Wang Ya Ting) governanti della Residenza del Duca di Yong
Xue San Gui (Yuan Hong Yang) maggiordomo della Residenza del Duca di Yong
Luo De Ze (Guo Dong Hai) ispettore imperiale incaricato di prendere in consegna il tributo di tè dei Rong per l’Imperatrice Vedova.
Bo Rui (Mei Ling Zhen) donna che viene pagata da Rong Yun Xi per spacciarsi per la balia di Rong Shan Bao e rivelare che lei in realtà non possiede “l’essenza del tè” che contraddistingue tutte le matriarche della famiglia Rong, perché l’erede di tale dono è in realtà Rong Yun Wan.
Signor Wang mercante che cerca di incastrare Rong Shan Bao per frode in commercio e che viene in seguito punito da He Xing Ming.
Personaggio Preferito: Bai Ying Sheng
È uno di quei personaggi che conquistano in silenzio, dimostrando un grande valore morale e intellettuale.
La sua bontà autentica e mai ostentata e la sua onestà specchiata convivono con un altruismo che non sfocia mai in ingenuità e con un’intelligenza vivace e acuta.
La sua saggezza è evidente non solo nei risultati accademici — miglior studente dell’Accademia Wanfeng e settimo classificato all’esame imperiale — ma soprattutto nella sua capacità di osservare e leggere le persone e le situazioni e di saper scegliere quando agire.
A differenza degli altri pretendenti, che si perdono in rivalità e calcoli grossolani, lui riesce a vedere oltre gli schemi, smascherando le loro strategie e sventando i loro piani. Dimostra grande lucidità nel percepire gli inganni di Rong Yun Shu e nel fingere un’alleanza con Jiang Yi Qian mentre, in realtà, lavora sotto copertura per Rong Shan Bao.
Nonostante il suo acume, però conserva un’empatia rara. Davanti alla storia dolorosa di Yun Shu — semi-cieca, emarginata, cresciuta nell’indifferenza e nel disprezzo — non agisce con superiorità, ma con una tenerezza sincera che si trasforma rapidamente in amore. Un sentimento ostinato e silenzioso, capace di resistere ai tradimenti, ai rifiuti e alle ferite dell’orgoglio, senza mai svanire.
Sottovalutato per la sua mitezza e per le sue origini modeste, finisce per sorprendere tutti quando, nel momento decisivo, si schiera senza esitazione dalla parte della giustizia, contribuendo a smascherare He Xing Ming e a denunciare i crimini di Jiang Yi Qian davanti all’inviato imperiale.
Nel suo percorso, fatto più di coerenza che di clamore, incarna una forza quieta e rara: quella di chi resta fedele ai propri valori anche quando nessuno sembra guardare.
Personaggio S-Preferito: Venerabile Signora Rong
È una figura dominata dall’ossessione per la prosperità del clan, una donna inflessibile e autoritaria che ha trasformato la propria esperienza di tradimenti e disillusioni in una visione del mondo rigida e chiusa.
Convinta che il sentimentalismo sia una debolezza e che gli uomini siano, per natura, inaffidabili, impone alle nipoti un percorso di vita segnato dal sacrificio e dalla dedizione, educandole fin dall’infanzia alla disciplina e caricandole di responsabilità sproporzionate. Rong Shan Bao ne è l’esempio più evidente: mandata a soli tredici anni a scortare carichi di tè ai confini del regno, esposta a banditi e territori ostili, si ritrova presto schiacciata dal peso della gestione delle coltivazioni e del commercio, privata di ogni margine di divertimento o leggerezza.
Con la stessa durezza governa anche le scelte emotive della famiglia: costringe Shan Bao a giurare che non permetterà mai ai sentimenti di prevalere sul bene del clan, negandole di fatto la possibilità di vivere liberamente il suo amore per Lu Jiang Lai. Il timore del suo giudizio spinge anche Rong Yun Xi a rinunciare all’amore per An Cha e persino alla figlia nata da quella relazione, costretta a crescere lontano dalla madre e visitata solo in rare occasioni.
Dietro una facciata di ordine e disciplina, alimenta una competizione feroce tra le nipoti per il potere che, a parole, condanna ma che nei fatti incoraggia con favoritismi, pressioni e umiliazioni.
Ogni deviazione dal percorso da lei imposto viene vissuta come un affronto personale e punita con disprezzo, violenza verbale e, nei casi più estremi, con punizioni corporali ed esilio dalla Residenza Rong.
Anche la scelta di far sposare Shan Bao avviene in modo unilaterale, e risulta basata su criteri di docilità e utilità economica dei pretendenti, senza alcuna considerazione per i desideri della nipote.
Sebbene nel finale dimostri qualche timido spiraglio di apertura, resta una figura profondamente segnata dall’ombra del controllo e del sospetto, capace più di imporre che di amare, e incapace di comprendere quanto le sue scelte abbiano generato fratture difficili da sanare.
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